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giovedì 4 gennaio 2024

Le granate di "disaccerchiamento" della comunicazione politica

 Poiché la comunicazione social è quella che è, invito tutti a stare molto attenti e a restare sul pezzo.

L'avvicendarsi delle notizie nel mondo di Internet non è mai solo casuale.
Alcune notizie servono ad oscurarne altre; nel gioco dei veli di Maya sovrapposti come i livelli di Photoshop, la vicenda grottesca del pistolero di Capodanno serve a nasconderne un'altra di più rilevante entità: c'è un ministro che convive con la figlia e la sorella di due signori che avevano intenzione di condizionare le aste negli appalti pubblici che sono sotto il controllo e la giurisdizione dal genero e cognato in pectore. E il ministro, con la minuscola, non intende presentarsi in Parlamento per giustificare l'imbarazzante situazione.
Insomma, un altro eclatante caso dei conflitti di interessi che caratterizzano questo Governo (Santanchè, Crosetto, in primis, e ora quello di Capitan Findus) rischia di essere oscurato dal giochino delle pistole di Capodanno.
Insomma, toccato il fondo, per distrarre il pubblico, si pone mano alla fondina per stordirlo con i botti, tecnica che trae ispirazione dalle granate di "disaccerchiamento" utilizzate da molti corpi di Polizia per disperdere le folle.
Sono armi "non letali", d'accordo, ma fanno un male boia a quel che rimane della nostra Democrazia.

sabato 10 settembre 2022

Meloni vs Peppa Pig, uno scontro impari.

 

Cari venti lettori dei miei post (sì, non siete di più, sappiatelo!), so che qualcuno di voi incomincia a sospettare che io ce l’abbia con Giorgetta.

Sì, è vero, ce l’ho con lei per non aver reciso il cordone ombelicale con il fascismo (ci aveva provato Fini, ma è diventato bolo e poi deiezione del Caimano, vi ricordate?), ma c’è un motivo più semplice della mia attuale acrimonia: Giorgia è zuccona.

Io ho profuso numerosi e preziosi consigli a lei come li ho profusi a Capitan Findus.

Vista la situazione economica che mi vedrà bruciare il mio parquet per riscaldare la casa, mi sono offerto come “spin doctor”, in saldo, ovviamente.

Non chiedo tanto: solo un contributo di pochi euro (l’indirizzo è sempre questo:  https://paypal.me/arz62).

Niente.

Neanche un euro. 

Giuro. 

Da una decina di anni qual Cassandra inascoltata non vengo né preso in considerazione né pagato.

Nonostante la congiuntura sfavorevole, ho ultimamente consigliato a Giorgia un profilo basso e di lasciare fare alla Sinistra che è maestra nel distruggere le proprie scarse possibilità di vincere le elezioni.

E che mi combina mai Giorgia? Se la piglia con Peppa Pig!

Va be’, riprovo con Capitan Findus: vuole recuperare qualche voto fagocitato da Giorgetta e in particolare dal M5S?

Si smarchi dalla posizione della Ducia sul “reddito di cittadinanza”: perderà l’appoggio formale di Confindustria e dell'elettorato berlusconiano (ma dopo le elezioni si potrà sempre invocare le cause di forza maggiore per eliminarlo), ma, aprendo la porta a una speranza, ovviamente escludendo ogni poverazzo pur italiano, ma di origini dubbie, si recupererà qualche punto percentuale.

Ricordo al Capitano dove depositare l’obolo per il mio consiglio ( https://paypal.me/arz62).

Attendo fiducioso.

Spero che qualcosa dei 49 milioni di euro sia rimasto in cassa.

E, Giorgia, non prendertela con Peppa! 

Ti farà a pezzi lei! 

Baciale la coscia come fa il tuo degno compagno! 

Dammi retta e lascia l'obolo (ti ricordi dove? Non vorrei essere insistente! https://paypal.me/arz62)!

lunedì 10 febbraio 2020

E le Foibe?


Slivovitz o Basovizza? Nessuno ormai nega l'esistenza delle Foibe, ma nessuno oggi, dotato del ben dell'intelletto, penserebbe di farsi un selfie del genere davanti all'ingresso di Auschwitz. Mi sono sbagliato. Scusate.

mercoledì 6 novembre 2019

Dal pensiero alla parola, dalla parola all'atto. Come si sdoganano i violenti e i razzisti. Ed uscimmo a vedere gli asterischi.



Va be', sono un vecchiaccio e ripeto le stesse cose, ma magari qualcuno si è perso la spiegazione: era assente giustificato. Lo ripeto anche per i più zucconi, non si sa mai.
Prima si pensa qualcosa (“Sei uno sporco ne*ro”, “Vorrei che tu, ne*ro, galleggiassi in mezzo al mar”, “Vorrei che i comuni*ti fossero fucilati. Viva il Cile e Bolsonaro!”).
Si sa di pensare male, ma, se vediamo che il nostro prossimo, appena proferiamo tali parole, anche edulcorate, ci guarda come guano sotto le scarpe, ci asteniamo.
Facciamo silenzio, anche se mastichiamo amaro.
Poi arriva qualcuno che nel nome dell'odio del “politically correct” dice: “Perché non dovrei chiamare ne*ro il ne*ro e fro*io il fro*io?”
Inizialmente c'è qualche perplessità. Il buon senso si oppone. Non sta bene.
Se chi giustifica queste espressioni è un giornalista o un uomo di governo o persino un partito politico, le cose cambiano.
Ovviamente su tu apostrofi simili personaggi con le espressioni che si meritano: “Emeriti stron*i, fec*ia dell'umanità, razzi*ti di me*da”, si offendono.
Perché il “politically correct” non vale, quando si dice la verità, specialmente su di loro.
Non sia mai! Noi non siamo stron*i, sono i ne*ri che lo sono. Non siamo razzisti, ma... Non siamo intolleranti, ma...
Poi le avversative, lemme lemme, non servono più. 
E Ballottelli è un ne*ro (l'asterisco non c'è, ma se lo scrivo mi bloccano giustamente su Facebook) che italiano non è e mai lo sarà, i comuni*ti sono peggio dei nazisti perché ne hanno ammazzati di più e quindi anche i paralitici col braccio alzato e un danno cerebrale evidente hanno diritto di fare quello che vogliono.
E ci sono “giornalisti” e “intellettuali” (sì, con le virgolette) che avallano queste posizioni che il popolo bue si beve come acqua fresca.
E, alla fine, si bruciano i locali dei comuni*ti, dei fro*i, degli intelletua*i e di chiunque ami leggere un li*ro.
Le "Pecore elettriche" vanno improvvisamente e dolosamente in cortocircuito.
Ci siamo arrivati. Piano piano.
Ed è l'ora di fare di un'erba un fascio, e mi si scusi il facile gioco di parole: chiunque strizzi l' occhio a questo orrore, si ammanti del nome di Leghista, di Forza italico o di Fratello d'Italia, con tutti i “ma” che vuole, è complice.
E personalmente, se non esprime esplicitamente la propria disapprovazione per la degenerazione in atto, non merita il mio rispetto. 
Neanche in dosi omeopatiche.
(“Ecchissenefotte!” diranno. Perfetto, ma lo sappiano, eh, quando mi incontrano: per cortesia, non mi salutino).

sabato 19 ottobre 2019

I Nuovi Patrioti, suvvia, non sono contro le Tasse! Sono solo contrari a pagarle loro!



Oggi scende in Piazza la Destra. E' un bene che succeda perché fa chiarezza. Forse chi ha fornito candidamente l'elemento di unione di questo blocco metamorfico è stato Vittorio Sgarbi. 
Il minimo comune denominatore è rappresentato dal sentirsi Patrioti, ovviamente nella logica del critico d'arte: Patrioti sono coloro che amano la Patria, però, evitando di pagare le Tasse.
Perché uno Stato, nell'ottica della Destra, funziona con le tasse sul macinato che pagano i poverazzi, mentre i ricchi, magari approfittando di cariche pubbliche pagate sempre dai sunnominati poverazzi, brindano a caviale e champagne senza naturalmente sentirsi in colpa, perché la manina di Adam Smith li ha investiti della ricchezza, probabilmente per volere divino.
Nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro, tranne un aspetto, molto sottovalutato dai Nuovi Patrioti : il legame sempre più stretto con l'estrema Destra nazista e neofascista, quel gruppo sparuto, ma pericolosissimo che dello Stato Liberale e Liberista se n'è fatto e se ne fa un baffo, quando ha il sopravvento.
Insomma, chi si vanta di aver sdoganato i Fascisti si guardi bene da cani da guardia troppo aggressivi: gli toccherà finanziarli abbondantemente per tenerli buoni con offe sempre più saporite. 
Ci è abituato, ma i costi salgono. 

mercoledì 21 agosto 2019

Capitan Findus non è morto: è temporaneamente congelato.


Va bene, il Capitano è finito in un cul de sac e ci si è messo da solo. Ha gestito malissimo la questione in Senato, buzzurreggiando più del dovuto senza rispetto per l'Aula. Credo che anche i suoi potenziali alleati , Forza Italia e Fratelli d'Italia, si siano un poco vergognati per la sua pessima performance. I Leghisti plaudenti a comando hanno ricordato più la Corea del Nord che l'Italia sovranista.
Ho avuto anche la sensazione che l'elettorato di Destra, al di là dei contenuti, abbia apprezzato di più per stile e per competenza l'intervento di Conte che rimane in qualsiasi caso l'avversario da battere.
Ma Capitan Findus non è morto. E', come altri fenomeni da un trentennio in qua, solo congelato.
La sua base è integra, i maldipancia degli scontenti ci sono ancora, gli ammiratori degli Uomini della Provvidenza non mancano. Resterà in freezer per un paio di giorni, ma ritornerà.
I suoi oppositori non gioiscano troppo: se andranno al governo, la Finanziaria dovranno firmarla loro e, se non sarà lacrime e sangue, sarà sangue e lacrime.
E lui, sgocciolante, a bersi il Mojito della vendetta.

giovedì 1 agosto 2019

La categoria del tradimento ai tempi del Sovranismo.


Mettiamola così: io, fino all'altro ieri, Sandro Gozi non sapevo chi fosse. Credo che il 99% degli Italiani si sia trovato sino a due giorni fa nella stessa mia condizione. Poi, scoppiato il bubbone, si va a vedere chi è. C'è un articolo che lo riguarda su Wikipedia (non ho altre informazioni più dettagliate) e, tranne che l'abbia scritto lui per depistarci, il suo curriculum vitae è di tutto rispetto: esperienze in Francia e negli Stati Uniti, docenze e consulenze. 
Sandro Gozi, classe 1968, è un italiano che si è dato da fare e che non si è impegnato solo all'estero, ma anche in Italia, candidandosi per il Partito Democratico e assumendo cariche di responsabilità.
Ecco che ora, per aver espresso l'intenzione di assumere la carica di Responsabile degli Affari Europei con Macron, qualcuno, il cui curriculum vitae professionale è pari a zero, duole dirlo, propone che gli venga tolta la cittadinanza, avendo Gozi avuto accesso a informazioni riservate durante il suo sottosegretariato.
Non so quanto possa essere efficace, comunque, il provvedimento invocato: togliergli la cittadinanza non risolverebbe il problema. Le informazioni le ha già in saccoccia. E' evidente che la revoca della cittadinanza ha solo, in questo specifico caso, un valore simbolico.
La richiesta di revoca è legittima, sia chiaro, perchè è prevista nel nostro ordinamento giuridico. Esiste un articolo di legge, l'art.12 Comma 1 della Legge 5 febbraio 1992 che così recita : Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l'Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all'intimazione che il Governo italiano puo' rivolgergli di abbandonare l'impiego, la carica o il servizio militare. Come si può leggere, il Governo "può" rivolgere l'invito, ma non è obbligato a farlo; non c'è alcun automatismo. E se lo fa, deve farlo per ottimi motivi evidentemente.
Il motivo principale da quanto si evince dalla lettera della Meloni a Conte pubblicata su “Il Giornale” è, come si è già scritto, il sospetto che Gozi, avendo avuto accesso a dei dossier riservati che riguardano anche i rapporti con i nostri vicini transalpini possa danneggiare in qualche modo i nostri interessi nazionali.
Insomma Gozi potrebbe “tradire” l'Italia e quindi gli si intima di lasciare l'incarico o di rinunciare alla cittadinanza italiana.
Mi domando, però, perché tale richiesta sia sollevata da Fratelli d'Italia ossia da chi al Governo non c'è (anche se Di Maio si è detto d'accordo) e da un partito che sembra sottovalutare un fatto assai più grave che danneggia assai di più i nostri  interessi nazionali, avendone leso la sovranità.
Fratelli di Italia, infatti, non mi risulta si sia fatta prendere dal fuoco sacro perché si facesse chiarezza sul tentativo di influire sulle elezioni politiche esercitato da parte di un paese extraeuropeo, la Russia, attraverso un finanziamento illecito. 
Qui la parola e la categoria “tradimento” andrebbe a pennello: si sono lesi (o si è tentato di ledere), di nascosto, gli interessi italiani grazie alla complicità di un partito che si è messo a disposizione di uno Stato estero per vil pecunia. Ai membri di un partito "traditore" non si dovrebbe neanche stringere la mano.
Insomma, se si è patriottici (se non si vuol dire sovranisti che è parola che a Fratelli di Italia, a mio avviso, dovrebbe dar l'orticaria), lo si è sempre e comunque e non un giorno sì e uno no, a seconda del Meteo politico.
Altrimenti qualche malizioso potrebbe sospettare che sia un patriottismo di maniera, quello che permette di infiammare i cuori per permettere al fumo di cottura della coratella dei polli di turno di nascondere qual fitta nebbia qualche malefatta di qualche potenziale futuro alleato trovato con le mani nella marmellata o, se preferite, nelle salamelle.
Insomma, non è che Fratelli d'Italia si sta organizzando con questa letteruccia a preparare il terreno per invitare alla grigliata chi, pur con scarsa attenzione al galateo e all'igiene personale, di grigliate se ne intende?


venerdì 26 aprile 2019

Lo "spin doctor" in saldo dà consigli a Capitan Findus


Ci provo ancora. Sono uno "spin doctor" fallito e il mio conto è ancora a zero (Paypal a fianco, please...)
Do consigli a Capitan Findus, sperando che prenda dal malloppo dei 49 milioni 2000 euro per locupletarmi e permettermi una vacanza a Cesenatico per un mesetto.
E se non sapesse veramente dove siano finiti, può sempre prelevare dal suo conto personale.
Mi butto senza peli sulla lingua (da umorista e non da politologo): mi sembra che il nostro Capitano in questi giorni non ne azzecchi una.
I sondaggi sono dalla sua, sia chiaro, ma notoriamente i sondaggi che contano sono quelli che sono vicini alle elezioni. E le elezioni europee (e anche quelle non europee...) sono ancora lontane.
Primo errore: appiattirsi sulle posizioni di Casapound e Forza Nuova. La polemicuzza sul 25 aprile, derby tra comunisti e fascisti, scontenta sia i primi (ed era questo l'obiettivo) sia i secondi. 
I secondi, infatti, amano lo scontro rude e metterla sulla competizione sportiva ne sminuisce il tasso testosteronico. Ovviamente creato il “plot” c'è poi chi ci si attacca come una sanguisuga. 
Ecco che anche “Fratelli d'Italia” si lancia contro la festa divisiva. Vero: il 25 aprile è divisivo per cinque, ma non dà resto. E se non c'è resto, datemi retta, non c'è trippa elettorale per gatti, perché,  anche se ci fosse un po' di trippa, o è per la Lega o è per Fratelli d'Italia o si mischia alla frattaglia indigeribile dei gruppuscoli dell'estrema destra.
Intelligenti pauca.
Secondo errore: attaccare la Caritas. Far passare la “Caritas” per un'organizzazione a scopo di lucro è una stupidaggine e porta quell'elettorato che un tempo era democristianissimo (e che è confluito senza colpo ferire nella Lega) a porsi qualche domanda, quando viveva nella beata ignoranza dei fatti.
L'elettorato leghista non è nel suo DNA privo di sensibilità nei confronti dei deboli.
In primis, il debole per eccellenza è il Leghista stesso: vessato dallo Stato, tartassato, privo di garanzie, spesso privo di prospettive (per la sua debole scolarizzazione, ma non è sempre così, o per la sua scarsa flessibilità in un mondo del lavoro sempre in continua evoluzione). In secundis, il debole è il proprio vicino: in difficoltà. Quando recentemente qualcuno della Lega ha affermato coram populo che il prossimo è “proximus” in quanto è colui che ci è più vicino (fisicamente), ha detto una bestialità in senso generale e dal punto di vista biblico, ma è evidente che non ha espresso un sentimento puramente egoistico. Poi dal dire al fare c'è di mezzo il mare (e nessuno di loro ospita a casa sua il pensionato al minimo, tranne ovviamente che sia un proprio parente “prossimo”), ma l'occhio è comunque, e cristianamente, lucido, quando vede quel pensionato (che gli è estraneo in quanto non parente) rovistare nei cassonetti. 
E la “Caritas”, e lo sanno anche loro, non vive nelle stanze dorate del Vaticano, ma aiuta de facto, condividendo il piscio, la merda (scusatemi l'immagine vivida e nel contempo maleodorante) e le sorti di chi rovista nei cassonetti. 
Et gratis et amore Dei.


Attendo gli euro sulla mia Paypal per ulteriori dritte, sennò do consigli ad altri, eh! 
Su, un piccolo storno dai 49 milioni...suvvia, una percentuale omeopatica! ;-)

domenica 24 marzo 2019

Antisemitismo di ritorno. Senza saperlo.


Forzare la mano al linguaggio e solleticare il sottopancia degli indignati sono le azioni che accomunano Leghisti e Grillini.
Fanno danni, d'accordo, ma compito del politico è raccatar voti e se tutto funziona, perché no?, è la politica, baby.
Ecco ora, però, gli effetti indesiderati e per di più che contagiano i partiti che sono fuori dal governo.
Il manifesto de “I Fratelli d'Italia” ne è un esempio.


Dopo lungo e faticoso avvicinamento agli ebrei e a Israele, la Destra italiana scivola su una buccia di banana.
Associare un personaggio politico di origine ebraica, di cui si può diffidare, ci mancherebbe, agli usurai ci porta dritto dritto al Medioevo.
Ecco che il vizietto di estremizzare le parole (da parte di tutti, sia chiaro) porta qualche ingenuo copywriter a sdoganare l'antisemitismo senza quasi essersi reso conto di farlo e coinvolgere i membri del suo partito in un errore politico, linguistico e culturale.
Insomma, antisemiti a loro insaputa.
Non prevedo alcun "face palm", comunque; ormai di queste faccenduole mi accorgo solo io.


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