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mercoledì 22 giugno 2022

Vignetta didattica: Insieme per il futuro. La maionese impazzita.

 Insegnare a fare umorismo e a fare satira è un po' un controsenso. Lo spirito umoristico o satirico o ce l'hai o non ce l'hai come il coraggio di Don Abbondio. 

Però, si può insegnare facilmente come non fare umorismo (siamo dalle parti di Montale che afferma che il Poeta può solo fornire al suo lettore ideale solo "storte sillabe e secche"), producendo esempi significativi. 

Un modo per NON fare umorismo è irritare il lettore, facendogli fare i salti mortali per cogliere il significato della vignetta. 

Quando il lettore è perverso (ma deve avere capacità di interpretazione da enigmista), la capisce tutta, ma non ride: il banchetto è luculliano, ma propone Nutella e spaghetti. Insieme. 

Quando è scafato, la capisce a tre quarti e gli rimane in bocca l'amaro...Tanto vale non capirla del tutto! Che cosa c'è di peggio di mangiare una ciliegia con un verme dentro? 

Mangiarne una addentando solo il verme a metà, no?

Oggi sono oziosissimo (pausa esami) e, invece di andare dal pedicure, mi do alle metavignette incomprensibili o comprensibili in parte. Anche a chi le realizza, eh!

 I giochi di parole sono banalissimi e anche questo serve allo scopo. Affestellarli l'uno dietro l'altro è operazione piacevole come  riempirsi con la paletta gli slip con la sabbia.

Insomma, oggi mandatemi a quel paese allegramente...




domenica 2 agosto 2020

Tra il godimento delle disgrazie altrui e il senso di vergogna per le malefatte del nostro prossimo.

L'articolo da cui prendo spunto si trova qui: Bufale.net.

Ottimo articolo che non toglie, comunque, il dato incontrovertibile che la situazione sia da "codice rosso". 

L'emergenza culturale che ha fatto tabula rasa della nostra memoria collettiva è il frutto di un trentennio di politica che ha privilegiato il fare sul pensare, tagliando sistematicamente la percentuale di PIL del nostro Paese destinato alla scuola, all'Università e all'innovazione e che si basa sull'assunto di un Ministro che ha affermato senza alcun rossore che con la cultura non si mangiava (affermazione ossimorica, visto che chi l'ha proferita, non ne era privo). 

Rimane la vergogna per le scelte politiche di una classe politica che è rimasta schiacciata dallo stesso meccanismo che ha messo in moto e che ha dato origine a una classe dirigente indegna del proprio nome (faccio riferimento, andando a casaccio, ad un Antonio Razzi con la pentola in testa, alle sceneggiate seriali di Vittorio Sgarbi, ai brindisi sui balconi per la sconfitta della Povertà di Di Maio e, pietra di paragone e punto di inizio e di non ritorno, il voto dei Parlamentari del 2011 sulla nipotina di Mubarak). 

Insomma, non godo per la Schadenfreude, ma non rinuncerei alla Fremdschämen nei confronti degli ignoranti e dei consiglieri fraudolenti.  


mercoledì 27 febbraio 2019

"Mai dire mai". La caduta del tabù dei due mandati.




Sentire Di Maio derogare,  per ora limitato ai Comuni, al principio, discutibilissimo, ma fondativo del suo movimento, quello della non elegittibilità dopo due mandati, dopo, sottolineo "dopo", una pesante sconfitta elettorale, mi suggerisce un pensiero cattivello: il Movimento 5 Stelle è già prossimo alla dissoluzione e l'odor di cadaverina spinge chi è più vicino al corpo in decomposizione a trovare quanto prima delle vie di fuga.
Dire che i due mandati non bastano per chi si presenta alle elezioni nei Comuni significa solo, ma la mia interpretazione è malevola, preannunciare il passaggio di molti nelle prossime legislature, esteso il principio anche alle elezioni politiche, nella migliore delle ipotesi al Gruppo Misto, nella peggiore ad altro schieramento politico. 
I primi ad accorgersi che la nave affonda sono i topolini vicini al Capitano.

giovedì 7 febbraio 2019

Diplomazia gialloverde.


Prima sputano negli occhi ai Francesi (quelli che sono peggio di noi per quanto riguarda l'accoglienza, quelli che non sanno che cosa sia il bidet, quelli che accolgono i terroristi, quelli che sfruttano l'Africa e sono i promotori dell'emigrazione in Italia, quelli che mettono la baguette sotto l'ascella, quelli che si appattano con la Germania per metterci in un angolo etc...: e giustappongo stereotipi e giudizi opinabili a bella posta, per mettere in evidenza che la confusione regna sovrana nelle accuse ai nostri vicini di casa, nel buio sotto vuoto spinto dei cervelli di chi si esprime senza il filtro della buona educazione e di chi non si accorge così che di notte tutti i gatti sono bigi) e poi, quando indignati, questi ultimi richiamano il loro ambasciatore, si sbracciano per dire che ci sono antichi legami con loro e, suvvia, mai e poi mai si intendeva offenderli, eh, perdinci, quanta mancanza di umorismo!

Ricorro al solito esempio: cosa pensare di vicini che entrano a casa vostra , si tolgono i calzini, si piazzano sul vostro divano, spandendo le patatine come capperi sulla pizza sul vostro tappeto, fanno apprezzamenti non gradevoli non solo sul vostro arredamento, definendolo Kitch, ma anche su vostra moglie, vi accusano di essere negligenti nella pulizia della vostra casa e di voi stessi e, poco dopo, a fronte della vostra faccia storta, si rivolgono a voi con un : “Ma non siamo amici? Non volevamo mica offendervi...” e, quando li mettete alla porta, si rivolgono a voi, offesi: " Eh, ma quanto siete permalosi!"?
arz©

domenica 3 febbraio 2019

"L'ottimismo è il sapore della vita!" sive i cultori delle magnifiche sorti progressive nel secol superbo e sciocco.



L'ottimismo è una bella cosa: essere ottimisti ti sprona a fare meglio (e lo dice uno che ha l'umor/huomor nero in corpo).
Essere ottimisti, però, sapendo che le conseguenze del nostro agire non ricadono su noi stessi (che, spesso, abbiamo una condizione di relativo privilegio), ma su chi non ha nessun paracadute nel caso di crisi non è solo vuota beotaggine, ma crudeltà.
Insomma, gli appartenenti dell'attuale classe politica che si dichiarano ottimisti ed entusiasti per le magnifiche sorti progressive, nonostante i numerosi scricchiolii dell'edificio, mi ricordano tanto i venditori di elisir di lunga vita che, nella miglior delle ipotesi, contano in cuor loro sull'effetto placebo dell'intruglio.
Solo un consiglio a chi comanda: pacato ottimismo o temperato pessimismo, perché l'icona più significativa e tragica nel contempo di questi nostri tempi confusi non sia la faccia raggiante di un giovane che festeggia la “fine della povertà” senza neanche provare a ridere di se stesso.
arz©

sabato 22 dicembre 2018

"Fatto". Di Maio e la sudditanza linguistica.


E' da anni che insisto: il linguaggio di Berlusconi ha colonizzato il linguaggio di quella che era un tempo l'opposizione. Prima c'è cascato Renzi con gli effetti disastrosi che hanno travolto il PD, ora Di Maio: il foglietto con l'indicazione “fatto” ne è ora un esempio lampante.
Il peggio è che il Movimento 5 Stelle con simili iniziative dimostra di ritenere in pectore, come Berlusconi fece, l'elettorato un ragazzino di prima media non particolarmente sveglio.
I Pentastellati non considerano, però, il fatto che il ragazzino è volubile e spesso maleducato. E sputa, quando gli gira storta, in faccia ai supplenti.

sabato 29 settembre 2018

Le luci luciferine del Debito pubblico che si riverberano sul volto gioioso dei 5 Stelle.




(Foto del Gazzettino)

Consigli gratuiti alla Destra (ma se mi volete pagare, non mi offendo: l'indirizzo Paypal è a destra ;-))

La sproporzione tra la gravità della situazione economica italiana (abbiamo un debito pubblico da far paura, e tutti lo sanno...) e il tripudio di Di Maio dal balconcino è evidente.
Di Maio gioisce, e a ragione, per aver strappato quel margine economico che gli permetterà di venire incontro al suo elettorato.
I conti pubblici, però, sono quello che sono, e farsi riprendere con quel ghigno inquietante, con le luci che vengono dal basso e che gli conferiscono un aspetto luciferino, non sta bene.
Insomma, il mio consiglio è semplice: o cambia fotografo, nel caso sia quello ufficiale, o, se vuole godere dei suoi successi, non lo faccia coram populo: lo faccia nelle secrete stanze.
Sghignazzare davanti alle tragedie reali o potenziali è un film già visto: quello dei palazzinari, avidi di nuovi appalti, dopo il terremoto de L'Aquila.

mercoledì 6 giugno 2018

La manina invisibile di Adam e Matteo...


I partiti fieramente populisti dicono al popolo: “Se i ricchi pagheranno meno tasse, avranno più soldi e il beneficio ricadrà qual manna dal cielo su di voi”. 
E' la vecchissima favoletta della manina invisibile di Adam Smith, rimaneggiata e spiegata al popolo: più uno è egoista e più fa il bene di tutti, anche involontariamente.
Peccato che ad oggi ai ricchi, che i soldi ce li hanno lo stesso nonostante non ci sia ancora la Flat tax, non sia mai passata per la testa l'idea di ridistribuire la ricchezza accumulata ai poverazzi, anzi, come si può vedere facilmente, in tempo di robotica stanno facendo sempre di più a meno della fastidiosissima classe operaia e, in altri ambiti e in carriere un tempo in auge, anche dei cosiddetti colletti bianchi (v. le espulsioni dei bancari dal mercato del lavoro); non sembra loro vero oggi che, grazie alla provvida manina dei partiti fieramente populisti, il popolo si beva tutta di un fiato una storiella che si racconta ormai solo a coloro che vogliono essere ingannati.
La controfavoletta non si può più raccontare perché contiene parole ormai invise al popolo, anche se un tempo distribuite nel pensiero di Destra, di Centro e di Sinistra: ridistribuzione, tassazione, solidarietà, equità...e , ahimé, la parola che sembra proprio destinata all'oblio, giustizia.
In parole povere, ma io abbasso la voce e voi non ditelo in giro perché poi vi guardano male: l'unico modo per ridistribuire la ricchezza di un Paese è l'equa e giusta tassazione che segua il criterio solidaristico...Sssttt!
Ma si sa: Destra, Centro e Sinistra sono concetti obsoleti, suvvia!
Siamo nel postpostmoderno e siamo ora prontissimi e felicissimi di prendercela nel post....post... su, ragazzi, che ci arrivate! ;-)
                                                                                                                                               arz62

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