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giovedì 27 ottobre 2022

La Destra muove i primi passi: flette i muscoli, sorride ai fotografi e accontenta gli amichetti. Nulla di nuovo sotto il sole.

 Per quanto mi riguarda, nessuna meraviglia: la Destra fa la Destra.

Tra le tante promesse “popolari” (che poi eran populiste) sparse come capperi sulla pizza per ora non ne vedo neanche una messa in opera, mentre illico et immediate si vedono il taglio autoritario che il Governo vuole dare alla sua azione (le manganellate agli studenti della Sapienza e il blocco dei barconi) e gli interventi a sostegno del ceto medio alto, delle partite IVA e generalmente degli imprenditori: la flat tax e l’aiutino all’evasione per l’uso del contante.

Al popolo straccione e alla borghesia impoverita che l’hanno votato in massa nulla, more solito, o briciole sotto il desco.

D’altronde, l’errore è antico: allora fu non vedere lo iato evidente tra il programma socialisteggiante del Programma di San Sepolcro e i primi passi del partito del Buce giunto allo scranno di Presidente del Consiglio, ora pensare che la Ducia (ops, mi scusi, il Ducia) si svincoli dal dettato dell’alta Borghesia che le ha dato mandato di mettere ordine per venire incontro a quel popolino che le è stato tanto caro quando era all’opposizione, ma che ora è il solito inguaribile, lagnoso rompiscatole che chiede pane e non frittate di parole.

venerdì 1 maggio 2020

Matteo e il populismo for Dummies.



Piccola nota banale. 
Il populismo si nutre del rapporto diretto con la massa. Il populista fa appello sempre a una massa indistinta che presuppone compatta e parla spesso a suo nome.
Un Matteo dice: “Gli Italiani lo vogliono!” e, quando dice Italiani, fa riferimento a un blocco senza differenziazioni.
Tutti sanno che una popolazione è composta da tante teste e tante cattedrali e non c'è cosa più improbabile che tutti vadano d'accordo all'unisono.
L'altro Matteo or ora ha fatto parlare una massa indistinta di morti, una massa che non può rispondergli perché non lo può più fare; per di più ha messo loro in bocca un auspicio (la riapertura) che è solo suo.
Il populista dà solo voce al proprio cervello e dà aria ai propri denti, ma, come tutti i codardi, si nasconde dietro alla presunta volontà di un popolo che non gli ha mai dato nessun mandato.
De hoc satis.

venerdì 29 novembre 2019

Il piatto forte della Nuova Cucina Italiana.

Un nuovo ritrovamento d'armi di gruppi neonazisti operanti in Italia.
Leggete qui: La Repubblica



Mettete un po' di esaltazione della forza, di ignoranza del presente, di culto di un passato inglorioso e vergognoso; aggiungete le carezze dei partiti populisti, condite il tutto con la passione per le armi e per la sopraffazione.
Non un filo d'odio, ma litri a gogò.
Lasciate cuocere a fuoco lento, ed ecco il risultato finale.
C'è ancora qualcuno che si meravigli che il piatto puzzi e sia immangiabile?
Dovremmo buttare il tutto nel cesso, voltando il viso da un altra parte per evitare il puzzo ammorbante, vero?
Eppure ancora c'è chi vorrebbe aprire un ristorante per proporre questa specialità  che, purtroppo, ha fatto parte della nostra tradizione culinaria.
Mandategli i NAS!

mercoledì 6 giugno 2018

La manina invisibile di Adam e Matteo...


I partiti fieramente populisti dicono al popolo: “Se i ricchi pagheranno meno tasse, avranno più soldi e il beneficio ricadrà qual manna dal cielo su di voi”. 
E' la vecchissima favoletta della manina invisibile di Adam Smith, rimaneggiata e spiegata al popolo: più uno è egoista e più fa il bene di tutti, anche involontariamente.
Peccato che ad oggi ai ricchi, che i soldi ce li hanno lo stesso nonostante non ci sia ancora la Flat tax, non sia mai passata per la testa l'idea di ridistribuire la ricchezza accumulata ai poverazzi, anzi, come si può vedere facilmente, in tempo di robotica stanno facendo sempre di più a meno della fastidiosissima classe operaia e, in altri ambiti e in carriere un tempo in auge, anche dei cosiddetti colletti bianchi (v. le espulsioni dei bancari dal mercato del lavoro); non sembra loro vero oggi che, grazie alla provvida manina dei partiti fieramente populisti, il popolo si beva tutta di un fiato una storiella che si racconta ormai solo a coloro che vogliono essere ingannati.
La controfavoletta non si può più raccontare perché contiene parole ormai invise al popolo, anche se un tempo distribuite nel pensiero di Destra, di Centro e di Sinistra: ridistribuzione, tassazione, solidarietà, equità...e , ahimé, la parola che sembra proprio destinata all'oblio, giustizia.
In parole povere, ma io abbasso la voce e voi non ditelo in giro perché poi vi guardano male: l'unico modo per ridistribuire la ricchezza di un Paese è l'equa e giusta tassazione che segua il criterio solidaristico...Sssttt!
Ma si sa: Destra, Centro e Sinistra sono concetti obsoleti, suvvia!
Siamo nel postpostmoderno e siamo ora prontissimi e felicissimi di prendercela nel post....post... su, ragazzi, che ci arrivate! ;-)
                                                                                                                                               arz62

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