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lunedì 26 settembre 2022

Lo "spin doctor" in saldo dà consigli a Richetto, nel giorno del dolore.

Caro Richetto,

sono uno “spin doctor in saldo”. Ho dato recentemente consigli a Capitan Findus e alla Ducia (il primo non mi ha calcolato e mal gliene incolse, la seconda un po’ mi ha dato retta, anche se la scena dei meloni mostrati a bilanciere in primo piano davanti alle tette e l’ammicco con tanto di strizzatina d’occhio hanno rischiato di compromettere tutto).

Il mio Pay Pal , nonostante le mie dritte, è, però, ancora a secco.

O sono taccagni forte o forse hanno problemi di finanziamento, mah!

Pertanto, mi rivolgo a te, in questo triste lunedì postelettorale per darti il mio umile consiglio.

Già, ti avviso, hai incominciato male: dici di non volerti ripresentare alla presidenza (benissimo), ma addossi la colpa del disastro a Conte.

Non funziona.

Certo non ci si mette a frignare come il bambino con le mani nella marmellata, ma virilmene si ammettono gli errori: aver allattato a lungo le due serpi in seno al partito e il non aver previsto un’alleanza con il M5s per le elezioni sono state due evidenti belinate.

Se ci tenessi ancora ad apparire ancora degno di fiducia, dovresti, insomma, assumerti le tue responsabilità. Anzi calcare la mano. Sai benissimo che il fallimento del PD parte da quando il tuo partito ha incominciato a parlare come la destra e sai di chi parlo.

Orbene, ordunque. Dimettiti, ma fa’ sì che un personaggio nuovo, possibilmente donna (che ne so la Elly Schlein) prenda le redini del partito.

Ritorna di tanto in tanto a Parigi per smaltire l’ubriacatura liberista che ha dominato l’ex Partito Comunista, ma sta’  fermo al tuo posto di consigliere.

L’unico errore che NON devi fare è dare una mano al nuovo governo Meloni.

Imponi dei diktat interni: dove c’è un Meloniano non ci deve essere un Piddino. Non si dialoga con loro! Manco si prende un caffè ! Innanzi tutto, non devi fornire al governo il tuo aiuto, fornendo loro i tecnici che sappiano come funziona uno Stato.

Non li vedi che, appena vinte le lezioni, incominciano già a chiedere aiuto? 

Lo sanno anche loro di essere degli sprovveduti e che per pilotare un aereo non basta aver giocato con qualche simulatore sul PC di casa! Sono 70 anni che non vedono l’ora di volare, ma, diciamocelo, non hanno studiato tanto.

I bottoni nella stanza dei bottoni sono tantissimi e bisogna premerli in un certo ordine, eh!, sennò l'aeroplano si schianta da qualche parte!

Ecco, siccome tra i tuoi c’è il fior fiore di professoroni (quelli che i destrorsi odiano, quando sono all’opposizione) che potrebbero addestrare i testacchioni, muoviti perché non accettino le offerte di collaborazione (che saranno generose: non son mica soldi loro!).

Lo so, cominceranno con il solito piagnisteo: “Non siete patrioti, non volete bene all’Italia” and so on.

Ripeti il mantra: “Ora avete il potere: governate! Ora avete il potere: governate!” 

Ovvio che vogliano coinvolgervi nelle scelte impopolari, ma lo faranno solo per rinfacciarvelo il giorno dopo.

Insomma, Richetto, invita i professoroni a Capalbio, invia prodotti tipici a casa loro, insomma, tienili buoni. Non illuderti: qualche tecnico ce l’hanno anche loro, ma per far funzionare la macchina dello Stato ci vuole una squadra e non bastano solo due o tre esperti.

Non vado oltre finché non vedo la pilla. 

Ti lascio il link per finanziarmi: https://paypal.me/arz62.

Costo poco! Sono in saldo!

                                                                  Ciao, Richetto, non deludermi!

                                                                     Arz, lo spin doctor in saldo

 


sabato 10 settembre 2022

Meloni vs Peppa Pig, uno scontro impari.

 

Cari venti lettori dei miei post (sì, non siete di più, sappiatelo!), so che qualcuno di voi incomincia a sospettare che io ce l’abbia con Giorgetta.

Sì, è vero, ce l’ho con lei per non aver reciso il cordone ombelicale con il fascismo (ci aveva provato Fini, ma è diventato bolo e poi deiezione del Caimano, vi ricordate?), ma c’è un motivo più semplice della mia attuale acrimonia: Giorgia è zuccona.

Io ho profuso numerosi e preziosi consigli a lei come li ho profusi a Capitan Findus.

Vista la situazione economica che mi vedrà bruciare il mio parquet per riscaldare la casa, mi sono offerto come “spin doctor”, in saldo, ovviamente.

Non chiedo tanto: solo un contributo di pochi euro (l’indirizzo è sempre questo:  https://paypal.me/arz62).

Niente.

Neanche un euro. 

Giuro. 

Da una decina di anni qual Cassandra inascoltata non vengo né preso in considerazione né pagato.

Nonostante la congiuntura sfavorevole, ho ultimamente consigliato a Giorgia un profilo basso e di lasciare fare alla Sinistra che è maestra nel distruggere le proprie scarse possibilità di vincere le elezioni.

E che mi combina mai Giorgia? Se la piglia con Peppa Pig!

Va be’, riprovo con Capitan Findus: vuole recuperare qualche voto fagocitato da Giorgetta e in particolare dal M5S?

Si smarchi dalla posizione della Ducia sul “reddito di cittadinanza”: perderà l’appoggio formale di Confindustria e dell'elettorato berlusconiano (ma dopo le elezioni si potrà sempre invocare le cause di forza maggiore per eliminarlo), ma, aprendo la porta a una speranza, ovviamente escludendo ogni poverazzo pur italiano, ma di origini dubbie, si recupererà qualche punto percentuale.

Ricordo al Capitano dove depositare l’obolo per il mio consiglio ( https://paypal.me/arz62).

Attendo fiducioso.

Spero che qualcosa dei 49 milioni di euro sia rimasto in cassa.

E, Giorgia, non prendertela con Peppa! 

Ti farà a pezzi lei! 

Baciale la coscia come fa il tuo degno compagno! 

Dammi retta e lascia l'obolo (ti ricordi dove? Non vorrei essere insistente! https://paypal.me/arz62)!

giovedì 21 luglio 2022

Plebisiciti di parole. I sostenitori di Draghi e la retorica populista.

 I dittatori, tanto per lasciare una parvenza di democrazia, di tanto in tanto, si piegano ai plebisciti che in genere raccolgono il 95% dei consensi. Poiché siamo ancora fortunatamente in democrazia, non ci sarebbe bisogno di ricorrere a questi ridicoli barbatrucchi, ma il populismo che è l’anticamera di ogni svolta antidemocratica ha bisogno di plebisciti di parole.

Ci scandalizzavamo, e a ragione, quando Capitan Findus con il suo 17% parlava a nome di tutti gli italiani, ci scandalizziamo nello stesso modo ora che qualcun altro ne segua il pessimo esempio.

L’Italia, fino a prova contraria, non è aprioristicamente con Draghi, se non nel wishful thinking di chi ne è sostenitore e se non quando delle libere elezioni, garantendogli una maggioranza, lo sanciranno.

Inoltre, l'affermazione che il Parlamento va contro l'Italia è di notevole gravità, se non fosse stata affidata alle alucce di Twitter.

Un altro elemento anomalo dei tempi è la raccolta alle armi (ahi!) dei fedeli, secondo la solita logica che contrappone Guelfi e Ghibellini, tipica delle tifoserie calcistiche.

La levata di scudi delle categorie professionali o meglio dei loro vertici (compresi “gli eroi del Covid”) mi preoccupa assai e sancisce solo il grado di dipendenza che legano queste ultime al mondo politico, il che non fa loro onore.

Il populismo come il nazionalismo, insomma, come ben si vede,  non è malattia che colpisca solo una parte politica.

Quando qualcuno confonde la parte per il tutto, a mio modesto avviso, non fa solo cattiva retorica, ma pessima politica. Senza contare che, quando le vacche sono tutte grigie, la propensione al nero che notoriamente snellisce le noiose pratiche democratiche si alimenta e prende vigore.

lunedì 25 ottobre 2021

Il paradosso di Capitan Findus e della Ducia.

 Il Capitano e la Ducia, non mi danno retta. Per niente. Eppure sono uno spin doctor in saldo! Niente da fare. Ci riprovo con una letterina.

“Caro Capitan Findus e Cara Ducia,

                                                   so che la vostra vita è difficile: lenire i mal di pancia della ggente con i cerotti populisti non è una passeggiata e scavare sul fondo per convincere un elettorato riottoso a votarvi è impresa improba.

Però, scusatemi la franchezza, ultimamente non ne avete azzeccata una. 

All’inizio della vostra impresa, d'accordo, il terrore dell’invasione etnica ha funzionato benino: bastava postare la foto di un migrante con una Mercedes per scatenare l’invidia dei più che viaggiavano e viaggiano con la Panda. 

Scatenare gli istinti giustizialisti, invocando forche e capestri o giustizia alla bella e buona nel nome della legittima difesa, era un po’ truce, ma funzionava abbastanza.

Poi, a corto di minoranze (anche se consistenti) vi siete buttati sui neofascisti nostalgici e sui no-vax.

E lì avete toppato alla grande.

 Sia i nostalgici del tempo che fu sia i no-vax e no-green pass non superano il 5% della popolazione.

E qui vi siete incasinati nelle scatole cinesi.

Che cosa intendo?

Ve lo spiego in poche parole (ma posso fare anche i disegnini, se volete): perché il vostro gioco funzionasse, era d’obbligo trovare, tra gli indecisi (non tra quelli che costituiscono il vostro zoccolo duro e che vi voterebbero senza muovere un neurone), bianchi frustrati e giustizialisti, ma anche col busto del Buce in salotto e diffidenti di ogni medicinale di Big Pharma. Aspirina compresa.

Invece, ahivoi, il mondo è più complesso di quel che vi immaginate e i pezzi del puzzle non combaciano: lasciamo perdere cinesi o nigeriani no-vax che non vedono di buon occhio il vostro sospetto che ci sia un tentativo di invasione silente. Va be’, poco male: questi non votano.

Ma…ma… ci sono giustizialisti che appenderebbero al muro ogni ladro di mele, ma che, ahivoi, non diffidano di Big Pharma e abusano di Aulin e altri che di dividere il loro divanetto con i fanatici del Mascelluto o del Baffino non hanno gana.

Ci sono, poi, neofascisti convinti che sono per lo Stato Forte e che imporrebbero il vaccino anche alle paperelle.

Devo continuare? A forza di cercare nelle nicchie delle nicchie, vi siete persi.

La Ducia poi, sfidando il ridicolo, se la sta prendendo persino con Richard Gere senza sospettare che alcune fanciulle in orbace si farebbero volentieri un giretto con il bel fascinoso anche se passatello.

 Insomma, a forza di ravanare sul fondo della gromma del barile lo 0,1% vi perdete parti del vostro elettorato, capito? E la tartaruga rivoltata e rivoltante di CasaPound non raggiungerà mai così l’Achille pacioso della borghesia sonnolenta.

Tornate, orsù, a mirare al grosso del corpo sociale come fa l’innominabile e Inossidabile, allo zoccolone durissimo di chi non vuole pagare le tasse e vuol  godere, nel contempo, di servizi pubblici efficienti.

Sì, coloro che la pensano così sono un po’ tardi di comprendonio, ma costituiscono la maggioranza reale del nostro disgraziato Bel Paese.

Datemi retta. 

E versate un paio di euro sul mio conto Paypal, perdinci! Spilorci!

                                                                                                                 Il vostro spin doctor in saldo”.

giovedì 8 aprile 2021

Giochino bipartisan. The new "Impera et divide".

 

Vecchio giochino, un tempo trastullo di Capitan Findus, ora bipartisan:

1- Prendi una categoria piccola e mal rappresentata in parlamento: giovani, psicologi trentacinquenni, carcerati, intellettuali, lavoratori dipendenti et similia.

2-Additala come privilegiata per qualche motivo: i giovani hanno tanto tempo davanti a loro (Leopardi e Verga docent), gli psicologi che vendono aria fritta si vaccinano prima degli altri, i carcerati altrettanto e per di più sono dei delinquenti per cui bisogna buttar via la chiave, gli intellettuali vendono parole e non producono nulla, i lavoratori dipendenti, of course, non fanno un tubo e rubano lo stipendio.

3- Butta nei social , cinguettando quel che basta, dall'alto del tuo scranno (sei un uomo politico, perdinci!) la tua sentita riprovazione per tali immeritati privilegi.

4-Lascia sollevare la nebbia dell'indignazione del popolino o meglio del popolaccio che vive nel fango  e che ama rotolarvici; ovviamente quest'ultimo non pensa mai di potersi ribellare di chi farà di lor salsicce, ma ama scagliarsi, come diversivo meno pericoloso, contro i poveretti della città e contro la bella lavanderina.

5-Non far mai vedere nella caligine chi sono i veri privilegiati, i politici tuoi sodali e i ricchi in primis, che sono quelli che garantiscono che il tuo scranno sia solidamente inchiodato sulla predella.

6-Non parlare di Patrimoniale perché sennò Libero si arrabbia.

7-Quando la nebbia cala, riprendi dal punto 1.

Comanda e fotti gli ingenui is the new "Impera et divide". Sempre e comunque.

sabato 10 ottobre 2020

Mafia gentile. Per capi delicati.

 

Le scoppole non solo nei sondaggi, ma direttamente nelle elezioni, stanno spingendo Capitan Findus a un ripensamento della propria politica.

Poiché sono zucconi, i leghisti ci arrivano solo ora, ma io, disinteressatamente o meglio per un piccolo obolo su Paypal, li avevo avvertiti a tempo debito: raccogliere la bava degli arrabbiati va benissimo per avere un momentaneo successo elettorale fintanto che fa la schiuma, ma, se si vuole mantenere il potere, si deve sempre considerare la tendenza al percolamento della saliva dei movimenti “apolitici” e “anticasta” e, in tal caso, si rimane a secco.

Insomma, chi ha serie intenzioni di governo deve fare i conti con un elettorato, quello italiano, che a parole spargerebbe sangue a destra e a manca dei nemici reali e immaginari, ma che, in realtà, nei fatti, ama fare quello che ha sempre fatto: occuparsi dei fatti propri senza che qualcuno rompa troppo le scatole.

I due errori di Capitan Findus sono sempre gli stessi: accarezzare il micio del neofascismo, dar croccantini al popolo dei bavosi giustizialisti con la Colt in mano e, non ultimo, ma ben più pericoloso, costituire corpo spongioso per le infiltrazioni della malavita al Nord e al Sud d'Italia. E se una sua esponente, improvvidamente, è andata strologando di una “mafia sensibile”, non è per caso: vuol dire che si è sentita autorizzata, pur di raccatar voti, e nell'ottica regionalistica della sua prolusione, dall'atteggiamento ambiguo del suo partito. 

Su, il conto Pay Pal è aperto. Bastano pochi euro e poi potete sempre attingere dai 49 milioni! . ;-)


lunedì 10 agosto 2020

Fasi di decongelamento delle idee di Capitan Findus.

 


Fase 1- Si scopre che qualche deputato ha usufruito dei 600 euro in aiuto per le partite IVA in difficoltà.

Mossa del Capitano: - Vogliamo l'espulsione immediata dal Parlamento e la pubblica gogna.


Fase 2- Trapela la notizia che vi sia invischiato qualche Leghista.

Mossa del Capitano: -Ci sarà Processo interno e la sospensione dal Partito.


Fase 3- Si dice che su cinque tre sono Leghisti.

Mossa del Capitano: La legge è scritta male ed è colpa del Governo.


Gli uomini dalle idee solide si riconoscono nelle difficoltà, quelli dalle idee stolide dipendenti dalla temperatura del ventre del Paese in ogni occasione.

venerdì 10 luglio 2020

La Satira e la Bestia

La vignetta di Antonio Cabras ripresa e commentata sul sito del leader della Lega:
 


Intendiamoci. Il Capitano non è obbligato a farsi grasse risate davanti a una vignetta satirica sgradita: può non condividerne lo spirito, trovarla di cattivo gusto e persino trovarla ingiusta e esteticamente brutta.
Da quando esiste, però, la Satira ha connaturato il gusto della provocazione: il piattone da cui deriva il termine “satira” indica un piatto pieno, ricco di primizie, destinato agli dei più che agli uomini.
E in un piatto misto c'è di tutto: la dorata cipolla, la croccante mela cotogna, il puzzolente cavolo nero e l'odiosa carotina. Difficile accontentare tutti.
Per questo motivo, non intendo spiegare la vignetta di Antonio Cabras che ha tanto indignato Salvini.
Le vignette non si spiegano: o si capiscono o non si capiscono.
Se non si capiscono, si passa ad altro, magari incolpando l'autore per la sua oscurità e la sua incapacità comunicativa, se si capiscono e si approvano, si ride più o meno di gusto, attivando un po' le sinapsi, se si capiscono e non si approvano, si sopporta stoicamente l'umiliazione, la punzecchiatura e il fastidio, confidando sul fatto che la puntura di un tafano fa male, ma difficilmente è mortale.
Ricordiamoci sempre che chi si occupa di satira è armato solo di una matita, l'uomo politico ha potere e può smuovere mari e monti.
Insomma, la lotta, e dovrebbe essere evidente per tutti, è impari e, pur godendo di notevole libertà d'espressione, il disegnatore satirico combatte da solo (e spesso senza nessun vantaggio economico) contro i propri personalissimi mulini a vento che spesso hanno la consistenza della carta velina.
Scatenare i propri sostenitori e fan contro un disegnatore satirico è un eccesso di difesa (per nulla legittima) che non promette bene da parte di chi detiene anche una dracma di potere: gli uomini politici che utilizzano la propria influenza contro i disegnatori sgraditi non sono mancati e non mancano, ma sono nella migliore delle ipotesi degli autocrati, nella peggiore dei dittatori a tutti gli effetti. 
In una democrazia, anche imperfetta, chi si occupa di satira dovrebbe godere della sacrosantitas attribuita ai tribuni della plebe dell'antica Roma. Violarla comporta qualche rischio: i plebei che sono le membra dello Stato potrebbero ritirarsi su qualche Aventino e la classe politica, il vorace stomaco perennemente affamato, sarebbe costretto a sopportare le rane nella pancia e, quel che è peggio, a guardarsi le spalle perché per magia , come ci insegna la Storia recente, capita spesso che l'innocuo e morbido lapis si trasformi in resistente travertino o in ramata monetina ammonitrice.

martedì 26 maggio 2020

Ricetta P2: Merda flambé


Ingredienti: Merda abbondante e Farina 007.
Difficoltà: Cinque Stelle.
Tempo di cottura: due settimane.


Pubblica un'intercettazione sui giornali di area berlusconiana per preparare la base.
Ricopri il tutto con informazioni di Farina 007.
Annaffia abbondantemente di sfiducia la Magistratura.
Lascia macerare sui Social per una settimana.
Avvicina il piatto al fuoco dell'egocentrismo dei partitini agonizzanti e della vanagloria degli ex dipendenti delle TV di Berlusconi capitati per puro caso nella Giunta delle Immunità.
Butta nel cesso espressioni come “La Legge è uguale per tutti”, “Stato di Diritto” ormai combuste.
Servi al popolo la merda flambé e convincilo che il piatto è prelibato.
Batti le mani al cuoco nizzardo.
Voilà!

giovedì 23 aprile 2020

L'infantilismo non infantile dei mestatori.


L'errore (in cui sono incorso anch'io. Mea culpa!) di scambiare il linguaggio infantile di certi personaggi della politica e dell'informazione con l'infantilismo della persona stessa va evitato come la peste.
E' inutile (e controproducente) dare del bambinone al Capitano che si strafoga di Nutella, nel contempo prendendosela, mandando bacioni, con il nuovo nemico di turno (Cinese, Albanse, Rom, Immigrato, Comunista and so on...),  o dell'ubriacone a Feltri che dice papale papale che i meridionali sono “inferiori”.
Al bimbo e all'ubriacone (o al pazzo) concediamo il beneficio di inventario dell'inconsapevolezza e l'azione più aggressiva nei loro confronti per certe esternazioni sarà di conseguenza il buffetto sulla guancia.
Prendeteli per adulti consapevoli delle loro parole. E agite di conseguenza. Senza sconti.

giovedì 16 aprile 2020

L'impunità di gregge. Facci! Facci pure!


Intendiamoci: chiudere in casa un'intera popolazione non è cosa semplice. Se in parte l'operazione è riuscita, diciamocela tutta, non è stato il semplice frutto della ragionevolezza di un Popolo e della preveggenza di un Governo illuminato, ma l'imperio della strizza sui nostri sfinteri.
Le immagini dei ricoverati in Terapia Intensiva attaccati al respiratore e la ventilata riffa tra coloro che avrebbero potuto accedere alle cure e gli esclusi per età o per intasamento degli Ospedali hanno fatto sì che anche i più riottosi se ne siano stati per un po' a casuccia.
Ovviamente , anche se l'emergenza c'è ancora, dopo un po', si sono levate le parole di protesta.
I giornalacci dell'Immarcescibile parlano di “sequestro”, di “Stato di Polizia” (proprio loro! Gli ammiratori dei “pieni poteri” di Capitan Findus e di Orban!) o, in termini meno drammatici, di una limitazione della libertà che sta mettendo nei guai economici un fottìo di gente.
Ed è inutile negarlo: è vero.
Ma su uno dei piatti della bilancia, giratela come volete, c'è la pellaccia.
E se doveste scegliere tra l'ossigeno e il pane (senza salame) , anche in condizione di estrema inedia e cacchessia, non ho dubbi che scegliereste l'ossigeno.
Orbene, ordunque: che un Facci faccia il solito fighetto e proclami coram populo che lui “evade” in montagna e infrange la legge in nome della Libertà ci può anche stare. Basta che ci sia un solo Facci e non importa che si comporti così per il Pensiero Liberale o per quello Anarchico o, come succede in Italia, per l'onfaloscopia religiosa dettata dall'individualismo amorale.
Se, però, una ventina di milioni di Italiani ragionassero come il Facci, le nostre montagne non sarebbero solo invivibili, ma il Coronavirus stapperebbe lo champagne.
Il fatto è che il Facci è un giornalista pur senza attico a New York e strepiterebbe come un'oca ingozzata per il patè se fosse sanzionato: parlerebbe di Ingiustizia o di Giustizia ad orologeria e ad personam. Perché non se la prendono con altri? Lui sa benissimo che il suo vicino se n'è andato a fare jogging con la moglie o che esce dieci volte al giorno per “pisciare il cane” con la stranguria! 
Perché le Forze dell'Ordine non rincorrono con i droni 'sti impuniti?
Perché se la pigliano con un eroico martire della Libertà che agisce nel sacro nome del farsi i cazzi suoi, eh?
Insomma, non la tiro lunga: come ogni italiano che si rispetti, le regole per il Facci valgono per gli altri. Per lui no.
E se tutti la pensassero come il Facci e ne seguissero l'esempio, tra l'altro, il Facci sarebbe tra l'altro il primo a lamentarsi.
Avete presente Don Abbondio, quando, dopo la conversione dell'Innominato, si va a rifugiare nel suo castello? Vi ricordate quanto è indispettito di non essere il solo ad avere avuto quell'idea?
Ecco il siparietto con Agnese:

“In molti? in molti?” replicava don Abbondio: “povera donna! Non
sapete che ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro? E poi, se volessero
far delle pazzie, sarebbe un bel gusto, eh? di trovarsi in una battaglia. Oh
povero me! Era meno male andar su per i monti. Che abbian tutti a voler
cacciarsi in un luogo!... Seccatori!” borbottava poi, a voce più bassa: “tutti
qui: e via, e via, e via; l’uno dietro l’altro, come pecore senza ragione.”

La stoccata di Agnese è magistrale:

“A questo modo,” disse Agnese, “anche loro potrebbero dir lo stesso di
noi.”
Ben sappiamo che il Facci, come ogni Don Abbondio che si rispetti, ha l'empatia bassa.
Mettersi nei panni degli altri? Non sia mai!

mercoledì 26 febbraio 2020

Il Bel Paese ai tempi del Coronavirus attraverso l'occhio di Don Lisander. (Terza puntata)


“Arrivati il 14 di novembre, dato ragguaglio, a voce e
di nuovo in iscritto, al tribunale, ebbero da questo com-
missione di presentarsi al governatore, e d'esporgli lo
stato delle cose. V'andarono, e riportarono: aver lui di
tali nuove provato molto dispiacere, mostratone un gran
sentimento; ma i pensieri della guerra esser più pressan-
ti: sed belli graviores esse curas. […]

Due o tre giorni dopo, il 18 di novem-
bre, emanò il governatore una grida, in cui ordinava
pubbliche feste, per la nascita del principe Carlo, primo-
genito del re Filippo IV, senza sospettare o senza curare
il pericolo d'un gran concorso, in tali circostanze: tutto
come in tempi ordinari, come se non gli fosse stato par-
lato di nulla”.

La macchina burocratica si muove. Lentamente, ma si muove: relazione orale, relazione scritta, timbro e controtimbro.
Poi, dopo che i tecnici si sono decisi a scomodare i vertici, si va col cappello in mano dal potere politico che, cosa non nuova, non capisce una mazza.
Nella logica del benaltrismo il Governatore sbotta: “Perdinci! C'è una guerra in atto! Mi devo preoccupare di ben altro che di un'infezione misteriosa” e, per sovrammercato, dopo aver messo sul piatto le “curae belli”, organizza, visto che non ha tempo da perdere in pinzillacchere, una bella festicciola per le nozze dell'erede, mentre la peste, intanto, dilaga.
Così come oggi, c'è qualcuno che, dopo le ordinanze che vietano o sconsigliano assembramenti , facendo orecchie da mercante o da asino , se si vuole, organizza una bella convention di Partito con 1400 invitati “senza sospettare” e qui c'è l'ignoranza “o senza curare” e qui c'è la leggerezza “il pericolo d'un gran concorso”.

domenica 23 febbraio 2020

A margine del panico suscitato dal Coronavirus



Molti chiedono responsabilità nell'emergenza e poi “Libero” se ne esce con un titolo del genere.
Ovviamente scatta l'indignazione di rito.
C'è chi pensa che i giornalisti di questo giornale e di altri della stessa area o siano pazzi o ubriachi.
Ho già scritto che la foglia di fico della follia e, nel caso di Feltri, dell'Alzheimer e della tendenza al bicchierino di troppo, è deleteria.
Feltri, Senaldi, Belpietro e altri della cricca escono tutti dalla stessa pentola: sono giornalisti cresciuti a pane e Mediaset, il cui Padre e Padrone ancor oggi presumibilmente regge il peso finanziario delle querele e dei risarcimenti per le diffamazioni e calunnie a mezzo stampa per quelli che si definiscono“fuori dal coro”.
L'Uomo di plastica è stato un piduista, ha cercato in tutti i modi di smantellare la Costituzione, ha tenuto rapporti ambigui con la Mafia, è ancora il burattinaio della nostra malatissima Democrazia ed è, in pectore, ahinoi, il nuovo Presidente della Repubblica delle Banane italiane per la nostra Destra.
L'Innominabile, inoltre, tiene per le palle Capitan Findus, anche se il peso politico di FI sembra in fase calante, e sappiamo che opinione abbia della cavallina esoftalma che potrebbe sostituire il cavallo di razza padana, quando si spomperà e diventerà un Ronzinante qualsiasi: 'na zoccoletta (relata refero).
Se ci fosse una Sinistra seria, quest'ultima farebbe un gran casino, con tanto di picchetti, davanti alla redazione dei giornalacci suddetti. 
Ovviamente i summenzionati giornalisti fuori dal coro, ma non fuori di testa, si atteggeranno a vittime: si appelleranno, starnazzando come oche del Campidoglio, al rispetto di quella Costituzione di cui, se avessero pieno poteri i loro manutengoli, farebbero strame. 
Sicuramente non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il finanziamento pubblico per giornali che si caratterizzano quotidianamente per il disprezzo nei confronti della deontologia professionale dovrebbe essere immediatamente sospeso.
Se poi la Sinistra volesse veramente vincere, ma qui parlo da umorista che tira la corda al massimo,  dovrebbe adottare questo semplice barbatrucco: promettere una patrimoniale ad personam che preveda che tutti i beni di Berlusconi e dei suoi accoliti (solo a loro il privilegio dell'esproprio, eh! Gli altri possono pure continuare a pasteggiare a champagne!) siano ridistribuiti equamente ai pensionati al minimo e ai disoccupati.
Insomma, la Rivoluzione partirebbe da una nuova distribuzione delle terre e delle ricchezze. 
Si sa, però, che, quando i contadini si sono messi a fare sul serio a brani i figli dei baroni e dei campieri, il Generale Garibaldi a Bronte ha chiamato Nino Bixio per mettere fine alla carneficina. Ma cosa fatta capo ha . ;-)

lunedì 17 febbraio 2020

Nuove armi di distrazioni di massa: donna e aborto.


Capitan Findus sente odore di gattabuia o meglio di freezer. 
Ecco allora il barbatrucco dell'idiozia sull'aborto prêt-à-porter delle extracomunitarie. 
E' l'ennesima supercazzola per distrarre il pubblico. Purtroppo per lui, lo stratagemma è stato utilizzato già da qualcun altro che è stato smascherato.
Cito dall'ottimo libro di Ece Temelkuran “Come sfasciare un paese in sette mosse” ( a pag.90 del libro edito in Italia da Bollati Boringhieri):
“Il tema dell'aborto è sicuramente più immediato di certe complesse questioni finanziarie [in questo caso giudiziarie], e molto più utile quando si tratta di destabilizzare il dibattito per disperdere le energie politiche dell'avversario. E' un trucco che sembra uscito dal manuale di magia di Erdogan: dici ciclicamente qualcosa di oltraggioso sulla questione femminile; lasci che il pubblico ne sia sbigottito, e tieni accesa la controversia finché qualunque altra cosa tu stia facendo, e che intendi occultare, non sia giunta a compimento”.
Traduco: della donna, in generale, al Capitano non frega un tubo.
Sconcertare tutti con affermazioni sempre più estreme sulle donne serve solo ad eccitare il proprio elettorato reazionario e misogino e a sollevare un polverone nel campo avversario per nascondere i problemi che prima o poi dovrà affrontare: i 49 milioni di problemi relativi all'ammanco di soldi pubblici per il finanziamento del suo partito, i soldini che avrebbero dovuto arrivare da oltre Cortina tra petrolio, gas e biogas puzzolente e un processo, imminente, per sequestro di persona.
Scaldare gli animi serve a decongelare il freezer.

P.S. Si vede che sono incazzato perché non ha deciso di assumermi come "spin doctor" in saldo?

lunedì 10 febbraio 2020

E le Foibe?


Slivovitz o Basovizza? Nessuno ormai nega l'esistenza delle Foibe, ma nessuno oggi, dotato del ben dell'intelletto, penserebbe di farsi un selfie del genere davanti all'ingresso di Auschwitz. Mi sono sbagliato. Scusate.

venerdì 3 gennaio 2020

Gli allegri boia garantisti.

Quelli che oggi plaudono all'assassinio (perché di questo si tratta) di un uomo senza processo, senza passare da un Tribunale, affidando lo sporco compito non a un boia, ma a un drone comandato a distanza, sono sempre quelli che, quando fa loro comodo, sono garantisti, pretendendo tre gradi di giudizio e maledicendo la magistratura cinica e assassina, anche quando si pronuncia in Cassazione. Ovviamente un giorno sì e un giorno no. Come le targhe alterne. Quaquaraquà sono e quaquaraquà rimarranno.

domenica 22 dicembre 2019

Merluzzo Findus, pomodori, verdura e applausi. Il piatto indigeribile del Capitano.


Bossi, che rappresenterà pure il “vecchio” della Lega Nord, sul palco della nuova Lega dice senza freni inibitori quello che in cuor loro pensano molti elettori padani ossia che l'unico motivo per aiutare il Sud è quello di evitare che straripino nelle regioni settentrionali come gli africani.
Capitan Findus vuol fare della Lega un partito nazionale e ha 49 milioni di buone ragioni per aver offerto al vecchio leader la poltrona senatoriale, preservandolo dal bagno penale, e per ospitarlo benevolmente sul palco.
Tutto è lecito nella politica italiana.
Meraviglia assai, però, che a sud del Po non lo piglino costantemente a pomodorate; meraviglia ancor di più che non lo facciano coloro che tra gli elettori meridionali hanno affidato il proprio voto a dei leader che apertamente li disprezzano e vilipendono.
Gli Skiantos, negli anni Settanta, durante i loro concerti, si rivolgevano agli spettatori con il loro ironico: “Siete un pubblico di merda!”, ma non si aspettavano applausi: erano attrezzati a evitare frutta e verdura.
La Lega si aspetta ulteriore consenso e i sondaggi le danno ragione.
C'è qualcosa che non torna.


lunedì 16 settembre 2019

Non c'è niente da ridere se il fantasma di Bibbiano si aggira ancora per l'Italia. Non è un fantasma, comunque: è un vampiro.


Lo sapete: so disegnare e mi diletto di satira politica. Qualcuno potrebbe pensare che la bambina di Bibbiano che non è di Bibbiano salita sul palco di Pontida potrebbe idealmente stimolare la mia creatività e il mio umorismo. 
Per nulla.
So che cos'è il cinismo, quello che ride delle disgrazie altrui, quello, tanto per fare un esempio, di Charlie Hebdò. Anche il cinismo, però, ha un'etica: chi è cinico pensa che non vada bene così come va il mondo e che quest'ultimo debba cambiare. E se non può cambiare, il cinico di tal fatta ritiene che si possa rappresentare nella sua miseria per rendere edotti coloro che non sanno. 
Il globo terracqueo è mota, fango e merda, non ve ne rendete conto?
L'uomo politico che mette in piazza una bambina che dovrebbe rappresentare un caso politico e che sa, perché sa, che non c'entra nulla con quello che vuole dimostrare, non è cinico: confida, e in questo è cinico, sull'infinita dabbenaggine dei suoi adepti, ma dimostra che il mondo gli va benissimo com'è, che non c'è nulla da cambiare, che l'orrore è bellissimo, permettendogli di andare avanti nell'opera di demolizione di ogni empatia per chi soffre.
Perché la sofferenza per persone di tal fatta non è un mezzo di sensibilizzazione per debellare il dolore del mondo, ma uno strumento per mantenerlo ad libitum e al diapason.
Ecco: Capitan Findus non è un rivoluzionario, come ogni tanto si presenta agli occhi degli ingenui, è un perfetto conservatore a cui va benissimo che la realtà sia orribile e che gode dell'orrore dei comportamenti umani, della loro grettezza e della loro lontananza da ogni forma di umanità.
Mi meraviglia, e molto, che una Destra legalista e moderata possa andare serenamente a spasso con lui. Il fantasma di Bibbiano non terrà lontano dall'Italia il Comunismo, ma ogni forma di cambiamento.
Temo che il nuovo partito di Bibbiano senza Bibbiano vampirizzerà a breve quel poco di Destra seria e liberale, senza ucciderla, perché il vampiro, non avendo alcun vantaggio a debilitare troppo il vampirizzato, inoculerà nel suo sangue i germi della sua malattia pur mantenendolo in vita. 
Così come sta facendo in vasti strati della popolazione, trasformando un popolo già incline ad essere immorale e poco vicino ad un prossimo che non coincida con la sua famiglia in un popolaccio urlante della peggior specie, difensore fiero dei forti e implacabile carnefice con i deboli ossia la perfetta incarnazione di un novello Don Abbondio italico con dei canini molto pronunciati, pavido e, nel contempo, feroce e assetato di sangue.

domenica 15 settembre 2019

Sul pratone di Pontida fritto misto sotto costo con odio di scemi vari condito con maionese impazzita





Allora: un pischello, con un curriculum vitae risibile, su un pratone afferma che un Professorone, con titoli e pubblicazioni di tutto rispetto, gli fa schifo.
E i Lucignoli, compagnucci suoi, applaudono sorridenti: "Oh, che coraggio! Abbasso il principio di Autorità! Viva il Paese dei Balocchi!"
Poco male che si infervorino i piccini, ma che gli uomini con la barba e con la saggezza dei vecchi appoggino simili intemperanze da brufolosi studentelli dovrebbe preoccupare assai.
Ecco, qualcuno avverta il pischello che il Professorone è il Presidente della Repubblica e che dicendo quello che ha detto è incorso in un reatone.
Si aggiunga nella spiegazione che il Presidente della Repubblica è il simbolo della Nazione di cui ogni tanto strologano i compagnucci suoi. E sputare su un simbolo è come forbirsi il deretano con la bandiera dei tre colori.
Questo è lo spirito dei tempi: Nazionalisti senza Nazione, Cultori della Bandiera con quest'ultima tra le chiappe, Cattolici senza Papa e giovincelli senza arte né parte, se non la condizione di privilegio data dal fatto di essere stati miracolati dal successo del loro Partito, che sbraitano senza freni cose di cui dovranno presto pentirsi.
E già mi immagino la scena in Tribunale: "Ma mica lo sapevo! E poi tutti intorno a me applaudivano e ridevano!"




[...]
A fine giornata sul pratone ne sono successe altre e di tutte le salse : un energumeno che, dotato di un vocabolario di cinque parole di cui tre sono parolacce, aggredisce un cameraman, un signore attempato che urla a un giornalista di fama :“Tu non sei italiano, tu sei ebreo” e dulcis in fundo, dessert per palati fini, dei genitori di una bambina di Bibbiano che autorizzano la loro prole a salire sul palco per dimostrare in modo paradossale che i bambini non dovrebbero mai essere strumentalizzati. 
Ovviamente quando l'energumeno, il vecchietto antisemita e il genitore della povera bambina verranno portati ad esempio di comportamenti che fanno parte della maionese impazzita che è diventata la Lega, Capitan Findus in testa dirà, com'è successo alla signora che ha rifiutato di dare in affitto la casa a una meridionale e che ha rivendicato il suo essere razzista in nome del salvinismo più spinto, che sono dei “cretini”.
Però, prima che siano indicati come figli illegittimi di un partito che ha oltrepassato ogni limite di buon gusto e di Legge ( ma lo penso solo io, evidentemente, vista la passività delle Forze dell'Ordine e della Magistratura), io gradirei l'indicazione dei nomi delle personcine che pubblicamente e coram populo si sono comportate così.
Hanno diritto anche loro ai quindici minuti di notorietà.
Con nome e cognome.

Non tutti potranno portare a scusante dei loro comportamenti la menopausa, l'eccesso d'alcol e altre scuse da vigliacchetti come è successo fino ad oggi. Abbiano il coraggio di mostrare a favore delle telecamere l'orgoglio delle loro azioni e non fingano di essere stati invasi da un Alien che gli ha sfrucugliato, mandandoli in pappa, panza e cervello.


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