Visualizzazione post con etichetta disinformazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disinformazione. Mostra tutti i post

sabato 28 marzo 2020

Le difese immunitarie alle campagne di disinformazione e di odio: scarsissime.



Come era prevedibile, in momenti di grande incertezza, affiorano gli squali della disinformazione e quelli dell' odio. 
Ho visto circolare, come molti, filmati e post con un grande contenuto emozionale (e dovrebbe essere questo un elemento peculiare per capire che si tratta di un prodotto pericoloso, in particolare quando il video e/o il post hanno caratteristiche professionali) in cui si parla male di tutti: dalla Merkel, a Trump, alla perfida Europa e a Cippiripicchio.
Ovviamente le parole d'ordine sono sempre le stesse: noi Italiani abbandonati dal Mondo.
E anche questo elemento, l'”italianitudine” dovrebbe far capire che la mela è avvelenata, avvelenatissima. 
Dietro, non userò un giro di parole, ci sono sempre loro: i fascionazisti e i Leghisti.
Io non sono stato mai morbido con nessuno, ma sono anni che mi batto contro gli inquinatori di pozzi, anche perché non solo non è facile individuarli, ma anche perché è difficile capire chi li foraggi. 
E  ce ne sono ora tanti, pronti ad approfittare della nostra debolezza per veicolare l'odio verso qualcuno. 
Se dovrò spendere le mie poche residue energie psichiche, lo farò contro chi si sta fregando le mani (senza lavarsele), vedendo la naturale fragilità di molti in questo momento tragico e approfittando del blocco delle nostre capacità di reazione al virus della disinformazione, quando gli anticorpi non sanno più che pesci prendere.

sabato 9 novembre 2019

Il passaggio all'atto. 9 novembre.




Prima “La pecora elettrica”, poi il “Baraka Bistrot” che aveva solidarizzato con i proprietari del locale vittima del secondo attentato.
Poi c'è sempre “Il Tempo”, il giornalaccio de Roma, che dice che non sono mica i fascionazisti, no no: questioni di droga.
Insomma, il copione è il solito: avvengono fatti e non fattoidi gravissimi.
Liliana Segre sotto scorta per le minacce, i due locali di Centocelle bruciati, l'emersione del razzismo senza asterischi eufemistici.
Dopo appaiono i minimizzatori: sono giornalisti, opinionisti alla Del Debbio, alla Sgarbi e compagnia cantante (e, guarda caso, sempre di mezzo ci sono le televisioni dell'immarcescibile) “ Ma no? Si tratta di altro! Non vedete che è una goliardata? e allora noi? e allora le foibe? e allora le minacce nei nostri confronti?”
Insomma, il solito armamentario al cloroformio per non affrontare i fatti reali, visibili e incontrovertibili: il neonazismo rampante sugli spalti con i “buuuu” ai Balotelli di turno, la violenza fascistoide o nazistoide verso chi si dichiara antifascista, l'omofobia e il razzismo ostentati senza veli e senza vergogna.
“Oggi è il 9 novembre. Nella stessa data nel 1938, gli ebrei, fomentatori di odio, infransero le vetrine dei loro negozi da soli per accusare ingiustamente i Nazisti”.
Tratto dal prossimo Nuovo Libro di Storia Unificato per le Menti Deboli.
Sarà gratuito.

domenica 1 luglio 2018

Il ritorno degli untorelli.

Per capire il senso delll'intervento è necessario leggere questo post: Complottisti


Usare immagini di bambini sofferenti e nel caso specifico morti può essere una forma persuasiva scorretta.
I bambini sofferenti esistono anche fuori dall'obiettivo di macchine fotografiche e delle videocamere. D'accordo.
Prendere però un'immagine reale, modificarla e renderla agli occhi dell'opinione pubblica “falsa” si spiega solo così: o si ha un tornaconto personale (mi riferisco ai siti acchiappaclick che sfrucugliano sui sentimenti razzisti dominanti per raccogliere soldi facilissimi attraverso la pubblicità) o si è complottisti a oltranza (e sto parlando di coloro che non credono che l'uomo sia allunato e che gli ebrei nelle Torri gemelle non si siano presentati al lavoro perché sapevano che cosa sarebbe successo). Mentre i primi sono sicuramente dei “banditi” secondo la definzione di C.M. Cipolla nel saggio "Le Leggi della stupidità umana", ossia hanno un tornaconto personale a danno degli altri, i secondi, a mio avviso, non sono solo “stupidi”, nella definizione edulcorata del grande economista, ma stronzi emeriti, psicotici e autolesionisti.
E' vero: in realtà, hanno un tornaconto personale nell'immediato, ossia qualche like da parte di qualche analfabeta funzionale, ma stanno inquinando in maniera irreversibile la fonte di informazione da cui si abbeverano loro e gli altri.
Perché essere diffidenti è bene, non fidarsi di nessuno è male poiché si seguiranno, temendo di sbagliare, solo i propri borborigmi, come fanno i vecchi ipocondriaci.
Gli avvelenatori di pozzi, insomma, gli untorelli esistono e appestano l'aria di tutti.
Sappiano, però, che le vittime dei loro atti non saranno solo i loro nemici (le zecche, i buonisti, le ONG, i Comunisti and so on), ma prima o poi anche loro stessi e i loro cari.
Che peste (immediata e mortale) li colga e che il vermocane divori loro le budella!

venerdì 29 luglio 2016

Sallusti ovvero il giornalista che non solo non conosce la Storia, ma che non sa neanche consultare Wikipedia.

Un articolo di opinione è un articolo di opinione come una rosa è una rosa , d'accordo, ma le opinioni per essere espresse in modo onesto ( anche quando sono divergenti dal nostro modo di vedere il mondo) dovrebbero essere corroborate dalla forza delle argomentazioni.
Sappiamo, e l'ho già scritto in più occasioni, che da un bel po' in Italia si confonde l'assertività ( accompagnata dai decibel dell'emissione vocale) con la verità. Traduco: puoi dire liberamente una cazzata, ma è importante urlarla in modo convincente per aver successo con un pubblico di undicenni non tanto svegli. Sapete bene chi ha utilizzato questo metodo da piazzista e Sallusti è il degno frutto di una stagione politica italiana che ancora avvelena i pozzi della ragione e della ragionevolezza.

Dopo la lunga premessa, vi invito l' esercizio un po' spiacevole di leggervi questo articolo di Sallusti:

( donerete un click al giornale, ma il mio intento è di levargliene almeno cento ;-))

Avete letto l'introduzione?Avete letto quello che scrive sul rispetto dei nazisti nei confronti delle chiese e dei preti? E' una cazzata sesquipedale.
Non c'è bisogno di essere di essere storici e scopavirgole patentati, basta utilizzare “Google search” o leggere “Wikipedia”:

Marzabotto:

Nella frazione di Casaglia di Monte Sole la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta, raccogliendosi in preghiera. Irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e tre anziani. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 197 vittime, di 29 famiglie diverse tra le quali 52 bambini.

Eccidio di Boves:

A Boves molti sono fuggiti, in campagna, nelle ore e nei giorni precedenti, è rimasto principalmente chi non era in grado: anziani, invalidi, donne e bambini. Le SS incendiano il paese, circa 350 case la cifra ufficiale, e uccidono 25 persone compresi il parroco don Bernardi e Vassallo i quali, addirittura, vengono bruciati vivi.

Strage della Benedicta:

Il monastero della Benedicta, in cui si erano rifugiati gli uomini disarmati o meno esperti (secondo le testimonianze dei superstiti la grande maggioranza degli uomini delle due brigate era male armata o non armata) viene minato e fatto esplodere.

Mi fermo qui, perché l'elenco è lungo, ma evidentemente “invisibile” agli occhi del prode Sallusti.

Insomma la “premessa maior” del suo articolo non vale una cippa e di conseguenza il suo ragionamento ha lo stesso valore e forza dei numerosi sproloqui dei leoni da tastiera delle Rete.
In teoria dovrebbe essere pagato e ripagato come loro: tre/ quattro “mi piace” su facebook e il plauso di qualche analfabeta funzionale.
Mi risulta, però, misteri della Fede!, che qualcuno dia a Sallusti persino dei soldi e lo ritenga persino un ottimo giornalista! ;-)
arz62


martedì 9 febbraio 2016

Le bufale: balle spaziali senza controllo.


So che molti lo fanno con ingenuità e senza malizia, ma divulgare le cosiddette “bufale” non è cosa innocente, al di là delle intenzioni. E' ormai noto che vi sono siti acchiappaclick che sfrucugliano nelle paure della gente, sfruttandone l'indignazione (con l'esca della curiosità) per alimentare altre paure e altre inquietudini.
C'è chi, sul versante politico, sta utilizzando la Rete per diffondere notizie che non stanno né in cielo né in terra ( non faccio nomi, non ce n'è bisogno).
Non amo le teorie complottistiche, ma l'opinione pubblica è pasta molle e i persuasori occulti, di ogni risma e colore politico, sono in agguato e non da ora.
Quel che meraviglia è la mancanza di filtro che molti dei frequentatori dei social ( Facebook, fra tutti i siti social, ne è il più chiaro esempio) dimostrano nel condividere materiali di dubbia provenienza.
Insomma, che qualche inquinatore di pozzi si aggiri tra di noi è facile aspettarselo, ma che vi sia una marea di gonzi che ci cascano regolarmente un po' meno.
Non me ne abbiano coloro che si dedicano alla condivisione compulsiva: è facile cascarci, anche quando si è un po' accorti ( e ciascuno di noi deve fare il “mea culpa” , compreso il sottoscritto).
Lo spargimento dell'odio o semplicemente la piccola pratica della calunnia, però, rendono parecchio 
(in particolare, in denaro) ai mestatori della Rete.
Se volete fare da volano alle balle spaziali, fate pure ( ma non vi approvo...ecchissenefrega, direte voi ;-)) , purché siate consapevoli che quest'ultime, quando cadono sulla testa di qualcuno, fanno male, a volte, molto male: come i sassi gettati dal cavalcavia dagli adolescenti annoiati.

arz

Translate