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lunedì 15 febbraio 2021

La riffa della vaccinazione

 



In Lombardia oggi si sono aperte le prenotazioni per il vaccino per gli ultraottantenni.

Le vie erano tre: o in farmacia o dal proprio medico curante o attraverso una piattaforma apposita. Molti medici, fino a ieri, si sono dati alla macchia, dicendo che non potevano far nulla fino all'ora X, in farmacia il sistema si è bloccato dopo pochi minuti e il sito per la prenotazione si è trasformato in una riffa stile bonus per la mobilità.

Non che molti non siano riusciti a prenotare e non va sottovalutato il fatto che operazioni di questo genere sono di per sé complesse.

Sta di fatto che così, però, si scatena il panico e, se non è panico, è stress per l'anziano o per chi se ne occupa.

In particolare, trovo riprovevole che la piattaforma diventi una sorta di imbuto, dove quelli che passano, inneggiano alla Buona Sorte e quelli che non entrano si sentono esclusi e, direi, schiacciati dalla Mala Sorte, cinica e bara.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo uso della tecnologia, tanto più quando si affida la sorte di persone fragili ad un clik e non alla voce rassicurante di un medico.

E poi alimentare le ansie, che son già diffuse per il clima creatosi con la pandemia, attraverso un uso ansiogeno della tecnologia non mi sembra proprio una bella idea: veloce, talvolta efficiente, ma spesso disumana.

sabato 23 gennaio 2021

Il filo della vita. Sottile e appeso a una casella vuota di Excel.


 Io sono un po' in difficoltà con i numeri, ma ci sarà pur qualcuno che, operate le debite somme e sottrazioni, sia in grado di dire che quello che viene affermato qui sopra è vero o falso.

Certo, pensare che il destino umano e economico di molte persone (ristoratori, baristi, commercianti etc...) dipendano da una casella vuota di Excel mette i brividi. Ma i brividi sono ancora più intensi che, stabilite le colpe, queste stesse persone diano la loro incondizionata fiducia ai pasticcioni responsabili del filo della loro vita che recidono a capocchia e distrattamente come la più anziana delle Parche, Atropo.

martedì 9 giugno 2020

Essere la moglie di Cesare o essere la moglie di Attilius?


Quando la Storia romana interessava ancora a qualcuno (e non si insegnava solo alle elementari di sfuggita e nel Biennio delle Superiori senza l'ingenua aneddottica del tempo che fu), l'episodio pecoreccio di Pompea, moglie di Cesare, era abbastanza noto.
Cesare divorziò da lei non tanto perché Pompea avesse un amante, Publio Clodio Pulcro (il Belloccio ;-)), ma perché quest'ultimo si era introdotto vestito da donna durante la celebrazione della Bona Dea, nella casuccia di Cesare, ed era stato smascherato.
Cornuto sì, ma non coram populo.
Senza tanti latinucci, Cesare ben sapeva del drudo, ma che ci fosse pubblico scandalo a casa sua non poteva sopportarlo.
Ora in Longobardia il governatore Attilius sta passando un brutto quarto d'ora per un affaraccio poco chiaro riguardante l'impresa della consorte.
C'è pubblico scandalo.
Se seguisse l'esempio di Caio Giulio, dovrebbe ripudiare la moglie o dimettersi dalla carica.
Caio Giulio Cesare che era un gran furbetto, messo alle strette, non si dimise dalla sua carica di Pontifex Maximus, ma optò per il divorzio perché la moglie di Cesare avrebbe dovuto essere al di sopra di ogni sospetto, anche quando si chiama Pompea.
Attilius, statene certi, né si dimetterà dalla carica né divorzierà dalla moglie.
Farà, come ha sempre fatto, il finto tonto.
Della Storia, non solo di quella Romana, il Governatore se ne fa un baffo, perché il culto della Memoria gli avrebbe fatto ricordare subito se i camici fossero al momento della compravendita un bell'affare o un magnifico esempio di altruismo disinteressato.
La Smemoratezza, la vera Bona Dea d'oggi, però, paga e i due gemellini suoi germani, Morfeo e Morfina, aleggiano sulle coscienze di molti.

giovedì 14 maggio 2020

Il Fontana malato

(Per palati fini)


IL FONTANA MALATO
Palarzeschi


Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch......

E' giù,
in Regione,
il povero
Fontana
malato;
che spasimo
sentirlo
vantarsi.
Si vanta,
si vanta,
un poco
si tace....
di nuovo.
Si vanta.
Mio povero
Fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non rutta
piu' nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
abbia torto?
Orrore
Ah! no.
Rieccolo,
ancora
si vanta,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch....
Il suo ego
l' uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
vantarsi
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto....
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
fate tacere

Fontana,
mi uccide    
quel suo
eterno  vantarsi!
Andate,
mettete
qualcosa
per farlo
finire,
magari...
magari
tacere.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mio povero
Fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch... 
 arz62

domenica 8 marzo 2020

Note a margine del Decreto.


Ovviamente il momento è eccezionale e formidabile (nel senso etimologico: fa una paura boia).
Le misure di contenimento sono state decise dagli esperti e il cittadino è tenuto ad attenersi alle indicazioni fornite dallo Stato scrupolosamente.
Non è neppure il momento di far eccessiva polemica, ma, per le future decisioni, è meglio valutare meglio le modalità di comunicazione utilizzate per dar pubblicità alle iniziative restrittive del Governo: la fuga di notizie relative alla bozza del Decreto (prontamente ripresa dai giornali che hanno, more solito, le loro responsabilità nell'ingenerare inquietudine inutilmente) ha creato già qualche effetto perverso: in primis, lo spostamento rapido e disordinato di molti meridionali residenti in Lombardia in altre regioni italiane.
Si intendeva impedire il movimento della popolazione, ma si è ottenuto l'effetto contrario. E questo è il primo evidente fallimento.
In secondo luogo, l'opacità di alcune disposizioni restrittive non aiuta: si dice  da un lato di limitare i movimenti che sono ammessi solo per motivi inderogabili anche all'interno del territorio e poi dall'altra si lasciano aperti i ristoranti.
Si blinda la Lombardia, ma si garantiscono i trasporti (altrimenti niente pappa per tutti).
Ovviamente un provvedimento del genere non può prevedere effetti e controeffetti che sono difficilissimi da controllare.
Sicuramente la mancanza di chiarezza condurrà probabilmente a un altro fallimento: lunedì forse ci sarà un nuovo assalto ai supermercati.
Perché quando c'è nebbia, è facile, senza fari, andare a sbattere.

mercoledì 28 giugno 2017

Referendum sull'autonomia della Lombardia: cacca o sushi?

Non sono un costituzionalista e chi ne sa più di me è pregato di chiarirmi le idee.
La Costituzione promuove l'autonomia e il decentramento ( tant'è che l'articolo 5 si trova tra i Principi fondamentali). Sappiamo che si è intervenuti pesantemente sul titolo V della Costituzione perché autonomia e decentramento avessero carne ed ossa e non solo lo scheletro.
Ora c'è un Referendum che rivendica maggiore autonomia della Lombardia rispetto ad altre regioni, per uniformarla agli standard delle Regioni a Statuto speciale.
È una vecchia battaglia della Lega, il partito del localismo amorale.
È inutile ripetere quali siano gli slogan dei fautori del decentramento.
Sappiamo anche la “ratio” (insularità e presenza di minoranze linguistiche) che concesse a tempo debito a cinque regioni italiane di vivere bene ( ...e con molte storture, vedi il caso Sicilia) con uno Statuto speciale.
Orbene, perché ora un Referendum richiede maggiore autonomia alla Lombardia e non al Molise o all'Emilia Romagna? 
Sappiamo anche in questo caso quale sia la risposta di default: la Lombardia è più forte economicamente e versa più tasse rispetto ad altre regioni ; è dunque giusto che la Lombardia riceva di più rispetto a regioni meno dinamiche dal punto di vista economico.
Insomma, è la morte del principio federalistico ( e solidaristico!) che prevede che le regioni più forti drenino parte della loro ricchezza per aiutare le regioni più deboli.
Portando il discorso a livello europeo è come se i Leghisti ritenessero cosa buona e giusta che la Germania abbia goduto e goda di privilegi speciali per essere il motore economico della UE. 
Non la pensano così, mi sembra: anzi, assistiamo costantemente agli alti lai delle camicie verdi (accompagnati dal Movimento Cinque Stelle) che vedono nella Germania ricca e potente di oggi una riedizione del Terzo Reich, crudele e suprematista ariano. 
Va be', i Leghisti non vogliono neanche l'Europa e il cerchio si chiude: è inutile discutere di loro e con loro...
Ma perché un partito anche vagamente di Sinistra ( di chi sto parlando?) dovrebbe votare a favore di un simile Referendum? Voci giornalistiche riferiscono che votare sì sia un astuto tentativo del PD per sottrarre la gioia della vittoria alla Lega.
Insomma, per edulcorare un' inevitabile sconfitta ci si insinua nella lotta altrui per depotenziarne l'effetto. 
Chi vota NO è evidente che vota contro il principio del piacere e si sottrae agli istinti primitivi infantili e direi animali: quale essere vivente sottrarrebbe risorse a se stesso per distribuirle ad altri che non sente appartenere alla propria specie? E molti Lombardi, questa tendenza a vedere negli altri (meridionali, albanesi, neri, cinesi, musulmani and so on) specie diverse da loro ce l'hanno: leggete i titoli di “Libero” per farvene un'idea precisa.
Insomma, è come chiedere a un bambino se preferisce tenersi tutta la torta o dividerla coi compagnucci: se lascerete scegliere a lui, la torta, statene certi, se la terrà tutta per sé a costo di farsi venire un terribile mal di pancia.
Al di là della tattica, però, tale scelta del PD denota la ben nota incapacità della Sinistra di avere un linguaggio proprio e di usare parassitariamente il linguaggio del “nemico”.
Come ho già scritto in altre occasioni, una simile posizione è un chiaro segno di debolezza, il primo e evidente segnale della coazione alla sconfitta.
Ricordo a tutti che il Referendum di ottobre non prevede il quorum, il che mette in forte imbarazzo chi tra mangiare la merda del Sì e la cacca annunciata della sconfitta del NO preferirà starsene a casa a mangiarsi il sushi ( scusatemi la metafora ittico-scatologica).

A me però, il sushi non piace...purtroppo!

sabato 28 marzo 2015

Lombardia, l'ombelico del mondo produttivo...

Speravo vivamente che fosse uno scherzo.
Questo è  ( dovrebbe essere?) il logo scelto dall'assessorato Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia:
Non mi piace parlare male degli altri, ma il concentrato di cattivo gusto e di imperizia tecnica è notevole. E' un lavoretto di mezzoretta da parte di un giovane di una scuola professionale. 
Lo slogan può solo essere partorito da qualche invasato leghista, ispirato da qualche reminiscenza futurista o da qualche malriposta nostalgia per l'analisi grammaticale.
Mi piacerebbe sapere quanto sia costato al contribuente. 
Chi avesse ancora qualche speranza di vedere il turboleghismo creare qualcosa di veramente moderno guardi l'esito di questo lavoro e tragga le dovute conclusioni. 
Lo so che è istigazione al suicidio, ma... 
arz

Aggiornamento: Non è il logo ufficiale ( meno male). L'ipotesi è che sia materiale rivolto alle scuole primarie. Anche i bambini dovrebbero essere educati al bello, però! ;-)

Aggiornamento: http://www.bergamonews.it/politica/toscani-contro-il-logo-di-sorte-deprimente-mostra-il-livello-dei-politici-202771




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