Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post

mercoledì 5 agosto 2020

No. No. No.

La ricetta è semplice: si lasci che un'Istituzione pubblica si degradi piano piano, le si tolgano potere e forza e, alla fine del processo di disgregazione, si convinca l'opinione pubblica che quest'ultima non solo è inutile, ma eccessivamente costosa. E il principio economicistico avrà la meglio.

La ricettina ha cotto benissimo la scuola (alcuni stanno incominciando a pensare di smontare il baraccone complice l'emergenza pandemia), ma sta funzionando alla grande anche con il Parlamento.

Qualcuno (su, dai che ci arrivate!) ha fatto sì che in Parlamento entrassero personaggi improbabili (Razzi), ha trasformato le aule parlamentari nel peggiore dei Talk-show (Sgarbi), ha obbligato Senatori e Deputati a forche caudine umilianti (la nipotina i Mubarak) e ora, puntuale come un orologio svizzero e in perfetta linea con il Piano rinascita di Licio Gelli (il finanziatore della P2 della Strage di Bologna),  propone la riduzione dei Parlamentari, perché, si sa, non fanno un cazzo da mane a sera e costano assai. Meglio privatizzare il potere in ristrette oligarchie che sanno perfettamente quello che vogliono (sodomizzare il popolo bue, ma non andatelo a dire in giro).

Eppure, fino al momento che i Parlamentari erano migliori (anche arraffoni, d'accordo, ma con strumenti culturali in grado di indirizzare una Nazione) del popolino, l'Italia ha fatto anche belle cose: è uscita da un Dopoguerra devastante e ha scritto una Costituzione che, al di là della retorica, funziona ancora bene come baluardo ai tentativi di disgregazione della nostra fragile democrazia (ed è il motivo per cui a Destra e a Sinistra o pseudotale, la Costituzione dà un gran fastidio).

Invece di ridurre i Parlamentari, scegliamoli tra i migliori, tra i più competenti e in grado di gestire le emergenze.

Se poi l'elettorato preferirà il Circo Barnum piduista, è pregato di tirarsi una martellata negli zebedei quando ne vedrà gli effetti finali, ma non incolpi la classe politica e non accusi, innanzi tutto, la Costituzione per errori che non possono esserle attribuiti.


mercoledì 28 giugno 2017

Referendum sull'autonomia della Lombardia: cacca o sushi?

Non sono un costituzionalista e chi ne sa più di me è pregato di chiarirmi le idee.
La Costituzione promuove l'autonomia e il decentramento ( tant'è che l'articolo 5 si trova tra i Principi fondamentali). Sappiamo che si è intervenuti pesantemente sul titolo V della Costituzione perché autonomia e decentramento avessero carne ed ossa e non solo lo scheletro.
Ora c'è un Referendum che rivendica maggiore autonomia della Lombardia rispetto ad altre regioni, per uniformarla agli standard delle Regioni a Statuto speciale.
È una vecchia battaglia della Lega, il partito del localismo amorale.
È inutile ripetere quali siano gli slogan dei fautori del decentramento.
Sappiamo anche la “ratio” (insularità e presenza di minoranze linguistiche) che concesse a tempo debito a cinque regioni italiane di vivere bene ( ...e con molte storture, vedi il caso Sicilia) con uno Statuto speciale.
Orbene, perché ora un Referendum richiede maggiore autonomia alla Lombardia e non al Molise o all'Emilia Romagna? 
Sappiamo anche in questo caso quale sia la risposta di default: la Lombardia è più forte economicamente e versa più tasse rispetto ad altre regioni ; è dunque giusto che la Lombardia riceva di più rispetto a regioni meno dinamiche dal punto di vista economico.
Insomma, è la morte del principio federalistico ( e solidaristico!) che prevede che le regioni più forti drenino parte della loro ricchezza per aiutare le regioni più deboli.
Portando il discorso a livello europeo è come se i Leghisti ritenessero cosa buona e giusta che la Germania abbia goduto e goda di privilegi speciali per essere il motore economico della UE. 
Non la pensano così, mi sembra: anzi, assistiamo costantemente agli alti lai delle camicie verdi (accompagnati dal Movimento Cinque Stelle) che vedono nella Germania ricca e potente di oggi una riedizione del Terzo Reich, crudele e suprematista ariano. 
Va be', i Leghisti non vogliono neanche l'Europa e il cerchio si chiude: è inutile discutere di loro e con loro...
Ma perché un partito anche vagamente di Sinistra ( di chi sto parlando?) dovrebbe votare a favore di un simile Referendum? Voci giornalistiche riferiscono che votare sì sia un astuto tentativo del PD per sottrarre la gioia della vittoria alla Lega.
Insomma, per edulcorare un' inevitabile sconfitta ci si insinua nella lotta altrui per depotenziarne l'effetto. 
Chi vota NO è evidente che vota contro il principio del piacere e si sottrae agli istinti primitivi infantili e direi animali: quale essere vivente sottrarrebbe risorse a se stesso per distribuirle ad altri che non sente appartenere alla propria specie? E molti Lombardi, questa tendenza a vedere negli altri (meridionali, albanesi, neri, cinesi, musulmani and so on) specie diverse da loro ce l'hanno: leggete i titoli di “Libero” per farvene un'idea precisa.
Insomma, è come chiedere a un bambino se preferisce tenersi tutta la torta o dividerla coi compagnucci: se lascerete scegliere a lui, la torta, statene certi, se la terrà tutta per sé a costo di farsi venire un terribile mal di pancia.
Al di là della tattica, però, tale scelta del PD denota la ben nota incapacità della Sinistra di avere un linguaggio proprio e di usare parassitariamente il linguaggio del “nemico”.
Come ho già scritto in altre occasioni, una simile posizione è un chiaro segno di debolezza, il primo e evidente segnale della coazione alla sconfitta.
Ricordo a tutti che il Referendum di ottobre non prevede il quorum, il che mette in forte imbarazzo chi tra mangiare la merda del Sì e la cacca annunciata della sconfitta del NO preferirà starsene a casa a mangiarsi il sushi ( scusatemi la metafora ittico-scatologica).

A me però, il sushi non piace...purtroppo!

domenica 27 novembre 2016

Gufi, rosiconi e Costituzione

Un mio piccolo contributo per illustrare la nostra Costituzione. Mi sono occupato dell'articolo 18. Un grazie a Luisa Marchini che si è sobbarcata un lavoro mastodontico per raccogliere a coorte schiere di disegnatori di ogni sorte e risma.
Potete scaricare gratuitamente l'ebook a questo indirizzo:
Gufi, rosiconi e Costituzione

lunedì 10 febbraio 2014

Non toccatemi il mio Brand!

Dopo il referendum svizzero, potrei esigere dai nostri deliziosi confinanti una traduzione maccheronica dei marchi di una loro multinazionale in una lingua diversa dalla mia?
Buitòn, Motten, Saint Pèllerin...
Basta aggiungere qualche enne qua e là, qualche troncamento, suvvia!


Figure da cioccolatai. Swizzero? No, Novi...

Per pura divulgazione:
http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/F/figura.shtml



Translate