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venerdì 1 marzo 2024

"Vedo la nonna che con l'ago vuol riparar le mutande rotte". Sulle bussole e sulle navi dopo il voto sardo.

 Vedo troppa esultanza per l’insperata vittoria nelle Regionali in Sardegna.

Già c’è chi preannuncia lo spiedo per Salvini e la caduta verticale della Ducia.

Non è così.

La pancia del Paese è sempre la stessa.

Se la Sinistra vorrà avere la meglio, dovrà percorrere la strada della difesa dei più fragili: quelli che già vedono in bolletta gli effetti del mercato libero nel settore dell’energia e che vivono sulla propria pelle il lavoro precario o, peggio, il lavoro a tempo pieno sottopagato che non permette loro, però, una vita dignitosa.

Per far questo, dovrà espellere come tossine i fanatici del neoliberalismo e i teorici della flessibilità del lavoro come panacea di ogni problema economico di uno Stato.

Fuori dai denti: Renzi e Calenda possono trovare benissimo il loro approdo nell’odierna Destra che nella politica del “Lasseiz-faire” crede assai, se non quando deve difendere qualche potere corporativo (taxisti, balneari, solo per fare un esempio).

In secondo luogo, dovrà disinnescare il percorso europeo che sembra portarci verso una guerra. L’escalation delle spese militari non è una buona idea, se non per gli azionisti di maggioranza delle industrie delle patriottiche armi italiche.

La Destra batterà, come al solito, sui propri tasti: sicurezza, ricerca del nemico di turno (immigrato, comunista o anarchico) e pugno duro con chi non le piace; carezzine per gli amichetti.

Ci sa fare, eh, ma sembra, come ogni pugile “groggy”, che stia perdendo le misure (si veda lo scontro con Mattarella sui fatti di Pisa e l’uscita mediaticamente devastante di quel Leghista che ha messo in contrapposizione la Polizia, che ha sempre ragione, e docenti e genitori, che hanno sempre torto).

La loro nave non sta, comunque, affondando: beccheggia, ma ha una direzione. La Sinistra, come è spesso successo da un ventennio in qua, non perda la propria.

                                                   Lo spin doctor in saldo.

mercoledì 7 febbraio 2024

La vita politica è una scala: corta e piena di letame. (Sulla rivolta degli agricoltori)

Per i distratti. Ora che i trattori sono in fase di preriscaldamento, Capitan Findus li liscia come non mai. Eppure, bloccano il traffico e minacciano di riempir di letame i Palazzi del Potere.

Peccato che Capitan Findus sia il promotore della muscolare legge sui blocchi stradali che, statene certi, non applicherà per gli amici agricoltori. 

Anzi, c’è da prevedere che la Polizia si toglierà il casco in segno di rispetto fintanto che la protesta si caratterizzerà come rivolta anti-UE.

Come già sottolineato dal sottoscritto più volte, non meraviglia punto che la Destra mostri i muscoli e che invochi Legge e Ordine.

Quel che dovrebbe risvegliare le coscienze anche di chi ha un’idea anche vagamente di Destra è che l’Ordine vale solo per gli altri, non per loro e per i loro.

Tutto qui.

La coerenza sarà anche la prigione delle menti piccole, ma l’incoerenza è sicuramentea marca distintiva delle persone “falze”.

D'accordo, si tratta di Politica della peggior razza, ma quando anche gli agricoltori se ne accorgeranno, spunteranno i forconi per infilzargli le balle. 

E, com'è ovvio, saran dolori.

domenica 30 ottobre 2022

La politica della strizzatina d'occhio


“No vax” quando le acque si calmano, favorevole al vaccino nel momento dell’emergenza.

Il 25 aprile non si festeggia, ma si giura sulla Costituzione antifascista.

Amica del popolo e poi consente il contante a 10000 euro a botta, quando il popolo li vede, se va bene, in un anno.

“Mi guardi, Serracchiani, le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, ipse dixit il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, ma contraria alla parità di salario tra maschietti e le altre femminucce voluta dall’Europa.

Basta così.

Diciamo che, in linea col passato, l’attuale estrema Destra al potere: “ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, due mani e duemila bandiere"; insomma, strizza l’occhio a chi le porta consenso, di volta in volta, a seconda delle occasioni. Nihil sub sole novum.

Qualcuno prima o poi dovrà scontentare, eh!, e lo strabismo di Venere non aiuterà.

giovedì 27 ottobre 2022

La Destra muove i primi passi: flette i muscoli, sorride ai fotografi e accontenta gli amichetti. Nulla di nuovo sotto il sole.

 Per quanto mi riguarda, nessuna meraviglia: la Destra fa la Destra.

Tra le tante promesse “popolari” (che poi eran populiste) sparse come capperi sulla pizza per ora non ne vedo neanche una messa in opera, mentre illico et immediate si vedono il taglio autoritario che il Governo vuole dare alla sua azione (le manganellate agli studenti della Sapienza e il blocco dei barconi) e gli interventi a sostegno del ceto medio alto, delle partite IVA e generalmente degli imprenditori: la flat tax e l’aiutino all’evasione per l’uso del contante.

Al popolo straccione e alla borghesia impoverita che l’hanno votato in massa nulla, more solito, o briciole sotto il desco.

D’altronde, l’errore è antico: allora fu non vedere lo iato evidente tra il programma socialisteggiante del Programma di San Sepolcro e i primi passi del partito del Buce giunto allo scranno di Presidente del Consiglio, ora pensare che la Ducia (ops, mi scusi, il Ducia) si svincoli dal dettato dell’alta Borghesia che le ha dato mandato di mettere ordine per venire incontro a quel popolino che le è stato tanto caro quando era all’opposizione, ma che ora è il solito inguaribile, lagnoso rompiscatole che chiede pane e non frittate di parole.

domenica 23 ottobre 2022

Lettera aperta alla Destra al potere.

 Già lo sento il digrignar di denti. “Siamo andati da un giorno al governo e già ci fate le pulci!”

Vi capisco: dopo anni all’opposizione, anzi in una nicchia dell’opposizione, trovarvi per la prima volta sul piedistallo e non vedere tutti pronti all’applauso può dar fastidio.

Purtroppo, la democrazia funziona così: vuole che le opposizioni facciano il loro mestiere, quello di inguaribili rompicoglioni.

Decidete di chiamare un ministero chiave come quello dell’Istruzione accompagnandolo con un’altra specificazione “del Merito”? 

È inutile che vi sbracciate a dire che persino nella Costituzione (quella antifascista, eh!) si parla di Merito. Avete ragione, ma se poi nel governo eleggete il cognato prediletto della vostra Capa a capo di un ministero importante, dovete aspettarvi la pernacchietta di chi dirà: “Merito un par di palle! Parlate di merito, ma questo si chiama nepotismo!”

Vi difenderete dicendo che la nomina di Lollobrigida non c’entra un bel nulla con il nome del nuovo ministero e che la critica è campata in aria; può anche essere vero, ma se c’è una cosa che fa saltare la mosca al naso all’opposizione è l’incoerenza.

Parlate di famiglia tradizionale e il vostro leader  (legittimamente sia chiaro) alla cerimonia di investitura si presenta con il compagno e la bimba nata al di fuori del matrimonio?

 Aspettatevi, quando cercherete di mettere i bastoni tra le ruote alle famiglie non tradizionali, che vi sbertuccino apertis verbis.  

Il vostro leader si presenta in vestito maschile alla cerimonia del passaggio di consegne?

Vi sarà più difficile far passare la bufala palese degli amici della “Pro Life” che nelle scuole pubbliche si insegni ai bambini a mettere il rossetto e le mutandine di pizzo per confonderne l'identità di genere.

Spero di essere stato chiaro: molte accuse saranno anche pretestuose, ma nasceranno da ogni vostra parola e da ogni vostro atto.

Compito vostro sarà quello di non prestare il fianco alle critiche e, se partiranno dall'arco, di rintuzzarne il veleno.

Ecco, però, evitate il riflesso pavloviano che vedo spesso scattare in voi come meccanismo di difesa: criticare i vostri rappresentanti nelle istituzioni, ora che comandate, non significa criticare le istituzioni stesse. 

Non si paventi alcun attentato, dunque, all’Italianità e alla sacralità delle istituzioni.

Il vostro compito, altissimo, sarà quello di non infangarne il nome, perché l’opposizione potrà anche permettersi di essere sguaiata e caciarona (e voi ne sapete qualcosa), ma chi ha ora nelle mani il potere no.

Sennò saran pernacchie. O peggio.

venerdì 24 settembre 2021

La Dittatura 4.0 degli Omini di Burro della Necessità


 Piccolo post spiacevole e scomodo, relativamente scomodo, ovviamente, essendo coloro che perdono un po' del loro tempo per leggermi, oltre il sottoscritto (due volte, non di più, per vedere che non mi sia sfuggito qualche "orrore" sintattico o ortografico), pochissimi e tendenzialmente proclivi a perdonarmi qualsiasi sfondone.

Ora inizio (userò in qusto mio scritto la classica formula di apertura e lo stile dei miei allievi di Terza Media): tutti concordano che si respiri una brutta aria, ma spiace constatare che uno dei motivi del peggioramento sia dovuto alla distrazione verso i fondamentali: alcuni paletti ideologici (non è una parolaccia) sono del tutto saltati. 

Da Destra e da Sinistra.

Incominciamo con la Destra.

Si è cominciato con la maestra precaria che urlava, fuori servizio, mica in classe, un po' alterata e probabilmente bevuta, epiteti irriferibili alla Polizia, do you remember?

La Destra all'unisono gridò: "Sia licenziata!"

E licenziata fu: senza troppa fatica, era precaria, non era belluccia e fu lasciata a casuccia.

Ora, a casuccia, ci vanno coloro che non vogliono il Green Pass e che gridano alla dittatura sanitaria. 

E la Destra “libertaria” si dovrebbe mangiare le mani, perché, aperto un varco ossia che un'opinione divergente sia motivo sufficiente per licenziare un lavoratore, la diga incomincerà a cedere precipitevolissimevolmente.

Sappiamo che a certa Destra la coerenza dà fastidio come l'ortica nelle mutande, ma le sue battaglie anche sgangherate contro il "politically correct" non hanno senso se si invoca la libertà di parola e di opinione e poi si lascia sul lastrico chi, magari abusandone, la esercita in maniera sgradevole ad alcune orecchie.

Insomma, la maestrina precaria, in linea di principio, dai vessilliferi della Liberta andava difesa, non crocefissa alle sue parole.

Passiamo ora alle incoerenza ideologiche di certa Sinistra (procedo sempre con i tic di scrittura dei miei allievi).

Il lavoro è importante? Sì o no? Non abbiamo decantato la lungimiranza dei Padri Costituenti quando hanno scritto che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro?

Invocare ora, anzi imporre il licenziamento a chi non si adegua alle direttive dello Stato, significa sputare in faccia a un principio sacrosanto della Sinistra: il lavoro non si tocca.

E' inutile strepitare, come è giustissimo, per i licenziamenti via Whatsapp dei lavoratori della Gkn e poi soffiare sul fuoco perché quegli scassazebedei dei “No-Green pass” siano licenziati ipso facto se non si adeguano a una normativa di Legge. 

Il licenziamento di un lavoratore non è cosuccia da nulla, anche se il lavoratore non è dei nostri.

Concludendo (ecco il tic finale del pargoletto!) con la Morale della favola: se non sarete coerenti coi vostri principi di base, piccioncini, coloro che ne vorranno fare strame avranno la meglio: e faranno a pezzi, col bollino blu del vostro manicheismo, sia la Libertà sia la dignità del Lavoro. 

E l'Omino di Burro della Necessità ci porterà, come suini al macello (a me l'immagine delle pecore bianche o nere non piace punto), a una Dittatura 4.0 molto cool...

FINE

P.S- Le è piaciuto, profe? Ho riempito due facciate e mezzo!

venerdì 18 settembre 2020

I giornali e i fragili meccanismi della scuola.

 Prima i giornaloni che dovrebbero rappresentare il faro della buona borghesia: perepepè, 400 mila insegnanti marcheranno visita, fingendo malattie e dichiarandosi “lavoratori fragili”!

A rimorchio i giornali spazzatura della Destra becera quella che ha garrotato la scuola a suo tempo e che si interessa alle questioni educative solo per dare addosso all'Azzolina.
Poi le cifre calano: i lavoratori fragili saranno 250 mila.
Ora un centinaio.
Se gli insegnanti mancano, zucconi, non è dovuto ai docenti codardoni, ma al fatto che nessuno oggi, se non per ripiego o per vera vocazione (Dio li abbia in gloria!), vuole fare l'insegnante.
Le quintalate di letame costantemente buttate col ventilatore e a spruzzo in vent'anni e più in modo bipartisan su quella che a parole dovrebbe costituire la categoria che dovrebbe curare la formazione della gioventù per la creazione di una società ricca e efficiente stanno dando i loro frutti: non i diamanti auspicati da De Andrè, ma i 150 mila supplenti che tapperanno a fatica il buco nel personale (e bisognerà pensare anche ai non laureati, sorry) e i pochissimi insegnanti di sostegno specializzati (l'equivalente dello sparare alla Croce Rossa).
L'attenzione nei confronti della scuola è simile a quella che molti adulti riservano ai bambini: a parole si commuovono alle lacrime pensando che essi saranno il futuro della società, ma, se rompono troppo, se ne dovranno tornare in silenzio in cameretta a giocare con l'I-Pad, ché i grandi devono scolarsi il contenuto del piano bar.

venerdì 21 febbraio 2020

A margine della strage di Hanau


La categoria della follia è una bellissima foglia di fico: non perché non ci siano i folli, ma perché, quando le circostanze lo richiedano, può essere sbandierata come giustificazione di ogni furore ideologico.
Folle era Hitler. Può darsi che non fosse tutto a bolla, e la Storia ha certificato che sicuramente un po' perverso era, ma non sufficientemente folle da non risultare credibile agli occhi dei Tedeschi che lo hanno votato alla grande e lo hanno seguito nel suo percorso di odio e di morte. Fino alla fine.
Ecco, il folle di Hanau, prima di diventare folle agli occhi dei fiancheggiatori di ogni razzismo e di ogni deriva estremista di Destra, non lo era: lavorava in banca, dopo essersi laureato, e frequentava regolarmente il Poligono di tiro e i circoli dei cacciatori.
Nessuno, prima della strage, avrebbe detto che fosse un folle paranoico.
La Polizia gli aveva concesso il porto d'armi.
Un cittadino esemplare, insomma.
Poi, DOPO la strage di Turchi e di Curdi, ci si accorge che l'azzimato bravo cittadino in giacca e cravatta postava in Internet messaggi in cui si augurava di annientare africani, asiatici e mediorientali. Prima della strage, però, era un semplice cittadino che scriveva cose che è facile trovare nelle bacheche di molti primatisti di ogni luogo.
Tutti folli i primatisti? No, non sia mai: prima di fare qualche cazzata, sono cittadini che esprimono la loro opinione e guai a toccare la libertà di parola, dopo le stragi che, tra l'altro, “cazzate” non sono, diventano folli, magari dopo essersi piantati in testa un colpo per metter ordine alle loro sconclusionate idee. Il modello hitleriano vedo che continua a funzionare.
La notizia, per altri azzimati cittadini, è da relegare in fondo alla pagina dei quotidiani, anche quando il tipino ha fatto fuori poco meno il numero di uomini della strage terrorista di matrice islamica di Charlie Hebdò. 
E qualcuno che si fregia del titolo di giornalista, nei soliti giornalacci italiani di area destrorsa, non la inserisce neanche in un boxettino in basso a Destra.
Come si chiamano quelli che distorcono la realtà perché non gli fa comodo? Folli paranoici? E chi crede alle loro fregnacce distorsive?

venerdì 29 novembre 2019

Pissi pissi Bao Bao: vietato ai non addetti ai lavori. Lettera alla Destra in merito all'Istruzione scolastica


Gentili Senatori e Onorevoli della Destra,
Vi scrivo per palesarvi una mia preoccupazione.
Ho la netta percezione che a breve ritornerete al Potere; neanche le Sardine riusciranno a fermarvi e il ritorno agli scranni dell'esecutivo è ormai prossimo.
Non fraintendete: non è questa la mia preoccupazione.
Vi scrivo da umorista e da insegnante; non unisco i due ruoli per convenienza, ma per necessità: oggi chi opera all'interno del sistema scolastico non può avere come ultima ancora di salvezza l'umorismo. La Speranza è già fuoriuscita dal vaso di Pandora qual Skifiltor dalle mani dell'agitato pargolo.
E' inutile che vi inviti a riflettere sul pensiero di Don Milani e sulle intenzioni “buoniste” della Sinistra sulla scuola: inclusione, anticlassismo, attenzione per le fragilità et similia.
So che li rifiutate in blocco o in parte, anche per alcuni oggettivi fallimenti , e che ritenete responsabili dei danni che ora sono evidenti nel sistema di istruzione i professorini e i professoroni (di Sinistra) che hanno strologato di pedagogia.
La mia preoccupazione è un'altra: che, anche con voi al potere, tra breve, non cambi nulla (nelle precedenti esperienze di governo della Destra, de facto, non è successo nulla di significativo, se non lo svilimento dell'attività dei docenti e il sistematico taglio dei fondi per l'Istruzione che ha visto protagonisti entrambi gli schieramenti).
Vi invito foscolianamente, dunque, non alle Storie , ma ad essere voi stessi: quelli che hanno sempre invocato severità.
Orbene, quando ritornerete al Potere e potrete invocare l'inflessibilità della scuola, non trattenetevi: bocciature a gogò, selezione sive decimazione programmatica, ritorno al giudizio definitivo di fronte alla palese ignoranza dei pargoli.
Su una classe di trenta ormai (e ve lo dico per esperienza), seguendo i parametri che voi auspicate siano ristabiliti e che risalgono ai tempi che furono, se ne salveranno due o tre.
I genitori piangeranno, ma non fatevi intimidire. Vi hanno votato e paghino le conseguenze della loro dabbenaggine.
Siete duri e puri, vero? Non siete dei mollaccioni di Sinistra! 
Che la scure cada pesante sulle loro teste: i bravi e gli ottimi sopra gli scudi, gli altri al lavoro servile, alla catena e a raccogliere i pomodori al posto degli extracomunitari!
Per essere credibili, però, poiché il pesce puzza dalla testa, dovreste eliminare alcune ambiguità: dovreste redarguire nel vostro campicello i lodatori delle “zucchine di mare”, i fautori dei macellai che, siccome hanno esperienza nel taglio e nel cucito delle carni, possono svolgere onorevolmente il lavoro dei chirurghi, mettere all'angolo i consultatori compulsivi di Google che deridono gli esperti con doppia laurea e Master nei quattro angoli del mondo, prendere il consigliere comunale di Destra che si meraviglia che Cristo sia ebreo per la collottola e a calci nel culo rimandarlo a catechismo o pretendere per lui dal Papa la scomunica.
Il mio timore è che non farete un bel niente: non ne avrete il coraggio, perché il brodo culturale su cui prospera la vostra forza, oggi, sono l'incompetenza e una buona dose di ignoranza che albergano sovrane tra i vostri quadri.
L'unico cavallo che cavalcherete, e or sono indovino, sarà il vecchio cavallo bolso dell'abolizione del valore legale del titolo di studio, il ronzino asfittico berlusconiano e della P2 di Licio Gelli.
Smentitemi, per cortesia. Ve ne prego.
Arz


giovedì 28 novembre 2019

Le pietre d'inciampo. Quelle per terra e quelle nella testa.

Schio: le pietre d'inciampo che ricordano gli ebrei deportati e morti nei campo di concentramento sono "divisive e portano odio".
Così la Giunta di Destra di Schio sulla mozione che proponeva la collocazione di 14 (!) pietre d'inciampo (credo neanche mezzo metro quadrato) .
E' giunto il momento che "i vostri nati torcano il viso da voi".
Primo Levi diceva anche altro riguardo alle case e alle eventuali malattie che potrebbero funestare la misera esistenza di chi si presta al giochino dei morti contrapposti (in questo caso del tutto inconsistente: da una parte i nazifascisti a caccia degli ebrei e dall'altra le vittime dei campi di concentramento), ma è meglio non insistere: mi aspetto ormai che i solerti difensori dell'amore propongano tra breve la rimozione dagli scaffali di "Se questo è un uomo" dalla Biblioteca Comunale.
Un concentrato di odio e di divisione.

sabato 23 novembre 2019

Il professore antisardine: "Abbasso l'Omega 3! Viva il maschio Alpha!"


Un tale, professore di ignoto istituto, nomato Giancarlo Talamini Bisi, sempre che sia di carne ed ossa e non il solito personaggio di carta velina della comunicazione virtuale, avrebbe minacciato via Facebook i suoi studenti: “Vae! Se voi andrete nelle piazze d'Italia con le Sardine, sarete belli e fritti nelle mie materie!”
Ovviamente il suo profilo su Facebook è scomparso in un nano secondo.
Googlando qua e là si trova un Giancarlo Talamini Bisi, ma non si sa se sia omonimia o meno (è l'autore di un libro in cui descrive il dolore per la morte della madre).
Sbroccare capita. E sappiate che gli insegnanti sono più soggetti agli sbroccamenti di tal fatta. Non è una giustificazione: c'è una deontologia professionale da rispettare, eh!
Paventare voti bassi per antipatia ideologica è un grave peccato per un insegnante. Un insegnante così, sia di Destra, di Centro o di Sinistra, sbaglia.
L'accusa però di un'ideologizzazione della scuola è, però, un vecchio e bolso cavallo di battaglia della Destra: la Scuola, secondo la Vulgata, è dominata dalla Sinistra, che è ideologica, scorretta e un po' bastarda.
Spesso (non sempre, eh!) le lamentele per tale sopruso sono espresse in un pessimo italiano, in cui il congiuntivo è sconosciuto e la "Consecutio temporum" è moribonda: viene spontaneo spesso il dubbio che il ciuccio si nasconda dietro al perseguitato e alla vittima.
Franti è sempre dietro l'angolo (anche se l'elogio al mariuolo è stato fatto da Umberto Eco).
Peccato che oggi nella scuola ci sia un po' di tutto, come nel Mondo: c'è il professore di Religione crociato e antiabortista, il Marxista leninista ideologo e rompicoglioni e, ohibò (e c'è sempre stato, al di là dei fantasmi di molti), il professore nostalgico un tempo in pectore e ora in palese che inneggia ai bei tempi che furono in cui tutti gli allievi si alzavano in piedi urlando: “Viva il Duce e viva il Re!” ossia ai due Ladroni, vicino al Crocifisso sopra la lavagna d'ardesia.
Ammetto che un certo spostamento a Sinistra ci sia stato (non ho dati statistici e quindi agisco, in questo caso, da analfabeta funzionale: parlo solo per esperienza personale), ma negli anni Settanta.
Fate i calcoli: son cinquant'anni fa.
Molti cadaveri ideologici sono passati sotto i ponti e vedere nella scuola odierna un covo di Rivoluzionari comunisti è più frutto dell'eccesso di Mojito o di Peyote che di analisi sociologica.
Ecco il fatto che ora compaia, in controtendenza rispetto al pregiudizio, il minaccioso professore antisardine non mi meraviglia punto.
Mi aspetto solo che il suo Dirigente lo chiami in camera caritatis e gli sussurri: 
“Professore, si rende conto che mostrar la coratella davanti a tutti non va bene? Sa che Lei costituisce un esempio per i suoi studenti?”
Poi mi aspetto anche che , in modo un po' meno pacato, lo richiami all'ordine (che lo stesso Professore invoca):
“Ma Lei i voti li distribuisce così a c****, come capperi sulla pizza?”

Aggiornamento: non è di carta velina. Professor Giancarlo Talamini Bisi .

sabato 19 ottobre 2019

I Nuovi Patrioti, suvvia, non sono contro le Tasse! Sono solo contrari a pagarle loro!



Oggi scende in Piazza la Destra. E' un bene che succeda perché fa chiarezza. Forse chi ha fornito candidamente l'elemento di unione di questo blocco metamorfico è stato Vittorio Sgarbi. 
Il minimo comune denominatore è rappresentato dal sentirsi Patrioti, ovviamente nella logica del critico d'arte: Patrioti sono coloro che amano la Patria, però, evitando di pagare le Tasse.
Perché uno Stato, nell'ottica della Destra, funziona con le tasse sul macinato che pagano i poverazzi, mentre i ricchi, magari approfittando di cariche pubbliche pagate sempre dai sunnominati poverazzi, brindano a caviale e champagne senza naturalmente sentirsi in colpa, perché la manina di Adam Smith li ha investiti della ricchezza, probabilmente per volere divino.
Nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro, tranne un aspetto, molto sottovalutato dai Nuovi Patrioti : il legame sempre più stretto con l'estrema Destra nazista e neofascista, quel gruppo sparuto, ma pericolosissimo che dello Stato Liberale e Liberista se n'è fatto e se ne fa un baffo, quando ha il sopravvento.
Insomma, chi si vanta di aver sdoganato i Fascisti si guardi bene da cani da guardia troppo aggressivi: gli toccherà finanziarli abbondantemente per tenerli buoni con offe sempre più saporite. 
Ci è abituato, ma i costi salgono. 

lunedì 7 ottobre 2019

Dallo zucchero per incrementare gli stipendi, alla riffa di Stato per incentivare l'uso delle carte elettroniche. Fuochi d'artificio dell'intelligenza o petardi della semplificazione?

Dopo un titolo del genere vi sarà già venuto il latte alle ginocchia. E solo i coraggiosi procederanno, ma lo faccio apposta, sappiatelo!
Intendiamoci: non critico il fatto che si cerchi il modo di raccattare denaro per pagare di più gli insegnanti e di far pagare di più le tasse agli evasori. 
Il principio è sacrosanto e, per una volta, si può dire, senza arrossire, che il principio non è di Destra né di Sinistra.
Ho, però, notevoli perplessità sul metodo e sull'aspetto comunicativo: associare l'aumento stipendiale dei docenti alle merendine e alle bibite gasate (e non ad un indistinto drenaggio fiscale) ha un retrogusto dolciastro di presa per i fondelli e ora l'idea di incentivare l'utilizzo della carta elettronica attraverso una riffa nazionale sa di festa paesana e di Palo della Cuccagna.
“Insomma,” dirà qualcuno “ Arz, su, non fare lo spaccacapelli in quattro (vulgo, il rompiballe)! Quel che conta è avere i soldi!”
Siamo, però, reduci dal Trentennio di chi predicava, apertis verbis, che l'elettorato fosse composto da undicenni neanche troppo svegli. 
Probabilmente è vero, visto chi hanno votato fino ad oggi, ma una buona politica (sempre che si voglia farla) vuole che l'elettorato vada preso sul serio e trattato da adulto.
Solo le dittature e le simildemocrazie lo trattano male: nella peggiore delle ipotesi come un minus habens, nella migliore come un soggetto indifeso e soggetto a tutela da parte di chi se ne intende.
Insomma, dopo l'ubriacatura della politica spettacolo e della propaganda tanto al pezzo, se si vuole risalire la china, è necessario ritornare all'ABC della politica: convincere e non intortare il popolo.
 Le mosse ad effetto di tal fatta possono piacere per la loro estemporaneità, ma risultano spesso semplici petardi che si spacciano per fuochi d'artificio spettacolari. Alla fine deludono anche i palati grossolani. 

lunedì 16 settembre 2019

Non c'è niente da ridere se il fantasma di Bibbiano si aggira ancora per l'Italia. Non è un fantasma, comunque: è un vampiro.


Lo sapete: so disegnare e mi diletto di satira politica. Qualcuno potrebbe pensare che la bambina di Bibbiano che non è di Bibbiano salita sul palco di Pontida potrebbe idealmente stimolare la mia creatività e il mio umorismo. 
Per nulla.
So che cos'è il cinismo, quello che ride delle disgrazie altrui, quello, tanto per fare un esempio, di Charlie Hebdò. Anche il cinismo, però, ha un'etica: chi è cinico pensa che non vada bene così come va il mondo e che quest'ultimo debba cambiare. E se non può cambiare, il cinico di tal fatta ritiene che si possa rappresentare nella sua miseria per rendere edotti coloro che non sanno. 
Il globo terracqueo è mota, fango e merda, non ve ne rendete conto?
L'uomo politico che mette in piazza una bambina che dovrebbe rappresentare un caso politico e che sa, perché sa, che non c'entra nulla con quello che vuole dimostrare, non è cinico: confida, e in questo è cinico, sull'infinita dabbenaggine dei suoi adepti, ma dimostra che il mondo gli va benissimo com'è, che non c'è nulla da cambiare, che l'orrore è bellissimo, permettendogli di andare avanti nell'opera di demolizione di ogni empatia per chi soffre.
Perché la sofferenza per persone di tal fatta non è un mezzo di sensibilizzazione per debellare il dolore del mondo, ma uno strumento per mantenerlo ad libitum e al diapason.
Ecco: Capitan Findus non è un rivoluzionario, come ogni tanto si presenta agli occhi degli ingenui, è un perfetto conservatore a cui va benissimo che la realtà sia orribile e che gode dell'orrore dei comportamenti umani, della loro grettezza e della loro lontananza da ogni forma di umanità.
Mi meraviglia, e molto, che una Destra legalista e moderata possa andare serenamente a spasso con lui. Il fantasma di Bibbiano non terrà lontano dall'Italia il Comunismo, ma ogni forma di cambiamento.
Temo che il nuovo partito di Bibbiano senza Bibbiano vampirizzerà a breve quel poco di Destra seria e liberale, senza ucciderla, perché il vampiro, non avendo alcun vantaggio a debilitare troppo il vampirizzato, inoculerà nel suo sangue i germi della sua malattia pur mantenendolo in vita. 
Così come sta facendo in vasti strati della popolazione, trasformando un popolo già incline ad essere immorale e poco vicino ad un prossimo che non coincida con la sua famiglia in un popolaccio urlante della peggior specie, difensore fiero dei forti e implacabile carnefice con i deboli ossia la perfetta incarnazione di un novello Don Abbondio italico con dei canini molto pronunciati, pavido e, nel contempo, feroce e assetato di sangue.

giovedì 27 dicembre 2018

Consigli prezzolati alla Sinistra. La Destra per ora non paga.


Poiché il mio conto PayPal rimane a zero nonostante i numerosi consigli rivolti ai dirigenti della Lega (e mal gliene incolse, visto che qualche cedimento comincia a farsi sentire! Si vedano i dati sulle intenzioni di voto nel Nordest!), ora mi permetto di dare, essendo un consulente prezzolato freelance, qualche consiglio (spero debitamente riconosciuto in solido sulla mia Paypal ;-)) agli sprovveduti della Sinistra che evidentemente non hanno ancora capito come gira e funziona la propaganda della Destra.

Lo hanno già scritto in tanti e di certo io sono l'ultimo della fila: criticare il Ministro perché quest'ultimo mangia Nutella a Santo Stefano (mentre il fratello di un pentito sotto protezione è stato crivellato di colpi e c'è stato un terremoto non di poco conto in Sicilia) è una sciocchezza.

L'innominabile lavora sull'immedesimazione e il suo elettore tipo gongola: “Lui è come me” (e ci vorrebbe una fucilazione post mortem di Umberto Eco, a cui ho voluto tanto bene, per aver dato modo, studiando da semiologo la figura mediatica di Mike Bongiorno, a Berlusconi prima e ora all'i. di irretire l'opinione pubblica in modo così semplice). 
Perché dare l'idea tritanzuola del Ministro in abito nero presente ad ogni disgrazia sul territorio nazionale? Non è meglio un Ministro gaudente attento a cogliere gli aspetti più gustosi dell'esistenza?
Non solo, cari ingenuotti: il messaggio è anticasta.
“Io sono Ministro degli Interni e potrei fare colazione a caviale e champagne e invece no: mi mangio la Nutella che è alla portata di tutti. Potrei sfruttare la mia condizione di privilegio e poi non lo faccio. Non son fico?”
La sua passione per il “Food Porn” nasce da qui: mangiare tortellini emiliani con il sugo Star accompagnati da una birra è una strizzata d'occhio a chi in un ristorante di pregio si sente talvolta a disagio (e diciamola tutta: la strafighetteria che emanano da tutti i pori certi chef , severissimi e inflessibili, pubblicizzati grazie alle millanta trasmissioni televisive dedicate alle cucine di ogni bettola d'Italia, è oggettivamente insopportabile).

Che fare, dunque?

In primis, l'opposizione deve muovere le chiappe. Mentre l'i. si slurpa zuccheri e lipidi in quantità (ed è quindi rallentato nella corsa), qualche leader di peso (a trovarlo, però...) di Sinistra si fiondi a Pesaro e a Catania.
Non dica in qualsiasi caso: “Dov'è il Ministro? Perché non è qui?”
Nisba. Niet. Silenzio assoluto.
Dica: “Io (noi) sono qui vicino a chi è in difficoltà. C'è una tragedia in atto”.
Porga il lato più fotogenico del suo volto e assuma l'aria contrita di chi, non avendo alcun potere, non può nulla. Versi anche qualche lacrima.
So di essere cinico, ma la politica funziona anche così.
Poi arriverà il Ministro, ma sarà in qualsiasi caso in ritardo e farà la figura agli occhi del suo elettorato di colui che prima ha pensato alla Nutella e poi ai problemi della gente.
Anche lui porgerà il suo lato fotogenico, ma l'immagine in sottofondo e subliminale sarà quella di lui con la lingua protesa per leccare la giusta porzione di Nutella.

In secundis, trovare qualche falla tra il dire e il fare di chi attualmente ci governa. Non è difficile.
Ad esempio, insistere sulla mancata indicizzazione delle pensioni, in particolare di quelle intorno ai 1500 euro. Il Leghismo attinge per incrementare i propri consensi al mondo dei pensionati come ha fatto Berlusconi non tanto tempo fa.
Io credo che la mancata indicizzazione delle pensioni sia per la Lega un gran bel problema.
Inutile e controproducente è essere troppo espliciti, però.
Tutti sanno che, quando l'osservazione negativa parte dall'opposizione, scattano meccanismi di difesa pavloviani: “Non si sono rivalutate le pensioni perché la Sinistra ha lasciato i conti disastrati o perché i nostri compagni di ventura vogliono introdurre quell'abominio del reddito di cittadinanza. Che colpa ne abbiamo noi?”
Bisogna lavorare di sponda. Qui ci vogliono esperti di pubblicità o, se preferite, di propaganda. Instillare, ad esempio, il dubbio che qualcuno voglia spingere un ceto non certo benestante, ma non ancora impoverito, a consumi più frugali e popolari, quando prima poteva permettersi di tanto in tanto il ristorantino stellato o il fritto misto nella pizzeria sotto casa, potrebbe essere la mossa vincente. Oppure, più banalmente, poiché l'i. di certo non ama mangiare solo Nutella e tortellini al sugo Star (e qualche selfie lo vede soddisfatto davanti a piatti luculliani), perché non creare un collage delle sue immagini a tavola corredato dalla fotografia di qualche disperato (italiano!!!) , di qualche diseredato che dovrebbe essere (e ovviamente non lo è) strappato alla sua condizione di miseria grazie allo slogan “salvinifico”: “Prima gli italiani”?

Terzo consiglio. Fare terra bruciata. Guardate il Nordest che sta piano piano voltando le spalle alla compagine governativa. Confindustria e Confartigianato del Nord non amano ora le politiche di un Governo che hanno lisciato pelo e contropelo fino all'altro ieri.
Senza troppo strepito, incominciate, ad esempio, individualmente a scrivere alla Ferrero, alla Barilla, alla Star che non gradite l'accostamento di prodotti di così consolidata tradizione a personaggi politici che non approvate.
Non chiamatelo boicottaggio, però, non siate ingenui!
Non avete ancora capito che il vittimismo di cui era maestro Berlusconi è un'arma potentissima nelle loro mani, condita ora anche con il pepe del complottismo di marca pentastellata?
Esprimete il vostro disagio, la vostra difficoltà. Personale. Individuale.
Verrà il momento in cui, in modo discreto, anche chi produce sentirà odore di terra bruciata, un odore che non contribuirà a migliorare di certo le proprietà organolettiche né della pasta, né della crema di nocciole, né del sugo industriale di marca. Partiranno delle letterucce.
E fare "Food porn" con i prodotti dell'EuroSpin non farà, datemi retta, lo stesso effetto.
arz©

mercoledì 5 dicembre 2018

Il politologo, senza titoli, con il gatto sulla pancia, scrive. Consigli prezzolati alla Destra. La Sinistra, more solito, non paga.


Cercherò di essere semplice, ma non banale: la sensazione che l'onda montante del leghismo sia vincente è un effetto ottico, magnificato dalla lente distorta del Web.
Salvini sa usare Twitter e Facebook, ma molta parte del suo consenso è fortemente manipolato.
Non c'è bisogno di essere degli esperti: andate a controllare quanti post siano inviati da troll e da profili farlocchi, e ve ne renderete conto.
Ribattere a post inviati dai fanatici di Salvini o peggio dai Bot (risposte automatiche), aumenterà solo l'effetto espansione o eco del consenso, e l'abbiamo già detto in molti.
Alt. Non voglio dire che il consenso per lui non sia in aumento, ma che l'appoggio per il leader in pectore di questo governo non superi il 30 % (era partito dal 17%, ricordiamo) è più realistico.
Il 32% al massimo, se vi piace, per fare qualche riferimento storico antipatico.
Può succhiare solo nell'elettorato di centro destra (Forza Italia e Fratelli di Italia, in primis) e un po' da quello grillino, ma non oltre un certo limite.
Da solo, Salvini, e lo sa, non combinerà un bel nulla: con il M5S il rapporto è conflittuale e regge, ma il ritorno con il Centro-Destra di Berlusconi non lo porterà ad avere la maggioranza del Paese.
Detto tra noi, Salvini è nella merda. Sul serio.
Fossi in lui mi inventerei qualcosa, perché il redde rationem delle balle dura per un po', ma poi il giochetto sarà palese in particolare al suo elettorato, quando le misure ad effetto (vedi Decreto sicurezza) si scontreranno con gli effetti economici reali sul portafoglio dell'elettorato di riferimento (perdita delle rendite finanziarie, difficoltà nel credito etc...).
Senza contare che Confindustria incalza e Confcommercio, quando si renderà conto di aver scommesso sul cavallo sbagliato, farà marcia indietro.
L'unica vera e salvifica fortuna di Salvini è il disfacimento dell'opposizione, in parte dovuta alla macina costituita da Renzi nel Centro-Sinistra, in parte alla naturale predisposizione della Sinistra a frantumarsi in mille rivoli.
Non mi piace per costituzione richiamare gli Uomini della Provvidenza, ma la Sinistra, se si vuole salvare, dovrà trovare qualche leader credibile. Dove, non lo so.
Per Salvini, e mi dovrebbe pagare soldoni per la consulenza (perché la Sinistra non se lo sogna neanche), consiglio qualche idea diversa e alternativa rispetto al tema della Sicurezza, perché, se si ritroverà senza portafoglio (e dunque senza nulla da rubare), il suo elettorato gli si rivolterà contro e in malo modo.
Ah, un'altra dritta: soffiare sulle rivolte dei gilet gialli in Francia non gli conviene fin da ora!
Gli ricordo che è al Governo, se se lo fosse dimenticato. E se Parigi brucia, ora che si trova a Roma, seppur di passaggio, ...

lunedì 25 dicembre 2017

Non sappia la Sinistra quel che fa la Sinistra. Lavarsene le mani sarà un bel problema.

Tanto per rovinarvi lo spirito natalizio. 
Il Senato è in fuga (dalla responsabilità di tagliare i vitalizi e di garantire lo "Ius soli" ai bimbi figli di stranieri nati in Italia), con parte del PD che si defila e la gran massa i senatori del M5S che non si presentano al voto.
Gli altri, e li conosciamo bene, hanno il coraggio delle loro posizioni per quanto irricevibili possano essere, dal versante che si presuppone opposto no: predicano bene ( be'...benino), ma razzolano malissimo. Nulla di drammatico né di nuovo. Anzi fa chiarezza.

Aumenta, comunque, il numero delle persone a cui non stringere la mano. Perché la coerenza sarà anche la prigione delle menti piccole, ma la vigliaccheria e il cabotaggio dei piccoli navigatori che prestano più attenzione alla costa dei sondaggi che all'alto mare delle Idee sono i segnali distintivi della decadenza della Politica come timone delle scelte comuni e dell'emersione di quel profondo desiderio di Potere che notoriamente divide e lacera i tenui e fragili legamenti delle Democrazie.
A raccogliere il corpo stanco di queste ultime, infiacchite dal pensiero debolissimo, ci saranno le Destre, more solito. E senza alcun merito.
Bravi, bene, bis!                                                              arz62

domenica 8 novembre 2015

Succhiare la linfa della protesta, l'ultimo obiettivo del conservatorismo italiano.

So di essere ripetitivo (… e la vecchiaia porta alla ricorsività dei discorsi). Datemi del rincoglionito, non mi offendo, ma è ormai evidente, dopo la manifestazione di Bologna, che l'unico collante della Destra è ormai l'antistatalismo. Ciò spiega l'attrazione verso la Destra di tal fatta di alcune frange minoritarie anarchisteggianti ( nella versione meno solidaristica e più individualista) e , il fenomeno è un po' più inquietante, della Sinistra in libera uscita.
Quel che dovrebbe stupire di più, però, è la vocazione antistatalista di chi dallo Stato ha ricevuto e continua a ricevere, perlopiù in modo truffaldino, prebende sardanapaliche e che dallo Stato pretende, di volta in volta, aiuti, stipendi, posti di lavoro, finanziamenti etc...

Gli antistatalisti, in teoria, dovrebbero essere rivoluzionari, ma , in Italia, solo in Italia, stanno diventando sempre di più dipendenti dal nemico che desiderebbero, a parole, solo a parole, abbattere. Non ultimo risultato di questa operazione mistificatoria è succhiare la linfa della protesta ( che potrebbe essere potenzialmente piuttosto pericolosa se correttamente indirizzata), l'ultimo obiettivo dei conservatori di ogni sorta per mantenere lo status quo.
Temo che ci stiano riuscendo. Perfettamente.
arz62

mercoledì 17 dicembre 2014

Contro Benigni (da Sinistra).

Non ho visto né vedrò Benigni alla Televisione. Ammetto che la questione degli emolumenti               ( ovviamente utilizzata e strumentalizzata dalla Destra per demonizzare ogni voce di Sinistra che riesce a guadagnarsi la pagnotta senza stenti) ha avuto, nonostante tutto, qualche influenza: come trovo immorale ( oh, yes!) che un manager guadagni n volte rispetto ad un operaio, non trovo etico che un comico, anche se famoso e idolatrato, e in tempi di vacche magrissime, guadagni n volte rispetto a colleghi, altrettanto bravi, che sono costretti a calcare il palcoscenico di teatri di provincia se non gratis , con rimborsi spesa ridicoli .
In realtà, il motivo del mio disinteresse per un attore che ha sicuramente qualche pregio è la ripetitività dello schema utilizzato nei suoi spettacoli: i suoi “bellissimo!”, “magnifico!”, “eccezionale!” mi sembrano sempre più tormentoni ormai bolsi, che sanno ormai di comicità alla Zelig tanto per intenderci ( comicità che piace a molti, ma che al sottoscritto non fa né caldo né freddo). Il sugo dei suoi spettacoli è costituito dai testi ( la Costituzione, i Dieci Comandamenti, la Divina Commedia) , ma per assaporarli preferisco ricorrere agli originali, senza aromi, frizzi e lazzi e con qualche nota esplicativa più noiosa, forse, anche se meno suggestiva.
Qualcuno ha capito l'arcano ed è in grado di costruire testi che parodiano Benigni e che risultano molto più divertenti del modello stesso.
Vedi il seguente brano che ho trovato in Rete.

Benigni legge la targhetta dell'ascensore ( di Claudio Fois)
Portata massima 4 persone”. Ma è bellissimo… Sentite com’è essenziale, bello, pulito. Io ogni volta che lo leggo mi commòvo.
Già l’ascensore che come simbolo unisce il Cielo e la Terra, ci ricorda che siamo divini ma ma anche mortali e viceversa. E’ bellissimo.
Sentite la potenza di questa parola: “Persone”… Non dice òmini, donne, neri, gialli, visigoti, Gasparri… No. Dice: “Persone”… quattro persone, cioè persone che stanno insieme, poi il numero 4: i quattro punti cardinali, l’alto, il basso, la destra, la sinistra: è compreso tutto il mondo. Tutto il mondo nell’ascensore, perché nell’ascensore c’è un mondo, perché ognuno di noi che è dentro l’ascensore ha dentro di sè un mondo. Un mondo d’Amore.”

So che Benigni piace a molti e non me ne dispiaccio. Non piace più a me che, comunque , non ho alcuna patente per giudicare meglio degli altri.
Non ve ne frega nulla? Non vedete, bischeri, la bellezza della Democrazia? Magnifico! Bellissimo! Eccezionale! ;-)
arz


domenica 27 gennaio 2013

Silvio: "Monti è un professorino". La coazione a ripetere della Destra italiana. (repost attualissimo)



Che la Destra italiana sia in fondo sempre la stessa di sempre era intuibile. Non parlo della Destra Liberale, quella dell'etica del Lavoro e della difesa dei Diritti individuali; la Destra liberale , è inutile dirlo, è morta e sepolta. Mi riferisco alla Destra degli “homines novi” che ha trovato la sua perfetta sintesi, in passato, nel Fascismo ( in senso lato, quello che Eco chiama Ur-fascismo) e che, ahinoi, ora non perde i vizi di allora: uno di questi, ed è fastidiosissimo, è il disprezzo degli intellettuali, anche quelli piccini picciò.
Che Goebbels, fin dagli esordi, avesse in uggia la parola cultura passi, ma il Fascismo italiano, che ai suoi albori, ha spesso fatto l'occhiolino agli uomini di cultura . pur con alterna fortuna (basti citare D'Annunzio, Marinetti, Pirandello e Gentile, tutti firmatari, e l'ultimo promotore, del “Manifesto degli intellettuali fascisti”), non può che vergognarsi dei suoi eredi naturali: l'odierna Destra italiana ( ma non ci si inganni, anche una parte della Sinistra condivide lo stesso sentimento, pur per motivazioni diverse) ha un particolare livore nei confronti di chi insegna, siano essi umili maestri del Sud o pedemontani illustri professori o professoroni bocconiani.
“Professore” e “maestro” o nelle sue varianti diminutivo-spregiative “maestrino” , "professorino"sono offese indelebili, rivolte a chi non ha condiviso la sguaiata sfilata di ignoranti con laurea comprata, di mezze tacche, anche se danarose, che hanno costellato il plumbeo cielo dell'ultimo ventennio, di cortigiane a mezzo o a intero servizio del Sultano e di coloro che, colpevolmente e consapevolmente, hanno spesso strizzato l'occhio all'illegalità e alle organizzazioni criminali.
Nelle pagine dei giornali della novella Destra, i magistrati, la todeschissima Merkel e ora Saviano e Fazio ( dei quali si può forse criticare l'eccesso di ingenuità, ma non certo la malafede) sono ora i nuovi e vituperati “maestrini”.
La Destra ( chi mai sa che cosa voglia?) forse pensa di essere efficacemente persuasiva agli occhi del suo elettorato, mentre, inconsapevolmente, procede alla mortifera, recessiva, idiota umiliazione di chi si occupa , nonostante i tempi, anzi contro i tempi, di quelli che, sempre più retoricamente, la nostra società gerontocratica chiama il “futuro della nostra società”: i bambini.
Eppure il “maestrino” che fu e, per molti, ancora è in pectore il loro idolo princeps, Benito, prima di trovare la sua vocazione giornalistica e poi politica, pur doveva avere qualche vocazione all'insegnamento, lui , figlio del fabbro Alessandro Mussolini e della “maestrina” Rosa Maltoni!
                                                                                                                                                    arz©
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