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lunedì 19 agosto 2024

Il Calimerismo.

 




Breve e inutilissimo intervento.

La Ducia paventa un complotto vòlto a destabilizzare il Governo. Ora, a suo avviso, se la pigliano con la sorellina. 

Usando un linguaggio bellico, teme un’esplosione: alcuni nemici (Magistratura, Sinistra invidiosa, Poteri Forti et similia) non la amano e tentano di farla fuori.

Nix.

La questione non è questa e la Ducia lo sa benissimo.

Ciò che si prospetta è, in realtà, un’implosione.

Consapevole che le promesse fatte non stanno in piedi, Gioggia vede disgregarsi piano piano le alleanze e scricchiolare le promesse alle lobby di riferimento (taxisti, balneari, evasori, elusori, industria delle armi et similia).

Giocoforza, per il diktat europeo, è stata obbligata a tradirne una: i balneari.

Giocoforza la politica piaciona nei confronti di elusori e evasori la sta mettendo alle corde: per reperire nuovi denari o dovrà falcidiare di nuovo i salariati o i pensionati o i pensionandi (il TFR!) o, mioddio, no!, come il pusillanime Amato del 1992, dovrà toccare i conti correnti del ceto medio che l’ha votata in massa.

Gioggia sta capendo che questo è il momento di lasciare: l’estate sta finendo e alla ripresa autunnale dovrà fare i conti con molti.

La cortina di fumo mediatico che finora ha parzialmente funzionato anche grazie all’occupazione militare della RAI si dissolverà e all’apparir del vero i SUOI elettori le faranno le bucce. 

Già Forza Italia si sta smarcando (vedi la questione dello "Ius scholae") e la Lega che sa di avere ormai il cappio al collo è disposta a raccattare tra le sue file i filonazisti (ma la sua base non è molto d’accordo), pur di distinguersi dall’idrovora di voti di FdI.

Gioggia sa di dover mollare per lasciare la patata bollente delle sue scellerate politiche economiche nelle mani di qualcun altro, l’opposizione, che, ahimè, non ha ancora capito che l’impoverimento lento e progressivo del ceto medio, senza toccare di fatto le rendite di chi sta drenando bilioni dalle entrate pubbliche (vulgo, Multinazionali, Banche, Assicurazioni and so on), non favorirà chiunque sarà al governo.

Destra o Sinistra che sia.

E la constatazione di un’opposizione molle, sarà il suo riscatto e la molla per farla ritornare al Potere, utilizzando, more solito, l’arma più potente di questi ultimi trent’anni: il vittimismo o, come lo chiamerei io, per esemplificare, il Calimerismo.

Ce l’hanno tutti con me perché sono piccolo e nera, il che è, in realtà, un’incontrovertibile verità.

Gioggia è piccola e nera. 

Ricordiamocelo sempre.

La rendono grande, a sprazzi, le politiche di una Sinistra senza bussola e sestante. 

Nel bel mezzo dell'Oceano.



sabato 1 giugno 2024

Sulla manipolazione delle parole e sul significato semantico dell'assenza (titolo spaventapasseri per tener lontano i corvacci).

 Trump, dopo la condanna, tuona: “Viviamo in uno Stato fascista!”. Meloni, a sorpresa alla prima impressione, colloca il delitto Matteotti tra le nefandezze del fascismo.

Attenti tutti a non gioire. Non è resipiscenza: è appropriazione indebita di un linguaggio che non è il loro per depotenziarlo e per non fare i conti della serva con sé stessi e con i propri amichetti.

Trump ha dalla sua l’estrema destra americana con le bandiere con la croce uncinata e il Ku Klux Klan, Giorgia ha tra i suoi sodali personaggi col busto del Duce e il manganello con inciso il “Boia chi molla!” o il “Me ne frego”.

L’uso estemporaneo dell’aggettivo “fascista” per loro, lo so, semplifico, equivale a dire “cattivoni”. Non ha spessore storico, ha solo un lievissimo spessore linguistico.

Così, quando i loro avversari puntualizzeranno e faranno i “professoroni”, come loro chiamano chiunque non la pensa come loro, se ne salteranno fuori  con la formuletta magica de “il fascismo degli antifascisti”, citando di volta in volta e a sproposito Pier Paolo Pasolini o Leonardo Sciascia.

Puntualizzo: il fascismo ha a che fare con Mussolini e con la dittatura.

Processare un politico non è di per sé un segnale di mancanza democratica di uno Stato. Anzi. Vuol dire che nessuno può permettersi di essere al di sopra delle leggi.

Dire che l’omicidio Matteotti è una schifezza fascista, senza citare il mandante ossia Benito Mussolini, è solo una parte della verità storica. Ah, e non andare alle commemorazioni per la strage di Piazza della Loggia dal punto di vista semantico dice molto di più. Senza spiccicar parola.

giovedì 4 gennaio 2024

Le granate di "disaccerchiamento" della comunicazione politica

 Poiché la comunicazione social è quella che è, invito tutti a stare molto attenti e a restare sul pezzo.

L'avvicendarsi delle notizie nel mondo di Internet non è mai solo casuale.
Alcune notizie servono ad oscurarne altre; nel gioco dei veli di Maya sovrapposti come i livelli di Photoshop, la vicenda grottesca del pistolero di Capodanno serve a nasconderne un'altra di più rilevante entità: c'è un ministro che convive con la figlia e la sorella di due signori che avevano intenzione di condizionare le aste negli appalti pubblici che sono sotto il controllo e la giurisdizione dal genero e cognato in pectore. E il ministro, con la minuscola, non intende presentarsi in Parlamento per giustificare l'imbarazzante situazione.
Insomma, un altro eclatante caso dei conflitti di interessi che caratterizzano questo Governo (Santanchè, Crosetto, in primis, e ora quello di Capitan Findus) rischia di essere oscurato dal giochino delle pistole di Capodanno.
Insomma, toccato il fondo, per distrarre il pubblico, si pone mano alla fondina per stordirlo con i botti, tecnica che trae ispirazione dalle granate di "disaccerchiamento" utilizzate da molti corpi di Polizia per disperdere le folle.
Sono armi "non letali", d'accordo, ma fanno un male boia a quel che rimane della nostra Democrazia.

giovedì 28 dicembre 2023

Procrastinare. Domani è un altro giorno.

 Per puro divertimento avevo creato questa Fake News, ma non l'avevo pubblicata. Avevo la netta sensazione che pochi, pochissimi, l'avrebbero apprezzata. 

"Le solite esagerazioni di voi sinistronzi!" 


Ora, però, che vedo che la conferenza di fine anno è stata fissata al 4 gennaio, la ripropongo. 

Senza indugio. 

Otoliti o non otoliti, evitare quella che è stato dall'inizio del suo mandato un incontro sgradito con i giornalisti non compiacenti (o non troppo compiacenti, suvvia!) è una buccia di banana non da poco che indica la nuova strategia del Governo: "Procrastinare. Procrastinare. Fortissimamente procrastinare!"

E sorridere sempre,eh!, perché questo è il migliore dei Governi possibili! 

Intanto i suoi sodali brindano felici per la fine d'anno: la disoccupazione non c'è più e l'economia va d'incanto. 

O all'incanto? ;-)


domenica 30 ottobre 2022

La politica della strizzatina d'occhio


“No vax” quando le acque si calmano, favorevole al vaccino nel momento dell’emergenza.

Il 25 aprile non si festeggia, ma si giura sulla Costituzione antifascista.

Amica del popolo e poi consente il contante a 10000 euro a botta, quando il popolo li vede, se va bene, in un anno.

“Mi guardi, Serracchiani, le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, ipse dixit il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, ma contraria alla parità di salario tra maschietti e le altre femminucce voluta dall’Europa.

Basta così.

Diciamo che, in linea col passato, l’attuale estrema Destra al potere: “ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, due mani e duemila bandiere"; insomma, strizza l’occhio a chi le porta consenso, di volta in volta, a seconda delle occasioni. Nihil sub sole novum.

Qualcuno prima o poi dovrà scontentare, eh!, e lo strabismo di Venere non aiuterà.

sabato 22 ottobre 2022

Ministeri e parole.

 I Governi si giudicano dai fatti, d'accordo, ma anche le parole contano: tirar fuori dal cilindro un lessico ridicolo (e non solo, penso, per chi si colloca all'opposizione) per definire i Ministeri è già un errore, e non da poco.

Non parliamo del Ministero dell'Istruzione che ora si fregia di una parola, "Merito", bella come "Gratis" in Internet: trappola per gonzi, trufferia di parole come la definirebbe don Lisander, per dire "istruzione per le élite", intellettuali, nel migliore dei casi (ma chi ci crede?), di censo, come è più probabile, nella palciosa e lutulenta realtà italiana.

lunedì 12 settembre 2022

Vignette in vendita: Il leopardato è sempre di moda. Poi prevale il nero.

 Poiché non mi calcola nessuno e poiché si avvicina l'inverno, per evitare di bruciare il parquet per riscaldarmi, lascio qui i miei abbozzi (non li rifinisco perché tanto nessuno me li pubblica!)  perché qualche disegnatore di chiara fama ne approfitti e mi dia il 10% dei suoi emolumenti per il copy.

Visti i tempi, credo che l'opportunità di fare un po' di satira diventerà più difficile. 

Su, son prezzi modici, Siori e Siore! ;-)



sabato 10 settembre 2022

Meloni vs Peppa Pig, uno scontro impari.

 

Cari venti lettori dei miei post (sì, non siete di più, sappiatelo!), so che qualcuno di voi incomincia a sospettare che io ce l’abbia con Giorgetta.

Sì, è vero, ce l’ho con lei per non aver reciso il cordone ombelicale con il fascismo (ci aveva provato Fini, ma è diventato bolo e poi deiezione del Caimano, vi ricordate?), ma c’è un motivo più semplice della mia attuale acrimonia: Giorgia è zuccona.

Io ho profuso numerosi e preziosi consigli a lei come li ho profusi a Capitan Findus.

Vista la situazione economica che mi vedrà bruciare il mio parquet per riscaldare la casa, mi sono offerto come “spin doctor”, in saldo, ovviamente.

Non chiedo tanto: solo un contributo di pochi euro (l’indirizzo è sempre questo:  https://paypal.me/arz62).

Niente.

Neanche un euro. 

Giuro. 

Da una decina di anni qual Cassandra inascoltata non vengo né preso in considerazione né pagato.

Nonostante la congiuntura sfavorevole, ho ultimamente consigliato a Giorgia un profilo basso e di lasciare fare alla Sinistra che è maestra nel distruggere le proprie scarse possibilità di vincere le elezioni.

E che mi combina mai Giorgia? Se la piglia con Peppa Pig!

Va be’, riprovo con Capitan Findus: vuole recuperare qualche voto fagocitato da Giorgetta e in particolare dal M5S?

Si smarchi dalla posizione della Ducia sul “reddito di cittadinanza”: perderà l’appoggio formale di Confindustria e dell'elettorato berlusconiano (ma dopo le elezioni si potrà sempre invocare le cause di forza maggiore per eliminarlo), ma, aprendo la porta a una speranza, ovviamente escludendo ogni poverazzo pur italiano, ma di origini dubbie, si recupererà qualche punto percentuale.

Ricordo al Capitano dove depositare l’obolo per il mio consiglio ( https://paypal.me/arz62).

Attendo fiducioso.

Spero che qualcosa dei 49 milioni di euro sia rimasto in cassa.

E, Giorgia, non prendertela con Peppa! 

Ti farà a pezzi lei! 

Baciale la coscia come fa il tuo degno compagno! 

Dammi retta e lascia l'obolo (ti ricordi dove? Non vorrei essere insistente! https://paypal.me/arz62)!

sabato 19 marzo 2022

La Guerra Russia- Ucrania e l'atavico desiderio che in Italia prevalga il tradizionale manicheismo tra i Guelfi e i Ghibellini

 Come molti altri, ben prima della guerra Russia-Ucraina, noi ingenuotti ci si è espressi, e in modo chiaro e univoco, contro Putin.

Allora, a difendere il guitto, però, con la mandibola protrusa, col petto villoso in fuori e con la patta aperta, c’erano Meloni, Salvini e Berlusconi. Plaudenti.  

Ora, chi osa fare un distinguo, proferire un interlocutorio e timido “ma”, è un “putinista” al soldo del KGB ed è un venduto ai russi. E, naturaliter, un comunista.

E da chi viene l’accusa? Dai fanatici di allora e ancor più dagli attuali fautori della Realpolitik (apertis verbis: il PD).

Ovviamente si ripropone un cliché della Storia d’Italia ossia l'atavico desiderio che si instauri il tradizionale manicheismo tra  Guelfi e  Ghibellini (che, per chi mastica un po’ di Storia, tra l'altro è un falso storico: i due partiti l'un contro l'altro armati parteggiavano a capocchia e a seconda delle convenienze per il Papa o per l’Imperatore).

Intanto, nella bagarre, senza alcun lamento per lo spreco del denaro pubblico, #13.000.000.000# di euro (tredicimiliardieuro#) saranno destinati con decisione unanime del nostro Parlamento alla Difesa per la Guerra possibile e inimmaginabile (che guerra ci potrà essere con le testate atomiche?), denaro ovviamente sottratto, senza una lacrima, a Ospedali, Scuole e Pensioni. 

Poiché so che la mozione degli affetti non funziona, preferisco, però, una riformulazione  del concetto per renderlo di più semplice comprensione a destra e a manca: i 13 miliardi saranno sottratti alle finanze dello Stato che dovrà inventarsi prima o poi nuove Tasse, magari anche sul Patrimonio e, perché no?, sulla Benzina.

Spendere in Carri armati e non in Ospedali è evidentemente una nuova tendenza dell'Involuzione umana. 

E, oltre alla mandibola protrusa, al petto in fuori e alla patta aperta, si intravede il ghigno della Scimmia soddisfatta della sua idiozia che si batte il petto in procinto di poter combattere, virilmente, con i bastoni e le pietre, la sua Quarta Guerra Mondiale.

martedì 31 agosto 2021

Cara Meloni, ti scrivoooo, così mi distraggo un po'...

 


Cara Giorgia,

so che probabilmente non mi darai un baiocco per i miei consigli.

Sono uno “spin doctor in saldo” e da dieci anni sto dando consigli a cani e porci. 

Non ho mai fatto distinzioni tra Destra e Sinistra, perché, sai com’è, tengo famiglia e simili distinzioni sono divisive e non portano pilla.

Nonostante questa accortezza, il mio conto Pay Pal è a zero, ahimè!

Orbene, ordunque, pur non essendoti politicamente affine, devo ammettere che finora hai fatto un buon lavoro: hai vampirizzato parte dell’elettorato salviniano così come, ai tempi, or corre l’anno, il Capitano ha fatto egregiamente con quello dei 5 Stelle.

Allora, dopo la scorpacciata, consigliai a Capitan Findus di badare alla corruzione e all’infiltrazioni mafiose al suo interno e, in un altro frangente, di non abbracciare la fascisteria troppo teneramente.

Ecco: ora, dopo aver raccolto parte dei suoi voti, mi sento di dire che dovresti far lo stesso.

Accarezzare i cuccioli di Casa Pound e di Forza Nuova ti viene facile e sicuramente il bacino (smock!) elettorale da cui attingi è sempre quello dei cultori del busto del Buce in salotto e di coloro che vogliono menar le mani per mestiere o per passione o per ardore giovanile.

Per un po’ ha funzionato anche la strizzatina ai No Vax di “Libertà! Libertà!”, ma, come stai vedendo, i camerati della testuggine rovesciata (simbolo quanto mai foriero di pensieri non belli che richiamano la testardaggine e, nel contempo, Piazzale Loreto) si fanno troppo vedere.

E tu sai che ora puoi anche vincere le elezioni a mani basse, ma se incominci a inquietare l’elettorato borghese, il terreno sotto ai tuoi piedi franerà velocemente.

Già Confindustria che non aveva pregiudizi nei tuoi confronti si è smarcata, proponendo il Green Pass obbligatorio in fabbrica, ohibo!, e in questi giorni, ed è un segnale da non sottovalutare, i giornalacci di area Mediaset (tranne La Verità di Belpietro, che non ha fatto retromarcia, perché la tecnica del colpo al cerchio e poi alla botte funziona sempre) stanno mollando i “No Vax” che, improvvidi, non hanno fatto barriera alle infiltrazioni neofasciste, perdendo così anche la credibilità derivata dal condividere con il resto del mondo il legittimo dubbio sulle umane cose.

Ma se ti molla l’Immarcescibile sarai del gatto!

In ultimo, stai riproponendo, dopo la morte del Poliziotto di Padova per Covid, l’immagine stereotipata di manzoniana memoria dell’emigrato untore. Va bene, il solito elettorato boccalone ci cascherà, ma il povero cristo è morto perché era convinto di essere superiore al virus; pur potendosi vaccinare, ha sottovalutato il pericolo, convinto dalle sirene che come te hanno cantato troppo bene.

Insomma, l’ambiguità paga, sì, ma non la si può tirare troppo in lungo.

E non oso pensare che cosa succederà domani quando i No Vax, eterodiretti dai tuoi amichetti, bloccheranno, se ci riusciranno, il traffico ferroviario. I viaggiatori dei treni sono permalosetti e, in genere, poco empatici: pensa che non sopportano nemmeno i suicidi sui binari perché li fanno ritardare nel rientro a casa!

Per lasciarmi qualche euro per il consiglio puoi utilizzare il link di Pay Pal. 

Sono in saldo, eh! Poi incomincia la stagione in cui mi pagheranno profumatamente! Sicuro sicuro.

Ci conto!

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                         Arz

lunedì 30 agosto 2021

Esercizi di stile. Il linguaggio meloniano ossia la Mela col verme.

 Ribalto, ovviamente calcando un po’ la mano (la parodia lo richiede), dopo aver riproposto l’originale, l’intervento di Giorgia Meloni nei confronti di Tomaso Montanari. 

Dopo un po’, ammetto, mi sono incartato e c’è un motivo: l’alternarsi di arroganza assertiva e di richiami a valori universali condivisibili, ma utilizzati in modo strumentale, crea una gran confusione e rende la parodia che costituisce il mio esercizio di stile, a tratti, incoerente, mentre, a prima vista, il testo della Meloni fila liscio come l'olio di ricino.

Valutino i lettori, dopo aver letto il recto e il verso, il grado di livore e di sgradevolezza delle sue parole.

Originale di Giorgia

Da qualche giorno, con un crescendo inquietante di dichiarazioni sempre più intrise di odio politico, ci troviamo costretti a leggere gli sproloqui di Tomaso Montanari «intellettuale» vip della sinistra e prossimo rettore dell'Università per Stranieri di Siena che propone la cancellazione del Giorno del Ricordo per i martiri delle Foibe. Ossia il 10 febbraio, data solenne sancita da una legge dello Stato approvata nel 2004. Per lui in spregio al monito del presidente Sergio Mattarella nient'altro che un'operazione di «revisionismo di Stato» frutto della propaganda della destra.

Su La Stampa di ieri, il professore del quale non sono note ricerche scientifiche riguardo la materia su cui si avventura si è prodigato in una serie di sciocchezze sulla tragedia che ha coinvolto migliaia e migliaia di italiani trucidati dai partigiani comunisti di Tito: «Non ci furono milioni di infoibati, probabilmente furono cinquemila, tra i quali molti erano fascisti e nazisti, altri erano innocenti». Altri erano innocenti Se è già falso e puro riduzionismo dire che nelle foibe sarebbero morte cinquemila persone, il folle messaggio che passa dalle sue parole è che infoibare migliaia di «fascisti» non sia stato un crimine. È proprio sulla base di questo estremismo che personaggi alla Montanari giustificano e minimizzano da anni la brutale uccisione di Norma Cossetto, ragazzina torturata e stuprata in branco dai «partigiani» e poi gettata viva in una foiba per la grave colpa di non essere stata ostile al fascismo (come gran parte degli italiani di allora).

Ecco, mi chiedo, con molta serietà e preoccupazione, se questo odio e questa violenza rappresenteranno la «linea» didattica dell'Università per stranieri di Siena, nella quale parole del futuro rettore ha promesso che insegnerà ai ragazzi «i valori dell'antifascismo in modo militante». Al di là della perplessità sulle materie da insegnare in un Ateneo (paghiamo per questo cara ministra Messa con i soldi pubblici Montanari?), mi piacerebbe sapere se i «valori» di cui parla l'esperto di arte siano quelli che hanno ispirato chi ha colpito a morte, tra i molti, Sergio Ramelli o animato la mano di chi ha arso vivi i fratelli Mattei, e cioè che la violenza contro i «fascisti» non solo è giustificata, ma è da incoraggiare.

Nella sua intervista a La Stampa Montanari scrive che «c'è troppa tolleranza verso i fascisti», concetto che aveva già sviluppato, questa volta su il Fatto Quotidiano: «Sembriamo aver dimenticato che per i fascisti e solo per i fascisti non valgono tutte le garanzie costituzionali: per esempio, non valgono la libertà di associazione e di espressione».

Insomma per Montanari ai «fascisti» vanno tolti tutti i diritti, anche quello di non essere ammazzati dagli «anti». Già questa sarebbe una follia fuori dall'insieme di valori della civiltà occidentale, secondo la quale il rispetto della persona umana si concede anche al peggiore degli individui, ma c'è di più. Perché l'elenco di questi «fascisti» ai quali togliere ogni diritto e da prendere a fucilate all'occorrenza, lo stila lo stesso Montanari, insieme ai suoi soliti compagni di merende. E, ovviamente, nell'elenco ci sono tutti i partiti di destra, anche quelli rappresentati in Parlamento.

Qualche mese fa nel salotto di Lilli Gruber, Montanari teorizzava questa sentenza: «Non vi è dubbio che il partito della Meloni sia il punto di riferimento di quel risveglio del fascismo storico in questo Paese». Se ci fosse qualche poveretto che prendesse seriamente le farneticazioni di Montanari, quindi, oggi si sentirebbe legittimato a compiere qualsiasi atto, anche violento, anche incostituzionale, contro il pericolo fascista rappresentato da Fratelli d'Italia o da qualunque movimento individuato dai vari Montanari d'Italia.

Che dire, insomma, davanti a tali assurdità? Non mi interessano le polemiche sterili, ancora di meno mi interessa parlare del millennio passato, di fascismo e comunismo. Provo pena per personaggi come Montanari (e ce ne sono diversi) che, in assenza di talento specifico, si affannano a costruirsi una carriera grazie a un antifascismo grottesco e da operetta. Ma ora si sta davvero superando il limite. In una democrazia evoluta, un professore o peggio un rettore non può diffondere messaggi di odio, discriminazione e violenza come questi. Cosa farà Montanari, vieterà ai professori e agli studenti di destra della sua università di esprimere le proprie opinioni? Così sono nati i Talebani, proprio con la propaganda estremista nelle università. Non è un problema di Fratelli d'Italia, è un problema per l'Italia, e mi auguro che qualcuno abbia la decenza di fermare questa pericolosa deriva.

 

O.G.M.

Da qualche giorno, con un crescendo inquietante di dichiarazioni sempre più intrise di odio politico, ci troviamo costretti a leggere gli sproloqui di Giorgia Meloni sedicente «politica», vip della estrema destra di ispirazione neofascista e prossima candidata al ruolo di Presidente del Consiglio che propone l’epurazione di un docente dall’Università per opinioni politiche a lei sgradite, in spregio all’articolo 33 della Costituzione, ma in perfetta linea con la politica del Mascellone che impose il giuramento di fedeltà al regime fascista da parte dei docenti universitari.

Su “Il Giornale” di ieri, l’esperta di insegnamento senza Laurea del quale non sono note ricerche scientifiche riguardo il Diritto Costituzionale (in particolare per quanto attiene all’articolo relativo alla ricostituzione del Partito Fascista, nelle disposizioni transitorie e finali) si è prodigata in una serie di sciocchezze su un argomento di cui poco sa, essendo diplomata al Liceo Linguistico e, per quanto ci risulta, non avendo conseguito alcuna specializzazione in materie attinenti alla Storia.

Inutile ricordarle il contesto storico in cui avvenne la tragedia delle foibe e le crudeltà commesse dai Fascisti in Jugoslavia e neppure le opinioni degli storici fidedegni e non di Area. Fa fede della sua ignoranza sul tema la foto più volte riproposta dai suoi sodali della presunta fucilazione da parte dell’esercito titino di Italiani. Lo sanno ormai anche i sassi che l’immagine rappresenta in realtà il contrario di quello che si vuole rappresentare. Basterebbe solo avere aperto un libro di Storia o semplicemente informarsi su Internet.

Ecco, mi chiedo, con molta serietà e preoccupazione, se questo odio e questa violenza rappresenteranno la «linea» politica dei Fratellini di Italia, che si ripromettono di guidare il nostro Paese dopo le prossime elezioni. Purtroppo, anche quando vincessero le elezioni, dovranno giurare su un testo che nasce dall’antifascismo, il che comporterà qualche colica renale ai prossimi Ministri. Al di là della perplessità sul campo di influenza del potere politico sulla Libertà di insegnamento (paghiamo con i soldi pubblici Giorgia Meloni per limitare la libertà di opinione dei docenti?), mi piacerebbe sapere se i «valori» di cui parla l'“esperta di Storia”, formatasi sui libercoli di Pansa, siano quelli che hanno ispirato chi ha colpito a morte migliaia di Partigiani e Partigiane, appendendoli ai ganci di macellaio alle porte dei paesi, prima di soccombere dopo il 25 aprile?

Nella sua intervista a “Il Giornale” la Meloni scrive che «c'è troppa tolleranza verso gli antifascisti», concetto che aveva già sviluppato: «Sembriamo aver dimenticato che per gli antifascisti e solo per gli antifascisti non dovrebbero valere tutte le garanzie costituzionali: la libertà di associazione e di espressione dovrebbe essere limitata, non adeguandosi alla ricostruzione della Storia d’Italia che è l’unica veritiera, la nostra: quella che nega i Lager o perlomeno che minimizza la responsabilità del Duce nello sterminio, l’utilizzo dei gas in Etiopia e che afferma che il Duce ha fatto tante cose buone».

Insomma, per Giorgia agli «antifascisti» andrebbero tolti tutti i diritti, visto che in modo abusivo si sono sostituiti al legittimo governo esautorato dal destino cinico e baro e dall’intervento delle forze demo-pluto-giudaico e, ovviamente, comuniste.

Già questa sarebbe una follia fuori dall'insieme di valori della civiltà occidentale, secondo la quale il rispetto della persona umana si concede anche al peggiore degli individui, ma c'è di più. Perché l'elenco di questi «antifascisti» ai quali togliere ogni diritto e da prendere a fucilate all'occorrenza, lo stila la stessa Meloni: in primis Montanari, insieme ai suoi soliti compagni di merende e ai compagni di Bibbiano. E, ovviamente, nell'elenco ci sono tutti i partiti di Sinistra, tranne il PD che è vicino alle sue posizioni in merito e che infatti, in questo momento, tace.

Qualche mese fa Meloni teorizzava questa sentenza: «Non vi è dubbio che il partito degli amici di Montanari sia il punto di riferimento di quel risveglio dell' antifascismo storico in questo Paese». Se ci fosse qualche poveretto che prendesse seriamente le farneticazioni della Meloni, quindi, oggi si sentirebbe legittimato a compiere qualsiasi atto, anche violento, anche incostituzionale, contro il pericolo antifascista. Infatti, si incomincia dalla Libertà di insegnamento e poi si vedrà.

Che dire, insomma, davanti a tali assurdità? Non mi interessano le polemiche sterili, ancora di meno mi interessa parlare del millennio passato, di fascismo e comunismo.

Provo pena per personaggi come la Meloni (e ce ne sono diversi) che, in assenza di talento specifico, si affannano a costruirsi una carriera grazie a un lifting grottesco e da operetta che mima le espressioni dei Padri della patria da Calamandrei a Moro solo quando fa loro comodo e carezzano, nel contempo, la testolina del busto del Duce nel salotto buono. Ma ora si sta davvero superando il limite. In una democrazia evoluta, un politico o peggio un futuro presidente del consiglio non può diffondere messaggi di odio, discriminazione e violenza come questi. 

Cosa farà la Meloni, vieterà ai professori e agli studenti di Sinistra della sua università di esprimere le proprie opinioni? Così sono nati i Talebani, proprio con la propaganda estremista nelle università. 

Non è un problema di Fratelli d'Italia, è un problema per l'Italia, e mi auguro che qualcuno abbia la decenza di fermare questa pericolosa deriva.

lunedì 10 febbraio 2020

E le Foibe?


Slivovitz o Basovizza? Nessuno ormai nega l'esistenza delle Foibe, ma nessuno oggi, dotato del ben dell'intelletto, penserebbe di farsi un selfie del genere davanti all'ingresso di Auschwitz. Mi sono sbagliato. Scusate.

giovedì 1 agosto 2019

La categoria del tradimento ai tempi del Sovranismo.


Mettiamola così: io, fino all'altro ieri, Sandro Gozi non sapevo chi fosse. Credo che il 99% degli Italiani si sia trovato sino a due giorni fa nella stessa mia condizione. Poi, scoppiato il bubbone, si va a vedere chi è. C'è un articolo che lo riguarda su Wikipedia (non ho altre informazioni più dettagliate) e, tranne che l'abbia scritto lui per depistarci, il suo curriculum vitae è di tutto rispetto: esperienze in Francia e negli Stati Uniti, docenze e consulenze. 
Sandro Gozi, classe 1968, è un italiano che si è dato da fare e che non si è impegnato solo all'estero, ma anche in Italia, candidandosi per il Partito Democratico e assumendo cariche di responsabilità.
Ecco che ora, per aver espresso l'intenzione di assumere la carica di Responsabile degli Affari Europei con Macron, qualcuno, il cui curriculum vitae professionale è pari a zero, duole dirlo, propone che gli venga tolta la cittadinanza, avendo Gozi avuto accesso a informazioni riservate durante il suo sottosegretariato.
Non so quanto possa essere efficace, comunque, il provvedimento invocato: togliergli la cittadinanza non risolverebbe il problema. Le informazioni le ha già in saccoccia. E' evidente che la revoca della cittadinanza ha solo, in questo specifico caso, un valore simbolico.
La richiesta di revoca è legittima, sia chiaro, perchè è prevista nel nostro ordinamento giuridico. Esiste un articolo di legge, l'art.12 Comma 1 della Legge 5 febbraio 1992 che così recita : Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l'Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all'intimazione che il Governo italiano puo' rivolgergli di abbandonare l'impiego, la carica o il servizio militare. Come si può leggere, il Governo "può" rivolgere l'invito, ma non è obbligato a farlo; non c'è alcun automatismo. E se lo fa, deve farlo per ottimi motivi evidentemente.
Il motivo principale da quanto si evince dalla lettera della Meloni a Conte pubblicata su “Il Giornale” è, come si è già scritto, il sospetto che Gozi, avendo avuto accesso a dei dossier riservati che riguardano anche i rapporti con i nostri vicini transalpini possa danneggiare in qualche modo i nostri interessi nazionali.
Insomma Gozi potrebbe “tradire” l'Italia e quindi gli si intima di lasciare l'incarico o di rinunciare alla cittadinanza italiana.
Mi domando, però, perché tale richiesta sia sollevata da Fratelli d'Italia ossia da chi al Governo non c'è (anche se Di Maio si è detto d'accordo) e da un partito che sembra sottovalutare un fatto assai più grave che danneggia assai di più i nostri  interessi nazionali, avendone leso la sovranità.
Fratelli di Italia, infatti, non mi risulta si sia fatta prendere dal fuoco sacro perché si facesse chiarezza sul tentativo di influire sulle elezioni politiche esercitato da parte di un paese extraeuropeo, la Russia, attraverso un finanziamento illecito. 
Qui la parola e la categoria “tradimento” andrebbe a pennello: si sono lesi (o si è tentato di ledere), di nascosto, gli interessi italiani grazie alla complicità di un partito che si è messo a disposizione di uno Stato estero per vil pecunia. Ai membri di un partito "traditore" non si dovrebbe neanche stringere la mano.
Insomma, se si è patriottici (se non si vuol dire sovranisti che è parola che a Fratelli di Italia, a mio avviso, dovrebbe dar l'orticaria), lo si è sempre e comunque e non un giorno sì e uno no, a seconda del Meteo politico.
Altrimenti qualche malizioso potrebbe sospettare che sia un patriottismo di maniera, quello che permette di infiammare i cuori per permettere al fumo di cottura della coratella dei polli di turno di nascondere qual fitta nebbia qualche malefatta di qualche potenziale futuro alleato trovato con le mani nella marmellata o, se preferite, nelle salamelle.
Insomma, non è che Fratelli d'Italia si sta organizzando con questa letteruccia a preparare il terreno per invitare alla grigliata chi, pur con scarsa attenzione al galateo e all'igiene personale, di grigliate se ne intende?


lunedì 12 febbraio 2018

Non trovano più il canopo della Meloni! Quello del fegato. Il cervello lo estraevano dal naso e lo buttavano via!

Se volete un condensato di come un politico NON dovrebbe comportarsi, vi invito a dare un'occhiata a quello che ha fatto e sta facendo la Meloni con il direttore del Museo Egizio.
Si può essere in disaccordo (ed è lecitissimo) sulle politiche culturali di chicchessia, ma presentarsi di fronte all'opinione pubblica con il ridicolo e democristianissimo “Lei non sa chi sono io! Gliela farò pagare!” e, di conseguenza, minacciare di licenziamento chi non è gradito, la dice lunga di come la Meloni interpreti il potere.
Se andrà al potere (e ci andrà, purtroppo), questo sfoggio muscolare di un esercizio di governo che pensa di penetrare in ogni parte della vita sociale in modo pervasivo (si chiama totalitarismo) sarà la regola. Non dite che non vi avevo avvertito.
Estote parati!
P.S. Lo “spoiling system” che è stato introdotto nel nome della governabilità è sempre stata una scemenza ed è portatore di mali inenarrabili. Introdurlo nel campo della cultura, poi, è, a mio avviso, ancor più devastante che in altri ambiti sia che governi la Destra sia che governi la Sinistra. Perdonatemi l'ingenuità dell'osservazione, ma io sono un'anima candida, come sapete.  arz62

sabato 30 gennaio 2016

Family Day: la Meloni si vada a rileggere il Catechismo, perdindirindina!


 Il Catechismo recita: "I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità."
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm



Ok. Buon segno: siamo al Catechismo liquido! ;-)
arz
P.S. Ah, dimenticavo! Giorgia è fidanzata e non sposata con il suo bello. Tecnicamente ora è una "ragazza-madre".

martedì 19 febbraio 2013

Giannino, il Re Sòla e il Centro-destra


La Galassia del Centro-destra, in realtà, ha sempre avuto un solo centro e il suo nome è sempre il Partito dell'Innominabile.
“Fratelli d'Italia” di Ignazio La Russa, Crosetto & Meloni, la “Destra” di Storace, il “Fare per fermare il Declino” di Giannino e , soprattutto, la Lega sono solo pianetini, se non gli asteroidi, ed in mezzo c'è sempre Lui, il Re Sòla, attorno a cui tutti ruotano secondo direzioni più o meno ellittiche (...e reticenti).
La disgregazione del partito di Giannino era prevedibile.
La “faccia buona” della destra, con la stravaganza di immagine e anche intellettuale di Giannino, non avrebbe raccolto più di tanto.
Erano la spina al fianco di Monti, del Centrino, non certo dell'Innominabile.
Sono i liberisti di sempre, i fedeli della manina provvidenziale del Mercato, della meritocrazia che è solo la faccia presentabile dell'esclusione sociale. Perché in una meritocrazia che si rispetti, la mancanza dell'eccellenza ( che è caratteristica della maggioranza degli esclusi) è una tabe, una malattia incurabile dell'anima.
Giannino ha barato e, se si facesse da parte, in nome della coerenza, non farebbe male.
I suoi voti andranno, in qualsiasi caso, a chi ha creato una frammentazione fittizia per raccogliere le briciole del partito degli indecisi: chi ha “massa” ( o meglio forti interessi) ha una forza di attrazione e le bricioline, prima o dopo le elezioni, si raccoglieranno nelle Sue mani.
E le faccine di Bohboh Tentenna, di Oscar delle ingenuità, di Franceschiello il Fascistello, di Ignazio che Strazio ci appariranno per quelle che sono: maschere nude sotto cui apparirà il ghigno sempre più inquietante del Re Sòla, il Monarca che ha in odio ogni controllo, che vede la Costituzione come un impedimento all'esercizio del Suo Potere assoluto.
All'orizzonte , e non a torto, non vede e non teme lo scintillio di nessuna ghigliottina.
arz©

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