Visualizzazione post con etichetta povertà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta povertà. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2019

"L'ottimismo è il sapore della vita!" sive i cultori delle magnifiche sorti progressive nel secol superbo e sciocco.



L'ottimismo è una bella cosa: essere ottimisti ti sprona a fare meglio (e lo dice uno che ha l'umor/huomor nero in corpo).
Essere ottimisti, però, sapendo che le conseguenze del nostro agire non ricadono su noi stessi (che, spesso, abbiamo una condizione di relativo privilegio), ma su chi non ha nessun paracadute nel caso di crisi non è solo vuota beotaggine, ma crudeltà.
Insomma, gli appartenenti dell'attuale classe politica che si dichiarano ottimisti ed entusiasti per le magnifiche sorti progressive, nonostante i numerosi scricchiolii dell'edificio, mi ricordano tanto i venditori di elisir di lunga vita che, nella miglior delle ipotesi, contano in cuor loro sull'effetto placebo dell'intruglio.
Solo un consiglio a chi comanda: pacato ottimismo o temperato pessimismo, perché l'icona più significativa e tragica nel contempo di questi nostri tempi confusi non sia la faccia raggiante di un giovane che festeggia la “fine della povertà” senza neanche provare a ridere di se stesso.
arz©

venerdì 30 novembre 2018

Il "presente remoto"... che brutto tempo!


Purtroppo, il M5S ha qualche problema con i verbi. Una cosa è dire “Sto stampando” e un'altra “Sto per stampare”: si vuol abolire la differenza tra fase progressiva e imminenziale dell'azione. L'errore più grave è stato, però, festeggiare con i visi stralunati sul balconcino la sconfitta della povertà con un passato prossimo: “Abbiamo abolito la povertà” per poi, forse, tra breve, non si sa da chi, ventilare la stampa di una tessera che permetterà di sconfiggere una povertà che dovrebbe risultare già sconfitta.
Ci si lamentava dei congiuntivi, mentre il dramma è questo presente indicativo che sa sempre più di passato, con il ritorno della propaganda più becera da parte del M5S, condita sempre più dalla supponenza (“Questo lo dice lei!”), mascherata da uno stile assertivo farlocco che va però tanto di moda e accompagnata dallo sfoggio muscolare da parte del suo alleato a corroborar tesi tutte da dimostrare.
Stiamo per vivere o stiamo già vivendo un terribile “presente remoto”. Che brutto tempo! ;-)

mercoledì 9 agosto 2017

I ricchi e i poveri. Pooh!

Prima si legga qui:
Filippo Pizzolato

Poi si legga qui:
Vacchi

Se non sapete chi sia Vacchi, saltate a piè pari il mio commento.

Scusate la condivisione poco umoristica, ma la sinapsi mi è partita leggendo le disavventure di Vacchi.
Quando un popolo ammira e aspira ad essere come coloro che lo rendono povero economicamente e culturalmente, c'è ben poco da fare. Vacchi ovviamente è solo un simulacro cafonal (come lo sono Balottelli, Corona e simili) della ricchezza reale. Quest'ultima se la spassa e ride dei milioni di deficienti che vorrebbero entrare nel circolo del golf. Se sapessero di essere la favola dei loro sfruttatori, i poverini, consci di essere stati ingannati, oltrepassata la portineria di un luogo a loro precluso, potrebbero pensare a un utilizzo più creativo di ferri e legni. Passo e chiudo. 


venerdì 19 dicembre 2014

Embè?

La notizia è questa: http://www.lastampa.it/2014/12/18/italia/cronache/i-francescani-in-dissesto-finanziario-la-lettera-choc-lordine-sommerso-dai-debiti-BN2F76SnvBC91XVjBzpbPL/pagina.html


Translate