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domenica 2 maggio 2021

Pissi pissi bao bao: i 7 minuti della scuola. Post severamente vietato ai non addetti all'istruzione.

 Fumo negli occhi. Sulla scuola, seguendo una tradizione trentennale, non conta il pollo arrosto, ma il fumo. Perché mentre il primo si mangia e magari fa bene, ma costa, anche se di batteria e non liberamente razzolante nelle aie, il secondo è visibile alla pubblica opinione, ma è gratuito, poiché il combustibile ossia il pollo non è necessario e il comburente, che poi, in fin della fiera, è sempre ossigeno, non costa alcunché.

Ridurranno le classi pollaio? Nix. Ci saranno potenti impianti di condizionamento per aerare le aule e per renderle vivibili in luglio e d’agosto? Nix. Si eviterà il precariato a scuola? Nisba. Ci sarà un medico scolastico in ogni istituto (come “negli anni ‘70”, dixit Figliuolo)? Doppio nisba. Ci saranno tutti gli insegnanti (e insegnanti di sostegno specializzati) a settembre? Triplo nix.

I milioni che sono stati messi sul piatto in questi giorni non serviranno a dar una risposta strutturale ai bisogni della scuola (personale ridotto, aule fatiscenti etc…), ma solamente a dare una boccata d’ossigeno (e di fumo) al terzo settore che nella scuola pubblica ha messo il piedino secondo la logica del mix pubblico-privato che ha già dato prova di non funzionare nella Sanità e, innanzi tutto, a confermare il popolino (o meglio il popolaccio) nel bias che se gli insegnanti non si prestano all’operazioncina "scuola d’estate", ciò  si deve, ed è il solito retropensiero che piace tanto a chi della scuola pubblica vuol farne strame, ad un solo e semplice motivo: i docenti sono fino alle midolla fantubisti e sanguisughe dell’Italia produttiva.

Evidentemente il mitridatico smantellamento della sanità pubblica che ha messo in evidenza la sua utilità strategica per tutti nel momento del bisogno non ha funzionato come monito.

Il malfunzionamento della scuola non produce morti, solo ignoranza, ma gli effetti a lungo termine (povertà, crisi, disagio sociale, conflitti, perché no?, violenza) non preoccupano una classe politica che non vuole (forse proprio non riesce) a non seguire il tracciato esiziale di un trentennio di disinvestimento bipartisan nell’istruzione, i cui danni, per chi abbia occhi e orecchie, sono evidentissimi già oggi: una classe politica del tutto inadeguata, tenuta in piedi da qualche tecnocrate di chiara fama, e un’Italia che si avvia a diventare, al galoppo, se non lo è già diventata, come sospetto, un Paese del Terzo Mondo.

E basta sentire blaterare qualsiasi pensatore, non per forza leghista, ma aiuta, che si occupi di scuola (dall’esterno, perché per lavorarci in corpore vivo ci vuole almeno uno straccio di titolo di studio specifico) sia ai vertici del pensatoio politico sia nella lizza dei Social per sincerarsene senza alcun dubbio.

P.S. Per cogliere meglio il senso di quel che ho scritto (come al solito in modo contorto e sibillino), invito tutti a vedere il bellissimo film di Michele Placido “7 minuti” dove si spiega come la flessibilità (anche piccola: che cosa sono 7 minuti?) nasconda sempre e comunque progetti molto inquietanti. 

mercoledì 1 agosto 2018

Gli avvelenatori di pozzi (parte quarta)


Gli avvelenatori di pozzi dell'informazione di oggi e i negazionisti utilizzano tecniche tutto sommato semplici. Innanzi tutto, sfruttano a pieno l'armamentario della retorica classica, alcune idee ingenue rispetto alla scienza in generale e alcune distorsioni della psicologia e del pensiero filosofico.
Non pretendo di essere esaustivo, ma passerò in rassegna alcuni di questi barbatrucchi che spesso risultano efficaci non solo nei confronti di un pubblico ingenuo, ma anche di coloro che dovrebbero in teoria essere bardati rispetto agli inganni della parola e del pensiero.
D'altronde è esperienza comune, anche per chi ha buon olfatto, cadere nelle trappole delle “Fake news”, anche perché il meccanismo di base è quello di rafforzare opinioni già parte consolidate in noi e il “bias di conferma” è il vischio in cui rimaniamo spesso appiccicati, aia che ci riteniamo ingenui o scaltri.
Procederò in disordine (prendete il mio lavoro per quello che è: una serie di appunti e di riflessioni senza troppa sistematicità) perché il mare degli inganni è molto vasto.
arz62

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