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domenica 30 ottobre 2022

La politica della strizzatina d'occhio


“No vax” quando le acque si calmano, favorevole al vaccino nel momento dell’emergenza.

Il 25 aprile non si festeggia, ma si giura sulla Costituzione antifascista.

Amica del popolo e poi consente il contante a 10000 euro a botta, quando il popolo li vede, se va bene, in un anno.

“Mi guardi, Serracchiani, le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, ipse dixit il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, ma contraria alla parità di salario tra maschietti e le altre femminucce voluta dall’Europa.

Basta così.

Diciamo che, in linea col passato, l’attuale estrema Destra al potere: “ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, due mani e duemila bandiere"; insomma, strizza l’occhio a chi le porta consenso, di volta in volta, a seconda delle occasioni. Nihil sub sole novum.

Qualcuno prima o poi dovrà scontentare, eh!, e lo strabismo di Venere non aiuterà.

domenica 21 novembre 2021

Autentico e inutile. ControproDucenze (neologismo).

 

Piccole osservazioni inutili, fastidiose e, a pelle, superficialissime.

È controproducente gioire perché si impediscono le manifestazioni anti-Green pass.

Per chi è contrario a tali manifestazioni, la salute pubblica è più importante del diritto di manifestare e c’è sicuramente del buono in tale opinione.

Peccato che chi ha il potere ne approfitterà poi per impedire ogni forma di dissenso.

È controproducente gioire perché alcune categorie a noi antipatiche, per esempio gli Statali, non abbiano aumenti stipendiali.

Per chi pensa che lo Stato sprechi il suo denaro per premiare chi non fa il proprio dovere, la questione non si discute.

Peccato che chi è al potere ne approfitterà poi per abbassare gli stipendi sia agli Statali sia a coloro che non lo sono.

È controproducente invocare il licenziamento a chiunque sbrocchi, prendendosela con qualsiasi autorità costituita. 

Lo si multi, lo si umili coram populo, ma non lo si licenzi.

Mai.

Chi ha il potere, infatti, ne approfitterà per utilizzare il licenziamento, nella Repubblica fondata sul Lavoro, come forma di ricatto ad ogni opposizione.

Insomma, è sano e democratico gioire di meno per le disgrazie altrui e per la negazione di diritti sacrosanti, in particolare nei confronti di chi non la pensa come noi, e diffidare sempre e comunque di chi ha un potere (temporaneamente) che noi non abbiamo. 

Forse ce lo siamo dimenticato, ma le Costituzioni, come la Satira, devono tagliare le unghie ai più forti, non agli zero virgola che fanno anche "Growl!", ma poi, in fin della fiera, sono gattini, talvolta anche un po' defedati.


mercoledì 5 agosto 2020

No. No. No.

La ricetta è semplice: si lasci che un'Istituzione pubblica si degradi piano piano, le si tolgano potere e forza e, alla fine del processo di disgregazione, si convinca l'opinione pubblica che quest'ultima non solo è inutile, ma eccessivamente costosa. E il principio economicistico avrà la meglio.

La ricettina ha cotto benissimo la scuola (alcuni stanno incominciando a pensare di smontare il baraccone complice l'emergenza pandemia), ma sta funzionando alla grande anche con il Parlamento.

Qualcuno (su, dai che ci arrivate!) ha fatto sì che in Parlamento entrassero personaggi improbabili (Razzi), ha trasformato le aule parlamentari nel peggiore dei Talk-show (Sgarbi), ha obbligato Senatori e Deputati a forche caudine umilianti (la nipotina i Mubarak) e ora, puntuale come un orologio svizzero e in perfetta linea con il Piano rinascita di Licio Gelli (il finanziatore della P2 della Strage di Bologna),  propone la riduzione dei Parlamentari, perché, si sa, non fanno un cazzo da mane a sera e costano assai. Meglio privatizzare il potere in ristrette oligarchie che sanno perfettamente quello che vogliono (sodomizzare il popolo bue, ma non andatelo a dire in giro).

Eppure, fino al momento che i Parlamentari erano migliori (anche arraffoni, d'accordo, ma con strumenti culturali in grado di indirizzare una Nazione) del popolino, l'Italia ha fatto anche belle cose: è uscita da un Dopoguerra devastante e ha scritto una Costituzione che, al di là della retorica, funziona ancora bene come baluardo ai tentativi di disgregazione della nostra fragile democrazia (ed è il motivo per cui a Destra e a Sinistra o pseudotale, la Costituzione dà un gran fastidio).

Invece di ridurre i Parlamentari, scegliamoli tra i migliori, tra i più competenti e in grado di gestire le emergenze.

Se poi l'elettorato preferirà il Circo Barnum piduista, è pregato di tirarsi una martellata negli zebedei quando ne vedrà gli effetti finali, ma non incolpi la classe politica e non accusi, innanzi tutto, la Costituzione per errori che non possono esserle attribuiti.


giovedì 19 dicembre 2019

Pubblico ufficiale e dito medio. In medio non semper stat virtus .

Articolo 54 della Costituzione italiana.
" I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il
dovere di adempierle con disciplina ed onore prestando
giuramento nei casi stabiliti dalla legge". Insomma, prima si svolgano le funzioni pubbliche con onore e disciplina e poi si reclami, giustamente, che tutti rispettino il lavoro svolto. L'esempio viene dall'alto. Se non si è in grado di assumere una carica pubblica con un minimo di deontologia legata alla propria funzione ( e i medi sono stati utilizzati abbondantemente e illecitamente nell'esercizio della propria funzione), è inutile pretendere un minimo di rispetto per il ruolo che si sta svolgendo. L'ABC della correttezza istituzionale va ripassato. Demonizzare le derive popolari quando le si incentivano è ridicolo. Punto.

sabato 23 novembre 2019

Licenziare chi sbrocca? No. Ci sia il Secondo grado, se non il Terzo, in nome della Costituzione.


So di tirarmela addosso e confido che il cerchio delle mie amicizie sia sufficientemente piccolo per garantirmi che le botte siano limitate al minimo sindacale.
D'altronde, un post su Internet è un granello di sabbia del Sahara e la memoria da pesce rosso della Rete mi salverà.
Orbene, ordunque, ora lo dico, pur temendo il giudizio di molti che, nonostante l'infermità mentale che galoppa, mi danno ancora ascolto (per ora fingono benissimo e annuiscono per compiacermi): spero che l'improvvido docente di Piacenza che ha minacciato gli allievi che avessero partecipato alle manifestazione delle Sardine di voti (disciplinari) insufficienti non sia licenziato.
L'ho detto. 
Non ho affermato che non debba passare qualche brutto quarto d'ora.
Spero solo che non sia licenziato. Ora argomento, anche se so che non vi convincerò.
Il primo articolo della Costituzione dice che la nostra Repubblica si basa sul Lavoro. Non sulla libertà di pensiero o di opinione. Sul lavoro.
Privare qualcuno di un lavoro, in nome della giustizia sommaria, significa privarlo della sua dignità e non permettergli l'esercizio effettivo della sua cittadinanza.
Insomma, sulla bilancia precaria della nostra Democrazia, costituzionalmente, prima viene il Lavoro e poi la Libertà di pensiero. Il primo dovrebbe pesare di più.
Privare qualcuno del Lavoro per aver mal esercitato la Libertà di pensiero è un eccesso.
E si pensi alla precarietà del lavoro di molti che è sottoposto da tempo a questo vecchissimo ricatto: non protestare altrimenti ti licenzio.
Il docente ha detto e scritto una marea di fesserie e sicuramente ha tradito il dettato costituzionale.
Si inginocchi sui ceci degli articoli costituzionali che non ha rispettato e, solo se si incaponisse a dirsi fieramente razzista e fascista, sia licenziato.
Gli si lasci la possibilità di cedere o procombere lui solo, perché giurar su un testo che si ritiene falso è lecito, pur che se ne paghino le conseguenze.

Non si usa più per i pubblici dipendenti giurare sulla Costituzione. Male, malissimo.
So che la cerimonia del giuramento a molti potrà sembrare oggidì ridicola, ma , per quanto mi riguarda, non lo è affatto.
E quel che sta succedendo è una prova di come questa prassi un tempo in uso, che ad  alcuni sa di vecchio, debba essere ripristinata.
E poi se qualcuno invece di dire: “Lo giuro!”, urlerà: “L'ho duro!” , per ingannare il Dirigente, non solo tradirà la Costituzione, l'Antifascismo che ne costituisce la base, ma ancor di più l'importanza del Lavoro. Del suo e di tutti.
E farà la figura del fesso che non sa che cosa significhi vivere in una Democrazia che tutela la libertà di espressione e non in una Dittatura che di quella libertà se n'è fatta e se ne farà sempre un baffo.




sabato 28 settembre 2019

Berlusconi, grazie!

Sono anni che lo scrivo: lo sdoganatore del troiaio politico è lui!
Per sua spontanea ammissione, l'Innominabile, qui nominato perché reo confesso, ha portato in Parlamento e finanziato la Lega e i fascisti (non ha distinto, parafascisti, postfascisti, neofascisti: fascisti e punto).
Un piccolo appunto: non li ha "costituzionalizzati": li ha fatti ammettere a dispetto della Costituzione.
Manca solo Renzi all'appello, la Quinta colonna, e poi ci sono tutti.
Intanto, Matteuccio Due ha già dichiarato che Berlusconi con la Mafia non c'entra nulla (e che ci fa Dell'Utri in galera, allora?)
Al di là di tutto, finalmente un po' di chiarezza: per la Storia, per tutti noi.


lunedì 20 maggio 2019

A scuola non si fa politica: la nuova educazione al silenzio.

Vedo con rammarico che alcuni dei miei contatti plaudono al provvedimento che ha sanzionato la docente denunciata da un tweet di un membro di Casapound (!), per omessa sorveglianza dei propri allievi nell'ambito di un’attività didattica. La “gionta" alla loro approvazione è la solita e, mi si lasci dire senza peli sulla lingua, ignorantissima frase: “A scuola non si fa politica". Lo sanno anche i sassi che si fa politica anche tacendo (non sono loro quelli che si lamentano del silenzio sulle Foibe o sull'Esodo istriano?) Non saranno persuasi da quello che dirò, ma quello che è successo è l’atto più politico che si potesse fare in un’occasione del genere. L’obiettivo è chiarissimo a chi lo vuol vedere. Si prende una docente motivata nel proprio lavoro, la si umilia pubblicamente, per di più per un'attività gestita dagli allievi. Il messaggio politico è quello dei poteri che mostrano i muscoli e che non gradiscono né le critiche né gli accostamenti (anche indebiti). Peccato per loro che ci sia un articolo della Costituzione che garantisce la libertà di insegnamento nato dal tentativo del Fascismo con la effe maiuscola di imbavagliare le voci fuori dal coro nella scuola durante il Ventennio. È evidente che anche un docente può sbagliare e deve attenersi alle regole della deontologia professionale, ma il tutto dovrebbe risolversi nelle secrete stanze dell’istituzione e non sulla pubblica piazza dei social, dove il messaggio che sta serpeggiando nella Destra italiana ossia quello che sia giunto il momento opportuno per zittire gli insegnanti a qualsiasi chiesa essi appartengano sta giungendo forte e chiaro. Per quanto mi riguarda, se lo possono scordare. E sappiano che ben conosco la distinzione di quello che posso dire a scuola e quello che posso scrivere sui miei blog e su Facebook. E chi si occupa di scuola dall'esterno, spesso, no.

domenica 12 maggio 2019

Casapound e le vittime della Storia.


Il vittimismo non l'hanno inventato loro. Il mago del vittimismo è stato Berlusconi (che, e non è un caso, è il distributore del libro-intervista di Capitan Findus). Farsi passare per vittime ed essere nel contempo aggressivi è il loro forte. 
Prima si lamentano della censura al Salone di Torino (che censura, tra l'altro, tecnicamente non è), dichiarandosi apertamente fascisti e sventolando a riprova dell'ingiustizia, senza renderesi conto della contraddizione, visto che la nostra carta costituzionale è "costituzionalmente"antifascista, e non ci sono discussioni, l'art.21 della Costituzione; poi vogliono impedire a Lucano di parlare a Roma.
Si paragonano improvvidamente agli scampati dei campi di concentramento. Inutile spiegar loro che hanno detto una bestialità e che la loro storia politica e editoriale ora che stampano anche libri imporrebbe sul tema perlomeno un imbarazzato silenzio.
Gridano ai quattro venti che la legalità e l'ordine sono tutto e si piazzano sotto la casa di liberi cittadini che hanno avuto legalmente l'assegnazione di una casa popolare e minacciano di stupro una donna e spaventano a morte una bambina. E loro, nel frattempo, occupano illegalmente un bell'edificio nel centro di Roma.
Ecco, se volete trovare il DNA o il minimo comun denominatore di Casapound , FN e la Lega è il senso della legalità altalenante: non siamo tutti uguali davanti alla Legge. C'è chi è più uguale e chi meno, a seconda delle circostanze e delle persone coinvolte: per gli amichetti prima di giudicare bisogna passare per tre gradi di giudizio (Siri docet) e il garantismo è d'obbligo, per chi ci sta sui maroni forca immediata e l'immancabile e pavloviano "Marcisca in cella!" (c'è la variante:"Si butti via la chiave"!)
Si sentono come i maiali della “Fattoria degli animali” di Orwell che dopo aver cacciato il fattore, assaporato il piacere di comandare, decidono di interpretare a loro discrezione le leggi che erano state stabilite ai tempi della Rivoluzione.
(Lo so che Orwell parla del Partito Comunista Sovietico e di Stalin, ma i sistemi totalitari si assomigliano un po' tutti, vero?)


Post Scriptum.
Un esempio del vittimismo di cui sopra: la stampa destrorsa insiste nel dire che c'è stata una censura e che gli “antifascisti” vogliono chiudere la bocca ai fascisti.
Come distorcere una semplice realtà con un barbatrucco.
Nessuno ha censurato il libro (tant'è che adesso si pavoneggiano di essere primi in classifica nelle vendite on line); tra l'altro il libro appare nei cataloghi on line di Feltrinelli , di Ibs ed il libro è distribuito dalla Mondadori di Berlusconi, mica noccioline.
Nessuno ha bruciato il libro, né ha invitato altri a farlo. 
Semplicemente alcuni autori hanno espresso il loro disagio per la presenza di una casa editrice di chiara ispirazione fascista, almeno nell'intenzione di alcuni fondatori, e hanno manifestato la volontà di non partecipare al Salone del libro di Torino per non dover convivere faccia a faccia forzatamente con loro, quando non ci si sopporta.
Non sono ingenuo: il messaggio era o loro o noi. Poteva anche andar male, eh?
Si è scelto.
Avrebbero potuto scegliere loro e lasciare col cerino in mano gli altri. Tutto qui.
Nessuno è obbligato a sopportare le persone moleste (da una parte e dall'altra, sia chiaro), anche se è un'opera di carità cristiana.
Il fatto di essere stati esclusi ora sarà nuovo motivo di vittimismo: ecco il prevalere della Sinistra in ambito culturale, si sentono superiori, sono altezzosi and so on. Una noia mortale, tanto più che i lai vengono da quelli che hanno avuto la maggioranza dei voti degli Italiani e stanno comandando.
Perché il vittimismo è come l'uroboro, il Serpente che si mangia la coda: si autoalimenta e non smette mai.


giovedì 11 aprile 2019

Capitan Findus non assiste al derby. Eppure è un tifoso sfegatato!


Il Ministro degli Interni comunica che non parteciperà alle manifestazioni del 25 aprile perché si dice disinteressato al “derby fascisti-comunisti”.
Ho già indicato nel linguaggio dei politici la tendenza all'infantilizzazione: per far arrivare il proprio messaggio è necessario renderlo semplice attraverso la premasticazione.
Il concetto di base è, Berlusconi docet, quello che l'uomo politico parla a bambini di 11 anni non particolarmente svegli e deve adeguare il proprio linguaggio al loro livello.
Nel caso specifico, c'è di peggio: c'è la banalizzazione.
La semplificazione può essere fastidiosa e manipolatoria, ma la banalizzazione è distorsiva e falsificatrice.
Anche i fascisti, a mio avviso, dovrebbero offendersi, e molto, per l'infelice espressione di Capitan Findus. 
Lo scontro, la guerra civile tra partigiani (di ogni colore, ricordiamocelo; non solo comunisti, ma monarchici, cattolici, liberali, socialisti etc...) e fascisti è stata una tragedia nazionale, non una partita di calcio da godersi con il pop corn in mano.
Smarcarsi dal 25 aprile non è, come sembra, una forma di equidistanza. 
Significa relegare il 25 aprile a manifestazione di parte e non come punto di partenza per la nuova democrazia, quella che permette, persino a chi sta palesemente calpestando la Costituzione su cui ha giurato, di essere nominato Ministro.
(E lasciamo perdere che cosa se ne faceva il nostro Capitano della bandiera nazionale fino a poco tempo fa, aggiungendo una nuova striscia al verde, bianco e rosso! Ricordo al Sovranista dell'ultima ora l'articolo 12 della Costituzione, eh!, quella scritta dai Comunisti!)

domenica 25 novembre 2018

Ordine Nuovo. Caos vecchio.

Be', se qualcuno avesse pensato (come era ed è auspicabile, e lo dico senza ironia, ovviamente in un paese "normale" che avesse fatto sul serio i conti sugli orrori del suo passato) all'abolizione dell'articolo XII delle Disposizioni transitorie e finali della Costituzione, ossia la norma che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista, dovrebbe avere un attimo di ripensamento, osservando il logo che propone il "Centro Studi- Ordine Nuovo".
Ovviamente, non si tratta di una riproposizione della rivista gramsciana.
Quel che mi colpisce è l'imperizia con cui viene disegnato il simbolo. I membri del circolo sono evidentemente talmente sfigati da non potersi permettere un grafico al secondo anno delle scuole professionali.
Un fascio littorio più triste di questo non l'ho mai visto.
Il tutto si presenta come un segnale stradale di divieto con un'ascia bipenne un po' spennata.
Ci sarebbe da ridere, ma quel che temo è che facciano sul serio. Se ridessero un po' anche loro, sarei confortato, ma credo che le mie ingenue osservazioni sarebbero accolte con virile indignazione. Ed è questo il punto.
arz62

sabato 11 agosto 2018

Lettera alla Destra. Chiariamo i fondamentali.


Cara Destra e gentili sostenitori della stessa,
il professore che vi ha tanto indignato ha solo evidenziato un difetto di comunicazione di una dipendente della “TreNord” che viola il dettato Costituzionale.
L'art. 3 della Costituzione recita: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Sarà stato pignolino, e i docenti lo sono, ma la Capotreno, tranne che abbia visionato i documenti in anteprima, non poteva sapere se i “molestatori” fossero Rom, se fossero Italiani, se fossero Clandestini, se fossero Cattolici o Musulmani, fautori della Lega o del PD. Poteva desumere che fossero poveri. E i poveri, in genere, sono un po' rompicoglioni. Ecco forse avrebbe potuto con più sicurezza desumere il loro sesso: maschi o femmine, ma sapete come stanno le cose oggi?, non sempre è facile distinguere.
Insomma, il professore non avrà tenuto conto della legittima esasperazione della Capotreno a fronte di atti illeciti che nessuno nega, ma le parole che ha sentito non erano, a suo parere, opportune.
Se siano degne ora di un piccolo rabbuffo o di un licenziamento, non possiamo saperlo, perché, dovete sapere, che le decisioni su queste cose non competono al pubblico sbavante di FB che in genere conosce solo la mezza messa.
Poiché ai miei tempi, siamo però nel Giurassico, la Destra reclamava come fari della propria politica le parole “Legge e Ordine”, vorrei rammentare che senza la prima non c'è il secondo.
Per ora il nostro ordinamento prevede che non si utiizzino espressioni che abbiano connotazioni razziali discriminatorie e c'è una Legge, denominata Mancino, preposta a evitare ogni deriva.
Non vi piace la Legge? Siete in Parlamento e potete cambiarla. Fontana lo ha chiesto.
Se avrà/avrete la Maggioranza, e voi l'avete, potreste cambiarla facilmente, ma ci sarebbero alcune conseguenze spiacevoli che non vi sto a raccontare.
La Legge vigente è questa per ora.
E' sicuro , anzi certo, che molti di coloro che hanno minacciato il professore sono incappati in reati contemplati dalla Legge Mancino e non solo.
Non vedo molti rappresentanti della Destra sbracciarsi perché sia applicata.
Ecco, sono arrivato al punto: se pensate che sia giusto così, il vostro slogan sia “Illegalità e Ordine” (che equivale all'obbligo flessibile del M5S  ossia è un ossimoro) oppure “Legge, quando ci fa comodo, e Ordine per gli altri”.
Per chiarezza, eh?
Poi si va verso il disastro tutti insieme.

domenica 27 novembre 2016

Gufi, rosiconi e Costituzione

Un mio piccolo contributo per illustrare la nostra Costituzione. Mi sono occupato dell'articolo 18. Un grazie a Luisa Marchini che si è sobbarcata un lavoro mastodontico per raccogliere a coorte schiere di disegnatori di ogni sorte e risma.
Potete scaricare gratuitamente l'ebook a questo indirizzo:
Gufi, rosiconi e Costituzione

sabato 21 maggio 2016

domenica 17 marzo 2013

L'opaca glasnost di Grillo



Grillo vuole la trasparenza e aborre il voto segreto. La trasparenza , che è, sia chiaro, una bella cosa, senza il contrappeso dell'articolo 67 della Costituzione diventa un'arma per i leader autoritari o per i partiti di stampo centralista; il voto segreto, che , di per sé, è un brutta cosa, permette nelle democrazie non solo le scorribande dei vigliacchetti di ogni risma, ma garantisce anche la libera espressione della coscienza di ogni eletto.
Insomma, Grillo sembra non aver capito che la democrazia è un sistema fragile che abbisogna di contrappesi,  talvolta discutibili, ma sempre necessari, per evitare le svolte autoritarie.
Tutto qui. Gridare ora al tradimento è cedere al vizio di ogni sistema non democratico: garantire la purezza della propria ideologia attraverso l'individuazione di un nemico esterno o interno.
arz©

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