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lunedì 15 febbraio 2021

La riffa della vaccinazione

 



In Lombardia oggi si sono aperte le prenotazioni per il vaccino per gli ultraottantenni.

Le vie erano tre: o in farmacia o dal proprio medico curante o attraverso una piattaforma apposita. Molti medici, fino a ieri, si sono dati alla macchia, dicendo che non potevano far nulla fino all'ora X, in farmacia il sistema si è bloccato dopo pochi minuti e il sito per la prenotazione si è trasformato in una riffa stile bonus per la mobilità.

Non che molti non siano riusciti a prenotare e non va sottovalutato il fatto che operazioni di questo genere sono di per sé complesse.

Sta di fatto che così, però, si scatena il panico e, se non è panico, è stress per l'anziano o per chi se ne occupa.

In particolare, trovo riprovevole che la piattaforma diventi una sorta di imbuto, dove quelli che passano, inneggiano alla Buona Sorte e quelli che non entrano si sentono esclusi e, direi, schiacciati dalla Mala Sorte, cinica e bara.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo uso della tecnologia, tanto più quando si affida la sorte di persone fragili ad un clik e non alla voce rassicurante di un medico.

E poi alimentare le ansie, che son già diffuse per il clima creatosi con la pandemia, attraverso un uso ansiogeno della tecnologia non mi sembra proprio una bella idea: veloce, talvolta efficiente, ma spesso disumana.

lunedì 19 ottobre 2020

Pissi pissi bao bao (post vietato ai non addetti alla Scuola): Le scarpe e le teste di cartone bagnato.

 Ovviamente la Storia si ripete.

Da sotto gli scudi (“Gli insegnanti diserteranno le lezioni. Codardoni!” , “Gli insegnanti fragili sono 400000! Manderanno tutti il certificato medico!”) a sopra gli scudi ( il ministeriale “Toh! La scuola è ripartita. Grazie a tutti voi!” ), come la capra sotto e sopra la panca (vediamo se crepa), si ritorna al classico: “Di chi lavora nelle scuole poco ci importa; hanno lo stipendio fisso, facciano silenzio e pedalino” ossia al tipico atteggiamento dell'Italietta di sempre, che di scuola, di istruzione e di innovazione si disinteressa, che bada solo alla produzione del tondino e che dell'effetto domino che la chiusura della scuola ha comportato a livello economico non ha capito una cippa.

Non vado oltre, perché rischio di annoiare il lettore e non solo: di annoiare me stesso al suono delle mie stesse parole.

La questioncella che mi interessa ora riguarda la tutela della salute nelle scuole.

Benché i dati siano relativamente confortanti, la scuola comporta per molti motivi qualche rischio.

Convivere in pochi metri quadri con gli alunni non è facile e, nonostante i protocolli di sicurezza, il rischio può essere solo ridotto, non eliminato.

Orbene, ordunque, domanda da 100 milioni: quale categoria non parteciperà alla campagna vaccinale antinfluenzale per diritto?

I docenti delle scuole.

Non ho detto gratis, eh! Ho detto per diritto: perché lavorano per lo Stato in un ambiente potenzialmente pericoloso (i soliti noti che tireranno fuori la questione che anche altri lavoratori rischiano, tacciano, per cortesia, perché il benaltrismo ha scocciato assai: per chi non l'avesse capito, ma gli zucconi sono tanti, non si sta negando affatto la tutela di tanti altri lavoratori del settore privato nei servizi a cui va tutta la nostra riconoscenza: si vuole solo rivendicare il legittimo diritto di tutela di lavoratori come gli insegnanti che svolgono un servizio pubblico essenziale. Chi non capisce la questione può a mio avviso allegramente andarsene a quel paese perché ha le pigne in testa e non ci arriva).

Discriminare rapidamente il Covid-19 dalla banale influenza è vitale, non solo per i docenti, ma in particolare per gli allievi che stanno loro intorno (anche se a 2 metri di distanza).

Nell'articolo riportato si va oltre.

https://www.tecnicadellascuola.it/insegnanti-con-le-scarpe-di-cartone?fbclid=IwAR2EhN1u7I3rPsQQMdVkZJNScR66Y1wvLtxKb1c_A1f4uOgL8JzEDahgCjE

Quando un allievo è infettato, le autorità sanitarie possono imporre la quarantena alla classe, ma l'insegnante titolare non ha diritto nemmeno di sapere se è stato infettato o meno. Niente tampone e niente quarantena.

Peggio: dovrà dichiarare di aver seguito le norme Anti-Covid, come a dire che se l'infezione è avvenuta è per colpa sua, sollevando (?) i DS da ogni responsabilità.

Chi non coglie l'umiliazione sistematica imposta ai docenti da simili comportamenti?

Certo, il paragone con i soldati dell'ARMIR nella campagna di Russia è eccessivo: le scarpe di cartone no, ma le pezze al culo sì, in abbondanza.

Mi scuso per il linguaggio scurrile, ma la diplomazia va utilizzata con le persone intelligenti, ma spesso, purtroppo, alla parola “scuola” si risvegliano i mal di pancia di una frotta di teste di cartone bagnato, molti dei quali laureati (non parlo delle analfacapre funzionali), che vogliono dire, senza che nessuno glielo abbia richiesto, la loro. Tacciano.

Sì, in simili occasioni, non sono democratico. Lo so.

sabato 3 ottobre 2020

Buon gusto vs Cattivo gusto.

 I nemici del “politically correct” che amano dar del “frocio” all'omosessuale e del “mongoloide” a chi soffre di Sindrome di Down, perché altrimenti si sentono dimidiati della loro libertà di “penziero” da un bel po' di tempo in qua incominciano ad accusare i loro avversari di essere troppo truci e di mancare di buon gusto e di pietas.

Se qualche personaggio politico influente che attivamente se n'è strasbattuto dei protocolli di sicurezza antiCovid, portando il numero dei morti nel proprio Paese a cifre stratosferiche, si ammala del morbo che cinque minuti prima, a suo dire, non era esistito o era facilmente debellabile con l'Idrolitina ;-), i feroci saladini del anti-politically correct ora impongono il silenzio e il “parce sepulto" (che sepolto ancora non è).

Non è, a parer loro, di buon gusto sorridere per le malattie altrui.

Peccato, che i protagonisti della più grande topica  del nuovo Millenio abbiano irriso chi ha sempre predicato la pericolosità del virus e abbiano montato come la panna, con l'aiuto attivo dei loro amichetti giornalisti, il partito dei no-mask e no-vax.

Sono convinto, si parva licet componere magnis, che nel 1962, costoro avrebbero ritenuto di cattivo gusto non dispiacersi per l'impiccagione di Eichmann.

 Alla faccia dei sei milioni volatilizzati nei camini.

Dove sia poi il “buon gusto” nel sottovalutare un virus che fa strage dei tuoi compatrioti è un mistero e dove sia la logica di costoro nel considerarsi fieri “sovranisti” dopo aver contribuito, con la loro boriosa dabbenaggine e superficialità da no-brain, a falcidiare il popolo che ha permesso loro di sedersi sugli alti scranni lo sa solo Dio.

venerdì 4 settembre 2020

Negazionismo, altruismo e egoismo.

 

Domani i negazionisti della pandemia si ritroveranno in piazza a Roma. Ci andranno senza mascherina e si contageranno l'uno con l'altro.

Prima che si accorgano della cazzata, passeranno giorni. Contageranno parenti e amici. E i loro parenti e amici contageranno noi tutti.

Ecco il motivo per cui auguro ogni bene a loro e auspico che il virus si prenda una vacanza.

Dovrei augurar loro di schiattare con un tubo in bocca, ma non lo faccio, perché i buonisti un po' cinici come me sanno benissimo che l'altruismo è la faccia presentabile e lungimirante dell'egoismo.

La Zangrilleide, poema eroicomico

 Da "virus clinicamente morto" alla constatazione che l'espressione è un po' stonata.

Zangrillo preferisce, come i generali del tempo che fu, chiamare ritirate strategiche le Caporetto in cui qualche volta fatalmente si incorre.
Eppure si può sbagliare, senza perdere lustro, da professionisti. Così, al contrario, resuscitando il virus e mettendo in pericolo il paziente, ci fa la figura del popone con una granata tra le mani dopo aver tolto la spoletta di sicurezza. Bùm!

mercoledì 26 agosto 2020

Gaslighting professionale

 Orbene, ordunque. 

1-Al Billionaire ci sono un sacco di positivi e uno dei dipendenti si trova in terapia intensiva. Briatore non si sa se ha il Covid o la prostatite ed è ricoverato al San Raffaele di Zangrillo &C.. 

2-Se ha il Covid e non muore, secondo Sgarbi, vuol dire che il Coronavirus è una semplice influenza. Se ha la prostatite, secondo la Santanchè, vuol dire che si è montato un gran polverone per nulla (non per Briatore), cedendo al canto da Sirena di una Fake News .

Ritornate all'inizio del post: al Billionaire, che evidentemente è diventato un focolaio di diffusione del virus, ci sono stati un sacco di positivi e un dipendente è in terapia intensiva.

Questa è la notizia. 

Il resto è gaslighting e, se siete confusi, vuol dire che chi l'ha provocato ha ottenuto il suo scopo.

giovedì 25 giugno 2020

Pissi pissi bao bao (post vietato ai non adetti alla scuola): le linee guida.



...va be', torneremo a scuola. Lo vogliamo anche noi, eh! 
Volete mettere lo sbatti della DAD? Torneremo con un'età media sui 55 anni. Nessun aumento di organico e, nel contempo, un incremento delle probabilità di contatto con i discenti.  Saremo in mezzo a affettuosi diffusori in pectore di Covid-19 che le statistiche affermano, e ne gioiamo, aver una bassissima possibilità di andare all'altro mondo.
Torneremo, ma sappiamo già da ora che il distanziamento sarà una chimera. 
I bimbi e i ragazzini sono calamite: o spegni l'energia magnetica con la DAD (ma anche l'entusiasmo, il buon umore e tante altre belle cose) o devi allargare le braccia, perché si smanacceranno, si abbracceranno, sputacchieranno droplet qua e là, come è giusto che sia tra bimbi e ragazzi che sono liberi fluidi corporei in libero movimento.
Ovviamente ci auguriamo di non lasciarci le penne.
Ma, si sa, non siamo eroi e un po' di paura c'è e ci sarà.
Ah, anche se ci lasceremo le penne, non saremo eroi: ci sarà un Ichino, un Bertoncelli o un prete a dire che in fin dei conti ce la meritavamo, perché i fancazzisti sono codardi e meritano una decimazione alla Cadorna.
Viva Diaz!

giovedì 4 giugno 2020

Pissi pissi bao bao (vietato a chi non bazzica gli ambienti scolastici).



Argomento difficile. 
Cercherò di non essere troppo corrosivo.
Riassunto storico (schematico): scoppia l'emergenza, si decide di chiudere le scuole e di tentare la DAD. Gli insegnanti, molti refrattari alle tecnologie, si devono reinventare. Lo fanno, alcuni obtorto collo, ma ci provano.Ci sono zone di eccellenza, altre rimangono al palo e non brillano.

Non è questa l'occasione per parlare della DAD, però.
Si pensa a settembre per un rientro in presenza.
Le aule, così come sono, non permettono il rientro senza un distanziamento.
In media un'aula può contenere dai 10 ai 15 allievi.
Come risolvere il problema del traghettatore, della capra e del cavolo?

Prima soluzione: bisogna raddoppiare le aule e prevedere più insegnanti.
Non è realistico: se finora le classi pollaio erano state la regola, c'è una ragione. Ci vorrebbe un piano straordinario di edilizia scolastica che abitualmente non si fa in un paio di mesi, ma in anni. Raddoppiare gli insegnanti o aumentarne in modo consistente il numero, poi, non è popolare: secondo alcuni, significa raddoppiare i fancazzisti.

In subordine, chi ha disposizione spazi vuoti e di una certa dimensione (aula magna, spazio mensa, locali biblioteca etc...) è salvo: avrà un'aula non attrezzata, ma in grado di contenere tutti gli allievi.
Gli altri si attaccano al tram.

Problematiche conseguenti: bisogna pensare ad allievi ordinati come soldati della Wehrmacht o dell'esercito Nordcoreano , a ragazzi italiani rispettosi del distanziamento e ligi alle disposizioni.
Chi se li immagina così, non è mai stato in una scuola e neanche in una spiaggia.

Seconda soluzione: si prevedono lezioni miste in presenza e in DAD. 
Le entrate sono scaglionate, l'orario viene spezzettato. 
Lezioni di 40 minuti. 
Così si moltiplicano per miracolo le ore dei docenti che si possano spalmare su tutta la giornata. Dalle 18 ore piene, se non sbaglio i calcoli, se ne possono ricavare 27 settimanali di 40 minuti (al netto, more solito, delle riunioni, della preparazione delle lezioni e dei compiti e della correzione degli stessi che non rientrano mai nel computo; parlo ai docenti e so che capiranno).
Spalmatele come la Nutella sul dì, permetteranno una flessibilità non da scherzi ; per stendere un orario plausibile necessitano, però, di un laureato in ingegneria e in statistica o in fisica quantistica.
Gli insegnanti diventerebbero dei lavoratori a marchetta e sarebbero occupati nella scuola dalle 8 alle 20 di sera con la possibilità di fare un po' di scuola a distanza a casuccia.
Sallusti gongolerebbe, ma statene certi, anche così per lui sarebbero dei fancazzisti. 
Perché se aumentassero di un terzo il lavoro di un insegnante, la somma darebbe sempre 0.

(N.B. Senza contare, piccioncini belli e ingenuotti fautori del libbbero mercato senza essere imprenditori, che il modello servirebbe per ristrutturare il lavoro di tutti gli altri: lavori 40 minuti, poi ti riposi per 20 minuti, poi riprendi a lavorare per altri 40 minuti e così via...per ritornare alle magnifiche giornate lavorative di 12 ore con tante belle pause caffè e pipì in mezzo. ;-)).

Problematiche conseguenti: bisognerebbe mettere mano al contratto e lasciare sul piatto della bilancia un po' di soldi in più. Le famiglie dovrebbero gestire una flessibilità dell'orario che non le farebbe punto contente. 
Senza contare che una scuola così sarebbe un casino inverecondo: professori a marchetta e allievi peripatetici.

Terza soluzione: diamo 38000 euro a istituto comprensivo una tantum (circa 25 euro pro capite in istituti di 1500 allievi) e invitiamo i Dirigenti Scolastici ad arrangiarsi.
Li armiamo di metro e li investiamo del Sacro Crisma dell'Autonomia.

Problematiche conseguenti: non si risolverà il problema, ma si dirà che si è fatto qualcosa, non prendendosi il carico morale di qualsiasi inefficienza del sistema.

Indovinate un po' quale sarà la soluzione non igienizzante prescelta per lavarsene le mani?

giovedì 14 maggio 2020

Il Fontana malato

(Per palati fini)


IL FONTANA MALATO
Palarzeschi


Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch......

E' giù,
in Regione,
il povero
Fontana
malato;
che spasimo
sentirlo
vantarsi.
Si vanta,
si vanta,
un poco
si tace....
di nuovo.
Si vanta.
Mio povero
Fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non rutta
piu' nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
abbia torto?
Orrore
Ah! no.
Rieccolo,
ancora
si vanta,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch....
Il suo ego
l' uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
vantarsi
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto....
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
fate tacere

Fontana,
mi uccide    
quel suo
eterno  vantarsi!
Andate,
mettete
qualcosa
per farlo
finire,
magari...
magari
tacere.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mio povero
Fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch... 
 arz62

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