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domenica 8 marzo 2020

Coronavirus e Destra Sciacalla.



C'è un'emergenza nazionale dettata da un dato di fatto: i posti letto nelle Terapie intensive sono limitati e, se troppi pazienti gravi si accalcheranno nelle strutture pubbliche, i medici dovranno provvedere a scelte difficili: tu sì e tu no.
Ora compaiono sulle cancellate degli ospedali i cartelli che vedete sopra. 
Non sono firmati esplicitamente da movimenti politici: nel primo si legge “Ultras Lodi”, nel secondo lo slogan “Molamia” (traduzione: Resisti/Resistete!”).
Non ci vuole un filologo: lo stile della prima scritta rimanda a Forza Nuova o a Casapound e il secondo rimanda alla Lega Nord.
Orbene, La Lega Nord, la sdoganatrice dei movimenti dell'Ultra destra, è alleata ancor oggi con Berlusconi che a sua volta fu alleata con quel bel tipino di Formigoni che al Libero Mercato la Sanità comprò.
Non c'è bisogno di ricordarvi che i suddetti da X anni hanno contribuito attivamente alla riduzione SISTEMATICA dei posti letto negli Ospedali pubblici, dei letti nelle Terapie intensive, nella riduzione dell'organico e nel convogliare tonnellate di miliardi nelle cliniche private convenzionate. Se ci sono dei responsabili della situazione in atto o, per lo meno, della difficoltà nel fronteggiarla, sono loro .
Medici e infermieri, non accettate, neanche per scherzo, i complimenti di coloro che vi hanno messo nella melma: vi chiameranno “Eroi”, faranno appello all'”Onore”, con la Maiuscola, insomma attingeranno al loro repertorio di Arditi per Sempre, cioè loro, grazie all'opera di Terzi ossia voi.
Voi siete arditi (con la minuscola) tutti i giorni e ora, per spirito di servizio, siete lì, senza tirarvela troppo: è il vostro mestiere.
Il loro, quella di una Destra che non ha nessuna vergogna, è quello degli Sciacalli che si nutrono del vostro sacrificio. Mettetevi i guanti quando, dopo l'emergenza, sarete magari costretti a stringer loro la mano. La mascherina no: come potreste sputar loro in faccia?

venerdì 13 settembre 2019

Zerocalcare nel Vicolo dell'Aquila Nera

Michele Rech ossia Zerocalcare risponde in questo modo all'attacco del Sindaco che non lo vuole al Festival dell'Aquila. Ecco, se volete, alla spiccia, capire la distinzione tra i plebei sive popolaccio e i popolari ossia il popolo, potete coglierla tra le righe qui sotto riportate. I plebei sono coloro che animati da spirito meschino si vogliono elevare affidandosi a principi alti (che tra l'altro non condividono del tutto): nel caso specifico: "Se invito una zeccaccia rossa, devo invitare una disegnatore di Destra così per ristabilire la par condicio", Zerocalcare, che è realmente popolare (anche se assurto, forse suo malgrado e con qualche prurito, alla notorietà) ha spirito elevato (e infatti non difende se stesso, ma altri che sono stati messi di mezzo) e, senza esplicitarlo, incarna principi alti: ho già da mangiare, sarei andato all'Aquila gratis (e forse in perdita) e non ho nulla da temere perché, pur se son salace, non diffondo né odio né apologie della violenza e dell'intolleranza.
Come ho sempre scritto, è meglio che, come forma dolce di opposizione, chi è come lui stia lontano dai luoghi tristanzuoli e chi la pensa allo stesso modo faccia lo stesso: che i paladini dei nobili principi che prima baciano le rune e poi, quando sono nei guai, si appellano ai principi costituzionali (tranne all'assunto di base: l'antifascismo), parlino tra loro fino a rincoglionirsi del tutto con i loro logorissimi mantra!







lunedì 20 maggio 2019

La Storia Magistra vitae forse insegna male, ma dà di quelle bacchettate!

La cartina di tornasole che Capitan Findus ha calpestato una cacca senza che quest’ultima gli abbia portato fortuna è il fatto che oggi sulle pagine di apertura dei giornali di riferimento della Destra ( eccettuato “Il dubbio" che però parla di rientro sulla cattedra della docente) non si fa cenno al pasticciaccio brutto palermitano. Lo stesso Capitano, non è una novità, fiutato il vento contrario e maleodorante, ha fatto marcia indietro e si è detto disposto ad incontrare l'insegnante colpita dalla Fatwa per aver permesso ai suoi studenti un accostamento discutibile, ma non illecito, tra regimi del passato e governi recenti. Purtroppo, la sensazione spiacevole è che, nonostante la retromarcia, il risultato desiderato sia stato ottenuto. Nell'immaginario di certa destra la scuola è un campo di indottrinamento dove ideologi al soldo dell'Internazionale svolgono lezioni su Marx, Mao e Pol Pot. Evidentemente sono un po’ d’anni che non frequentano l’ambiente e vivono di ricordi vividi degli anni Settanta. Oggi la scuola è ideologicamente variegata e, se c’è un minimo comune denominatore tra i lavoratori della Scuola, è l’essere statali, categoria notoriamente non molto amata dal leghismo nostrano, vista la presenza consistente di lavoratori del Meridione. La compagine governativa ha recentemente locupletato la categoria con un aumento omeopatico e pur essendoci molti simpatizzanti per il governo (percentualmente più grillini che leghisti) le azioni del governo vengono vagliate criticamente. La mite professoressa palermitana, devota alla scuola, da quel che si è capito non sposata e con un investimento nell’insegnamento totale, era un bersaglio sbagliato. Andatevi a leggere quello che hanno scritto i suoi studenti e, al di là del contenuto opinabile, la forma è perfetta. E la docente è lì per insegnare, oltre che il pensiero critico, l’italiano. Anche la sua reazione, piena di buon senso, tinta più di tristezza che di rabbia, è un pugno nei denti per chi avrebbe voluto esercitare solo la forza muscolare in questa occasione. Prendete la fotografia del bel tomo di Casapound e affiancatela a quella dell’anziana docente e vi farete un’idea di come l’operazione alla Bolsonaro (il leader brasiliano che programmaticamente ha deciso di “bonificare" la scuola brasiliana dagli elementi di Sinistra) sia andata in pappa. Nessuno tifa per il bullo sull'autobus che non cede il posto alla vecchietta. Ma, comunque, il messaggio aggressivo verso un mondo debole come la scuola è arrivato forte e chiaro, anche se non porterà voti come invece si sperava. D’altronde ce lo insegna la Storia: quando i Governi hanno voluto mettere mano alla Scuola hanno sempre vacillato. Ah, si insegna la Storia anche per questo: per evitare gli errori del passato, anche se, come gli storici dicono sogghignando, la Storia magistra vitae ha il brutto difetto di uccidere tutti i suoi allievi. La disciplina è dunque da affrontare e da manipolare con circospezione a scuola, vero, ma in particolare fuori dalle aule scolastiche, dove gli effetti degli errori si pagano in modo più cruento. Intelligenti pauca...

La Globalizzazione dell'idiozia

Insegniamo agli Italiani che il battito d'ali di un tweet di un membro di Casapound a Monza può mettere nei guai una docente a Palermo.

A scuola non si fa politica: la nuova educazione al silenzio.

Vedo con rammarico che alcuni dei miei contatti plaudono al provvedimento che ha sanzionato la docente denunciata da un tweet di un membro di Casapound (!), per omessa sorveglianza dei propri allievi nell'ambito di un’attività didattica. La “gionta" alla loro approvazione è la solita e, mi si lasci dire senza peli sulla lingua, ignorantissima frase: “A scuola non si fa politica". Lo sanno anche i sassi che si fa politica anche tacendo (non sono loro quelli che si lamentano del silenzio sulle Foibe o sull'Esodo istriano?) Non saranno persuasi da quello che dirò, ma quello che è successo è l’atto più politico che si potesse fare in un’occasione del genere. L’obiettivo è chiarissimo a chi lo vuol vedere. Si prende una docente motivata nel proprio lavoro, la si umilia pubblicamente, per di più per un'attività gestita dagli allievi. Il messaggio politico è quello dei poteri che mostrano i muscoli e che non gradiscono né le critiche né gli accostamenti (anche indebiti). Peccato per loro che ci sia un articolo della Costituzione che garantisce la libertà di insegnamento nato dal tentativo del Fascismo con la effe maiuscola di imbavagliare le voci fuori dal coro nella scuola durante il Ventennio. È evidente che anche un docente può sbagliare e deve attenersi alle regole della deontologia professionale, ma il tutto dovrebbe risolversi nelle secrete stanze dell’istituzione e non sulla pubblica piazza dei social, dove il messaggio che sta serpeggiando nella Destra italiana ossia quello che sia giunto il momento opportuno per zittire gli insegnanti a qualsiasi chiesa essi appartengano sta giungendo forte e chiaro. Per quanto mi riguarda, se lo possono scordare. E sappiano che ben conosco la distinzione di quello che posso dire a scuola e quello che posso scrivere sui miei blog e su Facebook. E chi si occupa di scuola dall'esterno, spesso, no.

domenica 12 maggio 2019

Casapound e le vittime della Storia.


Il vittimismo non l'hanno inventato loro. Il mago del vittimismo è stato Berlusconi (che, e non è un caso, è il distributore del libro-intervista di Capitan Findus). Farsi passare per vittime ed essere nel contempo aggressivi è il loro forte. 
Prima si lamentano della censura al Salone di Torino (che censura, tra l'altro, tecnicamente non è), dichiarandosi apertamente fascisti e sventolando a riprova dell'ingiustizia, senza renderesi conto della contraddizione, visto che la nostra carta costituzionale è "costituzionalmente"antifascista, e non ci sono discussioni, l'art.21 della Costituzione; poi vogliono impedire a Lucano di parlare a Roma.
Si paragonano improvvidamente agli scampati dei campi di concentramento. Inutile spiegar loro che hanno detto una bestialità e che la loro storia politica e editoriale ora che stampano anche libri imporrebbe sul tema perlomeno un imbarazzato silenzio.
Gridano ai quattro venti che la legalità e l'ordine sono tutto e si piazzano sotto la casa di liberi cittadini che hanno avuto legalmente l'assegnazione di una casa popolare e minacciano di stupro una donna e spaventano a morte una bambina. E loro, nel frattempo, occupano illegalmente un bell'edificio nel centro di Roma.
Ecco, se volete trovare il DNA o il minimo comun denominatore di Casapound , FN e la Lega è il senso della legalità altalenante: non siamo tutti uguali davanti alla Legge. C'è chi è più uguale e chi meno, a seconda delle circostanze e delle persone coinvolte: per gli amichetti prima di giudicare bisogna passare per tre gradi di giudizio (Siri docet) e il garantismo è d'obbligo, per chi ci sta sui maroni forca immediata e l'immancabile e pavloviano "Marcisca in cella!" (c'è la variante:"Si butti via la chiave"!)
Si sentono come i maiali della “Fattoria degli animali” di Orwell che dopo aver cacciato il fattore, assaporato il piacere di comandare, decidono di interpretare a loro discrezione le leggi che erano state stabilite ai tempi della Rivoluzione.
(Lo so che Orwell parla del Partito Comunista Sovietico e di Stalin, ma i sistemi totalitari si assomigliano un po' tutti, vero?)


Post Scriptum.
Un esempio del vittimismo di cui sopra: la stampa destrorsa insiste nel dire che c'è stata una censura e che gli “antifascisti” vogliono chiudere la bocca ai fascisti.
Come distorcere una semplice realtà con un barbatrucco.
Nessuno ha censurato il libro (tant'è che adesso si pavoneggiano di essere primi in classifica nelle vendite on line); tra l'altro il libro appare nei cataloghi on line di Feltrinelli , di Ibs ed il libro è distribuito dalla Mondadori di Berlusconi, mica noccioline.
Nessuno ha bruciato il libro, né ha invitato altri a farlo. 
Semplicemente alcuni autori hanno espresso il loro disagio per la presenza di una casa editrice di chiara ispirazione fascista, almeno nell'intenzione di alcuni fondatori, e hanno manifestato la volontà di non partecipare al Salone del libro di Torino per non dover convivere faccia a faccia forzatamente con loro, quando non ci si sopporta.
Non sono ingenuo: il messaggio era o loro o noi. Poteva anche andar male, eh?
Si è scelto.
Avrebbero potuto scegliere loro e lasciare col cerino in mano gli altri. Tutto qui.
Nessuno è obbligato a sopportare le persone moleste (da una parte e dall'altra, sia chiaro), anche se è un'opera di carità cristiana.
Il fatto di essere stati esclusi ora sarà nuovo motivo di vittimismo: ecco il prevalere della Sinistra in ambito culturale, si sentono superiori, sono altezzosi and so on. Una noia mortale, tanto più che i lai vengono da quelli che hanno avuto la maggioranza dei voti degli Italiani e stanno comandando.
Perché il vittimismo è come l'uroboro, il Serpente che si mangia la coda: si autoalimenta e non smette mai.


martedì 7 maggio 2019

Capitan Findus si sta scongelando! Anche lui, come Padre Pio, vuole prendere i voti!

Accidenti! Non si fa così! Capitan Findus incomincia a darmi retta, perbacco!, ma non versa il dovuto sulla mia Paypal!
Ora, dopo il pasticciaccio brutto del Salone di Torino (a proposito il gioco di parole Salò di Torino l'ho coniato io per primo, eh, e l'hanno copiato in molti! Voglio i diritti d'autore!), si dichiara "antifascista".
Pochi giorni fa avevo scritto (e quando uno si autocita è evidentemente un po' rincoglionito, abbiate pietà):

"Primo errore: appiattirsi sulle posizioni di Casapound e Forza Nuova. La polemicuzza sul 25 aprile, derby tra comunisti e fascisti, scontenta sia i primi (ed era questo l'obiettivo) sia i secondi. I secondi, infatti, amano lo scontro rude e metterla sulla competizione sportiva ne sminuisce il tasso testosteronico. Ovviamente creato il “plot” c'è poi chi ci si attacca come una sanguisuga. Ecco che anche “Fratelli d'Italia” si lancia contro la festa divisiva. Vero: il 25 aprile è divisivo per cinque, ma non dà resto. E se non c'è resto, datemi retta, non c'è trippa elettorale per gatti, perché,  anche se ci fosse un po' di trippa, o è per la Lega o è per Fratelli d'Italia o si mischia alla frattaglia indigeribile dei gruppuscoli dell'estrema destra".


Ora gli tocca il recupero dell'ettorato cattolico. Già è andato a trovare Padre Pio. 

Gli manca solo di lisciare un po' la Caritas e il gioco è fatto! 

Su, però, una dose omeopatica dei 49 milioni sulla mia Paypal allo "spin doctor" in saldo!

venerdì 26 aprile 2019

Lo "spin doctor" in saldo dà consigli a Capitan Findus


Ci provo ancora. Sono uno "spin doctor" fallito e il mio conto è ancora a zero (Paypal a fianco, please...)
Do consigli a Capitan Findus, sperando che prenda dal malloppo dei 49 milioni 2000 euro per locupletarmi e permettermi una vacanza a Cesenatico per un mesetto.
E se non sapesse veramente dove siano finiti, può sempre prelevare dal suo conto personale.
Mi butto senza peli sulla lingua (da umorista e non da politologo): mi sembra che il nostro Capitano in questi giorni non ne azzecchi una.
I sondaggi sono dalla sua, sia chiaro, ma notoriamente i sondaggi che contano sono quelli che sono vicini alle elezioni. E le elezioni europee (e anche quelle non europee...) sono ancora lontane.
Primo errore: appiattirsi sulle posizioni di Casapound e Forza Nuova. La polemicuzza sul 25 aprile, derby tra comunisti e fascisti, scontenta sia i primi (ed era questo l'obiettivo) sia i secondi. 
I secondi, infatti, amano lo scontro rude e metterla sulla competizione sportiva ne sminuisce il tasso testosteronico. Ovviamente creato il “plot” c'è poi chi ci si attacca come una sanguisuga. 
Ecco che anche “Fratelli d'Italia” si lancia contro la festa divisiva. Vero: il 25 aprile è divisivo per cinque, ma non dà resto. E se non c'è resto, datemi retta, non c'è trippa elettorale per gatti, perché,  anche se ci fosse un po' di trippa, o è per la Lega o è per Fratelli d'Italia o si mischia alla frattaglia indigeribile dei gruppuscoli dell'estrema destra.
Intelligenti pauca.
Secondo errore: attaccare la Caritas. Far passare la “Caritas” per un'organizzazione a scopo di lucro è una stupidaggine e porta quell'elettorato che un tempo era democristianissimo (e che è confluito senza colpo ferire nella Lega) a porsi qualche domanda, quando viveva nella beata ignoranza dei fatti.
L'elettorato leghista non è nel suo DNA privo di sensibilità nei confronti dei deboli.
In primis, il debole per eccellenza è il Leghista stesso: vessato dallo Stato, tartassato, privo di garanzie, spesso privo di prospettive (per la sua debole scolarizzazione, ma non è sempre così, o per la sua scarsa flessibilità in un mondo del lavoro sempre in continua evoluzione). In secundis, il debole è il proprio vicino: in difficoltà. Quando recentemente qualcuno della Lega ha affermato coram populo che il prossimo è “proximus” in quanto è colui che ci è più vicino (fisicamente), ha detto una bestialità in senso generale e dal punto di vista biblico, ma è evidente che non ha espresso un sentimento puramente egoistico. Poi dal dire al fare c'è di mezzo il mare (e nessuno di loro ospita a casa sua il pensionato al minimo, tranne ovviamente che sia un proprio parente “prossimo”), ma l'occhio è comunque, e cristianamente, lucido, quando vede quel pensionato (che gli è estraneo in quanto non parente) rovistare nei cassonetti. 
E la “Caritas”, e lo sanno anche loro, non vive nelle stanze dorate del Vaticano, ma aiuta de facto, condividendo il piscio, la merda (scusatemi l'immagine vivida e nel contempo maleodorante) e le sorti di chi rovista nei cassonetti. 
Et gratis et amore Dei.


Attendo gli euro sulla mia Paypal per ulteriori dritte, sennò do consigli ad altri, eh! 
Su, un piccolo storno dai 49 milioni...suvvia, una percentuale omeopatica! ;-)

sabato 22 settembre 2018

Accumulare punti per vincere la Lotteria dell'oblio, usando il condizionale.


Chi afferma che studiare la lingua (le lingue) è inutile vuole sottoporre volontariamente la popolazione ad una mutilazione, grave e violenta, come quella di Attis per intendersi. 
Sappiamo che il congiuntivo non gode di ottima salute, ma vogliamo dire qualcosa sull'uso del condizionale a capocchia?
Telegiornale RaiNews24. Diciamo un telegiornale non particolarmente vicino al governo? Ammetto anche che è l'unico che seguo. Procediamo.
C'è stato un incidente dopo un corteo anti-Salvini a Bari. Non vi sto a dire che cosa è successo: diciamo che c'entra qualche rappresentante di Casapound.
Sembra (dico sembra) che questi sia armato di tirapugni, spranga e cinghia d'ordinanza.
Ognuno può andare a trovare le informazioni che vuole e farsi un'opinione.
Sta di fatto che un manifestante anti-Salvini si è trovato con nove punti di sutura sulla testa e vi è un altro ferito.
D'accordo, ci vuole prudenza: uno può procurarsi una ferita cadendo dal seggiolone, scivolando nella stanza da bagno, ma in una piazza abitualmente non ci sono seggioloni e il lavandino per picchiare la testa procurandosi un taglio di tale entità dovrebbe essere abbastanza lontano.
Il giornalista, timorosissimo, utilizza il condizionale: potrebbero essere stati oggetto di un'aggressione. Non bastano nove punti di sutura, evidentemente.
Ecco, persino Salvini, che, come ho più volte detto, non è affatto stupido e coglie persino le irritazioni dell'opposizione, quando troppo è troppo, ha lasciato una dichiarazione che potrebbe anche creargli qualche grattacapo: “Se uno pesta un altro essere umano, il suo posto è la galera”. 
Ma i giornalisti, sant'Iddio, come si sono ridotti?

giovedì 26 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte prima).

La notizia è qui: La Stampa.



Non so che vita facciano tali personaggi.
Me li immagino, purtroppo, come tutti noi: avranno figli, qualche animaluccio, i nipotini, faranno feste di Compleanno, di Pasqua e di Natale.
Godono di affetti.
Eppure il loro lavoro è inventare notizie per seminare odio e zizzania.
E non se ne vergognano punto, neanche un po'!
E questa donna non esita a definirsi “ricercatrice indipendente”.
Ricorda quelle ragazze che al telefono di numeri internazionali simulano orgasmi e dicono zozzerie prezzolate, mentre mestano il ragù per il marito e per i figlioli; mentre queste ultime, però, soddisfano a distanza le esigenze di qualche perverso di turno, la ricercatrice Francesca Tonolo indirizza le perversioni mentali dei poveri di spirito verso scelte politiche sempre più abberranti, inventando notizie e manipolando le notizie vere ad arte. 
Prezzolata da un movimento politico.
C'è da soffocare. E non per la puzza di merda che in qualche modo avrebbe a che fare con la natura, ma con le polveri sospese di quello che è rimasto dalla combustione dolosa della democrazia, del buon senso e della civiltà politica di una nazione.
arz62

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