domenica 29 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte terza)


L'ho già accennato in un altro post: parte dell'informazione manipolata odierna , a mio avviso, affonda una parte delle sue radici e dei suoi strumenti argomentativi nel negazionismo di estrema destra.
Negare le camere a gas è un conto, creare “Fake news” è un altro, qualcuno dirà.
E' ovvio che le motivazioni siano diverse, ma si arriva allo stesso obiettivo: negare una situazione storica di fatto per crearne un' altra che si pieghi e si uniformi alla propria visione del mondo, quella che gli psichiatri chiamerebbero per l'errato esame di realtà "psicosi" ;-)
Insomma, il movente è diverso, ma il delitto è lo stesso.
I negazionisti sapevano e sanno di essere in un angolo di una Storia che è già stata scritta e che, seguendo il sano “revisionismo” che la Storia si impone per statuto attraverso il “dubbio esaminatore”, si scriverà.
Il sale del negazionismo e del revisionismo “storico” di stampo ideologico è un altro: è l'instillazione della diffidenza nel lettore in modo che gli avvenimenti storici siano come i gatti di notte ossia siano tutti dello stesso colore.
E chi opera così non è per nulla ingenuo.
Si comporta esattamente come un abile ladro di portafogli: toccandoti la spalla, ti distrae in modo da poter operare più facilmente nella tua tasca.
Instillato il dubbio, il lettore-vittima non crederà a nessuna autorità.
Purtroppo, l'attacco all'autorità (nel senso di autorevolezza, ovviamente) troverà terreno fertile non solo nella Destra che volontariamente vuole essere ingannata per interesse (“Che c'è di male nel Nazismo? Che c'è di male nel Fascismo?”, “I campi di concentramento? Esagerazioni! I morti sono stati molti di meno!”, “L'eliminazione dei rappresentanti dell'opposizione? Casi isolati?” ….giù giù sino alla farsa berlusconiana:”Il confino? Una villeggiatura!”) , ma anche in quei settori della Sinistra che ha fatto della demolizione del principio di autorità uno slogan valido per tutte le stagioni (e che ora trova humus a base di letame nella mancanza di etica dell'italiano medio, che lo porta a posizioni simili a quello che storicamente si è chiamato “anarchismo individualista” o “anarco-individualismo”).
“Come?” penserà il lettore che scopre il disvelamento del Grande inganno “Fino ad oggi ho creduto a una versione ufficiale e avrei messo una mano sul fuoco sulla sua veridicità, perché pensavo che corrispondesse alla realtà storica. Sono stato proprio un boccalone! Ora diffiderò di tutti!”
Postilla: diffiderà di tutti tranne di coloro che gli hanno svelato la “vera verità”. Funziona così anche per "Dianetics", figuriamoci per le anime ingenue e poco alfabetizzate che scorrazzano su Facebook!
Devo ricorrere a uno storico noto a tutti e non solo al pubblico specializzato per spiegare meglio il concetto.
M. Bloch, tra l'altro ebreo e vittima dei nazisti, scriveva nel suo saggio “Apologia della Storia” che tra l'altro si occupa proprio dei “falsi” storici:
Tuttavia, lo scetticismo programmatico non è un atteggiamento intellettuale più apprezzabile né più fecondo della credulità, con la quale, d'altro canto, si associa facilmente in parecchie menti semplici. Durante l'altra guerra, ho conosciuto un bravo veterinario il quale, non senza qualche parvenza di ragione, negava sistematicamente fede alle notizie giornalistiche. Ma se un compagno occasionale versava nel suo orecchio attento le più sorprendenti frottole, le beveva come vino schietto”.
Credere a tutti è da boccaloni, non credere a nessuno porterà l'ingenuo ad essere un fautore del terrapiattismo. CVD ;-)
arz62

sabato 28 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte seconda).




Un professore, bocconiano, si sbilancia con un post a favore dell'Unione europea.
E viene investito prontamente dai commenti di persone contrarie che lo offendono e lo provocano. Come spesso faccio, cito dal saggio di C.M. Cipolla il mantra: il numero dei cretini è sempre sottostimato.
Alt. Non è questo il caso, però: le risposte sono state date in automatico da un computer.
Basta un solo cretino che fa partire i “bot” (risposte in automatico fornite da un computer) e il cretino si moltiplica per cento, per mille, per milioni con l'effetto moltiplicatore degli specchi contrapposti nei saloni dei barbieri dei tempi che furono.
Il cretino, insomma, è uno solo, ma i 999 “bot” sembrano 999 (e oltre) cretini reali in azione.
Cerchiamo di capirci e non si fraintenda: ci sono molti che sono perplessi sul funzionamento dell'Unione europea e sull'efficacia della sua politica. E tra questi ci sono anche quelli che sanno argomentare la loro perplessità con dati, statistiche, informazioni e considerazioni etico-politiche.
I "bot", però, non sono esseri viventi.
Poiché i “bot” utilizzano formule standard, stiate sicuri che la loro caratteristica evidente sarà la ripetitività dei concetti: sempre quelli e, lasciatemi dire, di una noia mortale. 
Purtroppo, a complicare la situazione, esistono persone che rispondono esattamente come un “bot”. 
Un tempo si invitava a diffidare dalle persone che basavano le loro argomentazioni su un solo libro, ora bisogna diffidare delle persone con 5, quando va di lusso con 10, argomentazioni, per altro non particolarmente originali.
Un consiglio: quando in un post ci sono queste parole e/o espressioni: “buonista”, “35 euro”, “Portati X a casa tua!” et similia, non rispondete: o state litigando con un "bot" (e discutere con un “bot” è come discutere con una caffettiera) o state discutendo con un individuo che vi trascinerà al suo livello (...insomma, passerete agli improperi), dopo che avrà esaurito le sue poche cartucce. 
Vedete voi.
Qualcuno dirà: che male c'è?
Be', nell'epoca in cui la formazione dell'opinione pubblica non è più data dai giornali e dalle gazzette, dalla radio e dalla televisione, ma da Internet, ed in particolare da Facebook e da Twitter, il fenomeno è piuttosto inquietante: creare messaggi seriali e ripetuti crea un particolare effetto, in particolare in coloro che si abbeverano solo dalle fonti non sempre limpide reperibili in Rete.
Vi ricordate quando prendevamo per i fondelli babbi e nonni, quando questi ultimi affermavano che una notizia era vera, incontrovertibilmente vera, perché l'avevano sentita alla radio e in TV?
Ora capita lo stesso pur essendo cambiato il mass media.
Ovviamente, in queste occasioni, tutti citano Goebbels: "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.
E Goebbels si intendeva di propaganda. Eccome.
Piccola sorpresa: sappiate che anche questa citazione è un falso ed è la dimostrazione che, pur essendo falsa la citazione, il concetto funziona perfettamente.
Goebbels non ha mai pronunciato la frase che gli viene attribuita, ma poiché l'avete trovato scritto mille volte, sareste stati pronti a mettere la mano sul fuoco che la citazione fosse corretta, vero? (https://attivissimo.blogspot.com/2018/06/fake-news-e-false-citazioni.html )
Anch'io, ovviamente, novello Muzio Scevola, fino a poco tempo fa, l'avrei fatto, ma sappiate che le cosiddette “fake quote” sono numerosissime (da Galileo Galilei a Voltaire e a Maria Antonietta); evidentemente il falso ha pagato profumatamente da tempi immemorabili in era pre-Google.
Ora sappiamo che dietro ai “bot” ci sono dei manipolatori di professione (tra l'altro ammirati dal neoeletto presidente della RAI...andiamo bene!), prezzolati da movimenti politici o da Stati che hanno interesse a influenzare gli indirizzi politici di altre nazioni.
Purtroppo, tra i nuovi governanti, c'è chi pensa che la Rete sia il futuro della Democrazia e che i Parlamenti siano luogo frequentato solo da parassiti e sfaccendati.
Il mito della Democrazia diretta, che, sia chiaro, è bellissimo in sé, presuppone, però, l'esistenza di buoni selvaggi in comunità piccine e su terra ferma.
Trasferirlo nelle realtà complesse e liquide è un'ingenuità; ci sono branchi di squali manipolatori dell'opinione pubblica che sarebbero in grado di ridurre in brandelli qualsiasi presa di posizione, anche la meglio argomentata e pacata. 
E l'ingenuo professore bocconiano se n'è accorto. Tardi.
arz62

giovedì 26 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte prima).

La notizia è qui: La Stampa.



Non so che vita facciano tali personaggi.
Me li immagino, purtroppo, come tutti noi: avranno figli, qualche animaluccio, i nipotini, faranno feste di Compleanno, di Pasqua e di Natale.
Godono di affetti.
Eppure il loro lavoro è inventare notizie per seminare odio e zizzania.
E non se ne vergognano punto, neanche un po'!
E questa donna non esita a definirsi “ricercatrice indipendente”.
Ricorda quelle ragazze che al telefono di numeri internazionali simulano orgasmi e dicono zozzerie prezzolate, mentre mestano il ragù per il marito e per i figlioli; mentre queste ultime, però, soddisfano a distanza le esigenze di qualche perverso di turno, la ricercatrice Francesca Tonolo indirizza le perversioni mentali dei poveri di spirito verso scelte politiche sempre più abberranti, inventando notizie e manipolando le notizie vere ad arte. 
Prezzolata da un movimento politico.
C'è da soffocare. E non per la puzza di merda che in qualche modo avrebbe a che fare con la natura, ma con le polveri sospese di quello che è rimasto dalla combustione dolosa della democrazia, del buon senso e della civiltà politica di una nazione.
arz62

mercoledì 25 luglio 2018

Cretini e delinquenti. Dio li fa e poi li accoppia.

Intervento sui cretini che hanno augurato quello che si è verificato oggi. Miserelli.
Buone notizie invece sul delinquente che ha sparato alla piccola rom: è stato individuato ed è un ex impiegato del Senato. Quando anche i pensionati si divertono al tiro a segno non sportivo, però, c'è da preoccuparsi. E molto.

Ma ecco quello che ho scritto in precedenza:
Sergio Marchionne è tra la vita è la morte. Non è il momento di far commenti. More solito, su Twitter, in particolare, i cretini di turno hanno incominciato il loro balletto di auguri indegni. Pochi giorni fa un signore davanti alle telecamere ha auspicato che si utilizzassero proiettili veri contro i Rom. Mentre i leoni da tastiera appartengono alla categoria dei cretini la cui consistenza numerica è sempre sottostimata, il signorotto di cui sopra si è macchiato di numerosi reati (e chi parla di reati di opinione non è meglio di lui perché non capisce una cippa), ma sembra che non si muova foglia. La Magistratura zitta e gli organi di informazione in imbarazzo. Metto insieme i pezzi del puzzle: il diritto alla vita appartiene a tutti. Al ricco Marchionne che è ora un uomo come gli altri davanti alla morte e alla piccola rom che probabilmente rimarrà paralizzata per l'atto di un criminale sia razzista o meno. Noto che per il primo, vittima o di un evento naturale o di un errore umano non doloso, si stanno giustamente sbracciando in molti , per la seconda, anche a fronte di reati conclamati e volontari, sta calando il solito e inquietante silenzio di chi ha la coscienza sporca. E la responsabilità politica di ciò che sta accadendo è chiara a chi ha occhi per vedere.
arz62

domenica 1 luglio 2018

Il ritorno degli untorelli.

Per capire il senso delll'intervento è necessario leggere questo post: Complottisti


Usare immagini di bambini sofferenti e nel caso specifico morti può essere una forma persuasiva scorretta.
I bambini sofferenti esistono anche fuori dall'obiettivo di macchine fotografiche e delle videocamere. D'accordo.
Prendere però un'immagine reale, modificarla e renderla agli occhi dell'opinione pubblica “falsa” si spiega solo così: o si ha un tornaconto personale (mi riferisco ai siti acchiappaclick che sfrucugliano sui sentimenti razzisti dominanti per raccogliere soldi facilissimi attraverso la pubblicità) o si è complottisti a oltranza (e sto parlando di coloro che non credono che l'uomo sia allunato e che gli ebrei nelle Torri gemelle non si siano presentati al lavoro perché sapevano che cosa sarebbe successo). Mentre i primi sono sicuramente dei “banditi” secondo la definzione di C.M. Cipolla nel saggio "Le Leggi della stupidità umana", ossia hanno un tornaconto personale a danno degli altri, i secondi, a mio avviso, non sono solo “stupidi”, nella definizione edulcorata del grande economista, ma stronzi emeriti, psicotici e autolesionisti.
E' vero: in realtà, hanno un tornaconto personale nell'immediato, ossia qualche like da parte di qualche analfabeta funzionale, ma stanno inquinando in maniera irreversibile la fonte di informazione da cui si abbeverano loro e gli altri.
Perché essere diffidenti è bene, non fidarsi di nessuno è male poiché si seguiranno, temendo di sbagliare, solo i propri borborigmi, come fanno i vecchi ipocondriaci.
Gli avvelenatori di pozzi, insomma, gli untorelli esistono e appestano l'aria di tutti.
Sappiano, però, che le vittime dei loro atti non saranno solo i loro nemici (le zecche, i buonisti, le ONG, i Comunisti and so on), ma prima o poi anche loro stessi e i loro cari.
Che peste (immediata e mortale) li colga e che il vermocane divori loro le budella!

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