lunedì 27 dicembre 2021

Sulla lenta agonia della Satira (la lettura è pesa e poco adatta alla digestione; si astengano coloro che non si occupano di Satira e Umorismo). Considerazioni extravaganti.

 A margine di alcuni miei interventi altrettanto marginalissimi sulla Satira su Facebook, riporto con qualche ritrosia, poiché so che l’argomento è indigesto come qualsiasi cibo natalizio ricco di lipidi, e sarebbe il meno, e di spezie esotiche, e qui si blocca il bolo, atte a ingolosire commensali adusi a gusti più tradizionali, qualche mio penso.

La lunga agonia della Satira ha molte cause. 

Lascio ad altri più esperti e competenti le ragioni di questo fenomeno abbastanza inquietante.

Una delle concause, comunque, a mio modestissimo avviso, è la difficoltà di molti nel capire che in una qualsiasi comunicazione ci siano molti livelli di interpretazione e non uno solo.

Dante per ogni messaggio indica stratificazione diverse: il senso letterale, quello allegorico, morale e infine quello anagogico. 

Diciamo pure che il sottoscritto, come molti suoi contemporanei, è già in difficoltà a raggiungere l'anagogico, e l’allontanamento da una visione “sovrannaturale” delle cose ha contribuito, e molto, all’ignoranza e ad una lettura parziale del Mondo. 

Questo vien scritto a parziale scusante di chi oggi si trova in estrema difficoltà ad apprezzare il messaggio satirico.

Mi sembra di capire che oggi e diffusamente ci ritrovi spesso nelle panie nel cogliere la differenza tra un messaggio letterale e un significato "altro". 

In soldoni: fare gli spiritosi confidando nella capacità degli interlocutori di capire che si sta scherzando sta diventando sempre più complicato (v. l'abuso degli emoticon con l'occhietto strizzato nella comuncazione scritta in Internet).

E ci fermiamo sui due livelli, eh!, quello letterale e quello che è “altro”.  

Dante, tanto per essere chiaro, prevede altri due scalini sive dislivelli che ormai sembrano irraggiungibili ai più: quello morale e quello anagogico.  

Pochi ormai arrivano a quella che, forzando assai la mano, Dante chiamerebbe la lettura allegorica di un testo  e che noi , che ci occupiamo di Satira, secolarizzati, chiamiamo ironica e sarcastica: ossia una “veritade ascosa sotto bella menzogna”.  

Tutto qui.

Per digerire la suesposta mappazza, vi consiglio un Tavernello con l'Idrolitina. E un ruttino liberatorio.


mercoledì 1 dicembre 2021

Sursum chorda.

 




Nel giro di pochi giorni.

1-Uno studio di avvocati si vanta pubblicamente di aver vinto un premio per la gestione del licenziamento di 422 dipendenti della GKN.
2-Un noto regista realizza un filmato promozionale dove dei giovinetti un po' fighetti si rivolgono a un lavoratore impegnato nella produzione del Parmigiano Reggiano con un "Ma davvero lavori 365 giorni all'anno? Sei felice?" e il povero Riccardino (un "additivo" di cento chili di stazza) risponde annuendo con un "Sì" a metà tra l'imbarazzato e il ritardo mentale.
Ecco le scorie azotate del neoliberismo che senza vergogna emergono, inquinando i rapporti sociali.
E poi si meravigliano che qualcuno si arrabbi.
Volgarmente: ti pisciano in testa pretendendo che tu sia contento. Piove. Non vorrai pigliartela con la pioggia?

domenica 28 novembre 2021

Quando bisogna temere il Leghista che è in te.

 



"La Repubblica" poteva titolare in modo diverso l'arrivo della variante "Omicron". La variante "Omicron" arriva, si insinua o, più realisticamente, vola. Non "sbarca". 

Il virus del leghismo inquina il linguaggio di chi nacque su un'altra sponda. Con effetti devastanti e in modo asintomatico.

domenica 21 novembre 2021

Autentico e inutile. ControproDucenze (neologismo).

 

Piccole osservazioni inutili, fastidiose e, a pelle, superficialissime.

È controproducente gioire perché si impediscono le manifestazioni anti-Green pass.

Per chi è contrario a tali manifestazioni, la salute pubblica è più importante del diritto di manifestare e c’è sicuramente del buono in tale opinione.

Peccato che chi ha il potere ne approfitterà poi per impedire ogni forma di dissenso.

È controproducente gioire perché alcune categorie a noi antipatiche, per esempio gli Statali, non abbiano aumenti stipendiali.

Per chi pensa che lo Stato sprechi il suo denaro per premiare chi non fa il proprio dovere, la questione non si discute.

Peccato che chi è al potere ne approfitterà poi per abbassare gli stipendi sia agli Statali sia a coloro che non lo sono.

È controproducente invocare il licenziamento a chiunque sbrocchi, prendendosela con qualsiasi autorità costituita. 

Lo si multi, lo si umili coram populo, ma non lo si licenzi.

Mai.

Chi ha il potere, infatti, ne approfitterà per utilizzare il licenziamento, nella Repubblica fondata sul Lavoro, come forma di ricatto ad ogni opposizione.

Insomma, è sano e democratico gioire di meno per le disgrazie altrui e per la negazione di diritti sacrosanti, in particolare nei confronti di chi non la pensa come noi, e diffidare sempre e comunque di chi ha un potere (temporaneamente) che noi non abbiamo. 

Forse ce lo siamo dimenticato, ma le Costituzioni, come la Satira, devono tagliare le unghie ai più forti, non agli zero virgola che fanno anche "Growl!", ma poi, in fin della fiera, sono gattini, talvolta anche un po' defedati.


sabato 30 ottobre 2021

L' Aeronautico e i Sorci neri.

 In una scuola paritaria della mia città, un Preside ridacchia compiaciuto perché gli allievi dell’Istituto lo acclamano loro “duce”.

Un po’ lo pigliano per i fondelli, sia chiaro, un po’ no: in quella scuola i giovani virili fanciulli e le dolci impeccabili fanciulle indossano per regolamento una linda divisa militare, perché lo spirito della scuola, la sua mission come si dice oggi, è ordine e disciplina.

Ecco, nella scena che si vede, di ordine ce n’è ben poco e di disciplina ancor meno.

 E chi comanda sorride compiaciuto del cortocircuito che si è generato e, invece di darsi una pacca con la mano sulla fronte, tende il braccio in modo un po’ goffo e poco militaresco invero.

Ora l’avvocato difensore del Preside chiamato a trovare la toppa per tappare il buco, novello esperto in etimologia, a sua discolpa, ricorda che “duce” deriva da “dux” che, nell’antica Roma, indicava il condottiero degli eserciti.

Ha frequentato evidentemente il Liceo classico con profitto.

Purtroppo per lui, il Preside non ha preferito altri appellativi derivati dal termine latino: che ne so? Duca o Doge. Né ha preferito un epiteto ancor più denso di significato e meno ambiguo: imperatore ossia colui che detiene l’”imperium”.

Nix: ha preferito il “Dux” di cui si è fregiato il Mascelluto Buce.

Per dare idea dello spirito di cui è impregnato questo Istituto, se non si è deboli di stomaco, bisogna andare nelle bacheche che commentano il fatto: nessuno degli strenui difensori delle cause perse che tenti una argomentazione spericolata come quella tentata dall’avvocato difensore che ha nonostante tutto la mia comprensione, visto il caso disperato.

No no: c’è il solito tentativo di ristabilire l’1 a 1.

Sì, va be’, c’è stato il Fascismo, ma il comunismo, signora mia, quanti ne ha fatti di morti?

Ed è inutile rammentare a chi finge di non ricordare in mala fede, ricorrendo a una similitudine calcistica facile facile e alla loro portata, che la partita Comunismo-Fascismo in Italia è finita 1 a 0, che non è prevista partita di ritorno e che i Comunisti, con i Liberali, i Democristiani e i Socialisti e, ohibò, anche i Monarchici hanno contribuito a cacciare i nazi-fascisti e hanno scritto una Costituzione che nelle scuole del Regno, ops, della Repubblica, dovrebbero rispettare tutti.

Su quella Costituzione che è frutto storico dell’antifascismo giurano, purtroppo ora virtualmente, Ministri, Magistrati, Poliziotti, Carabinieri, Insegnanti e Presidi. Non lo sanno?

Anche i Presidi delle Paritarie che sono così felici di esercitare una funzione pubblica per potere distogliere qualche fondo alla già ricca Scuola Pubblica dovrebbero saperlo.

Se fosse un vero Preside con le palle, e non la solita macchietta con la pancia in dentro e il petto in fuori, avrebbe dovuto sospendere l’intero manipolo in flagranza di reato, minacciando sonore bocciature.

Se risentirete nel filmato malandrino le voci chiocce dei fanciullini, invece, vi potrete rendere conto che sono del tutto inconsapevoli di averla fatta grossa: i piccoli soldatini conoscono i loro Comandanti e sanno che tutto finirà a tarallucci e vino all’interno della Scuola.

Ma all’esterno forse c’è qualcuno che sta preparando la Diavolina per il barbecue e io sento già puzza di bruciato.

lunedì 25 ottobre 2021

Il paradosso di Capitan Findus e della Ducia.

 Il Capitano e la Ducia, non mi danno retta. Per niente. Eppure sono uno spin doctor in saldo! Niente da fare. Ci riprovo con una letterina.

“Caro Capitan Findus e Cara Ducia,

                                                   so che la vostra vita è difficile: lenire i mal di pancia della ggente con i cerotti populisti non è una passeggiata e scavare sul fondo per convincere un elettorato riottoso a votarvi è impresa improba.

Però, scusatemi la franchezza, ultimamente non ne avete azzeccata una. 

All’inizio della vostra impresa, d'accordo, il terrore dell’invasione etnica ha funzionato benino: bastava postare la foto di un migrante con una Mercedes per scatenare l’invidia dei più che viaggiavano e viaggiano con la Panda. 

Scatenare gli istinti giustizialisti, invocando forche e capestri o giustizia alla bella e buona nel nome della legittima difesa, era un po’ truce, ma funzionava abbastanza.

Poi, a corto di minoranze (anche se consistenti) vi siete buttati sui neofascisti nostalgici e sui no-vax.

E lì avete toppato alla grande.

 Sia i nostalgici del tempo che fu sia i no-vax e no-green pass non superano il 5% della popolazione.

E qui vi siete incasinati nelle scatole cinesi.

Che cosa intendo?

Ve lo spiego in poche parole (ma posso fare anche i disegnini, se volete): perché il vostro gioco funzionasse, era d’obbligo trovare, tra gli indecisi (non tra quelli che costituiscono il vostro zoccolo duro e che vi voterebbero senza muovere un neurone), bianchi frustrati e giustizialisti, ma anche col busto del Buce in salotto e diffidenti di ogni medicinale di Big Pharma. Aspirina compresa.

Invece, ahivoi, il mondo è più complesso di quel che vi immaginate e i pezzi del puzzle non combaciano: lasciamo perdere cinesi o nigeriani no-vax che non vedono di buon occhio il vostro sospetto che ci sia un tentativo di invasione silente. Va be’, poco male: questi non votano.

Ma…ma… ci sono giustizialisti che appenderebbero al muro ogni ladro di mele, ma che, ahivoi, non diffidano di Big Pharma e abusano di Aulin e altri che di dividere il loro divanetto con i fanatici del Mascelluto o del Baffino non hanno gana.

Ci sono, poi, neofascisti convinti che sono per lo Stato Forte e che imporrebbero il vaccino anche alle paperelle.

Devo continuare? A forza di cercare nelle nicchie delle nicchie, vi siete persi.

La Ducia poi, sfidando il ridicolo, se la sta prendendo persino con Richard Gere senza sospettare che alcune fanciulle in orbace si farebbero volentieri un giretto con il bel fascinoso anche se passatello.

 Insomma, a forza di ravanare sul fondo della gromma del barile lo 0,1% vi perdete parti del vostro elettorato, capito? E la tartaruga rivoltata e rivoltante di CasaPound non raggiungerà mai così l’Achille pacioso della borghesia sonnolenta.

Tornate, orsù, a mirare al grosso del corpo sociale come fa l’innominabile e Inossidabile, allo zoccolone durissimo di chi non vuole pagare le tasse e vuol  godere, nel contempo, di servizi pubblici efficienti.

Sì, coloro che la pensano così sono un po’ tardi di comprendonio, ma costituiscono la maggioranza reale del nostro disgraziato Bel Paese.

Datemi retta. 

E versate un paio di euro sul mio conto Paypal, perdinci! Spilorci!

                                                                                                                 Il vostro spin doctor in saldo”.

giovedì 7 ottobre 2021

Elezioni a Roma: Michetti o Gualtieri? Consultate Frate Indovino!

 

Ad una certa età ci si trasforma tutti in Frati Indovino.

A me piace vincere facile, ma questa volta rischio: nel ballottaggio tra Gualtieri e Michetti, ho consultato or ora la boccia di cristallo e osservato la congiunzione Giove Saturno, vincerà Gualtieri che parte svantaggiato.

Come “spin doctor in saldo" ho più volte inutilmente avvisato il Capitano e ora mi tocca farlo con la Ducia: se entrambi non provvederanno ad attrarre un minimo di società civile presentabile nei loro quadri, riusciranno forse anche ad alloggiare nell'agognato appartamento del Potere, ma la loro casuccia resterà fredda e spoglia.

Fuor di metafora: certo, presentarsi con i messaggi populisti attrae voti e compito non secondario della politica è vincere le elezioni, ma se poi, seduti sullo scranno, dovranno veramente comandare, allora serviranno all'uopo le persone competenti.

Il rischio è quello di vincere, attrarre i pescecani e le sanguisughe (ossia mafia e 'ndrangheta), ma poi necesse est che debbano chiamare qualche tecnico per riparare alle falle di un sistema che funziona solo per uno scopo: vincere (e vinceremo!).

Ecco, ora credo che il giochino sia abbastanza chiaro anche per l'elettore medio (e io ne sono degno rappresentante) e nella competizione tra il Legionario e l'Economista strimpellatore che ci ha portato un po' di fondi europei in saccoccia, anche il cittadino romano, che pur sappiamo proclive a rinverdire i fasti della Roma che fu, farà due conti: mi faccio scattare una fotografia a pagamento con Michetti al mio fianco davanti al Colosseo o mi affido ad uno che perlomeno un po' di inglese lo spiaccica bene per vendere ciò che Roma offre e per portare un po' di denaro o di servizi nelle mie tasche?

Ad una certa età, come ho scritto nell'incipit, ci si trasforma in Frati Indovino. Cinici, eh! ;-)

venerdì 24 settembre 2021

La Dittatura 4.0 degli Omini di Burro della Necessità


 Piccolo post spiacevole e scomodo, relativamente scomodo, ovviamente, essendo coloro che perdono un po' del loro tempo per leggermi, oltre il sottoscritto (due volte, non di più, per vedere che non mi sia sfuggito qualche "orrore" sintattico o ortografico), pochissimi e tendenzialmente proclivi a perdonarmi qualsiasi sfondone.

Ora inizio (userò in qusto mio scritto la classica formula di apertura e lo stile dei miei allievi di Terza Media): tutti concordano che si respiri una brutta aria, ma spiace constatare che uno dei motivi del peggioramento sia dovuto alla distrazione verso i fondamentali: alcuni paletti ideologici (non è una parolaccia) sono del tutto saltati. 

Da Destra e da Sinistra.

Incominciamo con la Destra.

Si è cominciato con la maestra precaria che urlava, fuori servizio, mica in classe, un po' alterata e probabilmente bevuta, epiteti irriferibili alla Polizia, do you remember?

La Destra all'unisono gridò: "Sia licenziata!"

E licenziata fu: senza troppa fatica, era precaria, non era belluccia e fu lasciata a casuccia.

Ora, a casuccia, ci vanno coloro che non vogliono il Green Pass e che gridano alla dittatura sanitaria. 

E la Destra “libertaria” si dovrebbe mangiare le mani, perché, aperto un varco ossia che un'opinione divergente sia motivo sufficiente per licenziare un lavoratore, la diga incomincerà a cedere precipitevolissimevolmente.

Sappiamo che a certa Destra la coerenza dà fastidio come l'ortica nelle mutande, ma le sue battaglie anche sgangherate contro il "politically correct" non hanno senso se si invoca la libertà di parola e di opinione e poi si lascia sul lastrico chi, magari abusandone, la esercita in maniera sgradevole ad alcune orecchie.

Insomma, la maestrina precaria, in linea di principio, dai vessilliferi della Liberta andava difesa, non crocefissa alle sue parole.

Passiamo ora alle incoerenza ideologiche di certa Sinistra (procedo sempre con i tic di scrittura dei miei allievi).

Il lavoro è importante? Sì o no? Non abbiamo decantato la lungimiranza dei Padri Costituenti quando hanno scritto che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro?

Invocare ora, anzi imporre il licenziamento a chi non si adegua alle direttive dello Stato, significa sputare in faccia a un principio sacrosanto della Sinistra: il lavoro non si tocca.

E' inutile strepitare, come è giustissimo, per i licenziamenti via Whatsapp dei lavoratori della Gkn e poi soffiare sul fuoco perché quegli scassazebedei dei “No-Green pass” siano licenziati ipso facto se non si adeguano a una normativa di Legge. 

Il licenziamento di un lavoratore non è cosuccia da nulla, anche se il lavoratore non è dei nostri.

Concludendo (ecco il tic finale del pargoletto!) con la Morale della favola: se non sarete coerenti coi vostri principi di base, piccioncini, coloro che ne vorranno fare strame avranno la meglio: e faranno a pezzi, col bollino blu del vostro manicheismo, sia la Libertà sia la dignità del Lavoro. 

E l'Omino di Burro della Necessità ci porterà, come suini al macello (a me l'immagine delle pecore bianche o nere non piace punto), a una Dittatura 4.0 molto cool...

FINE

P.S- Le è piaciuto, profe? Ho riempito due facciate e mezzo!

domenica 19 settembre 2021

Vulgus vult decipi ergo decipiatur.

 La storia è ovviamente ridicola. Per evitare di presenziare al processo che lo vede sul banco degli imputati l’Immarcescibile si fa stilare da medici e avvocati una bella diagnosi: problemi cardiaci, depressione maggiore e, ciliegina sulla torta, qualche deficit cognitivo. 

Che cosa dovrebbero fare i giudici per accertare che il tutto corrisponda al vero? Chiedono un parere agli esperti ossia una visita non solo da parte di un cardiologo, ma anche quella di uno psichiatra.

More solito, parte la canea dei suoi giornali: “Non sia mai! Si lede l’onor dello Statista!”

La richiesta di rinvio chiesta dagli avvocati che riporta come causa impediente il disagio psichico scompare e agli occhi del pubblico disattento rimane solo la Lesa Maestà della Magistratura. 

Il vittimismo furbetto di sempre ha la meglio. Come osano?

E, nella testa dei fan, si fissa l’immagine costruita dal Mondo Mediaset dei Giudici rossi e cattivi che non credono fideisticamente alle parole di chi ha già dimostrato di essere poco affidabile.

Va be’, dalla sua c’è un Parlamento che ha creduto alle sue balle sulla nipotina di Mubarak e la vecchiaia che c’è e a cui non c’è scampo. 


sabato 11 settembre 2021

Olio di ricino alle rotative!

 

Barbero è un esperto di Storia Medievale. Non si è fermato nel recinto degli studi specialistici e si è avventurato in quell'opera meritoria che è l'allargamento della platea delle persone che amano il passato del proprio Paese. Insomma, è un ottimo divulgatore di Storia.

Barbero, però, non è un Uomo della Provvidenza, né un santino, né un mito e, come tutti, ha i suoi difetti e le sue impuntature. Il fatto di non adeguarsi alle aspettative del suo pubblico, non sminuisce la sua competenza.

Barbero, non l'ha mai nascosto, ha una visione molto chiara e netta del periodo più controverso della nostra Storia. E' profondamente antifascista e lo ha sempre detto e scritto, ma l'aver fornito un appoggio al prof. Montanari sul tema delle foibe e sul significato della commemorazione di questo episodio tragico gli è costato un attacco concentrico della stampa.

L'aver espresso successivamente opinioni difformi rispetto a ciò che molti si aspettavano sul “Green Pass” ha allargato la schiera dei suoi detrattori.

Gliene hanno dette di tutte; giocando sul cognome dello storico come ragazzini di Prima Media (in Terza smettono) gli hanno dato dell'alcolizzato.

Peccato che i protagonisti di questo attacco non siano solo i fascisti e i criptofascisti anonimi giornalisti del Secolo XIX (leggete l'articolo su Montanari e ditemi se non è un condensato di minacce, di disprezzo e di allusioni poco limpide, indegno di essere pubblicato persino su un volantino di rivendicazione di un atto squadrista). 

Ve ne lascio, con qualche ritrosia, questo breve stralcio:Esistono i professionisti dell’antimafia (copyright Leonardo Sciascia) e, nella loro scia, sempre più numerosi, s’avanzano ora i mestieranti dell’antifascismo.mentito dal volto di bimbominkia e dal culo ubiquitario Nella vita si occuperebbe di arte. Ma più redditizio per lui si è rivelato il ruolo di storico della domenica, grazie al quale si è sistemato su cento poltrone. Qui il link per chi ha stomaco forte:https://www-secoloditalia-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.secoloditalia.it/2021/09/montanari-il-mestierante-antifascista-che-aspira-alla-scorta-o-al-seggio-in-parlamento/amp/?amp_js_v=0.1&usqp=mq331AQKKAFQArABIIACAw%3D%3D#origin=https%3A%2F%2Fwww.google.it&prerenderSize=1&visibilityState=visible&paddingTop=32&p2r=0&csi=1&aoh=16313657418997&viewerUrl=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Famp%2Fs%2Fwww.secoloditalia.it%2F2021%2F09%2Fmontanari-il-mestierante-antifascista-che-aspira-alla-scorta-o-al-seggio-in-parlamento%2Famp%2F&history=1&storage=1&cid=1&cap=navigateTo%2Ccid%2CfullReplaceHistory%2Cfragment%2CreplaceUrl%2CiframeScroll ), ma anche firme illustri della stampa borghese, da Aldo Grasso a Gramellini.

Il gioco al massacro dell'intellettuale non è cosa nuova. Cosa nuova e indegna è che una stampa che si dice moderata presti il fianco e dia appoggio agli attacchi più beceri dei picchiatori, anche se per ora solo mediatici.

Cosa nuova oggi: non negli anni Venti, ma sappiamo tutti come sia andata a finire.

O forse no. Urge un ripasso di Storia.

domenica 5 settembre 2021

Il Renzismo malattia senile del Salvinismo.

 


Va be', concediamoglielo:si scrive su Twitter e per forza di cose Matteo2 deve rinunciare a qualcosa. Per esempio, alla sintassi. 

Stile nominale, insomma, ma con due pronomi, uno esplicito, "noi" e l'altro implicito, "loro". Ovviamente il noi è il partito dell' "Ammore" e loro, di conseguenza , i soliti comunistacci invidiossi sono il partito dell'odio. Qui lo stilema è berlusconiano. Ovviamente c'è l'accenno ai giovani. Italia Viva è un partito di giovani e Renzi anche se è oltre gli anta è uno di loro. Lo stilema salviniano è l'eterogeneità degli argomenti. Con i giovani si parla di tutto, eh! Senza un ordine logico, però. Ricordo un dibattito tra Augias e Salvini, dove il primo si diceva meravigliato della capacità del Capitano di frullare ogni cosa, creando un pastone indistinto e indigeribile. Poi, rivolto al giovincello perculato per aver esibito un orologio di pregio in una fotografia elettorale, utilizza uno slogan bossian-salviniano: "Non mollare". L'ultima frase invece fa parte del repertorio classico di Capitan Findus: il richiamo gastronomico in chiusura non può mancare.

Quando ti fai colonizzare il linguaggio, Renzuccio, non solo sei al dessert e all'ammazzacaffè, ma al congedo definitivo dalla tavola. 

Come si è soliti scrivere: meglio l'originale, anche se non brilla più come prima, che una copia sbiadita.

martedì 31 agosto 2021

Cara Meloni, ti scrivoooo, così mi distraggo un po'...

 


Cara Giorgia,

so che probabilmente non mi darai un baiocco per i miei consigli.

Sono uno “spin doctor in saldo” e da dieci anni sto dando consigli a cani e porci. 

Non ho mai fatto distinzioni tra Destra e Sinistra, perché, sai com’è, tengo famiglia e simili distinzioni sono divisive e non portano pilla.

Nonostante questa accortezza, il mio conto Pay Pal è a zero, ahimè!

Orbene, ordunque, pur non essendoti politicamente affine, devo ammettere che finora hai fatto un buon lavoro: hai vampirizzato parte dell’elettorato salviniano così come, ai tempi, or corre l’anno, il Capitano ha fatto egregiamente con quello dei 5 Stelle.

Allora, dopo la scorpacciata, consigliai a Capitan Findus di badare alla corruzione e all’infiltrazioni mafiose al suo interno e, in un altro frangente, di non abbracciare la fascisteria troppo teneramente.

Ecco: ora, dopo aver raccolto parte dei suoi voti, mi sento di dire che dovresti far lo stesso.

Accarezzare i cuccioli di Casa Pound e di Forza Nuova ti viene facile e sicuramente il bacino (smock!) elettorale da cui attingi è sempre quello dei cultori del busto del Buce in salotto e di coloro che vogliono menar le mani per mestiere o per passione o per ardore giovanile.

Per un po’ ha funzionato anche la strizzatina ai No Vax di “Libertà! Libertà!”, ma, come stai vedendo, i camerati della testuggine rovesciata (simbolo quanto mai foriero di pensieri non belli che richiamano la testardaggine e, nel contempo, Piazzale Loreto) si fanno troppo vedere.

E tu sai che ora puoi anche vincere le elezioni a mani basse, ma se incominci a inquietare l’elettorato borghese, il terreno sotto ai tuoi piedi franerà velocemente.

Già Confindustria che non aveva pregiudizi nei tuoi confronti si è smarcata, proponendo il Green Pass obbligatorio in fabbrica, ohibo!, e in questi giorni, ed è un segnale da non sottovalutare, i giornalacci di area Mediaset (tranne La Verità di Belpietro, che non ha fatto retromarcia, perché la tecnica del colpo al cerchio e poi alla botte funziona sempre) stanno mollando i “No Vax” che, improvvidi, non hanno fatto barriera alle infiltrazioni neofasciste, perdendo così anche la credibilità derivata dal condividere con il resto del mondo il legittimo dubbio sulle umane cose.

Ma se ti molla l’Immarcescibile sarai del gatto!

In ultimo, stai riproponendo, dopo la morte del Poliziotto di Padova per Covid, l’immagine stereotipata di manzoniana memoria dell’emigrato untore. Va bene, il solito elettorato boccalone ci cascherà, ma il povero cristo è morto perché era convinto di essere superiore al virus; pur potendosi vaccinare, ha sottovalutato il pericolo, convinto dalle sirene che come te hanno cantato troppo bene.

Insomma, l’ambiguità paga, sì, ma non la si può tirare troppo in lungo.

E non oso pensare che cosa succederà domani quando i No Vax, eterodiretti dai tuoi amichetti, bloccheranno, se ci riusciranno, il traffico ferroviario. I viaggiatori dei treni sono permalosetti e, in genere, poco empatici: pensa che non sopportano nemmeno i suicidi sui binari perché li fanno ritardare nel rientro a casa!

Per lasciarmi qualche euro per il consiglio puoi utilizzare il link di Pay Pal. 

Sono in saldo, eh! Poi incomincia la stagione in cui mi pagheranno profumatamente! Sicuro sicuro.

Ci conto!

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                         Arz

lunedì 30 agosto 2021

Esercizi di stile. Il linguaggio meloniano ossia la Mela col verme.

 Ribalto, ovviamente calcando un po’ la mano (la parodia lo richiede), dopo aver riproposto l’originale, l’intervento di Giorgia Meloni nei confronti di Tomaso Montanari. 

Dopo un po’, ammetto, mi sono incartato e c’è un motivo: l’alternarsi di arroganza assertiva e di richiami a valori universali condivisibili, ma utilizzati in modo strumentale, crea una gran confusione e rende la parodia che costituisce il mio esercizio di stile, a tratti, incoerente, mentre, a prima vista, il testo della Meloni fila liscio come l'olio di ricino.

Valutino i lettori, dopo aver letto il recto e il verso, il grado di livore e di sgradevolezza delle sue parole.

Originale di Giorgia

Da qualche giorno, con un crescendo inquietante di dichiarazioni sempre più intrise di odio politico, ci troviamo costretti a leggere gli sproloqui di Tomaso Montanari «intellettuale» vip della sinistra e prossimo rettore dell'Università per Stranieri di Siena che propone la cancellazione del Giorno del Ricordo per i martiri delle Foibe. Ossia il 10 febbraio, data solenne sancita da una legge dello Stato approvata nel 2004. Per lui in spregio al monito del presidente Sergio Mattarella nient'altro che un'operazione di «revisionismo di Stato» frutto della propaganda della destra.

Su La Stampa di ieri, il professore del quale non sono note ricerche scientifiche riguardo la materia su cui si avventura si è prodigato in una serie di sciocchezze sulla tragedia che ha coinvolto migliaia e migliaia di italiani trucidati dai partigiani comunisti di Tito: «Non ci furono milioni di infoibati, probabilmente furono cinquemila, tra i quali molti erano fascisti e nazisti, altri erano innocenti». Altri erano innocenti Se è già falso e puro riduzionismo dire che nelle foibe sarebbero morte cinquemila persone, il folle messaggio che passa dalle sue parole è che infoibare migliaia di «fascisti» non sia stato un crimine. È proprio sulla base di questo estremismo che personaggi alla Montanari giustificano e minimizzano da anni la brutale uccisione di Norma Cossetto, ragazzina torturata e stuprata in branco dai «partigiani» e poi gettata viva in una foiba per la grave colpa di non essere stata ostile al fascismo (come gran parte degli italiani di allora).

Ecco, mi chiedo, con molta serietà e preoccupazione, se questo odio e questa violenza rappresenteranno la «linea» didattica dell'Università per stranieri di Siena, nella quale parole del futuro rettore ha promesso che insegnerà ai ragazzi «i valori dell'antifascismo in modo militante». Al di là della perplessità sulle materie da insegnare in un Ateneo (paghiamo per questo cara ministra Messa con i soldi pubblici Montanari?), mi piacerebbe sapere se i «valori» di cui parla l'esperto di arte siano quelli che hanno ispirato chi ha colpito a morte, tra i molti, Sergio Ramelli o animato la mano di chi ha arso vivi i fratelli Mattei, e cioè che la violenza contro i «fascisti» non solo è giustificata, ma è da incoraggiare.

Nella sua intervista a La Stampa Montanari scrive che «c'è troppa tolleranza verso i fascisti», concetto che aveva già sviluppato, questa volta su il Fatto Quotidiano: «Sembriamo aver dimenticato che per i fascisti e solo per i fascisti non valgono tutte le garanzie costituzionali: per esempio, non valgono la libertà di associazione e di espressione».

Insomma per Montanari ai «fascisti» vanno tolti tutti i diritti, anche quello di non essere ammazzati dagli «anti». Già questa sarebbe una follia fuori dall'insieme di valori della civiltà occidentale, secondo la quale il rispetto della persona umana si concede anche al peggiore degli individui, ma c'è di più. Perché l'elenco di questi «fascisti» ai quali togliere ogni diritto e da prendere a fucilate all'occorrenza, lo stila lo stesso Montanari, insieme ai suoi soliti compagni di merende. E, ovviamente, nell'elenco ci sono tutti i partiti di destra, anche quelli rappresentati in Parlamento.

Qualche mese fa nel salotto di Lilli Gruber, Montanari teorizzava questa sentenza: «Non vi è dubbio che il partito della Meloni sia il punto di riferimento di quel risveglio del fascismo storico in questo Paese». Se ci fosse qualche poveretto che prendesse seriamente le farneticazioni di Montanari, quindi, oggi si sentirebbe legittimato a compiere qualsiasi atto, anche violento, anche incostituzionale, contro il pericolo fascista rappresentato da Fratelli d'Italia o da qualunque movimento individuato dai vari Montanari d'Italia.

Che dire, insomma, davanti a tali assurdità? Non mi interessano le polemiche sterili, ancora di meno mi interessa parlare del millennio passato, di fascismo e comunismo. Provo pena per personaggi come Montanari (e ce ne sono diversi) che, in assenza di talento specifico, si affannano a costruirsi una carriera grazie a un antifascismo grottesco e da operetta. Ma ora si sta davvero superando il limite. In una democrazia evoluta, un professore o peggio un rettore non può diffondere messaggi di odio, discriminazione e violenza come questi. Cosa farà Montanari, vieterà ai professori e agli studenti di destra della sua università di esprimere le proprie opinioni? Così sono nati i Talebani, proprio con la propaganda estremista nelle università. Non è un problema di Fratelli d'Italia, è un problema per l'Italia, e mi auguro che qualcuno abbia la decenza di fermare questa pericolosa deriva.

 

O.G.M.

Da qualche giorno, con un crescendo inquietante di dichiarazioni sempre più intrise di odio politico, ci troviamo costretti a leggere gli sproloqui di Giorgia Meloni sedicente «politica», vip della estrema destra di ispirazione neofascista e prossima candidata al ruolo di Presidente del Consiglio che propone l’epurazione di un docente dall’Università per opinioni politiche a lei sgradite, in spregio all’articolo 33 della Costituzione, ma in perfetta linea con la politica del Mascellone che impose il giuramento di fedeltà al regime fascista da parte dei docenti universitari.

Su “Il Giornale” di ieri, l’esperta di insegnamento senza Laurea del quale non sono note ricerche scientifiche riguardo il Diritto Costituzionale (in particolare per quanto attiene all’articolo relativo alla ricostituzione del Partito Fascista, nelle disposizioni transitorie e finali) si è prodigata in una serie di sciocchezze su un argomento di cui poco sa, essendo diplomata al Liceo Linguistico e, per quanto ci risulta, non avendo conseguito alcuna specializzazione in materie attinenti alla Storia.

Inutile ricordarle il contesto storico in cui avvenne la tragedia delle foibe e le crudeltà commesse dai Fascisti in Jugoslavia e neppure le opinioni degli storici fidedegni e non di Area. Fa fede della sua ignoranza sul tema la foto più volte riproposta dai suoi sodali della presunta fucilazione da parte dell’esercito titino di Italiani. Lo sanno ormai anche i sassi che l’immagine rappresenta in realtà il contrario di quello che si vuole rappresentare. Basterebbe solo avere aperto un libro di Storia o semplicemente informarsi su Internet.

Ecco, mi chiedo, con molta serietà e preoccupazione, se questo odio e questa violenza rappresenteranno la «linea» politica dei Fratellini di Italia, che si ripromettono di guidare il nostro Paese dopo le prossime elezioni. Purtroppo, anche quando vincessero le elezioni, dovranno giurare su un testo che nasce dall’antifascismo, il che comporterà qualche colica renale ai prossimi Ministri. Al di là della perplessità sul campo di influenza del potere politico sulla Libertà di insegnamento (paghiamo con i soldi pubblici Giorgia Meloni per limitare la libertà di opinione dei docenti?), mi piacerebbe sapere se i «valori» di cui parla l'“esperta di Storia”, formatasi sui libercoli di Pansa, siano quelli che hanno ispirato chi ha colpito a morte migliaia di Partigiani e Partigiane, appendendoli ai ganci di macellaio alle porte dei paesi, prima di soccombere dopo il 25 aprile?

Nella sua intervista a “Il Giornale” la Meloni scrive che «c'è troppa tolleranza verso gli antifascisti», concetto che aveva già sviluppato: «Sembriamo aver dimenticato che per gli antifascisti e solo per gli antifascisti non dovrebbero valere tutte le garanzie costituzionali: la libertà di associazione e di espressione dovrebbe essere limitata, non adeguandosi alla ricostruzione della Storia d’Italia che è l’unica veritiera, la nostra: quella che nega i Lager o perlomeno che minimizza la responsabilità del Duce nello sterminio, l’utilizzo dei gas in Etiopia e che afferma che il Duce ha fatto tante cose buone».

Insomma, per Giorgia agli «antifascisti» andrebbero tolti tutti i diritti, visto che in modo abusivo si sono sostituiti al legittimo governo esautorato dal destino cinico e baro e dall’intervento delle forze demo-pluto-giudaico e, ovviamente, comuniste.

Già questa sarebbe una follia fuori dall'insieme di valori della civiltà occidentale, secondo la quale il rispetto della persona umana si concede anche al peggiore degli individui, ma c'è di più. Perché l'elenco di questi «antifascisti» ai quali togliere ogni diritto e da prendere a fucilate all'occorrenza, lo stila la stessa Meloni: in primis Montanari, insieme ai suoi soliti compagni di merende e ai compagni di Bibbiano. E, ovviamente, nell'elenco ci sono tutti i partiti di Sinistra, tranne il PD che è vicino alle sue posizioni in merito e che infatti, in questo momento, tace.

Qualche mese fa Meloni teorizzava questa sentenza: «Non vi è dubbio che il partito degli amici di Montanari sia il punto di riferimento di quel risveglio dell' antifascismo storico in questo Paese». Se ci fosse qualche poveretto che prendesse seriamente le farneticazioni della Meloni, quindi, oggi si sentirebbe legittimato a compiere qualsiasi atto, anche violento, anche incostituzionale, contro il pericolo antifascista. Infatti, si incomincia dalla Libertà di insegnamento e poi si vedrà.

Che dire, insomma, davanti a tali assurdità? Non mi interessano le polemiche sterili, ancora di meno mi interessa parlare del millennio passato, di fascismo e comunismo.

Provo pena per personaggi come la Meloni (e ce ne sono diversi) che, in assenza di talento specifico, si affannano a costruirsi una carriera grazie a un lifting grottesco e da operetta che mima le espressioni dei Padri della patria da Calamandrei a Moro solo quando fa loro comodo e carezzano, nel contempo, la testolina del busto del Duce nel salotto buono. Ma ora si sta davvero superando il limite. In una democrazia evoluta, un politico o peggio un futuro presidente del consiglio non può diffondere messaggi di odio, discriminazione e violenza come questi. 

Cosa farà la Meloni, vieterà ai professori e agli studenti di Sinistra della sua università di esprimere le proprie opinioni? Così sono nati i Talebani, proprio con la propaganda estremista nelle università. 

Non è un problema di Fratelli d'Italia, è un problema per l'Italia, e mi auguro che qualcuno abbia la decenza di fermare questa pericolosa deriva.

sabato 21 agosto 2021

Occhio. Il linguaggio degli avvelenatori di pozzi.

 Sono passati dieci anni da questo mio intervento sul linguaggio dei giornali di area Mediaset. 

https://graffidigesso.blogspot.com/2011/11/il-linguaggio-ammiccante.html

Nulla è cambiato.

 Cambiano i nemici dell'individuo barricato nella sua villetta monofamiliare con recinto: i sindacalisti, i virologi, Mattarella, lo Stato canaglia, i Poteri forti, i Talebani, gli extracomunitari, gli islamici et similia. 

E' d'uopo che si armi il cittadino inerme, e subito.

Poi potrà sparare a casaccio verso le larve evanescenti create da una certa stampa irresponsabile in una fantasmagoria rutilante, da ubriacare chiunque.




lunedì 16 agosto 2021

Tristagoria afghana

 Sì, lo so: sono contorto e la vignetta la capirò solo io. Non importa. C'è, tra l'altro, una falsa etimologia e non fa ridere. Per niente.



venerdì 13 agosto 2021

A proposito dei fascioleghisti che vogliono un parco "Hitler".




 Per i fautori della tolleranza a tutti i costi. Questi alzeranno l'asticella fintanto che qualcuno non li fermerà. Ci sono le Leggi e le autorità competenti che non dovrebbero permettere simili derive, ancora. Ci si appelli a loro. Subito. Fuori i fascioleghisti dalle istituzioni democratiche nate da una Costituzione antifascista.

P.S. Ci si prepari al solito barbatrucco per alzare l'asticella: è una provocazione.
Sì. Una provocazione fascista. Senza virgolette.

domenica 8 agosto 2021

Riciclo consigli del "Ghost writer in saldo": la Lega e la malavita

Mi sono proposto come "Ghost writer in saldo" per la Lega quattro anni fa. Ho cercato e cerco di convincere i vertici dell'ex Carroccio a dare una svolta per evitare di estinguere goccia a goccia il proprio credito. Niente. Eppure sono economico!

Dopo quattro anni il cavallo è più un brocco e Capitan Findus arranca e, dopo aver pompato un po' di sangue al M5S, durante il governo Conte-Salvini, ora è in piena emorragia: i Fratellini d'Italia, novelli Vlad Dracul, vovoida di Valacchia, stanno succhiando sangue e linfa all'anima fascistoide della Lega che ha strizzato a lungo l'occhiolino all'estrema destra, tanto da sembrar guercia. 

Il mio consiglio rimane lo stesso da quattro anni in qua. 

Se volete vedere l'intervento completo dovrete andare al post del 13 giugno 2018 (ripubblicato il 23 aprile 2019).

http://graffidigesso.blogspot.com/2018/06/consigli-non-richiesti-di-un-umorista.html


"Insomma, se è, dunque, naturale (non ho detto giusto, eh?) che la Lega approfitti di un nemico esterno farlocco, gli extracomunitari, e di quello interno debolissimo, i cosiddetti “buonisti” (ora ribattezzati persino dai pentastellati “falsi buonisti”, un tempo nel linguaggio berlusconiano “Comunisti” o, in quello del neofascismo, “zecche rosse”, ma son sempre loro), sottovalutandone o sopravvalutandone la forza, eviti, però, di fare errori marchiani: se ci terrà proprio a mantenere il potere a lungo, ma non dovrei darle consigli, nevvero?, dovrà ben guardarsi dai tradizionali nemici interni e non fantasmatici della politica italiana: la corruzione e l'infiltrazione mafiosa.

Altrimenti, poiché le masse possono essere ingannate a lungo, ma non per sempre, saranno monetine. Non in tasca, però! ;-) "




sabato 26 giugno 2021

I Liberisti all'amatriciana che succhiano il sangue allo Stato canaglia.

 

Sarò politicamente scorrettissimo, per cui i nemici della prassi contraria tacciano per coerenza.

 

Questi sono i giornali che hanno diritto al contributo pubblico (a fianco il denaro pubblico a loro dedicato):

Dolomiten 3.088.498,02 euro

Famiglia cristiana 3.000.000 euro

Libero quotidiano 2.703.559,99 euro

Avvenire 2.533.353,97 euro

Italia oggi 2.031.266,98 euro

Il quotidiano del Sud 1.848.080,44 euro

Il manifesto 1.537.625,76 euro

Corriere Romagna 1.109.178,49 euro

Cronacaqui.it 1.103.650,03 euro

Il Foglio 933.228,99 euro

Primorski dnevnik 833.334,04 euro

Il Cittadino 712.049,4 euro

Cronache di (Libra editrice) 629.978,39 euro

Quotidiano di Sicilia 524.703,62 euro

Neue Südtiroler Tageszeitung 516.650,56 euro.

 

Le motivazioni per il finanziamento, costituzionalmente corrette, sono le seguenti:

1.     1- Cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;

2.    2- Imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro, limitatamente ad un periodo transitorio di cinque anni dall’entrata in vigore della legge di delega;

3.    3- Enti senza fini di lucro ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti;

4.   4-  Imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche;

5.   5-  Imprese editrici, enti ed associazioni che editano periodici per non vedenti e ipovedenti;

6.     6- Associazioni dei consumatori che editano periodici in materia di tutela del consumatore, iscritte nell’elenco istituito dal Codice del consumo;

7.      7- Imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

 

"Libero quotidiano", per quel che ne capisco, riceve, per esclusione, il finanziamento per il punto 5.

Però, per ottenere il finanziamento, "Libero" non utilizza il Braille, altrimenti i non vedenti, dopo aver compreso e valutato gli articoli del quotidiano, andrebbero armati di forcone a far strage nella loro redazione come fecero i contadini nelle magioni e castelli dei nobili durante le rivolte in Germania del 1525.

domenica 20 giugno 2021

La politica degli investimenti.

 Prima le botte a Tavazzano ai lavoratori da parte di guardie private prezzolate, poi l'investimento con il TIR del Sindacalista.

Il padronato, per chi ha orecchie e occhi per vedere, sta soffiando sul fuoco e conta sulla complicità dei giornali.
Non sono "incidenti di percorso": sono prove di forza violente.
Temo che gli improvvisati pompieri della crisi sociale stiano sottovalutando sia la qualità di combustibile sia la quantità in crescita del comburente di questo modo di gestire le relazioni con i lavoratori.
Poiché l'intermediazione dei Sindacati tradizionali in costante anossia sta saltando, non si meraviglino delle tempeste che stanno incominciando a far udire i loro borborigmi.
Per ora sono solo schiaffi, ma...

venerdì 18 giugno 2021

Brunetta piange, ma noi abbiamo poco da ridere...

 Brunetta piange: non trova laureati da assumere nella Pubblica Amministrazione. Avvisate Brunetta che tra breve non si troveranno insegnanti e medici e che i cervelli in fuga saranno la norma.

Già l'Italia non sforna laureati, ma ai pochi ben cotti che chiedono pane bianco e stabilità si offrono brioche secche e flessibilità servile.
O cambia la mentalità della nostra borghesia stracciona (quella che apprezza solo la produzione del tondino e sottovaluta l'innovazione e il lavoro intellettuale) o ci troveremo, come predica qualcuno, seguendo la logica del fare, i macellai in sala operatoria e i fruttivendoli, che di un po'di calcolo si intendono, a insegnare Matematica all'Università.
Senza offesa ai macellai e ai fruttivendoli che sanno benissimo fare il loro mestiere e che non si sognerebbero di intraprendere altre carriere se non si trovassero nel paese di Brunetta e Giorgetti.

sabato 12 giugno 2021

Piano piano, lemme lemme...Come un Partito che si dice di Sinistra prepara il terreno, concimandolo col suo silenzio, alla Destra.

 




E’ da anni che blatero (perché blatero? Perché evidentemente è del tutto inutile) in merito alla deriva del linguaggio, quella che a poco a poco ci sta portando alla riproposta in altra veste del periodo peggiore della nostra Storia. Ora, è evidente che dalle parole si sta passando ai fatti. Due episodi apparentemente lontani l’uno dall’altro: uno storico che ha cercato documenti per chiarire le tante parti oscure del delitto Moro è ora indagato come se fosse un pericoloso terrorista e un gruppo di Lavoratori è stato aggredito da guardie armate a difesa dell’azienda grazie anche all’intervento tardivo, ohibò, delle Forze dell’Ordine.

Non entro nel merito dei fatti, ma sono segnali, comunque li si guardi, molto inquietanti.

Anche perché ripropongono atteggiamenti dei sistemi dittatoriali che prendono spazio ben prima del loro definitivo consolidamento.

Insomma, il Fascismo non è diventato improvvisamente tale il 28 ottobre del 1922. E ricordiamoci che un sistema democratico è sopravvissuto prima che avessero la meglio lo strapotere e la violenza delle squadracce fasciste; altrimenti, Matteotti non sarebbe potuto neanche entrare nel Parlamento nel 1924 e denunciare gli abusi dei fascisti durante le elezioni farsa che si erano appena svolte.

 Insomma, il temporale non arriva all’improvviso e le avvisaglie di ciò che avverrà si possono capire ben prima del fulmine e del tuono.

 Ecco ora  che le minacce alla ricerca storica, sotto il velame della necessità di mantenere un segreto di Stato, non possono che non ricordare la repressione nei confronti degli intellettuali antifascisti che, anche quando mangiarono la foglia, non scamparono alla violenza fascista.

Ecco che le azioni di forza di “guardie” private per dirimere le questioni di lavoro, anche grazie (e insisto sul "grazie") al mancato intervento della Polizia e dei Carabinieri, preannunciano il cemento “armato” che legherà fino allo sprofondamento il Fascismo agli Industriali italiani, sodali nel comune intento di debellare l’opposizione dei sindacati e dei partiti di Sinistra.

Il tutto succede oggi, però, diciamocelo senza peli sulla lingua, prima che la Destra vera e propria abbia preso il potere e con il silenzio complice di un partito, il Pd, che sembra proprio aver venduto l’anima al Diavolo nel nome della Realpolitik  e che di mettere becco in simili pinzillacchere non ha alcuna intenzione. Infatti, se ne parla poco. Solo tra noi blateranti disarmati e dispersi.

mercoledì 2 giugno 2021

Pecore bianche e pecore nere.

 


L’immagine del gregge è biblica e, come sa bene chiunque, Cristo è spesso rappresentato dal Buon Pastore.

La metafora (parabola, similitudine, se preferite) che mette in relazione l’uomo e la pecora non ha nulla di irritante, ma lo sta diventando.

In particolare, nella versione dove si contrappongono le pecore bianche (belanti, ingenue e idiote) e le pecore nere (controcorrente, visionarie e intelligenti).

Si diceva non tanto tempo fa che la "spocchia petulans" di sentirsi migliore del proprio interlocutore fosse un difetto di fabbricazione della Sinistra, ma vedo ora che la malattia si sta diffondendo tra no-vax, terrapiattisti, complottisti, movimenti di odi vari destrorsi e negazionisti.

Contrapporre le masse (sicuramente influenzabili e fragili, ma pur sempre "popolo", quando non diventa popolaccio) alle superpecore che, gonfiando il petto e urlando "Velli fortissimamente velli" ;-), dicono di godere di doti di preveggenza, remando controcorrente rispetto al placido e buonista fluire del comune sentire, mi provoca ormai pustole ed esantemi di ogni genere.

Il Novecento è stato un secolo di masse fuorviate, ma anche di pazzoidi del tutto fulminati e per nulla illuminati che hanno provocato qualche genocidio di troppo.

Lasciamo le pecore nei pascoli a fare bee.

E poi, quando arriva, la Livellatrice con la falce messoria non fa differenze: che siate pecore bianche o pecore nere non ha per lei nessuna importanza.

martedì 1 giugno 2021

Oltre la vergogna: Fontana contro la tassa di successione.

 Non ho parole: Fontana che, a suo dire, si è trovato un bel gruzzolo in Svizzera dalla madre dentista (e sembra che ci siano altri conti a sua insaputa da qualche altra parte), invece di mettersi il sacchetto di cartone sulla testa, dall'alto di uno scranno che lui evidentemente ritiene ancora alto, si dice contrario all'imposta di successione. Che lui lo affermi ci sta, ma che il suo elettorato a 1000/1500 euro al mese (se va bene) gli tenga bordone sembra incomprensibile. Ma, come sappiamo, ci sono terrapiattisti che viaggiano in aereo e anche no-vax che confidano ora nella beotaggine altrui per usufruire gratis dell'immunità di gregge. Per non parlare dei fascisti che invocano, quando gli fa comodo, l'articolo 21 di una Costituzione che loro non riconoscono. 

https://www.askanews.it/politica/2021/05/20/fontana-proposta-tassa-successione-fuori-luogo-e-inopportuna-pn_20210520_00277/


giovedì 20 maggio 2021

Figli di babbo noto. Draghi e le tasse di successione.

Io, che apprezzo l’umorismo, sto ridendo moltissimo. 

I cultori del merito, dell’impresa che dalle pezze al culo arriva alla Lamborghini, del muscolare valore dell’individuo che per natura predomina sulla mediocrità dei poveri col sudore della fronte, macinando notti insonni su notti insonni, stanno difendendo, a spada tratta, il più retrogrado degli ascensori sociali: l’essere figlio di papà.

Muore il babbo e tu sei ricco. Esentasse.


domenica 2 maggio 2021

Pissi pissi bao bao: i 7 minuti della scuola. Post severamente vietato ai non addetti all'istruzione.

 Fumo negli occhi. Sulla scuola, seguendo una tradizione trentennale, non conta il pollo arrosto, ma il fumo. Perché mentre il primo si mangia e magari fa bene, ma costa, anche se di batteria e non liberamente razzolante nelle aie, il secondo è visibile alla pubblica opinione, ma è gratuito, poiché il combustibile ossia il pollo non è necessario e il comburente, che poi, in fin della fiera, è sempre ossigeno, non costa alcunché.

Ridurranno le classi pollaio? Nix. Ci saranno potenti impianti di condizionamento per areare le aule e per renderle vivibili in luglio e d’agosto? Nix. Si eviterà il precariato a scuola? Nisba. Ci sarà un medico scolastico in ogni istituto (come “negli anni ‘70”, dixit Figliuolo)? Doppio nisba. Ci saranno tutti gli insegnanti (e insegnanti di sostegno specializzati) a settembre? Triplo nix.

I milioni che sono stati messi sul piatto in questi giorni non serviranno a dar una risposta strutturale ai bisogni della scuola (personale ridotto, aule fatiscenti etc…), ma solamente a dare una boccata d’ossigeno (e di fumo) al terzo settore che nella scuola pubblica ha messo il piedino secondo la logica del mix pubblico-privato che ha già dato prova di non funzionare nella Sanità e, innanzi tutto, a confermare il popolino (o meglio il popolaccio) nel bias che se gli insegnanti non si prestano all’operazioncina "scuola d’estate", ciò  si deve, ed è il solito retropensiero che piace tanto a chi della scuola pubblica vuol farne strame, ad un solo e semplice motivo: i docenti sono fino alle midolla fantubisti e sanguisughe dell’Italia produttiva.

Evidentemente il mitridatico smantellamento della sanità pubblica che ha messo in evidenza la sua utilità strategica per tutti nel momento del bisogno non ha funzionato come monito.

Il malfunzionamento della scuola non produce morti, solo ignoranza, ma gli effetti a lungo termine (povertà, crisi, disagio sociale, conflitti, perché no?, violenza) non preoccupano una classe politica che non vuole (forse proprio non riesce) a non seguire il tracciato esiziale di un trentennio di disinvestimento bipartisan nell’istruzione, i cui danni, per chi abbia occhi e orecchie, sono evidentissimi già oggi: una classe politica del tutto inadeguata, tenuta in piedi da qualche tecnocrate di chiara fama, e un’Italia che si avvia a diventare, al galoppo, se non lo è già diventata, come sospetto, un Paese del Terzo Mondo.

E basta sentire blaterare qualsiasi pensatore, non per forza leghista, ma aiuta, che si occupi di scuola (dall’esterno, perché per lavorarci in corpore vivo ci vuole almeno uno straccio di titolo di studio specifico) sia ai vertici del pensatoio politico sia nella lizza dei Social per sincerarsene senza alcun dubbio.

P.S. Per cogliere meglio il senso di quel che ho scritto (come al solito in modo contorto e sibillino), invito tutti a vedere il bellissimo film di Michele Placido “7 minuti” dove si spiega come la flessibilità (anche piccola: che cosa sono 7 minuti?) nasconda sempre e comunque progetti molto inquietanti. 

sabato 1 maggio 2021

Il neocafonismo dei nemici del "politically correct".

 I nemici del "politically correct" (ossia quelli che definirei i neo-cafoni, per non cadere nell'ideologico; e non si offendano, eh!, perché andrebbero contro i loro principi) dicono che le parole non contano e conta solo la cattiveria.

Peccato che, quando li si apostrofa come meritano (non per il colore della loro pelle, ma per la cupezza delle loro idee), si offendano a morte.
Ovviamente quando dicono ne*ro, fro*io, ze*ca, loro, che abitualmente non conoscono nessuna forma di aggressività. sono sempre animati dalle buone intenzioni. E guai a dubitarne!
Un exemplum del meccanismo mentale che presiede il pensiero dei suddetti e che ho espresso, come mio solito, in modo un po' contorto, si trova qui sotto.
Ribadisco un concetto che ripeto da anni: le parole pesano, sono sassi. Mentre sul pensiero non si può intervenire, sulla parola sì. E non è censura: si tratta di quella che qualcuno un po' retrò definirebbe buona creanza o, semplicemente, educazione, rispetto dell'altro e della sua sensibilità.


50 sfumature di Covid

 


domenica 18 aprile 2021

Aperturisti e chiusuristi.

 Gli "aperturisti" che hanno le loro ragioni (prevalentemente economiche), se l'azzeccheranno, si prenderanno (com'è giusto) il merito dell'operazione, ma, nel caso contrario, insomma se le cose andassero male, si sentiranno in diritto di prendersela con altri: con i "chiusuristi" (neologismo orribile, ma ne rivendico il copyright) o con coloro che semplicemente stanno chiedendo un po' di prudenza. In mancanza di altro, se la prenderanno con la congiunzione tra Giove e Saturno, ma MAI (dico MAI) si assumeranno la responsabilità delle loro decisioni. Ovviamente i virus hanno solo una necessità: quella di riprodursi senza guardare in faccia agli "aperturisti" o ai "chiusuristi" , ma, piccola chiosa necessaria, non tutti i rompicoglioni sono uguali e si meritano la stessa morte.

P.S. A proposito di -ismi. Oggi un centinaio di negazionisti (che ovviamente negano di essere tali: la perfezione assoluta del negazionismo) hanno sfilato nella via del passeggio di Bergamo. Nessuno, almeno da quanto risulta dalle cronache, li ha contestati, come sarebbe stato logico, nella città martire del Covid, a dimostrazione che il livello di sensibilità di tutti si è di molto abbassato.
Mala tempora currunt.

giovedì 8 aprile 2021

Giochino bipartisan. The new "Impera et divide".

 

Vecchio giochino, un tempo trastullo di Capitan Findus, ora bipartisan:

1- Prendi una categoria piccola e mal rappresentata in parlamento: giovani, psicologi trentacinquenni, carcerati, intellettuali, lavoratori dipendenti et similia.

2-Additala come privilegiata per qualche motivo: i giovani hanno tanto tempo davanti a loro (Leopardi e Verga docent), gli psicologi che vendono aria fritta si vaccinano prima degli altri, i carcerati altrettanto e per di più sono dei delinquenti per cui bisogna buttar via la chiave, gli intellettuali vendono parole e non producono nulla, i lavoratori dipendenti, of course, non fanno un tubo e rubano lo stipendio.

3- Butta nei social , cinguettando quel che basta, dall'alto del tuo scranno (sei un uomo politico, perdinci!) la tua sentita riprovazione per tali immeritati privilegi.

4-Lascia sollevare la nebbia dell'indignazione del popolino o meglio del popolaccio che vive nel fango  e che ama rotolarvici; ovviamente quest'ultimo non pensa mai di potersi ribellare di chi farà di lor salsicce, ma ama scagliarsi, come diversivo meno pericoloso, contro i poveretti della città e contro la bella lavanderina.

5-Non far mai vedere nella caligine chi sono i veri privilegiati, i politici tuoi sodali e i ricchi in primis, che sono quelli che garantiscono che il tuo scranno sia solidamente inchiodato sulla predella.

6-Non parlare di Patrimoniale perché sennò Libero si arrabbia.

7-Quando la nebbia cala, riprendi dal punto 1.

Comanda e fotti gli ingenui is the new "Impera et divide". Sempre e comunque.

venerdì 2 aprile 2021

Amor di Patria nel Paese dei tarallucci.


 Le spie ci sono sempre state. E ovviamente ci sono sempre stati quelli che si sono fatti corrompere dalle spie. Ma in Italia il ventre deve essere particolarmente molle. Se uno si vende ed è un militare, vuol dire che qualcosa è andato storto nel paese dei sovranisti e dei postatori di bandierine.

Ora questi ultimi tacciono e non invocano il primo palo su cui issare la corda. 

Stranamente: eppur l'Alto Tradimento dovrebbe far scattar loro l'istinto forcaiolo pavloviano. 

Perché il silenzio è tombale?

Poco tempo fa qualcuno dei loro massimi esponenti era in Russia, ben accolto e accompagnato da un simpatizzante del nazismo, disponibilissimo ad accettare forme di finanziamento di ogni tipo.

E non date la colpa a Putin che conosce perfettamente i suoi polli: i sovranisti ex localisti secessionisti, i bandierini cinguettanti su Twitter con la bandiera dell'Irlanda e i militari tutti Patria, Bandiera e Distintivo che si vendono per pagare il mutuo o la piscinetta in qualche villetta suburbana con i recintini in legno. 

Se non sono fedeli a sé stessi, come possono esserlo con l'amor di Patria?

mercoledì 31 marzo 2021

Pissi pissi bao bao: post vietato ai non addetti. La scuola e le figuracce retoriche.

 Io sto usando l'alata metafora del pilota d'aereo che, impegnato in un atterraggio, debba suonare, nel bel mezzo della tempesta, la fisarmonica per allietare i passeggeri. So di usare un'iperbole, ma un docente in DAD che sia impegnato a condividere documenti, correggere esercizi, bacchettare gli indisciplinati a distanza e allo stesso momento si debba dedicare (in presenza) ad allievi BES o NAI (ragazzini che non spiaccicano una parola in Italiano, per chi non fosse del mestiere), si trova esattamente nella stessa situazione.

Certo, non rischierà di ammazzare 300 persone, ma sicuramente non fornirà un buon servizio: ai suoi allievi (e, se è coscienzioso, il cruccio è grande) e anche ai suoi nervi (ma la solidarietà dell'universo mondo nei suoi confronti, da anni, è bassissima).
Fargliene una colpa, come spesso succede, non è da persone particolarmente acute. E questo è un eufemismo e una litòte, tanto per ripassare velocemente le figure retoriche.

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