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lunedì 25 ottobre 2021

Il paradosso di Capitan Findus e della Ducia.

 Il Capitano e la Ducia, non mi danno retta. Per niente. Eppure sono uno spin doctor in saldo! Niente da fare. Ci riprovo con una letterina.

“Caro Capitan Findus e Cara Ducia,

                                                   so che la vostra vita è difficile: lenire i mal di pancia della ggente con i cerotti populisti non è una passeggiata e scavare sul fondo per convincere un elettorato riottoso a votarvi è impresa improba.

Però, scusatemi la franchezza, ultimamente non ne avete azzeccata una. 

All’inizio della vostra impresa, d'accordo, il terrore dell’invasione etnica ha funzionato benino: bastava postare la foto di un migrante con una Mercedes per scatenare l’invidia dei più che viaggiavano e viaggiano con la Panda. 

Scatenare gli istinti giustizialisti, invocando forche e capestri o giustizia alla bella e buona nel nome della legittima difesa, era un po’ truce, ma funzionava abbastanza.

Poi, a corto di minoranze (anche se consistenti) vi siete buttati sui neofascisti nostalgici e sui no-vax.

E lì avete toppato alla grande.

 Sia i nostalgici del tempo che fu sia i no-vax e no-green pass non superano il 5% della popolazione.

E qui vi siete incasinati nelle scatole cinesi.

Che cosa intendo?

Ve lo spiego in poche parole (ma posso fare anche i disegnini, se volete): perché il vostro gioco funzionasse, era d’obbligo trovare, tra gli indecisi (non tra quelli che costituiscono il vostro zoccolo duro e che vi voterebbero senza muovere un neurone), bianchi frustrati e giustizialisti, ma anche col busto del Buce in salotto e diffidenti di ogni medicinale di Big Pharma. Aspirina compresa.

Invece, ahivoi, il mondo è più complesso di quel che vi immaginate e i pezzi del puzzle non combaciano: lasciamo perdere cinesi o nigeriani no-vax che non vedono di buon occhio il vostro sospetto che ci sia un tentativo di invasione silente. Va be’, poco male: questi non votano.

Ma…ma… ci sono giustizialisti che appenderebbero al muro ogni ladro di mele, ma che, ahivoi, non diffidano di Big Pharma e abusano di Aulin e altri che di dividere il loro divanetto con i fanatici del Mascelluto o del Baffino non hanno gana.

Ci sono, poi, neofascisti convinti che sono per lo Stato Forte e che imporrebbero il vaccino anche alle paperelle.

Devo continuare? A forza di cercare nelle nicchie delle nicchie, vi siete persi.

La Ducia poi, sfidando il ridicolo, se la sta prendendo persino con Richard Gere senza sospettare che alcune fanciulle in orbace si farebbero volentieri un giretto con il bel fascinoso anche se passatello.

 Insomma, a forza di ravanare sul fondo della gromma del barile lo 0,1% vi perdete parti del vostro elettorato, capito? E la tartaruga rivoltata e rivoltante di CasaPound non raggiungerà mai così l’Achille pacioso della borghesia sonnolenta.

Tornate, orsù, a mirare al grosso del corpo sociale come fa l’innominabile e Inossidabile, allo zoccolone durissimo di chi non vuole pagare le tasse e vuol  godere, nel contempo, di servizi pubblici efficienti.

Sì, coloro che la pensano così sono un po’ tardi di comprendonio, ma costituiscono la maggioranza reale del nostro disgraziato Bel Paese.

Datemi retta. 

E versate un paio di euro sul mio conto Paypal, perdinci! Spilorci!

                                                                                                                 Il vostro spin doctor in saldo”.

mercoledì 2 giugno 2021

Pecore bianche e pecore nere.

 


L’immagine del gregge è biblica e, come sa bene chiunque, Cristo è spesso rappresentato dal Buon Pastore.

La metafora (parabola, similitudine, se preferite) che mette in relazione l’uomo e la pecora non ha nulla di irritante, ma lo sta diventando.

In particolare, nella versione dove si contrappongono le pecore bianche (belanti, ingenue e idiote) e le pecore nere (controcorrente, visionarie e intelligenti).

Si diceva non tanto tempo fa che la "spocchia petulans" di sentirsi migliore del proprio interlocutore fosse un difetto di fabbricazione della Sinistra, ma vedo ora che la malattia si sta diffondendo tra no-vax, terrapiattisti, complottisti, movimenti di odi vari destrorsi e negazionisti.

Contrapporre le masse (sicuramente influenzabili e fragili, ma pur sempre "popolo", quando non diventa popolaccio) alle superpecore che, gonfiando il petto e urlando "Velli fortissimamente velli" ;-), dicono di godere di doti di preveggenza, remando controcorrente rispetto al placido e buonista fluire del comune sentire, mi provoca ormai pustole ed esantemi di ogni genere.

Il Novecento è stato un secolo di masse fuorviate, ma anche di pazzoidi del tutto fulminati e per nulla illuminati che hanno provocato qualche genocidio di troppo.

Lasciamo le pecore nei pascoli a fare bee.

E poi, quando arriva, la Livellatrice con la falce messoria non fa differenze: che siate pecore bianche o pecore nere non ha per lei nessuna importanza.

sabato 3 ottobre 2020

Buon gusto vs Cattivo gusto.

 I nemici del “politically correct” che amano dar del “frocio” all'omosessuale e del “mongoloide” a chi soffre di Sindrome di Down, perché altrimenti si sentono dimidiati della loro libertà di “penziero” da un bel po' di tempo in qua incominciano ad accusare i loro avversari di essere troppo truci e di mancare di buon gusto e di pietas.

Se qualche personaggio politico influente che attivamente se n'è strasbattuto dei protocolli di sicurezza antiCovid, portando il numero dei morti nel proprio Paese a cifre stratosferiche, si ammala del morbo che cinque minuti prima, a suo dire, non era esistito o era facilmente debellabile con l'Idrolitina ;-), i feroci saladini del anti-politically correct ora impongono il silenzio e il “parce sepulto" (che sepolto ancora non è).

Non è, a parer loro, di buon gusto sorridere per le malattie altrui.

Peccato, che i protagonisti della più grande topica  del nuovo Millenio abbiano irriso chi ha sempre predicato la pericolosità del virus e abbiano montato come la panna, con l'aiuto attivo dei loro amichetti giornalisti, il partito dei no-mask e no-vax.

Sono convinto, si parva licet componere magnis, che nel 1962, costoro avrebbero ritenuto di cattivo gusto non dispiacersi per l'impiccagione di Eichmann.

 Alla faccia dei sei milioni volatilizzati nei camini.

Dove sia poi il “buon gusto” nel sottovalutare un virus che fa strage dei tuoi compatrioti è un mistero e dove sia la logica di costoro nel considerarsi fieri “sovranisti” dopo aver contribuito, con la loro boriosa dabbenaggine e superficialità da no-brain, a falcidiare il popolo che ha permesso loro di sedersi sugli alti scranni lo sa solo Dio.

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