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mercoledì 22 giugno 2022

Vignetta didattica: Insieme per il futuro. La maionese impazzita.

 Insegnare a fare umorismo e a fare satira è un po' un controsenso. Lo spirito umoristico o satirico o ce l'hai o non ce l'hai come il coraggio di Don Abbondio. 

Però, si può insegnare facilmente come non fare umorismo (siamo dalle parti di Montale che afferma che il Poeta può solo fornire al suo lettore ideale solo "storte sillabe e secche"), producendo esempi significativi. 

Un modo per NON fare umorismo è irritare il lettore, facendogli fare i salti mortali per cogliere il significato della vignetta. 

Quando il lettore è perverso (ma deve avere capacità di interpretazione da enigmista), la capisce tutta, ma non ride: il banchetto è luculliano, ma propone Nutella e spaghetti. Insieme. 

Quando è scafato, la capisce a tre quarti e gli rimane in bocca l'amaro...Tanto vale non capirla del tutto! Che cosa c'è di peggio di mangiare una ciliegia con un verme dentro? 

Mangiarne una addentando solo il verme a metà, no?

Oggi sono oziosissimo (pausa esami) e, invece di andare dal pedicure, mi do alle metavignette incomprensibili o comprensibili in parte. Anche a chi le realizza, eh!

 I giochi di parole sono banalissimi e anche questo serve allo scopo. Affestellarli l'uno dietro l'altro è operazione piacevole come  riempirsi con la paletta gli slip con la sabbia.

Insomma, oggi mandatemi a quel paese allegramente...




giovedì 25 luglio 2019

Movimento 5 Stelle: polli fortissimamente polli.


Non fa piacere vedere un movimento che ha raccolto molti entusiasmi cadere così precipitosamente. Perché c'era del buono, in particolare l'attivismo di molti giovani, ma è stato gestito molto male. La richiesta della Raggi di far togliere la scritta “Casapound” allo stabile occupato dai neoascisti e la scelta del M5s a stretto giro di allinearsi con la Lega per evitare lo sgombero la dice lunga sui rapporti di forza dei partiti al governo.
Appiattirsi poi in modo così conigliesco a coloro che hanno promesso, in caso di sgombero, di far scorrere il sangue di Poliziotti e Carabinieri (e la minaccia era reale) ci dice anche quanto Casapound e Forza Nuova, al di là dei risultati elettorali, abbiano un potere reale e riescano non solo a far accettare alla Lega e al Movimento 5 Stelle i loro cavalli di battaglia, ma anche a far fare una figura di palta alle Forze dell'Ordine, pronte e inflessibili nello sgombero dei poveracci, bimbi compresi, e accomodanti, per non dire altro, a chi le ha minacciate sul serio di botte vere.
La scintilla di Bibbiano, tanto per fare un esempio, è stata accesa dai movimenti dell'ultradestra ed è la favilla che ha scatenato il fuoco che rischia di bruciare le ali da pollo dell'attuale Movimento 5 stelle. 
E il volo verso orizzonti alti, quando si è polli, fortissimamente polli, risulta ormai, a mio avviso, impossibile.

martedì 26 febbraio 2019

"Mai dire mai". Sulle promesse di Capitan Findus e sull'arte di succhiare il sangue agli alleati.



Capitan Findus per rassicurare l'alleato, che è più suonato di un pugile dopo il KO, promette e giura che non ritornerà MAI col Centro-Destra. Oggettivamente non gli conviene: vampirizzare il partito ora suo alleato gli conviene sicuramente di più, tanto più che i M5S hanno leader di carta velina. Dovesse cambiare casacca (cosa che trova assai piacevole) si troverebbe a fronteggiare l'Immarcescibile; quest'ultimo guida un partito che, pur ridotto di dimensioni numeriche, ha ancora qualche potere di attrazione, in particolare per quell'elettorato moderato che, pur approvando senza proferir verbo ciò che fa il Capitano, ama fregiarsi del titolo di “liberale” (in realtà, è la solita borghesia imprenditoriale che non ha mai smesso di accarezzare l'ur-fascismo italiano sia quando è can da pagliaio sia quando incomincia a mordere sul serio).
Il Capitano afferma: “Mai con Berlusconi”.
Scelta legittima: ha solo fatto i conti col pallottoliere e sa che, pur contando su un 35% dei voti virtuali, Berlusconi e alleati ne potranno portare al massimo un 15% e governare sul filo del rasoio in parlamento non è semplice, mentre ora la somma dei voti di Lega e Pentastellati supera abbondantemente la maggioranza assoluta.
E la Sardegna allora? Guardate i risultati: Solinas ha quasi il 50% dei voti (senza contare che c'è di mezzo il Partito Sardo d'azione). Va bene per vincere le Regionali, non per governare un Paese. C.V.D.
In realtà, Capitan Findus non attende altro che tornare nella sua sede naturale, ovviamente in posizione di forza. Sa, perché non è stupido, che, però, non potrà vampirizzare più di tanto l'alleato liberale con le politiche estreme che le sono ora care per raccogliere voti senza sbattersi più di tanto.
Drenare voti dai 5stelle, infatti, è molto più semplice; in primis, perché gran parte del suo elettorato (ed è più della metà del partito) è in pectore di Destra (l'espressione “non siamo di Destra né di Sinistra”, come molti hanno compreso, significa che è “prevalentemente” di Destra), mentre la restante parte, minoritaria, raccoglie la protesta degli orfani della Sinistra o di chi non ha altro da sperare e confida in qualche politica sociale che ormai la Sinistra ha abbandonato (lotta alla disoccupazione, difesa dei più deboli, attenzione alle aree marginali del Paese).
Usando un'immagine che non mi piace, appartenendo al linguaggio dei simpatizzanti del Capitano, per esemplificare: le zecche rosse prelevano il sangue da se stesse, mordendosi da sole, prosciugando le proprie energie e riducendo la loro massa corporea, le zecche verdi si attaccano e dissanguano le altre zecche che incontrano, non facendo distinzione di colore e confidando nella loro beotaggine. 
E ingrassano, come è loro natura, in modo parassitario. In voti e in denaro pubblico (che ritorneranno sia chiaro tra 80 anni).
arz©

giovedì 14 febbraio 2019

Leggere tra le righe le scelte della Lega: dalle Gabbie salariali alle gabbie vere e proprie. Piccoli passi verso la criminalizzazione dell'opposizione intellettuale.


Le notizie arrivano a spizzichi e bocconi. E fintanto che le bocce sono in movimento sarebbe opportuno non esporsi molto. Non perché sia pericoloso schierarsi, ma perché è facile prendere lucciole per lanterne.
Fatta la premessa d'obbligo di chi potrebbe andare a caccia di farfalle virtuali, ecco ciò che giunge da fonti giornalistiche: la "regionalizzazione" di tre regioni del Nord è cosa fatta.
Si prenderanno parte del gettito fiscale, e gestire il denaro “proprio”, secondo la prospettiva federalista, è cosa buona e giusta.
Muore, è il caso di dirlo, la prospettiva solidaristica ossia la distribuzione del denaro dalle regioni più ricche a quelle più in difficoltà.
Il M5s che ha pescato nel malcontento meridionale tace. E chi tace acconsente. Evidentemente godono a farsi vampirizzare dal Gattone del Cheshire che se la ride sotto i baffi: l'obiettivo della Lega Nord è stato raggiunto di nascosto, anche se lo slogan della Lega senza il Nord: “Prima gli italiani” andrebbe corretto con l'indicazione delle regioni che vengono prima di altre. 
Come per i maiali della “Fattoria degli animali”, le leggi valgono per qualcuno per altri no, quando si tratta di letti, ma in particolare quando si tratta di cibo.
Ovviamente la notizia è relegata nelle pagine interne dei giornali cartacei e in carattere più piccolo nelle edizioni on line.
Siccome però ci sono numerosi meridionali che lavorano e vivono al Nord, bisognerà rendere l'offa gradevole per tutte le mandibole: si prospetta una retribuzione regionale maggiorata senza distinzione tra docenti del Nord e del Sud (varrà solo per Veneto, Lombardia e Emilia Romagna) di 200 euro per gli insegnanti (così come avviene nel Trentino-Alto Adige che è regione autonoma).
So che molti miei colleghi, del Nord e del Sud, gongoleranno: vivere oggi con lo stipendio statale al Nord significa far la vita del protagonista di “Breaking Bad” ossia fare il docente di chimica e poi lavorare in autolavaggio per arrotondare (quando avrà problemi di salute, il mite prof deciderà di darsi al traffico di droga).
Duecento euro in più potranno evitare agli insegnanti di diventare spacciatori di droga? Più probabilmente smetteranno di arrotondare all'autolavaggio, ma tant'è.
Chi mi conosce sa che, nonostante sia di stirpe orobica da generazioni, vivo come un marziano lo spirito dei tempi. E ovviamente sono contrario a retribuzioni diverse per mansioni che sono uguali (ammetto solo lo svantaggio climatico, ma non posso pretendere uno stipendio maggiorato perché a Bergamo non c'è il sole e non c'è il mare...) 
Poiché sono sempre in posizione minoritaria, so che pochi dei miei compagnucci di lavoro saranno d'accordo con me. Non gliene faccio una colpa.
Ma c'è di peggio nella proposta (e non è la prima volta che succede per iniziativa della Lega).
Poiché lo scopo non è solo dividere il Nord dal Sud, ma anche rendere evidente a tutti chi è favorevole e chi è contrario alle politiche del Partito autoproclamatosi maggioranza nazionale ci sarà la possibilità per chi lo vorrà di rinunciare al bonus regionale.
Ed è qui che si evidenzia il veleno della proposta: chi lo farà, e lo farà evidentemente perché in disaccordo con le scelte regionali, sarà chiaramente identificato come oppositore politico, come un corpo estraneo, il cancro di un corpo sano.
 E fianco a fianco a fare lo stesso lavoro ci saranno nella stessa scuola due insegnanti: uno che guadagnerà un po' di più perché fedele alle scelte del partito politico dominante e l'altro, identificabile dal cedolino che renderà evidente la sua scelta di non aderire alla scuola regionalizzata, sarà lo sporco oppositore, il pericoloso intellettuale che sarà bene guardare a vista. Sarà il solito sporco Statale.
Dalle Gabbie salariali alle Gabbie vere e proprie il passo è breve.
P.S. Vuoi vedere che sto diventando complottista anch'io? ;-)

domenica 27 gennaio 2019

Il M5S, il Movimento fascista più liberale che conosco.


Ovviamente solo i polli ci potevano cascare. Non se ne abbiano i pentastellati per questo commento sicuramente altezzoso, ma la barzelletta del non siamo né di Destra né di Sinistra non faceva ridere.
Quando qualcuno afferma, per di più credendoci fermamente, a simili castronerie non ha scia ;-) mnestica della storia politica dell'Italia, in primis di quell'episodio singolare, ma significativo, che fu l'Uomo Qualunque.
E' vero che un Movimento, quando è tale, ha più anime e la divisione con l'accetta tra ciò che è di Destra e ciò che è di Sinistra, nel comporsi magmatico di interessi di vario genere, non è sempre possibile. All'inizio.
Sta di fatto che ora, e senza tema di smentita, il M5S si è adeguato, qual materasso Memorex, alla politica della Lega che, a sua volta, ha imboccato la strada dell'estremismo di Destra senza se e senza ma.
L'uscita antisemita di Lanutti, quello che ha tirato fuori dal cilindro un falso storico accertato come “I Protocolli dei Savi di Sion”, non ha ricevuto nessun severo commento di condanna, la politica della criminilizzazione dei profughi e delle Ong, cavallo di battaglia della Lega, è stata assimilata senza colpo ferire, mentre il Reddito di Cittadinanza, l'unico simulacro di politica sociale e solidale di Sinistra, si sta trasformando in un pastrocchio terribile, perché le premesse da cui parte il Movimento 5 Stelle sono molto confuse.
Il dettato costituzionale è chiaro: il lavoro è un diritto e il lavoratore che non lavora non è un fancazzista, è una persona a cui si sta togliendo dignità. Lo Stato (con la esse maiuscola) ha il dovere di permettere a tutti di accedere non solo a un lavoro quale che sia, ma anche a una retribuzione in grado di garantirne la dignità. Punto.
Se c'è un errore marchiano della Sinistra degli ultimi trent'anni (e ora ne sta pagando giustamente lo scotto) è di aver perso di vista questo semplice concetto, confidando nelle manine sante del Mercato del Lavoro che, lasciate a se stesse, hanno combinato disastri che, more solito, hanno pagato i deboli a favore dei ricchi.
E i dati sulla distribuzione della ricchezza in Italia (e nel Mondo) sono incontestabili, tranne per chi ha qualche problema con le tabelline.
Nella logica pasticciata del Movimento 5S c'è del buono: chi non ha reddito e non può vivere dignitosamente va aiutato.
Peccato che dalle indicazioni sul Reddito di Cittadinanza prevale il sospetto e il pregiudizio destrorso: il potenziale lavoratore viene considerato un divanista professionista a cui può essere concessa sì una possibilità, ma che va controllato come un bambino capriccioso.
Vuoi lavorare? Prima ti offro un lavoro, se rifiuti le mie proposte perdi il reddito di Cittadinanza. Vuoi spendere i soldi del Reddito? Non puoi farlo come vuoi, perché altrimenti ti puniamo pesantemente. 
Insomma il lavoratore diventa un “minus habens” da guidare verso il virtuoso percorso del lavoro, da locupletare con pochi spiccioli, purché si comporti bene e ovviamente stia buono (il “panem e circenses” non è mai morto).
Come si vede, traspare uno statalismo (con la minuscola) paternalista e al contempo autoritario, in perfetta linea con la storia degli ur-fascismi di tutte le epoche.
Ovviamente una volta assunto il lavoratore dovrà accettare, pena l'estinzione del reddito di cittadinanza, qualsiasi retribuzione (si è parlato forse di minimi salariali?), diventando merce molle nelle mani di imprenditori che, incassando tra l'altro bonus fiscali dallo Stato, non si sbracceranno certo a retribuire verso l'alto una manodopera costretta alle Forche caudine del meccanismo che è stato messo in moto.
Sia chiaro: gli imprenditori fanno il loro mestiere e sanno quanto è importante la manodopera, ma anche loro devono fare i conti della serva e, se possono risparmiare, anche illegalmente, risparmiano, anche attingendo al nero, come ben si può vedere dal pasticciaccio brutto del babbo fascio-liberale di Di Battista.
In sovrammercato, c'è qualche cattivello che perfidamente suggerisce che il rendere il nostro Paese la più maleodorante sentina del razzismo spicciolo in Europa farà sì che i lavoratori stranieri, anche quelli stabilizzati, se ne vadano in altri lidi per far posto nelle fabbriche del Nord alla manodopera “stracciona” (nella logica polenton-leghista, ovviamente) del Meridione.
E il M5S che ha ottenuto grande consenso al Sud si troverà col cerino in mano, mentre la Lega non pagherà pegno, anzi raccoglierà consensi dal suo bacino elettorale di riferimento. Non solo. Perché in Italia l'Unità nazionale da Nord a Sud or rappresentata dal “celodurismo honesto”, variante creativa del “familismo amorale”, prevede che gli altri, in ispecie se si tratta di stranieri o diversi da noi, si piglino a calci in culo, se infrangono le regole (se delinquenti, si mandino a morte o si butti via la chiave), mentre noialtri facciamo beatamente gli affari nostri e della Legge ce ne facciamo un baffo.
Perché il mandato popolare, nella logica ingenua delle masse, rende pentastellati e leghisti, e loro si sentono tali, sacrosanti come i Tribuni della Plebe a Roma. Mi duole comunicare per chi è digiuno di Storia romana che coloro che hanno rivestito tale carica  non sempre hanno sempre fatto una bella fine, anche quando proponevano riforme altamente popolari...Uomo avvisato...
arz©

mercoledì 5 dicembre 2018

Il politologo, senza titoli, con il gatto sulla pancia, scrive. Consigli prezzolati alla Destra. La Sinistra, more solito, non paga.


Cercherò di essere semplice, ma non banale: la sensazione che l'onda montante del leghismo sia vincente è un effetto ottico, magnificato dalla lente distorta del Web.
Salvini sa usare Twitter e Facebook, ma molta parte del suo consenso è fortemente manipolato.
Non c'è bisogno di essere degli esperti: andate a controllare quanti post siano inviati da troll e da profili farlocchi, e ve ne renderete conto.
Ribattere a post inviati dai fanatici di Salvini o peggio dai Bot (risposte automatiche), aumenterà solo l'effetto espansione o eco del consenso, e l'abbiamo già detto in molti.
Alt. Non voglio dire che il consenso per lui non sia in aumento, ma che l'appoggio per il leader in pectore di questo governo non superi il 30 % (era partito dal 17%, ricordiamo) è più realistico.
Il 32% al massimo, se vi piace, per fare qualche riferimento storico antipatico.
Può succhiare solo nell'elettorato di centro destra (Forza Italia e Fratelli di Italia, in primis) e un po' da quello grillino, ma non oltre un certo limite.
Da solo, Salvini, e lo sa, non combinerà un bel nulla: con il M5S il rapporto è conflittuale e regge, ma il ritorno con il Centro-Destra di Berlusconi non lo porterà ad avere la maggioranza del Paese.
Detto tra noi, Salvini è nella merda. Sul serio.
Fossi in lui mi inventerei qualcosa, perché il redde rationem delle balle dura per un po', ma poi il giochetto sarà palese in particolare al suo elettorato, quando le misure ad effetto (vedi Decreto sicurezza) si scontreranno con gli effetti economici reali sul portafoglio dell'elettorato di riferimento (perdita delle rendite finanziarie, difficoltà nel credito etc...).
Senza contare che Confindustria incalza e Confcommercio, quando si renderà conto di aver scommesso sul cavallo sbagliato, farà marcia indietro.
L'unica vera e salvifica fortuna di Salvini è il disfacimento dell'opposizione, in parte dovuta alla macina costituita da Renzi nel Centro-Sinistra, in parte alla naturale predisposizione della Sinistra a frantumarsi in mille rivoli.
Non mi piace per costituzione richiamare gli Uomini della Provvidenza, ma la Sinistra, se si vuole salvare, dovrà trovare qualche leader credibile. Dove, non lo so.
Per Salvini, e mi dovrebbe pagare soldoni per la consulenza (perché la Sinistra non se lo sogna neanche), consiglio qualche idea diversa e alternativa rispetto al tema della Sicurezza, perché, se si ritroverà senza portafoglio (e dunque senza nulla da rubare), il suo elettorato gli si rivolterà contro e in malo modo.
Ah, un'altra dritta: soffiare sulle rivolte dei gilet gialli in Francia non gli conviene fin da ora!
Gli ricordo che è al Governo, se se lo fosse dimenticato. E se Parigi brucia, ora che si trova a Roma, seppur di passaggio, ...

venerdì 30 novembre 2018

Il "presente remoto"... che brutto tempo!


Purtroppo, il M5S ha qualche problema con i verbi. Una cosa è dire “Sto stampando” e un'altra “Sto per stampare”: si vuol abolire la differenza tra fase progressiva e imminenziale dell'azione. L'errore più grave è stato, però, festeggiare con i visi stralunati sul balconcino la sconfitta della povertà con un passato prossimo: “Abbiamo abolito la povertà” per poi, forse, tra breve, non si sa da chi, ventilare la stampa di una tessera che permetterà di sconfiggere una povertà che dovrebbe risultare già sconfitta.
Ci si lamentava dei congiuntivi, mentre il dramma è questo presente indicativo che sa sempre più di passato, con il ritorno della propaganda più becera da parte del M5S, condita sempre più dalla supponenza (“Questo lo dice lei!”), mascherata da uno stile assertivo farlocco che va però tanto di moda e accompagnata dallo sfoggio muscolare da parte del suo alleato a corroborar tesi tutte da dimostrare.
Stiamo per vivere o stiamo già vivendo un terribile “presente remoto”. Che brutto tempo! ;-)

mercoledì 17 ottobre 2018

Contrordine, Camerati: l'Università sia aperta!


Per anni berlusconiani, leghisti e pentastellati se la sono presa con i professori, professoroni, professorini, insomma quelli che, sulla pedana della cattedra, li guardavano dall'alto verso il basso.
E, nell'era berluscoleghista, fioccavano tagli all'Istruzione. Non tagli: sfregi. 
E tutti a magnificare il valore del fare sullo studiare. Che cosa vale un titolo di studio quando tu sei bravo a fare qualcosa? Non c'è bisogno dei libri e della carta. La pratica val più della grammatica.
La cultura non dà pane, nevvero?
E giù picconate (da destra e da manca sia chiaro) all'Università di massa, guerra aperta agli studenti lavoratori con tasse universitarie che schizzavano verso l'alto, mortificando chi magari qualche desiderio di elevazione sociale legittimamente l'aveva coltivato.
Dall'Europa s'udì il grido d'allarme: “Avete pochi laureati! Attenti!” e, siccome a non dar retta all'Europa fa fico, ecco l'ideona di rendere il percorso universitario un percorso ad ostacoli: numero chiuso, in primis (ma ci sarebbere molto da discutere sulla riforma di Berlinguer, che nel tentativo di attirare i pesci, li ha fatti agonizzare nelle reti).
Perché la logica del numero chiuso non è quella che ci hanno sempre raccontato (e che è stata smentita dai fatti): non c'erano troppi medici.
La logica, l'unica logica bipartisan, è stata quella del taglio alla spesa (ovviamente solo all'Istruzione; in altri settori i soldi sempre a disposizione, v. aerei militari, condoni, prebende, soldi a pioggia ai singoli e alle banche et similia): tagliamo il numero dei docenti , aumentiamo a dismisura il numero dei precari a vita dell'Università (con retribuzioni vergognose e umilianti) per sopperire alla mancanza di docenti di ruolo (costano e poi hanno la puzza sotto il naso).
Per evitare che si facessero le lezioni nei cinema, nei teatri e negli stadi, dato il numero esiguo dei docenti e numero consistente di studenti, giocoforza bisognava introdurre un correttivo. 
Et voilà: ecco il numero chiuso.
Non solo in ingresso che sa di selezione naturale delle tartarughe appena uscite dall'uovo alla ricerca del mare, ma anche in uscita, con ingressi alle Specialità stretti come la porta del Paradiso.
E ora, improvvisamente, illuminati sulla strada di Damasco, l'ideona di coloro che hanno sempre detto il contrario: togliamo il numero chiuso nelle facoltà scientifiche* e la selezione la farà l'Università con gli esami. Che, detta così e da loro, refrattari da sempre agli studi universitari, ricorda tanto l'“Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi!” del legato pontificio davanti alle mura di Béziers...

* (Sappiano, ma è inutile dirglielo perché non ascoltano, che anche i laureati nelle Facoltà Umanistiche sono pochini e tra poco dovremo cercare i docenti di Lettere per le nostre scuole con la lanterna, come Diogene).

venerdì 5 ottobre 2018

Volete cannoni o burro e marmellata? Il reddito di cittadinanza spiegato ai piccoli.


Stato totalitario
Ti impongo di spendere per quello che ti dico io. Non ti do denaro in contante perché non mi fido. Se sgarri, non ti do nulla e muori di fame. O vai all'estero o ti iscrivi al Partito dominante.
Soluzione perché tutto funzioni: tessera annonaria. 

Welfare State
Accerto attraverso severi controlli che tu abbia necessità. Ti offro aiuto in modo che tu possa uscire dalla tua condizione. Se compri altro, sei un coglione perché starai peggio e per sovrammercato ti dimostrerai un pessimo cittadino. Ti ho dato una possibilità e tu non l'hai sfruttata.
Soluzione perché tutto funzioni: controlli severi sul diritto di avere un aiuto di Stato.

Banana State
Do denaro a chi dice di essere in difficoltà. Non ho possibilità di controllare efficacemente che chi afferma di essere povero lo sia sul serio. Minaccio pene severe per chi sarà inadempiente senza avere il coraggio di andare fino in fondo perché sei anni di prigione non si danno neppure per rapina a mano armata.
Ti impongo di comprare il pane, perché il pane è un bene di prima necessità.
Se vuoi la marmellata, sei un povero immorale e col diabete.
Non ti impedisco di vendere il tuo pane per comprare la marmellata perché non ho organi di controllo (costano!) che possano arginare il fenomeno.
Soluzione perché tutto funzioni: nessuna.

giovedì 23 agosto 2018

La rana e il bue


I fan di Salvini non sono tantissimi come sembrano. Alle elezioni il suo partito ha ottenuto il 17% dei voti e sappiamo che alle urne sono andati solo il 73% degli elettori. Fate il calcolo. Ora Salvini fa come la rana davanti al bue: gonfia la sua pelle e cerca di dimostrare di essere più grosso di quello che è nella realtà.
Sui Social poi si avvale di falsi profili per alimentare le reazioni degli oppositori che involontariamente, dandogli spago, ingigantiscono il fenomeno Lega.
Peccato che sparandone una al giorno, Salvini succhi solo l'elettorato alla sua destra: Forza Italia,  Fratelli di Italia e le frange del Movimento 5 Stelle più sbilanciate verso le maniere forti, in partibus dei cosiddetti Forconi. Arriverà, se va bene, al 25/30%, annichilendo, però, i suoi alleati.
Casa Pound e Forza Nuova gli servono come picchiatori mediatici e minacciatori seriali (e le Forze dell'Ordine mute: chi è il loro attuale Superiore?): più di una persona è stata minacciata per via telematica, e non solo, nel silenzio assordante delle Forze dell'Ordine e della Magistratura.
“Parole, parole”, rassicurano Carabinieri e Polizia, ma sanno che se si indulgerà a lungo non ci sarà Mina, la cantante, a solfeggiare, ma la mina con la miccia (e a Treviso, ne è apparsa una, pur come simulacro).
Ecco. Questa è la situazione.
Niente paura: i Leghisti stanno solo alienandosi lentamente l'elettorato moderato e cattolico (attacchi al Papa, alla Chiesa in generale, alla Caritas, alle ONG cattoliche e non etc.).
Insomma, tirano la corda che momentaneamente tiene, ma ora, necesse est, devono raccogliere quanto possono.
Ecco l'accelerazione nelle provocazioni di Salvini per rompere ogni alleanza.
A fine anno c'è la Finanziaria e il redde rationem sui risparmi di tutti si avvicina. Nessuno in Europa compra Btp. Il debito italiano non gode della fiducia dei mercati europei e la buona borghesia appoggia gli estremisti solo quando non mette a repentaglio i suoi risparmi.
Salvini sa di raccogliere qualcosa hic et nunc, dopo aver fatto molti proclami e non aver nei fatti combinato granché.
Se si sfilerà dal giudizio europeo per tempo, si salverà.
Gonfia la pelle a dismisura e mette paura agli oppositori che sembrano annichiliti.
Rimane, però, una rana, verde e con la pelle velenosa. E puzza forte di forza e di vecchie mutande.

La rana e il bue



Inops, potentem dum vult imitari, perit.
In prato qundam rana conspexit bovem
Et tacta invidia tantae magnitudinis
Rugosam inflavit pellem: tum natos suos
Interrogavit, an bove esse latior.
Ille negaverunt. Rursus intendit cutem
Maiore nisu et simili quaesivit modo,
Quis maior esset. Illi dixerunt bovem.
Novissime indignata, dum vult validius
Inflare sese, rupto iacuit corpore




arz62

giovedì 12 aprile 2018

Le aggressioni negli ospedali e nelle scuole e gli spassi nel vagone-ristorante del treno "Italia"


Le aggressioni a medici e a paramedici ci dovrebbero dire qualcosa di un meccanismo che gira a vuoto in Italia.
Negli ultimi mesi l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del fatto che chi lavora nella scuola può essere aggredito. Ora, con più frequenza, perché il fenomeno non è nuovo, quest'ultimo colpisce anche gli ospedali.
E' evidente che la Scuola e la Sanità sono gli avamposti (i più deboli) dello Stato a contatto con i cittadini.
Sappiamo anche che, da un bel po', quest'ultimo è stato smontato pezzo a pezzo da campagne giornalistiche ad hoc.
Prima ci ha pensato qualcuno colpendo i magistrati con i calzini azzurri, poi si è colpito l'erario attraverso la criminalizzazione di Equitalia e così via. E' già Storia ed è inutile ripercorrerla. I responsabili e primi protagonisti sono noti.
E' inutile negarlo: in questo ultimo trentennio l'attacco al cuore dello Stato non è stato sferrato da sanguinari Brigatisti Rossi, ma da quella parte della nostra società che non ha mai accettato la presenza di istituzioni che limitassero gli amorali appetiti degli individui. E in quest'opera di smantellamento c'è stata una perfetta "mistura" tra alta e bassa gente. 
Insieme all'insufflazione del terrore per l'invasione dei migranti, attraverso i mass media (giornali e specialmente TV), la denigrazione dello Stato e della sua funzione è stato il grimaldello o meglio il piede di porco ;-) della Destra per ritornare al potere e del M5S per provare a conquistarlo.
Sembrerebbe (ma è un'illusione ottica) un revival sessantottino: abbasso le istituzioni forti!
Sono nemiche della libertà individuale e dell'espressione della nostra creatività ( o, a bassa voce, della nostra capacità di “intrapresa”).
Ora le Destre e il M5S si apprestano ad andare al potere.
Saranno loro il vertice dello Stato. Recuperare la fiducia verso le istituzioni, sempre che lo si voglia, non sarà facile. L'ipotesi più probabile è che l'opera di demolizione continui e che la denigrazione sistematica dei sottoposti possa garantire, alimentando la confusione, un'ulteriore spartizione delle ricche pietanze per chi in Prima Classe, nel vagone ristorante, si appresta a pasteggiare o a cenare.
Per passare il tempo la Classe Dirigente, ma io sono pessimista, lo sapete, continuerà elegantemente a sputare dal finestrino in direzione della Terza Classe, stando attenta, però, a non farlo controvento... ;-)  arz62

A corredo una vignetta non mia. In genere non pubblico materiale altrui, ma in questo caso val la pena: il sito di riferimento è "Bastardi di dentro".


lunedì 25 dicembre 2017

Non sappia la Sinistra quel che fa la Sinistra. Lavarsene le mani sarà un bel problema.

Tanto per rovinarvi lo spirito natalizio. 
Il Senato è in fuga (dalla responsabilità di tagliare i vitalizi e di garantire lo "Ius soli" ai bimbi figli di stranieri nati in Italia), con parte del PD che si defila e la gran massa i senatori del M5S che non si presentano al voto.
Gli altri, e li conosciamo bene, hanno il coraggio delle loro posizioni per quanto irricevibili possano essere, dal versante che si presuppone opposto no: predicano bene ( be'...benino), ma razzolano malissimo. Nulla di drammatico né di nuovo. Anzi fa chiarezza.

Aumenta, comunque, il numero delle persone a cui non stringere la mano. Perché la coerenza sarà anche la prigione delle menti piccole, ma la vigliaccheria e il cabotaggio dei piccoli navigatori che prestano più attenzione alla costa dei sondaggi che all'alto mare delle Idee sono i segnali distintivi della decadenza della Politica come timone delle scelte comuni e dell'emersione di quel profondo desiderio di Potere che notoriamente divide e lacera i tenui e fragili legamenti delle Democrazie.
A raccogliere il corpo stanco di queste ultime, infiacchite dal pensiero debolissimo, ci saranno le Destre, more solito. E senza alcun merito.
Bravi, bene, bis!                                                              arz62

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