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mercoledì 5 agosto 2020

No. No. No.

La ricetta è semplice: si lasci che un'Istituzione pubblica si degradi piano piano, le si tolgano potere e forza e, alla fine del processo di disgregazione, si convinca l'opinione pubblica che quest'ultima non solo è inutile, ma eccessivamente costosa. E il principio economicistico avrà la meglio.

La ricettina ha cotto benissimo la scuola (alcuni stanno incominciando a pensare di smontare il baraccone complice l'emergenza pandemia), ma sta funzionando alla grande anche con il Parlamento.

Qualcuno (su, dai che ci arrivate!) ha fatto sì che in Parlamento entrassero personaggi improbabili (Razzi), ha trasformato le aule parlamentari nel peggiore dei Talk-show (Sgarbi), ha obbligato Senatori e Deputati a forche caudine umilianti (la nipotina i Mubarak) e ora, puntuale come un orologio svizzero e in perfetta linea con il Piano rinascita di Licio Gelli (il finanziatore della P2 della Strage di Bologna),  propone la riduzione dei Parlamentari, perché, si sa, non fanno un cazzo da mane a sera e costano assai. Meglio privatizzare il potere in ristrette oligarchie che sanno perfettamente quello che vogliono (sodomizzare il popolo bue, ma non andatelo a dire in giro).

Eppure, fino al momento che i Parlamentari erano migliori (anche arraffoni, d'accordo, ma con strumenti culturali in grado di indirizzare una Nazione) del popolino, l'Italia ha fatto anche belle cose: è uscita da un Dopoguerra devastante e ha scritto una Costituzione che, al di là della retorica, funziona ancora bene come baluardo ai tentativi di disgregazione della nostra fragile democrazia (ed è il motivo per cui a Destra e a Sinistra o pseudotale, la Costituzione dà un gran fastidio).

Invece di ridurre i Parlamentari, scegliamoli tra i migliori, tra i più competenti e in grado di gestire le emergenze.

Se poi l'elettorato preferirà il Circo Barnum piduista, è pregato di tirarsi una martellata negli zebedei quando ne vedrà gli effetti finali, ma non incolpi la classe politica e non accusi, innanzi tutto, la Costituzione per errori che non possono esserle attribuiti.


mercoledì 9 ottobre 2019

La riduzione dei parlamentari e la Rinascita dello Stato.




Certo, in un parlamento con la p minuscola, un bel taglio di parlamentari alla Razzi sembrerebbe una gran bella cosa. Il fatto è che da un trentennio ci siamo abituati alle mezze tacche, ai politici da baraccone e ai politici della politica spettacolo. Inutile dire chi sia il colpevole del degrado.

Poi, si va a vedere la tessera del bel tomo (n.1816) e la Loggia (deviata) a cui apparteneva. 
La P2, Loggia massonica Propaganda 2 per esteso, aveva steso il “Piano Rinascita”, un programmino niente male.
Tale piano prevedeva, tra le altre cose già realizzate o messe in cantiere, l'eliminazione delle Province, l'indebolimento della forza dei sindacati, l'indebolimento della RAI a favore delle TV private e, non ultima, la riduzione dei parlamentari.
Ecco se ci fosse ancora qualche membro occulto della P2 in vita, ora potrebbe mettere un segno di spunta: fatto, fatto, fatto, fatto e fatto. E mi hanno riferito che un partito nato dall'intraprendenza del tesserato n.1816 abbia votato a favore a quest'ultima epocale riforma di un organismo fondamentale per il funzionamento dello Stato.
Ci son ancora tante belle cosucce da realizzare, eh!, e benché il Venerabile Gelli sia sottoterra, a riposare probabilmente senza materassi, non è detto che si riesca ad ottenerle, confidando sulla scarsa memoria degli italiani.
Su, un piccolo sforzo: rileggiamoci il Piano Rinascita.
Lo so, è spoiler allo stato puro, ma, quando ci vuole, ci vuole!




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