domenica 31 maggio 2020

Indossano i gilet arancioni perché sono appena scampati a qualche grave incidente?


Tutti assieme appassionatamente: un ex generale, un finto farmacista che ha pubblicizzato il medicinale dei miracoli contro il Covid-19, l'AVIGAN (anagramma di VAGINA) e , non possono mancare, gli indomiti di CasaPound.
Non rispettano la legge e danno vita a una manifestazione non autorizzata con assembramento nelle grandi città.
Insomma, per chi non l'avesse capito, riassumo il concettino relativo al retropensiero dei suddetti.
La legge dovete rispettarla voi, e, quando non la rispettate e siamo al potere NOI, vi riempiamo di manganellate perché il Decreto Salvini ce lo permette; NOI della legge ce ne fottiamo, con il tacito consenso dell Forze dell'Ordine, perché altrimenti voi attentate al nostro diritto di parola sancito da una Costituzione con la quale a giorni alterni ci puliamo il culo o richiamiamo, solo quando ci fa comodo e non rompe troppo con il concetto di antifascismo.
Non so come reagisca il comune sentire, ma l'idea di scampare a un governo dominato dai bei tomi in gilet arancione (non oso pubblicare i filmati dei loro deliri per evitare l'effetto riverbero, ma li potrete trovvare facilmente in rete) rende persino meno insopportabile l'impreparatissima classe politica attuale. 
Per non passare di un botto dalla garrota alla ghigliottina.


giovedì 28 maggio 2020

Utilizzo del rasoio di Occam per Dummies: la Regione Lombardia e i numeri.

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/lombardia_gimbe_dati_coronavirus_accuse_magheggi_dati_fontana-5254992.html



Una fondazione critica i numeri della Regione Lombardia: a loro parere, manipolano i numeri per favorire la riapertura per superare l'emergenza Coronavirus.
Che cosa ci guadagna la fondazione nel criticare la Regione Lombardia?
Denunce, accuse, taglio di fondi e improperi via Social.
Che cosa ci guadagna la Regione Lombardia nel manipolare i numeri?
Lascio agli intelligenti l'operazione deduttiva.
Agli altri che ancora non capiscono un ripasso: il rasoio di Occam.

mercoledì 27 maggio 2020

Penso crepuscolare.

Piccolo pensiero della sera.
La libertà di pensiero e di parola non è illimitata: se calunni o minacci qualcuno, non solo non eserciti alcuna libertà civile, ma incorri in parecchi reati.
E fanno bene, e mi riferisco ai casi più recenti, Azzolina, Berizzi, Fontana a denunciare chi, pensando di essere privo di ogni responsabilità per le parole digitate velocemente su una tastiera, mette in allerta le sue vittime e le autorità preposte a difenderle.
Nessuno deve sottovalutare il pericolo perché su 100 che danno aria ai denti, sbavando pericolosamente sulla tastiera, ne trovi sempre uno più invasato degli altri che passa dalla parola all'atto.
E gli altri 99 non sono neppure loro innocenti.
Gli avversari politici si prendono per i fondelli, li si mette alla berlina per quello che fanno o non fanno, si chiede che affrontino le responsabilità che competono loro davanti ai Giudici, ma hanno diritto di andare a casa tranquilli senza guardarsi alle spalle.
Perché in guerra non siamo. Siamo solo nella cacca e dobbiamo tirarcene fuori.

martedì 26 maggio 2020

Ricetta P2: Merda flambé


Ingredienti: Merda abbondante e Farina 007.
Difficoltà: Cinque Stelle.
Tempo di cottura: due settimane.


Pubblica un'intercettazione sui giornali di area berlusconiana per preparare la base.
Ricopri il tutto con informazioni di Farina 007.
Annaffia abbondantemente di sfiducia la Magistratura.
Lascia macerare sui Social per una settimana.
Avvicina il piatto al fuoco dell'egocentrismo dei partitini agonizzanti e della vanagloria degli ex dipendenti delle TV di Berlusconi capitati per puro caso nella Giunta delle Immunità.
Butta nel cesso espressioni come “La Legge è uguale per tutti”, “Stato di Diritto” ormai combuste.
Servi al popolo la merda flambé e convincilo che il piatto è prelibato.
Batti le mani al cuoco nizzardo.
Voilà!

domenica 24 maggio 2020

L'elogio dell'incompetenza.




(Vi avviso: non volerò alto perché, come le rondini, sento odore di tempesta).

Sbagliare è umano; è perseverare che puzza di zolfo.
Gallera ha detto un'idiozia, ma non è stato l'unico in questi tempi tristi.
Lasciando perdere il peccatore e andando ad analizzare il peccato, da dove nasce la mia irritazione?
Lo so che la mia irritazione non è il termometro del Mondo e quel che irrita me fa gongolare tanti altri, ma vogliamo un po' ragionare sui motivi di certe derive?
Per il bene nostro e, se volete, della nostra povera Italia.
Sono anni che si elogia chi è incompetente. Più precisamente:  si elogia chi vuole dire la sua senza averne titolo.
Purtroppo, tale deriva non è patrimonio solo della Lega i cui elettori ragionano (generalizzo, sia chiaro) in questi termini: se qualcuno si distingue in una determinata arte/professione senza avere titolo di studio, perché escluderlo dal dibattito tecnico/scientifico come l'ultimo dei pirla?
(Qui in genere, parte il tormentone dei tecnici che danno dei coglioni agli ingegneri che non capiscono una cispa).
Non è cosa nuova: in ambito universitario ai miei tempi c'erano (ci sono ancora?) i cultori della materia: non avevano titolo per insegnare all'università, ma per chiara fama venivano chiamati ad avere un ruolo nei vertici dell'Istruzione.
Il M5S è, invece, roso dal tarlo dell' “uno vale uno”. Che vale nel segreto nell'urna e al massimo sulle bacheche di Facebook.
Nel campo delle professioni no: se ho un problema al motore, vado dal meccanico. Se mi affido al cugino “bravo”, non mi devo lamentare poi che la mia macchina ha fuso il motore dopo 20 chilometri. 
Figuriamoci nell'ambito della salute! 
Posso anche affidarmi al ciarlatano che mi vende l'Elisir di lunga vita, ma non potrò lamentarmi se poi schiatterò perché ho curato la peritonite con la mentuccia.
Infine c'è l'idea, già della P2, di Forza Italia: l'istruzione pubblica è un peso insostenibile e il modello gentiliano non funziona come quello anglosassone.
Da noi, fino a poco tempo fa, prima delle riforme Moratti, Gelmini e , ahinoi, Berlinguer, la scuola pubblica era quella che funzionava e la privata (tranne qualche isola felice) era quella dei ciucci.
Perché non rinunciamo al valore legale del titolo di studi e non promuoviamo una sana e darwiniana competizione tra gli enti educativi?
Ovviamente alle scuole pubbliche la gestione del disagio e delle rogne, con i costi conseguenti, a quelle private quello del finanziamento pubblico e dell'eccellenza con lo sbarramento in entrata del censo. 
Da lì si attingerà per reperire i tecnocrati e gli esperti.
Ho semplificato assai, ma arriviamo al punto.
Gallera non è un medico, è un avvocato. 
In questi mesi ha dovuto gestire da incompetente sine culpa il confronto con i giornalisti e i medici. 
Non era e non è facile. Ci vuole la pazienza di Giobbe. 
Ieri ha proferito un'idiozia sesquipedale. 
Peccato per Gallera che sia al vertice nel corso di un'emergenza regionale e nazionale e ci sono di mezzo tanti, troppi, morti. Non si tratta di normale amministrazione.
La persona accorta si sarebbe fatta da parte, avrebbe assunto un profilo più basso.
No.
Gallera è sempre stato in prima fila. Ci vuole stare.
Ed ecco un altro cancro della nostra società: la “vetrinizzazione”. 
Uomini e donne in vetrina a pavoneggiarsi, frutto del narcisismo patologico che non vede al di là del proprio naso, dedito 24/24 all'onfaloscopia.
Va detto che coloro che agiscono così ottengono un qualche risultato: hanno un pubblico plaudente, probabilmente affetto dalla stessa patologia, ma lontano dalle vetrine. 
Insomma, sono idoli da imitare e, se si tratta di uomini politici, il loro potenziale elettorato cresce, al netto delle sciocchezze che si dicono giorno per giorno.
Il disastro culturale, sociale e educativo (ed economico, miei cari!), però, è lì da vedere.
Una mezza idea idiota più un'altra mezza idiozia non dà esito a un'idea brillante né il combinato disposto di incompetenza e narcisismo ci porterà molto avanti. Credo. Amen. Una prece.

domenica 17 maggio 2020

Malthus 2020


Rispolveriamo Malthus.
Eccoli qui in fila i Fantastici Quattro Eroi dei Paesi Sottovalutatori:


La Torcia Umana, rosso Malpelo, si incendia per ogni tragedia da lui causata, accusando di volta in volta: la Cina, Fauci, i Messicani, il Giornalismo, gli Italiani che se ne vanno a spasso a New York e così via. 


Mr. Fantastic, genio della scienza, sportivo, dotato di intelligenza straordinaria, ha acquisito la capacità di accorciare e deformare a piacimento il numero dei morti, inducendo i medici a provare l'ebbrezza del volo dai piani alti dei grattacieli.


L'Uomo invisibile, l'uomo che, dopo aver annunciato una moria inevitabile di vecchietti, ha pensato bene di ammalarsi e di scomparire agli occhi dell'opinione pubblica, per poi ritornare pentito ed erigersi a Paladino della Prudenza e del Buon Senso.



La Cosa, l'uomo che ha la stessa intelligenza di una roccia, credendosi un duro. E' duro, vero, ma è, nel contempo, materia inorganica, soggetto a laterizzazione come il suolo argilloso decotto dai raggi solari di un terreno privato dalla sua vegetazione. Un mattone.






Let's brush up on Malthus.
Here are the Fantastic Four Heroes of the Underrated Countries here in a row:


The Human Torch, Malpelo red, ignites for every tragedy caused by him, accusing each time: China, Jaws, Mexicans, Journalism, Italians who go for a walk in New York and so on.

Mr. Fantastic, a genius of science, sportsman, gifted with extraordinary intelligence, has acquired the ability to shorten and deform the number of the dead as he likes, causing doctors to experience the thrill of flying from the high floors of skyscrapers.

The invisible man, the man who, after announcing an inevitable death of old men, thought it well to get sick and disappear in the eyes of public opinion, and then return repented and erect himself as a Paladin of Prudence and Common Sense.


The Thing, the man who has the same intelligence of a rock, believing himself to be a tough guy. It is hard, true, but it is, at the same time, inorganic matter, subject to lateralization like clayey soil decocted by the sun's rays of a land deprived of its vegetation. A brick.

sabato 16 maggio 2020

Sgarbi quotidiani.


Sgarbi* passa per essere intelligente. 
Ovviamente non è intellligente perché è intelligente: è intelligente perché sfrutta in modo intelligente la dabbenaggine delle persone non intelligenti.
Orbene, ordunque. 
Nei confronti di un personaggio televisivo, in merito alla delicata questione di Silvia Romano, gli si rivolge in questi termini: “Terrorista, imbecille, povero cretino, povero idiota, povero scemo, idiota, amico dei terroristi, finto ebreo, pompinaro di merda…”
Ah, non manca l'allusione che il suo avversario ami prenderselo in quel posto.
Ecco, so, per esperienza, che a questo punto partono gli applausi.
E il plauso è la cartina di tornasole per individuare, senza tema di smentita, coloro che con l'intelligenza hanno poca dimestichezza.
Chiunque applauda Sgarbi in questi frangenti, per me, è un idiota. 
E non c'è appello.
E basta.
Non aggiungo altro.

Nel caso che qualcuno mi consideri eccessivo nell'aggressività verbale, Sgarbi che ha più esperienza del sottoscritto con la libertà di espressione ha continuato così nei confronti del suo interlocutore:
Terrorista (1),Imbecille (1), Povero Cretino (11), Povero idiota (14), Povero scemo (11), Idiota (4), Cretino (3), Incapace totale (1), Povero deficiente (3), Amico dei terroristi (11), Amico della mafia (3), Povero terrorista coglione (1), Falso ebreo/finto ebreo (3),Leccaculo (2), Delinquente (1), Rinnegato (7), Pompinaro di merda (1), Ami prenderlo nel culo (1), Ignorante (3), Sei finito (1), Fuori dai coglioni (5) .

* Mi piace ricordare che il suddetto ha dato degli imbecilli anche a tutti coloro che avevano segnalato, quando i casi erano relativamente pochi, il pericolo del Coronavirus. 
In Italia ci sono stati 31763 morti. 
Invito i parenti dei deceduti a rivolgere un pensierino al personaggino. 
Non solo un pensierino. Se Sgarbi verrà a Bergamo, li aspetto.

venerdì 15 maggio 2020

Astrologia e Coronavirus.


In genere, non mi piacciono le persone che dicono:“Te l'avevo detto io!”
Spesso hanno la capacità di previsione che hanno gli Astrologi: se l'imbroccano sono maghi, se non la imbroccano, fanno silenzio in modo che gli altri si dimentichino della loro errata divinazione. E nel confidare nella smemoratezza altrui sono veramente dotati di doti divinatorie.
Ma sui numeri dei contagi da Coronavirus, in realtà,  non c'era bisogno di avere grandi capacità statistiche o particolari doti da preveggente: gli improvvidi che se ne sono inizialmente sbattuti del pericolo o che l'hanno sottovalutato (USA, UK, Russia, Brasile) ora sono lì a baloccarsi con i numeri dei contagi e dei morti.
Ovvio che Ciuffettone dia la colpa alla Cina e/o che prospetti una bella strage dei più deboli: il suo elettorato è quello che all'inizio della pandemia non è corso a comprare Amuchina e igienizzanti, ma si è recato in armeria!
Un elettorato del genere si beve tutto. E lo rivoterà.
Il populismo ha l'alchemica capacità di trasformare la merda in elettorato: più la spari grossa e più gli adepti all'idiozia aumentano.
Bolsonaro, però, è il peggiore in assoluto e il più ingenuo del gruppo (almeno Putin ha dato un incentivo ai medici per suicidarsi per evitare di rendere pubblico il numero dei deceduti).
Ora faccio anch'io l'astrologo: non arriverà a Capodanno.
(A Capodanno non ricordatemelo, eh!)

giovedì 14 maggio 2020

Il Fontana malato

(Per palati fini)


IL FONTANA MALATO
Palarzeschi


Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch......

E' giù,
in Regione,
il povero
Fontana
malato;
che spasimo
sentirlo
vantarsi.
Si vanta,
si vanta,
un poco
si tace....
di nuovo.
Si vanta.
Mio povero
Fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non rutta
piu' nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
abbia torto?
Orrore
Ah! no.
Rieccolo,
ancora
si vanta,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch....
Il suo ego
l' uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
vantarsi
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto....
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
fate tacere

Fontana,
mi uccide    
quel suo
eterno  vantarsi!
Andate,
mettete
qualcosa
per farlo
finire,
magari...
magari
tacere.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mio povero
Fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch... 
 arz62

domenica 10 maggio 2020

Banalità


Sul tema della banalità ha scritto un bel libro, anche se non di facile lettura, Stefano Bartezzaghi.
Una cosa è la banalità del “Buonasera” di Papa Francesco il giorno della sua proclamazione che ti spiazza perché chi usa una formula abusata è un Papa, un'altra è la banalità degli odiatori da tastiera e dei giornalisti dei soliti giornalacci che non appena viene liberata Silvia Romano di default DEVONO scrivere: “Quanto ci è costata la sua liberazione?”
Come fossero al bar e dovessero pagare il conto a qualcun altro.
Poiché sono spocchioso, non voglio avere a che fare con chi è prevedibile e risponde a stimoli pavloviani.
Come sa chi mi conosce, mi impongo da anni la distanza sociale di un milione di Anni luce da persone di tal fatta.
Non si offendano: non li ritengo dei beceri retrogradi o degli ignoranti analfabeti o degni di altra qualifica offensiva non difficile da immaginare.
Do una motivazione che non è politica: mi annoiano profondamente e non riuscirei a parlare neppure due minuti con loro perché non sono ai miei occhi i rappresentanti della Banalità del Male (che qualche fascino perverso hanno), ma alle mie orecchie appaiono come i Paladini disarmati e disarmanti della Banalità.
Noiosi come acqua sgasata, insapori come carta di quaderno ciucciata dal bimbo in cerca di un po' di sugo.

mercoledì 6 maggio 2020

Riassuntino facilone di economia per dummies.


Sei liberista (senza aver letto Adam Smith, ovviamente)?
Bene: lo Stato è leggero e le merci volano oltre le frontiere.
Il Protezionismo è cacca e le Frontiere (solo per le merci, perché le persone contaminano) sono cacca.
La Globalizzazione è d'oro e la Delocalizzazione è d'argento.
La Classe Produttiva è costituita dagli Imprenditori.
Lo Stato non interviene anche se il pane costa 300 euro al chilo.
Sei sei povero, te lo meriti perché non ti sei dato da fare, se sei ricco, altrettanto, perché sei figlio di un ricco e la ricchezza si eredita per diritto divino.
Paghi meno tasse e Scuola e Salute te le puoi permettere solo se hai un buon deposito in banca.
Le cose vanno male?
Figuriamoci se lo Stato deve muovere un dito se le cose vanno male!
Non rompere i coglioni! Evidentemente non ti sei dato troppo da fare o sei un perdente.

Non siete liberisti?
I prezzi saranno calmierati per i beni necessari e si può chiedere aiuto allo Stato in caso di bisogno perché il principio solidaristico deve prevalere.
Sei povero e sei sfigato? Lo Stato di principio dovrebbe darti una mano, anche se spesso non ce la fa.
La Classe Produttiva sono i Lavoratori.
Lo Stato interviene se il pane costa 300 euro al chilo, perché nessuno deve morire di fame.
Se sei povero, vuol dire che sei stato sfortunato. Puoi avere qualche chance in più studiando.
La Scuola è gratuita e la Salute altrettanto perché è un diritto.
Devi pagare le tasse senza troppo rompere gli zebedei.
I Liberisti diranno di voi che siete Comunisti e volete il male delle classi popolari. E le convinceranno facilmente del contrario con gli strumenti di persuasione di cui detengono il controllo (e non lo mollano): Televisione, Giornali e, novità delle novità, Internet.

sabato 2 maggio 2020

Ritorniamo alle origini. Piccola notazione inutile sull'uso della lingua: blastare, asfaltare, distruggere.


Va di moda in Internet inviare un video o un botta e risposta su Facebook o Twitter in cui il personaggio X, magari momentaneamente in stato di grazia, ha la meglio dal punto di vista argomentativo sul personaggio Y.
Non sono un semiologo, per questo c'è Stefano Bartezzaghi che è più bravo di me, ma il concetto di “cotesto” e “contesto” dovrebbe aiutare a capire meglio la questione. Ciò che diciamo ha sempre relazione con quello che abbiamo detto prima (e che diremo dopo) e con la situazione linguistica in cui avviene la comunicazione.
Insomma, ciò che sta intorno, quando si estrapola un frammento di un discorso, è importante.
Per definire la vittoria (momentanea, ma folgorante) di chi estrapola un'espressione infelice e la fa a pezzettini si utilizzano oggi nella Rete questi termini: “blastare” (che hai i suoi addentellati nel linguaggio dei videogiochi), distruggere, “asfaltare” et similia.
Sono tutte espressioni che rimandano all'annichilimento dell'avversario e alla sua umiliazione.
E' anche, scusate il tono retrò, un richiamo alla forza muscolare, ai gonfiamenti di petto per nascondere la pancia o, per dirla tutta, al “manganello che rischiara ogni cervello”.
Perché non perdiate il contesto e il cotesto, farò riferimento esplicito alle due sciocchezze proferite da due parlamentari questa settimana e alle reazioni alle stesse: Renzi che fa parlare i morti di Bergamo e Brescia e la Meloni che , rivolgendosi all'aula, in un outing mica male, dice: “Se vi devo insegnare io la democrazia, siete messi male”.
Ecco, se mi avete seguito, forse avete capito quello che voglio dire.
Estrapolare un'espressione infelice e condannarla non è blastare, asfaltare e distruggere: è far notare una sciocchezza.
Non significa che ciò che è stato detto prima e quello che è stato detto dopo è melma. Né che chi ha proferito l'idiozia debba essere messo nell'umido, nella migliore delle ipotesi, nell'indifferenziata, nella peggiore.
I politici, però, lavorano con le parole e quindi dovrebbero stare più attenti.
Se sbagliano (e capita), c'è una via di uscita semplice semplice: dire “Ho fatto un errore”.
Prevale, però, in loro e  nei fedeli degli Uomini e delle Donne della Provvidenza, la tendenza a dire: “Avete capito male”, il che induce l'interlocutore che ha alzato il ditino a ricorrere all'immagine della ruspa, della falce messoria e di altri attrezzi livellatori.

venerdì 1 maggio 2020

Matteo e il populismo for Dummies.



Piccola nota banale. 
Il populismo si nutre del rapporto diretto con la massa. Il populista fa appello sempre a una massa indistinta che presuppone compatta e parla spesso a suo nome.
Un Matteo dice: “Gli Italiani lo vogliono!” e, quando dice Italiani, fa riferimento a un blocco senza differenziazioni.
Tutti sanno che una popolazione è composta da tante teste e tante cattedrali e non c'è cosa più improbabile che tutti vadano d'accordo all'unisono.
L'altro Matteo or ora ha fatto parlare una massa indistinta di morti, una massa che non può rispondergli perché non lo può più fare; per di più ha messo loro in bocca un auspicio (la riapertura) che è solo suo.
Il populista dà solo voce al proprio cervello e dà aria ai propri denti, ma, come tutti i codardi, si nasconde dietro alla presunta volontà di un popolo che non gli ha mai dato nessun mandato.
De hoc satis.

Translate