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sabato 26 novembre 2011

Peggio la toppa del buco. Sugli errori nostri e altrui.

E' sempre sgradevole mettere alla berlina qualcuno e non c'è personaggio più triste della maestrina della penna rossa.Però,è innegabile che si rischia il ridicolo, quando si cerca di difendere l'indifendibile ed è questo atteggiamento mentale che sollecita il mio modestissimo intervento.
Insomma, sbagliare è lecito (anche se l'on. Biancofiore è recidiva), ma dar la colpa a chi rileva l'errore o, come sembra in questa controreplica di un giovane esponente del Ppe altoatesino, al mezzo tecnologico mi sembra davvero preoccupante.
Ecco la lettera apologetica a Stella di Alessandro Musolino, presidente Onorario Giovani Ppe:
http://www.pdlaltoadige.it/index.php?option=com_content&view=article&id=498:lettera-a-stella&catid=36:lettere&Itemid=88
" [...] Purtroppo le moderne tecnologie delle quali ci serviamo, sono delle altrettanto macchine imperfette. Utilizzando l'iPad o gli altri strumenti di comunicazione capita certamente a molti di noi di incorrere involontariamente in alcuni errori. I programmi di autocorrezione spesso trasformano "un po' " in "un pò" o così via, ma questa non è una buona ragione per poter attaccare, o peggio denigrare, un'esponente politico. Spero pertanto che in futuro tu ti possa concentrare sull'uso imperfetto delle pubbliche risorse e non sul corretto utilizzo degli accenti o degli apostrofi, come peraltro potrebbe accadere anche a me visto che per scriverti mi sto avvalendo dell'infernale strumento messoci a disposizione da Steve Jobs e che prende il nome di iPad (e senza alcun segretario pagato dalla collettività)."

Mi sembra inutile rilevare un uso della punteggiatura discutibile ( c'è la virgola tra tra soggetto e predicato, ma non per dividere proposizione da proposizione) , un "altrettanto" che vorrebbe logicamente una spiegazione ( "quanto l'uomo", presumo), un "o così via" che non si capisce proprio che cosa voglia dire, "un'esponente politico" da triplo segno rosso ed altro che tacer è bello per evitare di essere troppo pedante.

Non è l'errore in sé a irritarmi, ma il goffo tentativo di attribuire la colpa dei nostri (legittimi, ripeto) errori ad altri: all' iPad, diabolica macchina infernale, o direttamente al suo ideatore, pace all'anima sua, Steve Jobs.

Forse, in tali frangenti, è meglio dare la colpa alla fretta, se ci secca troppo ammettere la nostra ignoranza.
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giovedì 24 novembre 2011

Biancofiore e il terreno scivoloso dell'ortografia.

Per giustificarsi degli errori commessi ( e raccolti con una certa perfidia da Gian Antonio Stella), l'onorevole Biancofiore rischia di fare una figura ancor più barbina:
"Ho scritto un po’ con l’accento sulla o, è vero, non come lo vedete ora, perché chiunque usi un computer sa che si trovano le lettere già accentate e che per mettere l’accento di lato devi fare tre mosse con la mano molto poco pratiche quando si scrive in velocità".
Se ne deduce che quello che si trova "di lato" del "po" è un accento.
Il signor apostrofo la apostrofi per segnalare a tutti la caduta del suo buon senso: paghi qualcuno perché questi dia una controllata ai suoi interventi pubblici.
Qui sopra l'onorevole Biancofiore con un leader "apostrofato" di quattro dita;-)
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