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lunedì 14 marzo 2022

Le "Fake news" in tempo di guerra.

 La “Fake News” servono a diffondere notizie false. Sì, ma il vero obiettivo delle ”Fake news” in tempo di guerra, in realtà, sta nello sconcertare l’opinione pubblica a tal punto che un lettore medio non possa più credere nemmeno alle notizie vere. E nel caos dell’informazione, un’opinione favorevole alla pace abortisce prima del concepimento, mentre le opinioni estreme, quelle che portano ad uno scontro totale, attingono linfa e vigore dallo sconcerto generale. 

venerdì 28 agosto 2020

PISSI PISSI BAO BAO (post sconsigliato a chi non insegna e ai minori di 18 anni. Altamente sconsigliato ai genitori, ai lettori del Corriere e ai leoni da tastiera di Facebook e Twitter) : Il lato B della Tragedia.

 


Mi scuso per l'abbondanza di materiale pubblicato riguardante l'inizio della scuola in questo periodo.

In genere preferisco parlare d'altro, ma troppo ghiotta è l'occasione per l'Umorista che è in me di osservare come alcuni meccanismi che la vedono protagonista siano sempre gli stessi di anno in anno e come, anche in questo momento tragico, si ripropongano tali e quali.


Come al solito, vestirò anche i panni della Cassandra inascoltata.

Ecco la successione degli atti passati, attuali e futuri della pandemia in questa tragicommedia.


PROLOGO-

Esternazione del Ministro contro i Sindacati: se la scuola non riapre è per colpa loro. Ci mettono i bastoni tra le rotelle dei banchi!


Borbottio di sottofondo del Coro social e asocial: “Ah, questi insegnanti che, dopo tre mesi di vacanza che sono poi diventati sei si fanno proteggere dai Sindacati che sono d'intralcio a una sana Dittatura delle élite come diceva quel buon uomo di Licio Gelli! Ah, i bei tempi quando non c'era l'Euro e c'era la P2!”.


ATTO PRIMO-

Diffusione della Fake news sui rapimenti dei bambini nelle scuole sui social: i bambini con la febbre verranno condotti forzatamente e all'insaputa dei genitori allo 'spedale e, se i tamponi saranno negativi, verranno loro riconsegnati solo dietro riscatto.


Borbottio indignato di sottofondo del Coro social e asocial: “Insegnanti, non avrete i nostri figli! Mai e poi mai! Bibbianisti Satanisti! Non siamo mica a Sparta!”


ATTO SECONDO-

Articolone sul Corriere: gli insegnanti non si sottopongono al test sierologico.

Chi si occupa dei titoli per amor di sintesi dimentica che il test è per scelta del Governo “volontario” e che lo screening è iniziato da pochi giorni con alcuni medici di base che non si sono resi disponibili e con prenotazioni nelle Aziende Sanitarie rese difficili dall'eccesso di richiesta .

I medici di base che partecipano allo screening stanno accendendo il cero sull'altare di Asclepio perché il Dio interceda in modo tale che gli insegnanti non si presentino tutti.


Borbottio di sottofondo del Coro social e asocial: “Maledetti insegnanti, non hanno senso civico! Rischiano di infettare i nostri bambini! Cattivi maestri, cattive maestre. E cattivo anche il DS!Non parliamo dell'Azzolina!”


ATTO TERZO-

Nuovo articolone sul Corriere: gli insegnanti non vogliono andare a scuola.

Chi si occupa dei titoli per amor di sintesi si dimentica di dire che chiede l'esenzione per il rientro chi ha qualche patologia certificata che va dal tumore a problematiche immunitarie di vario genere.

Borbottio insofferente di sottofondo del Coro social e asocial: “Maledetti insegnanti, dovrebbero licenziarli tutti! Ah, se fossero nel privato! Noi quelli che hanno le patologie tumorali li finiamo con un colpo e il proiettile lo facciamo pagare alla famiglia! Non siamo mica in Cina qui, eh!”

ATTO QUARTO-Aumento della contagiosità dopo i primi giorni di apertura delle scuole. Il quadro futuro è “imprevedibile” a parere degli esperti, il che significa che le leggi deterministiche della scienza vanno a pallino e la Dea Fortuna , Bona o Mala che sia, ci metterà lo zampino.

Gli insegnanti chiederanno di essere forniti di mascherina con lo “smile” stampato. Sconsigliabile fornirli di mascherina trasparente per far trasparire il loro stato d'animo.


Borbottio insofferente di sottofondo del Coro social e asocial:

Ipotesi 1:“Oh, cazzo! Si vede che gli insegnanti non sono stati attenti! Chiameremo i nostri avvocati”

Ipotesi 2: “Vedi questi insegnanti? Volevano stare a casa e allora hanno permesso che il virus si diffondesse per fare i loro porci comodi! Monatti! (in Veneto “Mona”)”




ATTO QUINTO - Qualche docente su di età schiatterà.

Borbottio preoccupato di sottofondo del Coro social e asocial: “Chiudere la scuola? Ma siamo pazzi? Si ferma tutto! L'economia andrà a rotoli! E come lo tengo a casa il bambino? Ci sono tanti docenti giovani! Sì! Sì! Rottamazione! Cambio generazionale!”



ESODO- Qualche bambino schiatterà.


Breve pianto del Coro se il figlio non è dei coreuti.

Distribuzione di fazzolettini “Tempo al tempo”.

Articolo del Corrierone: “Ma ci sono anche bambini che muoiono di leucemia, eh! Zangrillo docet!”


Mesto borbottio di sottofondo del Coro social e asocial: “Io, comunque, mio figlio a scuola non lo mando! Lo preferisco ignorante, ma vivo!”.


Sì, come molti italiani che, in questi tristi frangenti, sono vivi ma senza mostrar segno di avere una qualsivoglia attività cerebrale.

Il cuore, però, batte. Forte. E a destra.




mercoledì 10 giugno 2020

Trump e il gaslighting.


Trump instilla il dubbio che il settantacinquenne spinto dalla polizia di Buffalo sia un mistificatore.
Insomma, il sangue dalla testa è per lui pomodoro, l'anziano signore è un terrorista (se uno più uno fa due nella sua ottica “antifa” e “terrorista” sono sinonimi) e le immagini trasmesse sono il prodotto manipolato e con effetti speciali di un set di Hollywood.
Purtroppo, quella che è nei fatti una distorsione psicotica della realtà non sta colpendo il Presidente, che sa benissimo quello che sta facendo, ma il suo elettorato.
Trump sta utilizzando una tecnica psicologica: si chima “gaslighting”.
Prelevo la definizione in inglese da Wikipedia (sono pigro):
“Gaslighting is a form of psychological manipulation in which a person or a group covertly sows seeds of doubt in a targeted individual, making them question their own memory, perception, or judgment, often evoking in them cognitive dissonance and other changes including lowself-esteem. Using denial, misdirection, contradiction, and misinformation, gaslighting involves attempts to destabilize the victim and delegitimize the victim's beliefs. Instances can range from the denial by an abuser that previous abusive incidents occurred, to the staging of bizarre events by the abuser with the intention of disorienting the victim”.
In parole povere, Trump  crea un elettorato con bassa autostima, disorientandolo e mettendolo nelle condizioni di non credere ai propri occhi.
Per chi lo vuol capire, il complottismo, il dubbio sistematico e immotivato nei confronti delle “auctoritas”, lo smantellamento di ogni sicurezza che è lo scopo delle “Fake News” ha un unico obiettivo: minare le certezze personali e creare belanti greggi pronte a seguire qualsiasi pastore. 
Non quello buono che le riporterà all'ovile, ma quello che le condurrà verso il baratro.

venerdì 7 giugno 2019

Il caso Noa e le Fake news



Si pubblica una notizia falsa, quella sulla presunta eutanasia di Noa. I giornalisti ci ricamano sopra. Parlano sul nulla, ma non importa. Quando si rendono conto di aver raccolto cacca e non oro, NON chiedono scusa. Procedono come se nulla fosse con la ridicola idea sottesa: potrebbe essere successo.
Gli analfabeti funzionali albergano anche nelle redazioni dei giornali. Lo dico non per l'errore (e cascarci è facilissimo e nessuno deve essere impiccato al primo albero per un infortunio del mestiere), ma per la mancanza di coscienza di ciò che hanno combinato e che li porta a perseverare nell'inganno di chi si fida di loro. 
Domandina domandona: Dante dove avrebbe collocato simili tipini? ;-)


sabato 1 giugno 2019

Minibot per il Megaboom. Petardi di finanza creativa.



Io mi intendo di economia come di botanica vegetale, ma l'introduzione dei “minibot” mi sembrava, comunque, dal punto di vista giornalistico, interessante. L'ideuzza è stata un cavallo di battaglia della Lega per finanziare con un moneta virtuale il debito pubblico (quello che ci sta strozzando) e per aprire la porta di uscita dell'Italia dall'Euro e forse dall'Europa.
L'idea di stampare soldi a casuccia per diventare più ricchi mi è sempre sembrata una trovata divertente, degna della  nostra migliore Commedia all'italiana.
Bene, sappiate che ieri il PD ha votato a favore ...e non è una “Fake News”!
Sul Corriere, sulla Repubblica e sulla Stampa, bisogna cercare qualche accenno alla questione col lanternino.
Ho dovuto leggere la notiziola sull'edizione on line de “La Verità” di Belpietro.
Giornalisti italiani, perché ci costringete a questo? Che cosa vi abbiamo fatto di male?

martedì 21 maggio 2019

De bufala: Anna Frank e le ossessioni del negazionismo nostrano.



Ecco il problema delle Fake news. Parte la bufala: “Sospesa per aver letto Anna Frank”. Siamo a pochi giorni dal pasticciaccio brutto a Palermo che ha visto la sospensione di una docente per un opinabile accostamento tra Salvini e qualche uomo forte del passato.
Verifica: “La docente è stata sospesa per aver dato uno schiaffo a un bambino”.
E' la madre, che adirata, ha aggiunto la ciliegina dell'indottrinamento “comunista” a base di letture di Anna Frank.
Il MIUR non ne fa cenno: la docente è stata sospesa per l'atto educativo eccessivo e violento. Non si fa. Punto. Anna Frank non c'entra proprio.
Risultato finale e atteso della Fake News è un procedimento logico improprio secondo il quale nelle scuole si indottrinano i bambini e le maestre “comuniste” picchiano per di più i bambini. E' inutile aggiungere da dove possa venire la polpetta avvelenata di un simile messaggio. Tanto per dare una dritta al lettore, invito chi ne abbia interesse a leggersi le paginate dei negazionisti sulla veridicità del Diario di Anna Frank, una vera ossessione.
Ecco il motivo per cui le Fake News fanno malissimo: inducono a un pensiero semplificato che utilizza la generalizzazione come strumento di analisi della realtà, confermano i pregiudizi già radicati e consolidano il vittimismo di chi sente colpito da qualsiasi sopruso (praticamente l'intera umanità ;-)).
Credere alle bufale è la borsa termica che si mette sulla pancia: serve a poco, ma è consolatoria. Ma, se ha qualche perdita, ustiona... e allora sono guai!
arz62

giovedì 9 agosto 2018

Lettera ad un'amica. Del motivo per cui è inopportuno seguire i politici di cui non approviamo le scelte politiche e che utilizzano i Social Media con scienza e incoscienza.



Cara *****,
mi spiace dissentire. Hai scritto che intendi seguire come “follower” Matteo Salvini.
So che la curiosità sociologica ci muove così come agli albori di Internet funzionò (e funziona) il porno per molti maschietti. ;-)
Matteo Salvini sa fare il suo mestiere e utilizza in modo scaltro i social media. Si tratta di una nuova forma di “totalitarismo” (ovviamente sto utilizzando un'iperbole ironica): vuole riempire la nostra vita privata col proprio faccione. E ci sta riuscendo alla grande.
Per cui ci dobbiamo sorbire Salvini davanti al fritto misto e con in mano il mojito o mentre percula un povero cristo che è in ambulanza per raccogliere due applausi dei suoi.
Fosse una nostra scelta, passi, ma se la scelta è dettata da un algoritmo, no.
Sia chiaro che nessuno sfugge al meccanismo: la curiosità fa sì che la comunicazione politica funzioni, ed è un'immagine che uso spesso, come gli specchi contrapposti dei vecchi barbieri che lavoravano in ambienti angusti: amplifica l'effetto creando illusorie grandezze.
Ecco il motivo per cui recentemente ho recentemente cancellato molti miei amici su FB. Sono ancora tali e ho già chiesto scusa per la decisione. Non interagivano, però, con me (e non è un obbligo), e seguivano, spesso, presumo, obtorto collo, i miei mal di pancia disegnati e scritti.
Non volevo veramente invadere il loro spazio.
Anche perché percepivo (ma non potevo saperlo di sicuro: erano muti) che non la pensavano come me.
Cerchiamo di capirci: il mio non è un invito a chiuderci nelle camerette chiuse con i nostri compagnucci per raccontarci quanto siamo intelligenti e buoni. Ho molti amici, parenti e conoscenti che dissentono da quello che dico (sono per esempio apertamente di Destra), ma interagiscono, si incazzano, mi mandano a quel paese e, probabilmente, pensano in cuor loro che io sia un coglione.
Va, be', ma mi conoscono o meglio mi riconoscono come interlocutore se sono conoscenti, spesso mi vogliono persino un po' bene e mi perdonano il fatto che vada a occupare la loro cameretta, magari mettendo i piedi sul tavolo e usando il loro bidet come portacenere (anche se ho smesso di fumare;-))
Purtroppo, altri, involontariamente, non interagendo con me, facevano interagire gli algoritmi di Facebook: per cui, seguendo determinati siti e determinati uomini politici, riempivano la mia bacheca di Fake News, comprese quelle più disgustosamente propagandistiche, e, nel caso specifico, del faccione di Salvini.  E non avevo sull'altro piatto della bilancia la loro voce.
Sicuramente, a mia volta, commentando criticamente ogni sua uscita, poiché davanti al piatto ricco mi ci ficco, ho contribuito anch'io (e paradossalmente lo sto facendo anche adesso) ad allargare lo tsunami comunicativo, favorendo chi, per varie ragioni, non raccoglie la mia simpatia politica (umanamente lo ritengo un guitto furbetto, ma estremamente pericoloso perché sta maneggiando materiale che prima o poi può esplodergli tra le mani: sto parlando dell'intolleranza, non di C4).
Ti invito gentilmente, dunque, a esercitare la tua curiosità sociologica per un tempo limitato nei suoi confronti perché è assai più bello parlare con te che parlare di Lui.
Bisogna, insomma, sfuggire, in qualche modo, a quel meccanismo perverso che ci porta a commentare compulsivamente ogni rutto quotidiano come recita al punto 3 del suo bel decalogo un cantautore e scrittore che ammiro molto, Gianfranco Manfredi: bisogna evitare “...L'argomento del giorno, qualunque argomento, qualunque sia il giorno”. Tuo Stefano

mercoledì 1 agosto 2018

Gli avvelenatori di pozzi (parte quarta)


Gli avvelenatori di pozzi dell'informazione di oggi e i negazionisti utilizzano tecniche tutto sommato semplici. Innanzi tutto, sfruttano a pieno l'armamentario della retorica classica, alcune idee ingenue rispetto alla scienza in generale e alcune distorsioni della psicologia e del pensiero filosofico.
Non pretendo di essere esaustivo, ma passerò in rassegna alcuni di questi barbatrucchi che spesso risultano efficaci non solo nei confronti di un pubblico ingenuo, ma anche di coloro che dovrebbero in teoria essere bardati rispetto agli inganni della parola e del pensiero.
D'altronde è esperienza comune, anche per chi ha buon olfatto, cadere nelle trappole delle “Fake news”, anche perché il meccanismo di base è quello di rafforzare opinioni già parte consolidate in noi e il “bias di conferma” è il vischio in cui rimaniamo spesso appiccicati, aia che ci riteniamo ingenui o scaltri.
Procederò in disordine (prendete il mio lavoro per quello che è: una serie di appunti e di riflessioni senza troppa sistematicità) perché il mare degli inganni è molto vasto.
arz62

domenica 29 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte terza)


L'ho già accennato in un altro post: parte dell'informazione manipolata odierna , a mio avviso, affonda una parte delle sue radici e dei suoi strumenti argomentativi nel negazionismo di estrema destra.
Negare le camere a gas è un conto, creare “Fake news” è un altro, qualcuno dirà.
E' ovvio che le motivazioni siano diverse, ma si arriva allo stesso obiettivo: negare una situazione storica di fatto per crearne un' altra che si pieghi e si uniformi alla propria visione del mondo, quella che gli psichiatri chiamerebbero per l'errato esame di realtà "psicosi" ;-)
Insomma, il movente è diverso, ma il delitto è lo stesso.
I negazionisti sapevano e sanno di essere in un angolo di una Storia che è già stata scritta e che, seguendo il sano “revisionismo” che la Storia si impone per statuto attraverso il “dubbio esaminatore”, si scriverà.
Il sale del negazionismo e del revisionismo “storico” di stampo ideologico è un altro: è l'instillazione della diffidenza nel lettore in modo che gli avvenimenti storici siano come i gatti di notte ossia siano tutti dello stesso colore.
E chi opera così non è per nulla ingenuo.
Si comporta esattamente come un abile ladro di portafogli: toccandoti la spalla, ti distrae in modo da poter operare più facilmente nella tua tasca.
Instillato il dubbio, il lettore-vittima non crederà a nessuna autorità.
Purtroppo, l'attacco all'autorità (nel senso di autorevolezza, ovviamente) troverà terreno fertile non solo nella Destra che volontariamente vuole essere ingannata per interesse (“Che c'è di male nel Nazismo? Che c'è di male nel Fascismo?”, “I campi di concentramento? Esagerazioni! I morti sono stati molti di meno!”, “L'eliminazione dei rappresentanti dell'opposizione? Casi isolati?” ….giù giù sino alla farsa berlusconiana:”Il confino? Una villeggiatura!”) , ma anche in quei settori della Sinistra che ha fatto della demolizione del principio di autorità uno slogan valido per tutte le stagioni (e che ora trova humus a base di letame nella mancanza di etica dell'italiano medio, che lo porta a posizioni simili a quello che storicamente si è chiamato “anarchismo individualista” o “anarco-individualismo”).
“Come?” penserà il lettore che scopre il disvelamento del Grande inganno “Fino ad oggi ho creduto a una versione ufficiale e avrei messo una mano sul fuoco sulla sua veridicità, perché pensavo che corrispondesse alla realtà storica. Sono stato proprio un boccalone! Ora diffiderò di tutti!”
Postilla: diffiderà di tutti tranne di coloro che gli hanno svelato la “vera verità”. Funziona così anche per "Dianetics", figuriamoci per le anime ingenue e poco alfabetizzate che scorrazzano su Facebook!
Devo ricorrere a uno storico noto a tutti e non solo al pubblico specializzato per spiegare meglio il concetto.
M. Bloch, tra l'altro ebreo e vittima dei nazisti, scriveva nel suo saggio “Apologia della Storia” che tra l'altro si occupa proprio dei “falsi” storici:
“Tuttavia, lo scetticismo programmatico non è un atteggiamento intellettuale più apprezzabile né più fecondo della credulità, con la quale, d'altro canto, si associa facilmente in parecchie menti semplici. Durante l'altra guerra, ho conosciuto un bravo veterinario il quale, non senza qualche parvenza di ragione, negava sistematicamente fede alle notizie giornalistiche. Ma se un compagno occasionale versava nel suo orecchio attento le più sorprendenti frottole, le beveva come vino schietto”.
Credere a tutti è da boccaloni, non credere a nessuno porterà l'ingenuo ad essere un fautore del terrapiattismo. CVD ;-)
arz62

giovedì 26 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte prima).

La notizia è qui: La Stampa.



Non so che vita facciano tali personaggi.
Me li immagino, purtroppo, come tutti noi: avranno figli, qualche animaluccio, i nipotini, faranno feste di Compleanno, di Pasqua e di Natale.
Godono di affetti.
Eppure il loro lavoro è inventare notizie per seminare odio e zizzania.
E non se ne vergognano punto, neanche un po'!
E questa donna non esita a definirsi “ricercatrice indipendente”.
Ricorda quelle ragazze che al telefono di numeri internazionali simulano orgasmi e dicono zozzerie prezzolate, mentre mestano il ragù per il marito e per i figlioli; mentre queste ultime, però, soddisfano a distanza le esigenze di qualche perverso di turno, la ricercatrice Francesca Tonolo indirizza le perversioni mentali dei poveri di spirito verso scelte politiche sempre più abberranti, inventando notizie e manipolando le notizie vere ad arte. 
Prezzolata da un movimento politico.
C'è da soffocare. E non per la puzza di merda che in qualche modo avrebbe a che fare con la natura, ma con le polveri sospese di quello che è rimasto dalla combustione dolosa della democrazia, del buon senso e della civiltà politica di una nazione.
arz62

domenica 1 luglio 2018

Il ritorno degli untorelli.

Per capire il senso delll'intervento è necessario leggere questo post: Complottisti


Usare immagini di bambini sofferenti e nel caso specifico morti può essere una forma persuasiva scorretta.
I bambini sofferenti esistono anche fuori dall'obiettivo di macchine fotografiche e delle videocamere. D'accordo.
Prendere però un'immagine reale, modificarla e renderla agli occhi dell'opinione pubblica “falsa” si spiega solo così: o si ha un tornaconto personale (mi riferisco ai siti acchiappaclick che sfrucugliano sui sentimenti razzisti dominanti per raccogliere soldi facilissimi attraverso la pubblicità) o si è complottisti a oltranza (e sto parlando di coloro che non credono che l'uomo sia allunato e che gli ebrei nelle Torri gemelle non si siano presentati al lavoro perché sapevano che cosa sarebbe successo). Mentre i primi sono sicuramente dei “banditi” secondo la definzione di C.M. Cipolla nel saggio "Le Leggi della stupidità umana", ossia hanno un tornaconto personale a danno degli altri, i secondi, a mio avviso, non sono solo “stupidi”, nella definizione edulcorata del grande economista, ma stronzi emeriti, psicotici e autolesionisti.
E' vero: in realtà, hanno un tornaconto personale nell'immediato, ossia qualche like da parte di qualche analfabeta funzionale, ma stanno inquinando in maniera irreversibile la fonte di informazione da cui si abbeverano loro e gli altri.
Perché essere diffidenti è bene, non fidarsi di nessuno è male poiché si seguiranno, temendo di sbagliare, solo i propri borborigmi, come fanno i vecchi ipocondriaci.
Gli avvelenatori di pozzi, insomma, gli untorelli esistono e appestano l'aria di tutti.
Sappiano, però, che le vittime dei loro atti non saranno solo i loro nemici (le zecche, i buonisti, le ONG, i Comunisti and so on), ma prima o poi anche loro stessi e i loro cari.
Che peste (immediata e mortale) li colga e che il vermocane divori loro le budella!

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