Visualizzazione post con etichetta Coronavirus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Coronavirus. Mostra tutti i post

venerdì 4 settembre 2020

Negazionismo, altruismo e egoismo.

 

Domani i negazionisti della pandemia si ritroveranno in piazza a Roma. Ci andranno senza mascherina e si contageranno l'uno con l'altro.

Prima che si accorgano della cazzata, passeranno giorni. Contageranno parenti e amici. E i loro parenti e amici contageranno noi tutti.

Ecco il motivo per cui auguro ogni bene a loro e auspico che il virus si prenda una vacanza.

Dovrei augurar loro di schiattare con un tubo in bocca, ma non lo faccio, perché i buonisti un po' cinici come me sanno benissimo che l'altruismo è la faccia presentabile e lungimirante dell'egoismo.

La Zangrilleide, poema eroicomico

 Da "virus clinicamente morto" alla constatazione che l'espressione è un po' stonata.

Zangrillo preferisce, come i generali del tempo che fu, chiamare ritirate strategiche le Caporetto in cui qualche volta fatalmente si incorre.
Eppure si può sbagliare, senza perdere lustro, da professionisti. Così, al contrario, resuscitando il virus e mettendo in pericolo il paziente, ci fa la figura del popone con una granata tra le mani dopo aver tolto la spoletta di sicurezza. Bùm!

mercoledì 26 agosto 2020

Gaslighting professionale

 Orbene, ordunque. 

1-Al Billionaire ci sono un sacco di positivi e uno dei dipendenti si trova in terapia intensiva. Briatore non si sa se ha il Covid o la prostatite ed è ricoverato al San Raffaele di Zangrillo &C.. 

2-Se ha il Covid e non muore, secondo Sgarbi, vuol dire che il Coronavirus è una semplice influenza. Se ha la prostatite, secondo la Santanchè, vuol dire che si è montato un gran polverone per nulla (non per Briatore), cedendo al canto da Sirena di una Fake News .

Ritornate all'inizio del post: al Billionaire, che evidentemente è diventato un focolaio di diffusione del virus, ci sono stati un sacco di positivi e un dipendente è in terapia intensiva.

Questa è la notizia. 

Il resto è gaslighting e, se siete confusi, vuol dire che chi l'ha provocato ha ottenuto il suo scopo.

domenica 24 maggio 2020

L'elogio dell'incompetenza.




(Vi avviso: non volerò alto perché, come le rondini, sento odore di tempesta).

Sbagliare è umano; è perseverare che puzza di zolfo.
Gallera ha detto un'idiozia, ma non è stato l'unico in questi tempi tristi.
Lasciando perdere il peccatore e andando ad analizzare il peccato, da dove nasce la mia irritazione?
Lo so che la mia irritazione non è il termometro del Mondo e quel che irrita me fa gongolare tanti altri, ma vogliamo un po' ragionare sui motivi di certe derive?
Per il bene nostro e, se volete, della nostra povera Italia.
Sono anni che si elogia chi è incompetente. Più precisamente:  si elogia chi vuole dire la sua senza averne titolo.
Purtroppo, tale deriva non è patrimonio solo della Lega i cui elettori ragionano (generalizzo, sia chiaro) in questi termini: se qualcuno si distingue in una determinata arte/professione senza avere titolo di studio, perché escluderlo dal dibattito tecnico/scientifico come l'ultimo dei pirla?
(Qui in genere, parte il tormentone dei tecnici che danno dei coglioni agli ingegneri che non capiscono una cispa).
Non è cosa nuova: in ambito universitario ai miei tempi c'erano (ci sono ancora?) i cultori della materia: non avevano titolo per insegnare all'università, ma per chiara fama venivano chiamati ad avere un ruolo nei vertici dell'Istruzione.
Il M5S è, invece, roso dal tarlo dell' “uno vale uno”. Che vale nel segreto nell'urna e al massimo sulle bacheche di Facebook.
Nel campo delle professioni no: se ho un problema al motore, vado dal meccanico. Se mi affido al cugino “bravo”, non mi devo lamentare poi che la mia macchina ha fuso il motore dopo 20 chilometri. 
Figuriamoci nell'ambito della salute! 
Posso anche affidarmi al ciarlatano che mi vende l'Elisir di lunga vita, ma non potrò lamentarmi se poi schiatterò perché ho curato la peritonite con la mentuccia.
Infine c'è l'idea, già della P2, di Forza Italia: l'istruzione pubblica è un peso insostenibile e il modello gentiliano non funziona come quello anglosassone.
Da noi, fino a poco tempo fa, prima delle riforme Moratti, Gelmini e , ahinoi, Berlinguer, la scuola pubblica era quella che funzionava e la privata (tranne qualche isola felice) era quella dei ciucci.
Perché non rinunciamo al valore legale del titolo di studi e non promuoviamo una sana e darwiniana competizione tra gli enti educativi?
Ovviamente alle scuole pubbliche la gestione del disagio e delle rogne, con i costi conseguenti, a quelle private quello del finanziamento pubblico e dell'eccellenza con lo sbarramento in entrata del censo. 
Da lì si attingerà per reperire i tecnocrati e gli esperti.
Ho semplificato assai, ma arriviamo al punto.
Gallera non è un medico, è un avvocato. 
In questi mesi ha dovuto gestire da incompetente sine culpa il confronto con i giornalisti e i medici. 
Non era e non è facile. Ci vuole la pazienza di Giobbe. 
Ieri ha proferito un'idiozia sesquipedale. 
Peccato per Gallera che sia al vertice nel corso di un'emergenza regionale e nazionale e ci sono di mezzo tanti, troppi, morti. Non si tratta di normale amministrazione.
La persona accorta si sarebbe fatta da parte, avrebbe assunto un profilo più basso.
No.
Gallera è sempre stato in prima fila. Ci vuole stare.
Ed ecco un altro cancro della nostra società: la “vetrinizzazione”. 
Uomini e donne in vetrina a pavoneggiarsi, frutto del narcisismo patologico che non vede al di là del proprio naso, dedito 24/24 all'onfaloscopia.
Va detto che coloro che agiscono così ottengono un qualche risultato: hanno un pubblico plaudente, probabilmente affetto dalla stessa patologia, ma lontano dalle vetrine. 
Insomma, sono idoli da imitare e, se si tratta di uomini politici, il loro potenziale elettorato cresce, al netto delle sciocchezze che si dicono giorno per giorno.
Il disastro culturale, sociale e educativo (ed economico, miei cari!), però, è lì da vedere.
Una mezza idea idiota più un'altra mezza idiozia non dà esito a un'idea brillante né il combinato disposto di incompetenza e narcisismo ci porterà molto avanti. Credo. Amen. Una prece.

domenica 17 maggio 2020

Malthus 2020


Rispolveriamo Malthus.
Eccoli qui in fila i Fantastici Quattro Eroi dei Paesi Sottovalutatori:


La Torcia Umana, rosso Malpelo, si incendia per ogni tragedia da lui causata, accusando di volta in volta: la Cina, Fauci, i Messicani, il Giornalismo, gli Italiani che se ne vanno a spasso a New York e così via. 


Mr. Fantastic, genio della scienza, sportivo, dotato di intelligenza straordinaria, ha acquisito la capacità di accorciare e deformare a piacimento il numero dei morti, inducendo i medici a provare l'ebbrezza del volo dai piani alti dei grattacieli.


L'Uomo invisibile, l'uomo che, dopo aver annunciato una moria inevitabile di vecchietti, ha pensato bene di ammalarsi e di scomparire agli occhi dell'opinione pubblica, per poi ritornare pentito ed erigersi a Paladino della Prudenza e del Buon Senso.



La Cosa, l'uomo che ha la stessa intelligenza di una roccia, credendosi un duro. E' duro, vero, ma è, nel contempo, materia inorganica, soggetto a laterizzazione come il suolo argilloso decotto dai raggi solari di un terreno privato dalla sua vegetazione. Un mattone.






Let's brush up on Malthus.
Here are the Fantastic Four Heroes of the Underrated Countries here in a row:


The Human Torch, Malpelo red, ignites for every tragedy caused by him, accusing each time: China, Jaws, Mexicans, Journalism, Italians who go for a walk in New York and so on.

Mr. Fantastic, a genius of science, sportsman, gifted with extraordinary intelligence, has acquired the ability to shorten and deform the number of the dead as he likes, causing doctors to experience the thrill of flying from the high floors of skyscrapers.

The invisible man, the man who, after announcing an inevitable death of old men, thought it well to get sick and disappear in the eyes of public opinion, and then return repented and erect himself as a Paladin of Prudence and Common Sense.


The Thing, the man who has the same intelligence of a rock, believing himself to be a tough guy. It is hard, true, but it is, at the same time, inorganic matter, subject to lateralization like clayey soil decocted by the sun's rays of a land deprived of its vegetation. A brick.

sabato 16 maggio 2020

Sgarbi quotidiani.


Sgarbi* passa per essere intelligente. 
Ovviamente non è intellligente perché è intelligente: è intelligente perché sfrutta in modo intelligente la dabbenaggine delle persone non intelligenti.
Orbene, ordunque. 
Nei confronti di un personaggio televisivo, in merito alla delicata questione di Silvia Romano, gli si rivolge in questi termini: “Terrorista, imbecille, povero cretino, povero idiota, povero scemo, idiota, amico dei terroristi, finto ebreo, pompinaro di merda…”
Ah, non manca l'allusione che il suo avversario ami prenderselo in quel posto.
Ecco, so, per esperienza, che a questo punto partono gli applausi.
E il plauso è la cartina di tornasole per individuare, senza tema di smentita, coloro che con l'intelligenza hanno poca dimestichezza.
Chiunque applauda Sgarbi in questi frangenti, per me, è un idiota. 
E non c'è appello.
E basta.
Non aggiungo altro.

Nel caso che qualcuno mi consideri eccessivo nell'aggressività verbale, Sgarbi che ha più esperienza del sottoscritto con la libertà di espressione ha continuato così nei confronti del suo interlocutore:
Terrorista (1),Imbecille (1), Povero Cretino (11), Povero idiota (14), Povero scemo (11), Idiota (4), Cretino (3), Incapace totale (1), Povero deficiente (3), Amico dei terroristi (11), Amico della mafia (3), Povero terrorista coglione (1), Falso ebreo/finto ebreo (3),Leccaculo (2), Delinquente (1), Rinnegato (7), Pompinaro di merda (1), Ami prenderlo nel culo (1), Ignorante (3), Sei finito (1), Fuori dai coglioni (5) .

* Mi piace ricordare che il suddetto ha dato degli imbecilli anche a tutti coloro che avevano segnalato, quando i casi erano relativamente pochi, il pericolo del Coronavirus. 
In Italia ci sono stati 31763 morti. 
Invito i parenti dei deceduti a rivolgere un pensierino al personaggino. 
Non solo un pensierino. Se Sgarbi verrà a Bergamo, li aspetto.

venerdì 1 maggio 2020

Matteo e il populismo for Dummies.



Piccola nota banale. 
Il populismo si nutre del rapporto diretto con la massa. Il populista fa appello sempre a una massa indistinta che presuppone compatta e parla spesso a suo nome.
Un Matteo dice: “Gli Italiani lo vogliono!” e, quando dice Italiani, fa riferimento a un blocco senza differenziazioni.
Tutti sanno che una popolazione è composta da tante teste e tante cattedrali e non c'è cosa più improbabile che tutti vadano d'accordo all'unisono.
L'altro Matteo or ora ha fatto parlare una massa indistinta di morti, una massa che non può rispondergli perché non lo può più fare; per di più ha messo loro in bocca un auspicio (la riapertura) che è solo suo.
Il populista dà solo voce al proprio cervello e dà aria ai propri denti, ma, come tutti i codardi, si nasconde dietro alla presunta volontà di un popolo che non gli ha mai dato nessun mandato.
De hoc satis.

mercoledì 29 aprile 2020

Il vaticinio dell'Umorista (2)

L'11 aprile c.m. scrivevo:
"Leggete i miei post precedenti, ma il disastro negli Usa e in subordine nel Regno Unito è stato previsto dal sottoscritto e da tanti altri, quando molti favoleggiavano sull'effetto gregge e sottovalutavano il problema.
Prevedo ora disastri gravi in Brasile. Sono meno sicuro per la Russia perché il sistema comunista, anche se da trent'anni è in teoria morto, ha mantenuto qualche elemento di Welfare che mi fa dubitare per un disastro assoluto. Come è successo in Cina, che nasconde molto, ma non tutto.
Tenete d'occhio quindi i dati del Brasile, dove Bolsonaro finirà male e non solo politicamente, e, in Italia, quelli della Campania, dopo l'ultimo decreto che segna la fine della chiusura stretta, mi sembra la regione più a rischio".
Ho cannato completamente la Campania che fornisce dati stabili.
I morti in Russia sono ancora molto bassi, ma temo un effetto alone non male.
Per il resto...Vuoi vedere che me la cavo meglio nelle previsioni degli economisti?

lunedì 30 marzo 2020

Affaristi o squali e avvoltoi? Ai posteri l'ardua sentenza.

Dopo il video di Cario (e la figura di palta dei suoi sodali, gli uomini che guidano Conad, Segafredo, UniBank e Intesa che non hanno pensato di prendere le debite distanze per le sue improvvide e gioiose affermazioni per la manna caduta dal cielo sul mercato pubblicitario grazie all'epidemia di Coronavirus), noto che ci sono avvocati che contattano parenti dei deceduti di questi giorni per offrire loro parere legale per ottenere risarcimenti per eventuali negligenze dei medici (e fortunatamente l'Ordine dei Forensi Lombardi è intervenuto), agenti immobiliari che non pretendono provvigioni per i parenti di coloro che sono morti per il Coronavirus and so on.
So che molti diranno: insomma, sono forme di aiuto per le vittime e i parenti delle vittime.
Pochi , pochissimi, direi, se ne scandalizzano o, nella migliore delle ipotesi, giustificano il tutto dicendo che gli affari sono affari.
E mostrano il vero volto del neoliberismo senz'anima, se mai ne avesse avuta una.
Non so perché, ma io vedo solo squali (durante e dopo il Primo conflitto mondiale si chiamavano "pescecani") che si eccitano per la presenza del sangue e avvoltoi che sentono il profumo della cadaverina.

P.S. Non confondete quello che scrivo con le campagne d'odio. Le campagne d'odio colpiscono i deboli e gli inermi.

sabato 28 marzo 2020

Le difese immunitarie alle campagne di disinformazione e di odio: scarsissime.



Come era prevedibile, in momenti di grande incertezza, affiorano gli squali della disinformazione e quelli dell' odio. 
Ho visto circolare, come molti, filmati e post con un grande contenuto emozionale (e dovrebbe essere questo un elemento peculiare per capire che si tratta di un prodotto pericoloso, in particolare quando il video e/o il post hanno caratteristiche professionali) in cui si parla male di tutti: dalla Merkel, a Trump, alla perfida Europa e a Cippiripicchio.
Ovviamente le parole d'ordine sono sempre le stesse: noi Italiani abbandonati dal Mondo.
E anche questo elemento, l'”italianitudine” dovrebbe far capire che la mela è avvelenata, avvelenatissima. 
Dietro, non userò un giro di parole, ci sono sempre loro: i fascionazisti e i Leghisti.
Io non sono stato mai morbido con nessuno, ma sono anni che mi batto contro gli inquinatori di pozzi, anche perché non solo non è facile individuarli, ma anche perché è difficile capire chi li foraggi. 
E  ce ne sono ora tanti, pronti ad approfittare della nostra debolezza per veicolare l'odio verso qualcuno. 
Se dovrò spendere le mie poche residue energie psichiche, lo farò contro chi si sta fregando le mani (senza lavarsele), vedendo la naturale fragilità di molti in questo momento tragico e approfittando del blocco delle nostre capacità di reazione al virus della disinformazione, quando gli anticorpi non sanno più che pesci prendere.

venerdì 13 marzo 2020

Apocalittici e disintegrati

Oggi attraverso i Social è arrivato di tutto: dalle notizie dall'estero che vedono Donald Trump ora dichiarare il Coronavirus un'emergenza nazionale, dopo aver minimizzato la questione fino all'altro ieri, alle dichiarazioni di Boris Johnson che in Inghilterra ripropone il “lacrime e sangue” di Churchill, senza prendere mezza precauzione , confidando nell'effetto gregge o del popolo o del suo elettorato, e senza dover affrontare l'invasione teutonica, se non la solita trovata del muro contro gli Untorelli che vengono dall'estero.
Sempre dalla Perfida Albione un tal Christian Jessen, medico e presentatore di programmi spazzatura, afferma, col ghigno beffardo di chi la sa lunga, che il Coronavirus è un'ottima occasione per gli Italiani per non fare un cazzo: una lunga siesta per una pinzillacchera.
Dall'interno c'è l'immancabile Vittorio Sgarbi* che si dà da fare, utilizzando il turpiloquio, per prendere per i fondelli gli Apocalittici.
Orbene, ordunque: i suddetti, come mi auguro di tutto cuore, se dimostreranno di aver avuto ragione a sottovalutare il pericolo, avranno le mie scuse. Sincere.
Altrimenti, avessero torto, mandando all'altro mondo millanta persone, dovrebbero scomparire dalla faccia della Terra. E non per merito del virus. Basta lasciarli nelle mani dei parenti dei defunti; se la scommessa neoliberista va loro male, saranno tanti e i loro pezzettini saranno in ogni dove.

*Ho eliminato la parte relativa a Sgarbi a letto coperto con le pezzulle. Era una foto del 2017.

domenica 8 marzo 2020

Note a margine del Decreto.


Ovviamente il momento è eccezionale e formidabile (nel senso etimologico: fa una paura boia).
Le misure di contenimento sono state decise dagli esperti e il cittadino è tenuto ad attenersi alle indicazioni fornite dallo Stato scrupolosamente.
Non è neppure il momento di far eccessiva polemica, ma, per le future decisioni, è meglio valutare meglio le modalità di comunicazione utilizzate per dar pubblicità alle iniziative restrittive del Governo: la fuga di notizie relative alla bozza del Decreto (prontamente ripresa dai giornali che hanno, more solito, le loro responsabilità nell'ingenerare inquietudine inutilmente) ha creato già qualche effetto perverso: in primis, lo spostamento rapido e disordinato di molti meridionali residenti in Lombardia in altre regioni italiane.
Si intendeva impedire il movimento della popolazione, ma si è ottenuto l'effetto contrario. E questo è il primo evidente fallimento.
In secondo luogo, l'opacità di alcune disposizioni restrittive non aiuta: si dice  da un lato di limitare i movimenti che sono ammessi solo per motivi inderogabili anche all'interno del territorio e poi dall'altra si lasciano aperti i ristoranti.
Si blinda la Lombardia, ma si garantiscono i trasporti (altrimenti niente pappa per tutti).
Ovviamente un provvedimento del genere non può prevedere effetti e controeffetti che sono difficilissimi da controllare.
Sicuramente la mancanza di chiarezza condurrà probabilmente a un altro fallimento: lunedì forse ci sarà un nuovo assalto ai supermercati.
Perché quando c'è nebbia, è facile, senza fari, andare a sbattere.

mercoledì 4 marzo 2020

Solidarismo e neoliberismo in salsa postapocalittica nei tempi del Coronavirus.


Oggi per una questione sanitaria si sta fermando un Paese. E lo sta facendo con compostezza e raziocinio. E contro ogni logica economica.
Riflettano i fautori del neoliberismo all'amatriciana. Gli Statali alla fine del gran casino avranno, nonostante tutto, il culo nel burro. Gli Statali della Sanità, che si stanno sbattendo alla grande, non avranno nocumento stipendiale, al massimo si ammaleranno per deontologia professionale.
Oggi a soffrire, e tutti dovremmo e dobbiamo soffrire per loro, sono i professionisti delle partite IVA e le attività del privato e non solo: turismo, ristorazione, cooperative sociali. 
I neoliberisti, però, fino all'altro ieri, non hanno avuto la stessa pietà quando ne hanno avuto la possibilità: tagliare il pubblico per loro è sempre stata una vera gioia. 
Privare della carta igienica le scuole, evvabbe', e dei posti di Terapia intensiva gli Ospedali , ohibò, era solo un vantaggio: meno tasse e Stato leggero. Oplà!
Ora piangono le lacrime amare degli idioti imprevidenti: si sono accorti che durante le emergenze gli Stati leggeri evaporano, mentre gli Stati che hanno mantenuto un po' di Welfare sopravvivono.
Perché? Perché il principio solidaristico è ancora valido e vitale, mentre l'individuo dell' “homo homini lupus” che  sbrana il suo simile sempre e comunque è ferale e imprevidente (tranne che ci sia uno Stato assolutista e dittatoriale a tagliargli le unghie o a nascondere i danni).
Per metterla sul banale, un esempio: se volete un tampone per stabilire se avete il Coronavirus in Italia non pagate, negli Stati Uniti costa 3000 euro.
E , lì,  se non avete neanche un'assicurazione, non vi fanno neanche entrare nell' Ospedale. 
Potete crepare all'ingresso e contagiare tutti gli altri. 
Allegramente. 

sabato 29 febbraio 2020

Virus alla conquista del Mondo vs politici alla conquista dell'elettorato fragile.


I Virus sono più intelligenti di Zaia. Infatti, quando vedono una potenziale vittima, le saltano addosso senza considerare se sia bianca, gialla, nera o a pois, mentre Zaia se la prende solo con i gialli. Zaia pensa di eliminare i Cinesi (e prima di loro i Meridionali, gli Albanesi, i Rom, i Rumeni and so on), facendo fuori l'Umanità (con la u maiuscola), mentre i virus, che vogliono conquistare il Mondo, vogliono far fuori l'umanità (con la u minuscola) e colpiscono tutti senza guardare in faccia a nessuno.
Zaia fa bene, comunque, a parlare di igiene. Sta di fatto che , pur essendo igienicamente ineccepibili, rischiamo tutti lo stesso, tant'è che in Italia il 10% dei contagiati dal Coronavirus sono medici e infermieri, persone aduse ad utilizzare i guanti e a disinfettarsi ben bene.
Tirar fuori le abitudini alimentari bislacche equivale a mettersi allo stesso livello dei bimbi delle scuole elementari la cui offesa più frequente ai loro compagnucci Cinesi è quella di mangiare i cani, anche quando i loro coetanei ormai da anni pasteggiano a pizza e spaghetti. 
Il passaggio al Cinese che puzza, e non di mandarino, è vicino.
Insomma, per farla corta, giocare su queste questioncelle è infantile, ma fa il gioco di una politica scaltrissima che conta su un elettorato che non vede l'ora di avere conferma dei propri stereotipi: perché i virus degli altri, a loro avviso, sono sempre più virulenti dei loro come l'erba del vicino è sempre più verde.
Cominciano a pensarlo anche altri Paesi civili come i Francesi e gli Statunitensi, quando ora vedono un italiano:” Guardatevi da quell'italico! E' un portatore di virus! E, ovvove!, puzza d'aglio da qui a un chilometro!”, quando ormai, da anni, nella nostra cucina, l'aglio viene usato in modo parsimonioso per evitare spiacevoli inconvenienti sociali a pulzelle e pulzelli.

domenica 23 febbraio 2020

Decalogo per l'emergenza Coronavirus


Dovrei lavorare ( ho tre pacchi di compiti da correggere), ma, visto che si prospetta un periodo di pausa forzata per la prossima, ma non ancora emanata, ordinanza che bloccherà l'attività didattica in Lombardia per un po' di tempo, mi permetto, nella logica dell'Educazione civica dal Basso e del mio ruolo di Umorista in saldo, di dedicare un po' del mio tempo per alcune semplici considerazioni, ordinate in un Decalogo, sperando di essere utile e di strapparvi, qua e là e in una circostanza non divertente, un sorriso:

1- La misura di chiusura delle Università e nelle Scuole ha solo una funzione preventiva: si sta cercando di isolare il focolaio di infezione e di evitare di propagare il virus più del dovuto, anche perché i bimbi sono potenziali mine vaganti, meno controllabili degli studenti universitari.
Si lavano meno e puzzano di più.

2- Le misure proposte sono sicuramente antieconomiche, lo sanno tutti, ma il panico lo è ancora di più. Calma e gesso. L'economia non deve prevalere sulla salute, tranne che desideriate essere i più ricchi del cimitero.

3- Attenersi alle indicazioni degli enti preposti in modo scrupoloso è un dovere civile.
Ascoltare i medici che si occupano di malattie infettive e non le portinaie esperte di virologia fa parte di una branca del sapere poco frequentata ultimamente: la logica.

4-L'anarchia dettata dal panico porta a situazione parossistiche e deleterie: intasare il 112 perché non si è in grado di controllare le proprie pulsioni e le proprie paure danneggia, e pesantemente, chi ha bisogno di un intervento immediato.
Non vi serve il 112, ma il Lexotan o l' En, prescritto dal medico, ovviamente!

5-La mascherina serve per non contagiare gli altri. Se volete chiudervi in un bunker, non avete bisogno di incettare mascherine nelle Farmacie.
Se pensate di restare chiusi nel bunker per tre mesi, non fate incetta di carta igienica: se avete un bagno, è meglio usare il bidet.

6-Godete di questo periodo di inattività per leggere e rilassarvi.
Riprenderete la vostra attività, quando l'emergenza sarà terminata, con più vigore e più passione.

7- Dedicate il vostro tempo a tranquillizzare voi stessi e poi i più deboli e i più fragili, raccontando loro novelle divertenti e dilettevoli, così come insegna il Boccaccio e, nel suo piccolo, il sottoscritto.

8-Se state male sul serio, non sottovalutate la questione, ma chiedete aiuto. C'è anche chi, pur malato, vuol fare il di più. Chi ne saprà di più di voi vi potrà consigliare le tre elle (lana, letto, latte) o un antibiotico e un po' di riposo o, nella peggiore delle ipotesi, un ricovero.
Accettate il tutto con lo spirito giusto senza mettervi a litigare con la persona a cui avete chiesto una diagnosi e una prognosi. Se sapete già riparare la vostra macchina, è inutile che vi rivolgiate al meccanico. Altrimenti, affidatevi.

9- Le influenze in genere e il coronavirus comportano delle vittime. Pensare che non ci siano dei morti è stupido. Accusare qualcuno che si dedica ai malati di decessi che sono inevitabili in simili emergenze sanitarie è stupido. Nessuno desidera perdere i propri pazienti e i medici e gli infermieri sono i primi a soffrire per non essere riusciti a strapparli alla morte.

10- I decaloghi sono scritti per non essere letti. I consigli sono dati per non essere ascoltati. Il cervello, però, serve per trovare soluzioni logiche, razionali ed efficaci. Poi c'è chi pensa di non usarlo e di affidarsi all'istinto. E i virus allora hanno la meglio.

A margine del panico suscitato dal Coronavirus



Molti chiedono responsabilità nell'emergenza e poi “Libero” se ne esce con un titolo del genere.
Ovviamente scatta l'indignazione di rito.
C'è chi pensa che i giornalisti di questo giornale e di altri della stessa area o siano pazzi o ubriachi.
Ho già scritto che la foglia di fico della follia e, nel caso di Feltri, dell'Alzheimer e della tendenza al bicchierino di troppo, è deleteria.
Feltri, Senaldi, Belpietro e altri della cricca escono tutti dalla stessa pentola: sono giornalisti cresciuti a pane e Mediaset, il cui Padre e Padrone ancor oggi presumibilmente regge il peso finanziario delle querele e dei risarcimenti per le diffamazioni e calunnie a mezzo stampa per quelli che si definiscono“fuori dal coro”.
L'Uomo di plastica è stato un piduista, ha cercato in tutti i modi di smantellare la Costituzione, ha tenuto rapporti ambigui con la Mafia, è ancora il burattinaio della nostra malatissima Democrazia ed è, in pectore, ahinoi, il nuovo Presidente della Repubblica delle Banane italiane per la nostra Destra.
L'Innominabile, inoltre, tiene per le palle Capitan Findus, anche se il peso politico di FI sembra in fase calante, e sappiamo che opinione abbia della cavallina esoftalma che potrebbe sostituire il cavallo di razza padana, quando si spomperà e diventerà un Ronzinante qualsiasi: 'na zoccoletta (relata refero).
Se ci fosse una Sinistra seria, quest'ultima farebbe un gran casino, con tanto di picchetti, davanti alla redazione dei giornalacci suddetti. 
Ovviamente i summenzionati giornalisti fuori dal coro, ma non fuori di testa, si atteggeranno a vittime: si appelleranno, starnazzando come oche del Campidoglio, al rispetto di quella Costituzione di cui, se avessero pieno poteri i loro manutengoli, farebbero strame. 
Sicuramente non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il finanziamento pubblico per giornali che si caratterizzano quotidianamente per il disprezzo nei confronti della deontologia professionale dovrebbe essere immediatamente sospeso.
Se poi la Sinistra volesse veramente vincere, ma qui parlo da umorista che tira la corda al massimo,  dovrebbe adottare questo semplice barbatrucco: promettere una patrimoniale ad personam che preveda che tutti i beni di Berlusconi e dei suoi accoliti (solo a loro il privilegio dell'esproprio, eh! Gli altri possono pure continuare a pasteggiare a champagne!) siano ridistribuiti equamente ai pensionati al minimo e ai disoccupati.
Insomma, la Rivoluzione partirebbe da una nuova distribuzione delle terre e delle ricchezze. 
Si sa, però, che, quando i contadini si sono messi a fare sul serio a brani i figli dei baroni e dei campieri, il Generale Garibaldi a Bronte ha chiamato Nino Bixio per mettere fine alla carneficina. Ma cosa fatta capo ha . ;-)

lunedì 3 febbraio 2020

Vittorio il Provocatore. Le astuzie dell'ottuagenario direttore di "Libero".


Ben sapendo che lo fa apposta (e fessi noi a cascarci), cerchiamo di capire come Vittorio Feltri costruisce i suoi giochetti provocatori; ovviamente provo a smontare e rimontare l'ingranaggio per evitare che qualcun altro cada nella rete che ci vuole tutti incazzati per quello che scrive.
Nel suo tweet (o meglio “cra cra”) rivolto alle tre ricercatrici il direttore di “Libero” finge di fare un complimento per denigrare e screditare le scienziate sia perché donne sia perché meridionali.

Ecco il boomerang dedicato a Vittorio che usa il suo stesso meccanismo mentale e stilistico:
“Un ottuagenario criptonazista, ma neanche tanto cripto, ogni tanto ne azzecca una: oggi, movvedi!, si è complimentato con delle scienziate che hanno isolato il Coronavirus. Come un orologio rotto il buon Vittorio azzecca l'ora due volte al giorno. Un vero miracolo. D'altronde si rivolge a delle analfacapre che non sanno leggere le ore sul quadrante e che gli danno credito.
Una lezione di giornalismo: dare del coglione all'interlocutore qualsiasi cosa faccia, anche se salva milioni di vite. Non solo: vantarsi di avere una tiratura da bollettino parrocchiale, autodefinendosi nel contempo giornalista controcorrente, non specificando che “controcorrente” significa “contro l'acqua corrente”, preferendo all' H2O di gran lunga (perché dargli torto?) del buon Brunello. Un applauso”.

Translate