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venerdì 30 novembre 2018

Il "presente remoto"... che brutto tempo!


Purtroppo, il M5S ha qualche problema con i verbi. Una cosa è dire “Sto stampando” e un'altra “Sto per stampare”: si vuol abolire la differenza tra fase progressiva e imminenziale dell'azione. L'errore più grave è stato, però, festeggiare con i visi stralunati sul balconcino la sconfitta della povertà con un passato prossimo: “Abbiamo abolito la povertà” per poi, forse, tra breve, non si sa da chi, ventilare la stampa di una tessera che permetterà di sconfiggere una povertà che dovrebbe risultare già sconfitta.
Ci si lamentava dei congiuntivi, mentre il dramma è questo presente indicativo che sa sempre più di passato, con il ritorno della propaganda più becera da parte del M5S, condita sempre più dalla supponenza (“Questo lo dice lei!”), mascherata da uno stile assertivo farlocco che va però tanto di moda e accompagnata dallo sfoggio muscolare da parte del suo alleato a corroborar tesi tutte da dimostrare.
Stiamo per vivere o stiamo già vivendo un terribile “presente remoto”. Che brutto tempo! ;-)

lunedì 20 agosto 2018

Propaganda 6.1.0

Ipotetica copertina del libro sulle "Face news" che l'Umorista umorale intende propinare ai suoi lettori.

giovedì 26 luglio 2018

Gli avvelenatori di pozzi (Parte prima).

La notizia è qui: La Stampa.



Non so che vita facciano tali personaggi.
Me li immagino, purtroppo, come tutti noi: avranno figli, qualche animaluccio, i nipotini, faranno feste di Compleanno, di Pasqua e di Natale.
Godono di affetti.
Eppure il loro lavoro è inventare notizie per seminare odio e zizzania.
E non se ne vergognano punto, neanche un po'!
E questa donna non esita a definirsi “ricercatrice indipendente”.
Ricorda quelle ragazze che al telefono di numeri internazionali simulano orgasmi e dicono zozzerie prezzolate, mentre mestano il ragù per il marito e per i figlioli; mentre queste ultime, però, soddisfano a distanza le esigenze di qualche perverso di turno, la ricercatrice Francesca Tonolo indirizza le perversioni mentali dei poveri di spirito verso scelte politiche sempre più abberranti, inventando notizie e manipolando le notizie vere ad arte. 
Prezzolata da un movimento politico.
C'è da soffocare. E non per la puzza di merda che in qualche modo avrebbe a che fare con la natura, ma con le polveri sospese di quello che è rimasto dalla combustione dolosa della democrazia, del buon senso e della civiltà politica di una nazione.
arz62

sabato 5 dicembre 2015

Italia, coraggio!


So di essere un  rompiscatole, ma la morte della virgola mi crea un fastidio incredibile.
Il PD , per corroborare una linea politica che rischia di essere percepita solo come un'imposizione dall'alto, sta allestendo banchetti in tutta Italia , credo, al fine di magnificare e pubblicizzare l'azione politica finora svolta ( senza coinvolgere troppo la base) dal governo Renzi.
Lo slogan prescelto è "Italia coraggio!", senza virgola .
Credo che l'omissione della virgola sia un errore non volontario: il punto esclamativo alla fine mi sembra prova sufficiente per credere che l'Italia destata dal suo torpore sia un complemento vocativo bello e buono e che l'appellarsi al coraggio sia un invito agli italiani perché investano un po' nel proprio futuro in tempi cupi ( equivale al "Forza e Coraggio").
Be', ma la virgola non c'è. "Italia coraggio" ricorda vagamente la "Mamma coraggio", la mamma di Cesare Casella che chiese la liberazione del figlio sequestrato per ben due anni dalla 'ndrangheta, esponendosi in prima persona in una specie di Via Crucis nella Locride.
La domanda, come suol dirsi, sorge spontanea: da chi siamo stati fatti prigionieri? da quale forza oscura dobbiamo ribellarci affidandoci al nostro coraggio? ;-)
arz62

http://www.partitodemocratico.it/gCloud-dispatcher/28e43fe2-8523-4886-9efe-9ce9a3f097f3

domenica 10 febbraio 2013

La classe operaia va in TV ( muta ).






Gli operai sono seduti. Hanno le loro belle tute blu ( in realtà sono azzurre) e sono seduti vicino a tavole ben apparecchiate con la tovaglia, con la bottiglia di spumante o di vino e la bottiglia dell'acqua.
Un omino cerca di rompere il ghiaccio: racconta barzellette, fa appello all'anticomunismo viscerale, disegna il mondo come lo vede lui. 
Loro guardano e non fanno un cenno; quando la telecamera incrocia i loro sguardi, gli operai guardano da un'altra parte. D'altronde, fanno parte dello sfondo e lo sanno.
Le parate militari  a Berlino in prossimità della fine prevedevano uno sfondo scenografico fittizio di palazzi per coprire le rovine della città distrutta ovviamente inutilizzabili per le riprese cinematografiche di regime. Ecco l'omino come sfondo preferisce gli uomini.
E loro hanno come loro armi di boicottaggio lo sguardo e il silenzio, simili in tutto a quelle degli schiavi ai ceppi. 
Alla fine parte qualche applauso il cui senso è racchiuso nelle menti di chi ha partecipato all'assurdo evento.
 arz© 
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martedì 22 novembre 2011

Lingua quarti imperii

Vi infliggo una mia ossessione. Perdonatemi. E' un libro che ho trovato illuminante e lo ha scritto un filologo in tempi bui: Victor Klemperer, "LTI La lingua del Terzo Reich", Giuntina.
Va bene anche per il quarto, per quello che, forse, abbiamo evitato.
"...la LTI non faceva alcuna distinzione tra lingua scritta e lingua parlata. Anzi, tutto in lei era discorso, doveva essere allocuzione, appello e incitamento. [...] Lo stile obbligatorio per tutti era dunque quello dell'imbonitore"    ( pag.41)
©arz
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