giovedì 25 luglio 2019

Movimento 5 Stelle: polli fortissimamente polli.


Non fa piacere vedere un movimento che ha raccolto molti entusiasmi cadere così precipitosamente. Perché c'era del buono, in particolare l'attivismo di molti giovani, ma è stato gestito molto male. La richiesta della Raggi di far togliere la scritta “Casapound” allo stabile occupato dai neoascisti e la scelta del M5s a stretto giro di allinearsi con la Lega per evitare lo sgombero la dice lunga sui rapporti di forza dei partiti al governo.
Appiattirsi poi in modo così conigliesco a coloro che hanno promesso, in caso di sgombero, di far scorrere il sangue di Poliziotti e Carabinieri (e la minaccia era reale) ci dice anche quanto Casapound e Forza Nuova, al di là dei risultati elettorali, abbiano un potere reale e riescano non solo a far accettare alla Lega e al Movimento 5 Stelle i loro cavalli di battaglia, ma anche a far fare una figura di palta alle Forze dell'Ordine, pronte e inflessibili nello sgombero dei poveracci, bimbi compresi, e accomodanti, per non dire altro, a chi le ha minacciate sul serio di botte vere.
La scintilla di Bibbiano, tanto per fare un esempio, è stata accesa dai movimenti dell'ultradestra ed è la favilla che ha scatenato il fuoco che rischia di bruciare le ali da pollo dell'attuale Movimento 5 stelle. 
E il volo verso orizzonti alti, quando si è polli, fortissimamente polli, risulta ormai, a mio avviso, impossibile.

Golia e Davide ovvero sul ribaltamento delle parti.


Se una decina di anni fa avessimo visto qualcuno contestare la multa del Vigile di turno, proferendo le fatidiche parole: “Lei non sa chi sono io!”, ci saremmo fatte grasse risate.
Il prepotente, vestito da potente o, se preferite, il potente vestito da prepotente, sarebbe stato condannato da tutti.
Ora abbiamo uomini potenti che se la pigliano con i singoli cittadini. 
Non con i propri oppositori politici (quello rientra nel dibattito politico e chi critica anche pesantemente un altro potente sa che quest'ultimo ha tutti gli strumenti per contrattaccare), ma con chi evidentemente ha strumenti spuntati per difendersi adeguatamente dagli attacchi nei loro confronti. Son poveri untorelli nelle mani dei famelici Don Rodrigo e gli tocca farsi difendere da una giustizia che ha tempi lunghi e risarcimenti dei danni miserevoli.
Ma ecco la novità dei tempi nostri: il popolino che un tempo parteggiava per Davide perché si rispecchiava nella sua debolezza ora parteggia in massa per Golia, purché la buriana non lo colpisca.
Mi tocca ricordare che i Golia, se lasciati ai loro appetiti e senza i limiti delle Costituzioni, prima o poi si pappano il popolino tutto, le sue poche libertà e le sue piccole ricchezze e sicurezze.
In comode rate o tutte insieme, a sua discrezione, ovviamente.

Pissi pissi bao bao: La regionalizzazione della scuola.

Lo sapete: mi piace scherzare e da anni mi occupo di satira. Non prendetemi troppo sul serio, dunque. Poiché ho il capo scarico, oggi mi do alla distopia scolastica. Orbene, ordunque. Se passasse la regionalizzazione della scuola, si potrebbe configurare questo scenario: docenti con la stessa anzianità e che hanno le stesse mansioni potranno avere stipendi diversi. Infatti, il passaggio (volontario per i vecchi docenti, obbligatorio per i neo-assunti) alla Regione comporterebbe un aumento di 400 euro mensili. Nulla da dire se i docenti che aderiranno alla proposta lavorassero più ore o rinunciassero a qualche garanzia di cui godono gli Statali, ma nel caso non ci fosse nulla di tutto ciò l'aumento salariale sarebbe dovuto solo all'accettazione di un progetto politico di parte. Insomma, i 400 euro si configurerebbero come una "stecca" per aver accettato la "regionalizzazione". Se si realizzerà questo progetto, sarà abbastanza ovvio che molti docenti, anche non schierati per le autonomie, non si faranno pregare per avere un'integrazione al loro stipendio che, com'è noto, non è particolarmente pingue. Chi non aderirà sarà qualche mosca bianca o forse rossa, facilmente individuabile. Il resto lo lascio alla vostra fantasia. Mi preparo atleticamente per evitare l' acchiappamosche!😜 P.S. Ovviamente qui non ho trattato la questione di un Paese che avrà scuole sempre più distanti tra loro, ancor più di oggi, come emerge dai dati INVALSI. Già ora a livello ministeriale si dice che un anno di scuola in Veneto equivale a due anni in Sicilia; si può presumere che la regionalizzazione non potrà che ampliare il divario già inaccettabile tra le scuole delle regioni ricche e quelle delle regioni più povere e deboli. Perché amalgamare dividendo è assai difficile.

L'infantilismo italiano (Sesta puntata): "E allora Ciccio?"


Capita nelle aule scolastiche delle scuole medie di dover riprendere il comportamento scorretto di qualche allievo. I giochini pur di non stare attenti sono millanta: puntare la matita appena temperata sul braccio del compagno, minare l’equilibrio instabile della sedia dello stesso o togliergliela d’improvviso da sotto il sedere, scrivergli sul braccio TVTTB con annessi cuoricini infilzati dalle fatidiche saette. Il buon insegnante, fingendo di fare il severissimo, con voce cavernosa se maschio, da sirena antincendio se femminuccia, incomincerà la reprimenda con il classico: “Che cosa stai combinando, ***?” Il garzoncello scherzoso si farà di improvviso cupo, guarderà a destra e a sinistra per cercare aiuto come don Abbondio e poi, sfoggiando una conoscenza inaspettata dei pronomi, domanderà al docente che lo ha chiamato per nome e che incontrovertibilmente si è rivolto a lui: “Chi? Io?” “Sì, proprio tu, perché… (segue la descrizione del comportamento scorretto)?” Ormai nell’angolo il pargolo potrà ricorrere a varie tecniche di fuga davanti al pericolo: tanatosi (fingersi morto), finto malore (svenimento, mal di pancia et similia), negazione (“Non ho fatto nulla" o il temibile gas lighting “Lei non ha visto bene"). Ma la tecnica preferita è la frasettina :”E allora Ciccio?” Il docente allora comincerà il discorsetto di prammatica: “Caro ***, la responsabilità è individuale. E io ti ho colto con le mani nella marmellata. Non dubito che anche Ciccio potrebbe aver commesso qualche scorrettezza, ma in questo momento sei tu nei guai. (Il ricorso all' exemplum è d'obbligo: l’espressione “responsabilità individuale" potrebbe non essere stata colta). Tu sai che non tutti coloro che passano col rosso vengono multati, ma quando il vigile ti contesta la multa non ha senso rimproverarlo per non aver multato gli altri…” Il pargolo alzerà il sopracciglio destro (è segno che sta rielaborando il messaggio) e utilizzerà l’arma che piace tanto ai ragazzi che hanno fame di giustizia per giustiziarla: “Ma non è giusto!!!” Al che il buon docente chioserà: “Lo so che non è giusto, ma il Mondo funziona così e la scuola dovrebbe insegnarti che le Leggi si rispettano anche quando il vigile o se preferisci l’insegnante non c’è. C’è chi pensa di riempire il Mondo di Vigili, Poliziotti o , per risparmiare, di telecamere per tenere a bada chi sgarra. Io penso, ma sono forse un ingenuo, che dovremmo insegnare a tutti che il rispetto delle Leggi dovrebbe essere dentro di noi. Poi ci sarà sempre qualcuno che ci proverà ad infrangerle, ma confido nell’effetto gregge…” Come si potrà ben notare l’insegnante si è perso nei suoi pensieri, figuriamoci il porello che è andato in cimbali dopo le prime parole. Qualcuno si domanderà ora il senso del pezzo. Su, dai, è facile. Vi do un indizio: “ E allora i Marò?” , “E allora le Foibe?”e in questi giorni “E allora il PD?”, “E allora Bibbiano?".

lunedì 1 luglio 2019

L'infantilismo italiano (Quinta puntata): contare a trent'anni sull'effetto cucciolo.


Campo lungo: da lontano appaiono un'influencer, attrice, modella che invoca Hitler per sterminare i gay che le impediscono di arrivare in stazione e un pizzaiolo di Lampedusa che augura lo stupro per la comandante di un'imbarcazione.

Fate passare un po' di tempo.

I Social frullano il tutto e incominciano a riempire le loro bacheche virtuali di insulti e contumelie.
Fate passare altro tempo.

L'influencer si accorge che l'uscita sui gay potrebbe danneggiare il suo lavoro. Gli sponsor potrebbero averle mandato una mail in cui le annunciano di non gradire pubblicità negativa. Minacciano di stracciare il contratto. Niente più soldi per far la sciantosa su Instagram con il vestitino bello. Si prospetta un futuro cupissimo: dovrà lavorare sul serio.
Il pizzaiolo viene richiamato dal padrone del ristorante che gli annuncia che per la sua uscita rischia di far perdere clienti al locale. Augurare lo stupro fa perdere almeno un 50% della clientela femminile e quelli che restano sono trogloditi che insozzano la mensa peggio delle Arpie.

Lasciate passare ancora un po' di tempo.

L'influencer appare in un video e dice: “E' colpa del caldo!”
Il pizzaiolo appare in un video e dice: “Avevo bevuto troppo! E' colpa dell'alcol!”

Meditate.

Nessuno dei due dice: “Sono stato uno stupido! Ho detto cose terribili!”

Nessun senso di colpa. Nemmeno un po' di vergogna.
La colpa è del caldo, è dell'alcol, mica loro. Quelle che sono delle aggravanti per l'omicidio stradale per loro sono delle attenuanti.

Conclusione

In Giappone gli adulti, dopo le pubbliche scuse per aver commesso un errore, pensano al seppuku, in Italia i bambini che si fingono adulti sorpresi con le mani nella marmellata danno la colpa alla marmellata. E si presentano in video con gli occhioni degli innocenti, dopo essersi passati fard e mascara (anche il pizzaiolo curerà il suo look).
Contano sull'effetto cucciolo che vale per mammiferi e uccelli: non uccidono i pulcinotti che non appartengono alla loro specie. Ma l'influencer e il pizzzaiolo hanno trent'anni. E non hanno il faccione e gli occhi lucidi dei bimbi. Forse la pupilla un po' dilatata.



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