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lunedì 11 gennaio 2021

Sul “politically correct”. Un modesto parere.

 Girando qua e là su Internet in questi giorni, noto con rammarico che una questione come quella relativa al “politically correct” sta prendendo una brutta piega.

Che il fenomeno ci sia e abbia portato a qualche stortura è innegabile (v. il dadaista”Amen e Awomen” del Pastore democratico), ma associare il “politically correct” alla censura mi sembra una forzatura ingenerosa.

Il “politically correct” nasce, da quel che mi risulta, per difendere le minoranze discriminate.

Per cui, tanto per fare un esempio banale, se tu scrivi “ne*ro” per denigrare i neri, qualcuno alzerà il ditino e ti dirà che non si fa, perché poi alla definizione sprezzante seguono altre azioni come quella di negare a chi appartiene a quella minoranza gli stessi diritti degli altri (e per ottenerli, almeno nominalmente gli USA i ne*ri hanno aspettato il 1964).

Ovviamente ci sono altri precedenti significativi per tracciare una linea di demarcazione tra il lecito e l'illecito come l'aver associato agli ebrei l'epiteto di usurai per poi accusarli di ogni nefandezza durante l'indizione di Crociate, l'infuriare della peste e le crisi economiche nel Reich di Tomania.

Dire che il “politically correct” è il nemico della libertà di pensiero è, guarda caso, un cavallo di battaglia e un po' di Troia della Destra becera, trumpiana o feltriniana a casetta nostra.

Che male c'è dire “frocio al frocio” e “mongoloide al mongoloide”? Non vorremo forse limitare la libertà di espressione?

Purtroppo, qui la libertà di espressione non c'entra nulla e tutti dovrebbero saperlo.

La lotta al “politically correct”, che ormai vedo serpeggiare anche in ambienti insospettabili, si alimenta con gli esempi estremi d'oltreoceano (censurare “Grease”, chiamare “chairwoman” la donna che modera un dibattito pubblico et similia).

Non si considera che la degenerazione è legata al puritanesimo estremista che è lo stesso che, a Destra, propone di bruciare il libro di Darwin nelle Biblioteche per la sua teoria evoluzionista e che, nella sua versione di Sinistra, prende di mira le statue di Colombo come antesignano delle stragi degli amerindi.

Gli acerrimi nemici del “politically correct” sono, però, guardacaso, nell'Orbe terracqueo i fiancheggiatori delle teorie più bislacche ovvero quelli che gridano alla sostituzione etnica, al demoislamocomplotto che vuole tutti i Cristiani adoratori di Allah o al plutopedofilocomplotto della setta QAnon.

Insomma, per usare il coltello di Occam e un esempio alla portata di tutti: sarà sempre lecito dire che un nero è un cretino, quando si comporta da cretino, perché il numero dei cretini è sempre sottostimato (C.M. Cipolla), ma non avrà diritto di parola chi sosterrà che uno è cretino perché è nero, tranne che si voglia indulgere, talvolta involontariamente e con leggerezza, più frequentemente consapevolmente, in quella forma di “suprematismo bianco” e di “razzismo biologico” che, tra Ottocento e Novecento, hanno provocato notevoli danni.

venerdì 15 maggio 2020

Astrologia e Coronavirus.


In genere, non mi piacciono le persone che dicono:“Te l'avevo detto io!”
Spesso hanno la capacità di previsione che hanno gli Astrologi: se l'imbroccano sono maghi, se non la imbroccano, fanno silenzio in modo che gli altri si dimentichino della loro errata divinazione. E nel confidare nella smemoratezza altrui sono veramente dotati di doti divinatorie.
Ma sui numeri dei contagi da Coronavirus, in realtà,  non c'era bisogno di avere grandi capacità statistiche o particolari doti da preveggente: gli improvvidi che se ne sono inizialmente sbattuti del pericolo o che l'hanno sottovalutato (USA, UK, Russia, Brasile) ora sono lì a baloccarsi con i numeri dei contagi e dei morti.
Ovvio che Ciuffettone dia la colpa alla Cina e/o che prospetti una bella strage dei più deboli: il suo elettorato è quello che all'inizio della pandemia non è corso a comprare Amuchina e igienizzanti, ma si è recato in armeria!
Un elettorato del genere si beve tutto. E lo rivoterà.
Il populismo ha l'alchemica capacità di trasformare la merda in elettorato: più la spari grossa e più gli adepti all'idiozia aumentano.
Bolsonaro, però, è il peggiore in assoluto e il più ingenuo del gruppo (almeno Putin ha dato un incentivo ai medici per suicidarsi per evitare di rendere pubblico il numero dei deceduti).
Ora faccio anch'io l'astrologo: non arriverà a Capodanno.
(A Capodanno non ricordatemelo, eh!)

mercoledì 29 aprile 2020

Il vaticinio dell'Umorista (2)

L'11 aprile c.m. scrivevo:
"Leggete i miei post precedenti, ma il disastro negli Usa e in subordine nel Regno Unito è stato previsto dal sottoscritto e da tanti altri, quando molti favoleggiavano sull'effetto gregge e sottovalutavano il problema.
Prevedo ora disastri gravi in Brasile. Sono meno sicuro per la Russia perché il sistema comunista, anche se da trent'anni è in teoria morto, ha mantenuto qualche elemento di Welfare che mi fa dubitare per un disastro assoluto. Come è successo in Cina, che nasconde molto, ma non tutto.
Tenete d'occhio quindi i dati del Brasile, dove Bolsonaro finirà male e non solo politicamente, e, in Italia, quelli della Campania, dopo l'ultimo decreto che segna la fine della chiusura stretta, mi sembra la regione più a rischio".
Ho cannato completamente la Campania che fornisce dati stabili.
I morti in Russia sono ancora molto bassi, ma temo un effetto alone non male.
Per il resto...Vuoi vedere che me la cavo meglio nelle previsioni degli economisti?

martedì 14 aprile 2020

Le statistiche sono scivolosissime, ma c'è chi butta olio sull'informazione. Probabilmente inconsapevolmente.


Piccola notazione ignobile.
Benché sia fedele alla massima di Benjamin Disraeli che dice: “Ci sono tre generi di bugie: le bugie, le maledette bugie e le statistiche”, leggendo la fonte ritenuta dai più fidedegna relativa alla diffusione del Covid nel Mondo ossia il sito https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6 ,
mi domando con qualche irritazione in più: fermo restando che il dato degli Stati Uniti relativi ai casi confermati è messo in evidenza, perché mai i dati relativi al totale delle morti effettive risulta diviso per ognuno degli Stati che compongono gli Stati Uniti? 
Insomma, i contagi sono Unionisti e le morti dei Confederati?
(Per semplificare: i morti negli Stati Uniti sono oggi oltre i 24000 e hanno superato quelli italiani, ma al dato dovete arrivarci per deduzione, cliccando sui dati aggregati degli USA).


Vile little notation.
Although I am faithful to the maxim of Benjamin Disraeli who says: "There are three kinds of lies: lies, damn lies and statistics", reading the most trustworthy source related to the spread of Covid in the World, namely the site https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6 ,
I wonder: given that the data from the United States relating to confirmed cases is highlighted, why is it that the data relating to the total number of actual deaths is divided by each of the States that make up the United States? In short, are the contagions Unionists and the deaths of Confederates?

domenica 2 febbraio 2020

Il conto della Serva dice che l'UK non ci guadagnerà molto dalla Brexit.


Uno dei motivi di fascinazione del Sogno americano è il fatto che gli Stati Uniti si autorappresentavano come un Paese con le porte aperte: anche se partivi con le pezze al culo e con la valigia di cartone, dopo aver passato le Forche Caudine di Ellis Island, avresti avuto la possibilità (non sempre, sia chiaro) di uscire dalla tua condizione di marginalità in una società mobilissima.
Gli Stati Uniti da un bel po' hanno fatto un'altra scelta, lenta e inesorabile, di chiudersi a riccio e, dopo l'attentato delle Torri Gemelle, hanno convinto (o forse finanziato?) il Regno Unito a fare altrettanto.
Perderanno, a mio modestissimo avviso, in prestigio (ed è un dato di fatto), riuscendo a raggranellare forse qualche iniziale vantaggio economico e di sicurezza.
Non durerà a lungo, lo sanno anche loro.
Le civiltà durature, la Storia e Caracalla insegna, aggregano i popoli vinti , chiamiamoli alleati che è meglio, e non li umiliano, promettendo diritti uguali per tutti, pur con qualche percorso a ostacoli.
Ma, quando diventano irraggiungibili e gli steccati sono insormontabili, sono destinati a collassare su se stessi.
Il Regno Unito ha poco da festeggiare e, se fossi nazionalista, mi indignerebbe a pelle la scelta di essere un Paese gregario di un altro, per altro di un'ex colonia riottosa e con una cultura nettamente inferiore rispetto al Paese di origine. Ciao ciao.

mercoledì 22 maggio 2019

Calenda e il narcisismo ferito.



Ho già trattato di uno dei mali di oggi: il narcisismo. E, in particolare, ho parlato delle reazioni del narcisista a fronte di un rifiuto. Poco tempo fa ho stigmatizzato il narcisismo ferito di Porro, che si è offeso per il rifiuto di Michela Murgia di farsi intervistare, ora sull'altro versante, a Sinistra (ma ne siamo sicuri?), c'è Calenda che se la prende con il collettivo di scrittori Wu Ming perché si nega al confronto con lui.
Innanzi tutto, Calenda usa per provocarli il linguaggio della Destra, il che fa irritare a prescindere. L'espressione di Flaiano, condita e rimodellata ad uso e consumo degli sparlanti, l'avete sentita mille volte: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”.
Bell'aforisma, eh! (amatissimo da Feltri e compari), ma , utilizzato oggi, noioso come l'acqua minerale sgasata, fascinoso come un calzino usato e attraente come un posacenere sporco.
La variante calendiana è: “Siete dei fascisti inconsapevoli”.
Inutile sottolineare che per quanto mi riguarda dare del fascista a qualcuno non dovrebbe essere l'equivalente del dargli dello stronzo.
Fascista (e neofascista) è colui che, ammirando il Ventennio che fu e tentando di ricostituire un partito di ispirazione fascista, intende riproporre, utilizzando la forza, le leggi liberticide sive fascistissime del '25 che solo la Costituzione, per ora, è riuscita a ostacolare (libertà di opinione, di stampa, di movimento, di associazione and so on). Punto.
Poi c'è il nostalgico, c'è il conservatore, c'è l'appassionato di militaria, l'umarell destrorso, lo xenofobo compulsivo che possono essere guardati con diffidenza, ma che fascisti non sono.
Se consiglio prudenza sull'uso strumentale della parola magica “fascisti”, potete immaginare come l'idea di equiparare l'antifascismo al fascismo mi dia ai nervi. Antifascisti, magari in ritardo sui tempi, erano monarchici, liberali, cattolici, repubblicani, radicali, socialisti e comunisti e, come sappiamo, molti fascisti che si sono resi conto, ad un certo punto, che il Regime li aveva buggerati alla grande. E Calenda, quando utilizza l'espressione rivolta al collettivo Wu Ming pensa solo ai Comunisti, potete starne certi. E parla a nome del PD.
In realtà, qui c'è di mezzo l'ego ferito di chi vuole essere ascoltato, ma risulta solo molesto.
Calenda è querulo: “Leggete il mio libro e poi confrontiamoci!”, un invito a metà tra la pubblicità indiretta e non tanto occulta e il tentativo di far sentire in colpa l'interlocutore riottoso.
Sembra dire: “Come? Non mi state ad ascoltare?”
E i Wu Ming che gli danno retta, a mio avviso, son fin troppo cortesi.
Non c'è bisogno di capire nulla.
Guardate la fotografia di Calenda che stringe sorridendo la mano di Bannon, quello che si è affittato un eremo per diffondere il sovranismo in Italia.
Magari Capitan Findus strizzerà l'occhio alla Russia (i finanziamenti sono sub iudice), ma gli Stati Uniti che stanno minando, sull'altro fronte, scientemente il fragile europeismo italiano sanno su chi contare.
Calenda si scelga meglio gli amichetti: se vuol giocare con loro, vada nel loro campetto che è attrezzato e lussuoso, ma non rompa le balle. 
L'ostracismo non vale solo per Capitan Findus quando flirta coi gruppuscoli neofascisti.
Se vuole essere ascoltato, giù le orecchie (è un calco di una sapida espressione orobica), perché di arrogantini narcisistoidi ne abbiamo proprio piene le tasche. 
Sia chiaro, parlo a nome mio e di altre 25 persone, gruppo ristretto e velleitario che non conta una cippa. 

sabato 10 giugno 2017

Il destino degli italiani: diventare più bassi!

Prima hanno incominciato gli industriali: “Non riusciamo a trovare personale qualificato!”, ora ci si mette anche la scuola ( che nella scala del valore sociale tra le istituzioni in Italia, e solo in Italia, si trova all'ultimo gradino): a Bologna non si sono trovati docenti sufficientemente preparati per vincere il concorso nella scuola primaria.
Oh, accidenti, si grida allarmati: i giovani non solo non sono preparati, ma anche quando sono all'altezza, non si sbattono più di tanto.

La nostra classe dirigente è fatta di idioti distillati: è trent'anni che hanno disincentivato lo studio (“Con la cultura non si mangia”, ipse dixit Tremonti), hanno leso la dignità professionale dei laureati e del personale tecnico qualificato con stipendi da fame e ci hanno fatto bere la dottrina neoliberista che la scuola e l'università costa e che più si taglia in questo settore ( per i più beoti improduttivo) meglio si fa, così le tasse si riducono: meglio pochi ( e ricchi, ché pagarsi le tasse universitarie ora non è alla portata né del lumpenproletariat, né ora del piccolo borghese) laureati, ma buoni (e possibilmente bocconiani così che possano diffondere il Verbo Urbi et Orbi).

Ecco ora i risultati dell'autolesionismo del nostro Paese, votato, come ho già scritto in altre occasioni, a un lento declino, se non a un suicidio programmato.
Ora mancano i maestri nelle scuole Primarie, nelle scuole medie trovare un docente di Matematica e come cercare l'ago in un pagliaio, le Università si lamentano della preparazione di base traballante delle matricole, domani mancheranno i medici e i chirurghi e gli industriali ( primi responsabili della deriva di cui sopra) solo ora si accorgono che per far funzionare le loro industrie non troveranno gente sufficientemente attrezzata ( anche perché la politica della domanda e dell'offerta vale solo in linea teorica e non ci pensano proprio di aumentare gli stipendi dei loro dipendenti...anzi: via alla precarizzazione del lavoro salariato!).
Be', ragazzuoli, se tutto andrà bene, diminuirà  la vita media degli Italiani e, magari, tra breve, registreremo una diminuzione dell'altezza degli italiani, vogliamo scommettere?

E' già successo in USA , ma noi, sapete, ridicoli e pigri imitatori delle ricette altrui, ci arriveremo un po' in ritardo. Non sono, dunque, un profeta, basta solo guardare ai modelli a cui, stentatamente, come tutti gli imitatori di scarso talento, cerchiamo di adeguarci. Siamo solo nani sotto le scarpe dei giganti ( anche se quest'ultimi più bassi che prìa!) arz62

venerdì 19 agosto 2016

Bevute e piccinerie olimpiche



La notizia potete trovarla ovunque. I nuotatori della nazionale USA, durante una notte brava in cui devono aver scolato parecchie bottiglie, forzano la porta di un bagno di un distributore di benzina e, dopo un battibecco col proprietario,  lasciano, come i ricchi viziati sanno fare benissimo, degli spiccioli per mettere a tacere il tutto.
Non contenti si inventano una rapina che vuole mettere in cattiva luce i loro ospiti brasiliani e che risulta utile per esercitare il vittimismo dei carnefici.
Perché ne parlo? Perché l'atteggiamento mentale dei nuotatori USA ha molto a che fare con i meccanismi mentali del leghismo nostrano: quando non si hanno notizie di giornata su una minoranza ( nell'ordine storico: meridionali, albanesi, Rom, Cinesi e ora profughi di ogni guerra), si inventano bufale incredibili solo per confermare un pregiudizio ( o, per essere più corretti, un giudizio incrollabile).
 E Internet è una cassa di risonanza fenomenale delle balle stratosferiche, come tutti sanno.
Affermare che in Brasile non ci sia una violenza diffusa è una sciocchezza, ma inventarsela di sana pianta per coprire le proprie magagne e piccolezze è un atto di viltà particolarmente odioso.
Traslato nel nostro campicello: incolpare gli sfigati di tutto il mondo del nostro oggettivo impoverimento ( che forse ha più a che fare con il nostro vittimismo e con la  nostra piccineria) non ci rende né più ricchi né più felici. Più stupidi, sicuramente.
arz62

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