domenica 30 ottobre 2022

La politica della strizzatina d'occhio


“No vax” quando le acque si calmano, favorevole al vaccino nel momento dell’emergenza.

Il 25 aprile non si festeggia, ma si giura sulla Costituzione antifascista.

Amica del popolo e poi consente il contante a 10000 euro a botta, quando il popolo li vede, se va bene, in un anno.

“Mi guardi, Serracchiani, le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, ipse dixit il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, ma contraria alla parità di salario tra maschietti e le altre femminucce voluta dall’Europa.

Basta così.

Diciamo che, in linea col passato, l’attuale estrema Destra al potere: “ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, due mani e duemila bandiere"; insomma, strizza l’occhio a chi le porta consenso, di volta in volta, a seconda delle occasioni. Nihil sub sole novum.

Qualcuno prima o poi dovrà scontentare, eh!, e lo strabismo di Venere non aiuterà.

giovedì 27 ottobre 2022

La Destra muove i primi passi: flette i muscoli, sorride ai fotografi e accontenta gli amichetti. Nulla di nuovo sotto il sole.

 Per quanto mi riguarda, nessuna meraviglia: la Destra fa la Destra.

Tra le tante promesse “popolari” (che poi eran populiste) sparse come capperi sulla pizza per ora non ne vedo neanche una messa in opera, mentre illico et immediate si vedono il taglio autoritario che il Governo vuole dare alla sua azione (le manganellate agli studenti della Sapienza e il blocco dei barconi) e gli interventi a sostegno del ceto medio alto, delle partite IVA e generalmente degli imprenditori: la flat tax e l’aiutino all’evasione per l’uso del contante.

Al popolo straccione e alla borghesia impoverita che l’hanno votato in massa nulla, more solito, o briciole sotto il desco.

D’altronde, l’errore è antico: allora fu non vedere lo iato evidente tra il programma socialisteggiante del Programma di San Sepolcro e i primi passi del partito del Buce giunto allo scranno di Presidente del Consiglio, ora pensare che la Ducia (ops, mi scusi, il Ducia) si svincoli dal dettato dell’alta Borghesia che le ha dato mandato di mettere ordine per venire incontro a quel popolino che le è stato tanto caro quando era all’opposizione, ma che ora è il solito inguaribile, lagnoso rompiscatole che chiede pane e non frittate di parole.

domenica 23 ottobre 2022

Lettera aperta alla Destra al potere.

 Già lo sento il digrignar di denti. “Siamo andati da un giorno al governo e già ci fate le pulci!”

Vi capisco: dopo anni all’opposizione, anzi in una nicchia dell’opposizione, trovarvi per la prima volta sul piedistallo e non vedere tutti pronti all’applauso può dar fastidio.

Purtroppo, la democrazia funziona così: vuole che le opposizioni facciano il loro mestiere, quello di inguaribili rompicoglioni.

Decidete di chiamare un ministero chiave come quello dell’Istruzione accompagnandolo con un’altra specificazione “del Merito”? 

È inutile che vi sbracciate a dire che persino nella Costituzione (quella antifascista, eh!) si parla di Merito. Avete ragione, ma se poi nel governo eleggete il cognato prediletto della vostra Capa a capo di un ministero importante, dovete aspettarvi la pernacchietta di chi dirà: “Merito un par di palle! Parlate di merito, ma questo si chiama nepotismo!”

Vi difenderete dicendo che la nomina di Lollobrigida non c’entra un bel nulla con il nome del nuovo ministero e che la critica è campata in aria; può anche essere vero, ma se c’è una cosa che fa saltare la mosca al naso all’opposizione è l’incoerenza.

Parlate di famiglia tradizionale e il vostro leader  (legittimamente sia chiaro) alla cerimonia di investitura si presenta con il compagno e la bimba nata al di fuori del matrimonio?

 Aspettatevi, quando cercherete di mettere i bastoni tra le ruote alle famiglie non tradizionali, che vi sbertuccino apertis verbis.  

Il vostro leader si presenta in vestito maschile alla cerimonia del passaggio di consegne?

Vi sarà più difficile far passare la bufala palese degli amici della “Pro Life” che nelle scuole pubbliche si insegni ai bambini a mettere il rossetto e le mutandine di pizzo per confonderne l'identità di genere.

Spero di essere stato chiaro: molte accuse saranno anche pretestuose, ma nasceranno da ogni vostra parola e da ogni vostro atto.

Compito vostro sarà quello di non prestare il fianco alle critiche e, se partiranno dall'arco, di rintuzzarne il veleno.

Ecco, però, evitate il riflesso pavloviano che vedo spesso scattare in voi come meccanismo di difesa: criticare i vostri rappresentanti nelle istituzioni, ora che comandate, non significa criticare le istituzioni stesse. 

Non si paventi alcun attentato, dunque, all’Italianità e alla sacralità delle istituzioni.

Il vostro compito, altissimo, sarà quello di non infangarne il nome, perché l’opposizione potrà anche permettersi di essere sguaiata e caciarona (e voi ne sapete qualcosa), ma chi ha ora nelle mani il potere no.

Sennò saran pernacchie. O peggio.

sabato 22 ottobre 2022

Ministeri e parole.

 I Governi si giudicano dai fatti, d'accordo, ma anche le parole contano: tirar fuori dal cilindro un lessico ridicolo (e non solo, penso, per chi si colloca all'opposizione) per definire i Ministeri è già un errore, e non da poco.

Non parliamo del Ministero dell'Istruzione che ora si fregia di una parola, "Merito", bella come "Gratis" in Internet: trappola per gonzi, trufferia di parole come la definirebbe don Lisander, per dire "istruzione per le élite", intellettuali, nel migliore dei casi (ma chi ci crede?), di censo, come è più probabile, nella palciosa e lutulenta realtà italiana.

Translate