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domenica 22 dicembre 2019

Merluzzo Findus, pomodori, verdura e applausi. Il piatto indigeribile del Capitano.


Bossi, che rappresenterà pure il “vecchio” della Lega Nord, sul palco della nuova Lega dice senza freni inibitori quello che in cuor loro pensano molti elettori padani ossia che l'unico motivo per aiutare il Sud è quello di evitare che straripino nelle regioni settentrionali come gli africani.
Capitan Findus vuol fare della Lega un partito nazionale e ha 49 milioni di buone ragioni per aver offerto al vecchio leader la poltrona senatoriale, preservandolo dal bagno penale, e per ospitarlo benevolmente sul palco.
Tutto è lecito nella politica italiana.
Meraviglia assai, però, che a sud del Po non lo piglino costantemente a pomodorate; meraviglia ancor di più che non lo facciano coloro che tra gli elettori meridionali hanno affidato il proprio voto a dei leader che apertamente li disprezzano e vilipendono.
Gli Skiantos, negli anni Settanta, durante i loro concerti, si rivolgevano agli spettatori con il loro ironico: “Siete un pubblico di merda!”, ma non si aspettavano applausi: erano attrezzati a evitare frutta e verdura.
La Lega si aspetta ulteriore consenso e i sondaggi le danno ragione.
C'è qualcosa che non torna.


domenica 7 agosto 2016

Rondolino e gli insegnanti, il paradigma di come il linguaggio della Destra abbia vinto alla grande.

...che la lingua ( e dunque il pensiero) del Berlusconismo e del Leghismo abbia contagiato non solo il linguaggio dei social, ma di gran parte dell' (ex?) elettorato di Sinistra, è un dato di fatto , ed è il segnale innegabile della loro vittoria postuma ( in senso politico, of course), nonostante l'appannamento dei loro leader ( diciamocela tutta, solo per questioni di età: fossero ancora in forma Berlusconi e Bossi farebbero ancora sfracelli).
Leggo commenti ad alcuni post di alcuni esponenti del PD e non è, a mio avviso, più distinguibile il linguaggio di quelli che presumo siano simpatizzanti del PD da quello dei più beceri leghisti. Qualcuno rivendica il diritto di stare a casa a Ferragosto con i propri cari? E giù improperi del genere: “Non hai letto il tuo contratto? Bene, se era previsto che tu lavorassi nei festivi, di che ti lamenti? Te l'ha ordinato il dottore di fare il commesso della Carrefour?”.
Gli insegnanti meridionali si lamentano per essere trasferiti in massa dal Sud al Nord? Sull'onda del commento di Rondolino “Imparate prima l'italiano e poi ne discutiamo” una lunga serie di offese all'indirizzo di una categoria privilegiata ( ...a 1300 euro al mese, accipicchia!)
Be', un po' di anni fa non avrei avuto dubbi sulla posizione politica dei commentatori: o erano di Forza Italia e si esprimevano così nel nome del sacro Golem del Liberismo assurto ad  idolo a cui religiosamente inchinarsi a 90°o della Lega, bercianti il mantra del “checazzovuoifannullonemeridionaleringraziailcielocheciaiil lavoro” ( da leggersi tutto unito e velocemente).
Orbene, ordunque, Dio è morto, d'accordo, ma che cosa è morto ora?
E' morto e stecchito il rispetto del lavoro altrui.
Partite IVA contro insegnanti, commessi della Carrefour contro impiegati, giovani contro vecchi, dipendenti contro liberi professionisti, l'un contro l'altro armati e con una rabbia incredibile in corpo da frustrazione repressa per lungo tempo.
Nessuno che si metta nei panni dell'altro, nessuno che provi un po' di comprensione per la sofferenza altrui (anche se ritenuta immotivata, sia chiaro).
La parola “solidarietà” non è più nel vocabolario di nessuno e l'empatia è bandita come una forma estrema di debolezza.
Tutti sono pronti a strologare sul contenuto del piatto degli altri ( e nel caso di Rondolino il suo è piuttosto ricco) e nessuno che si domandi ormai a quale tipo di umanità appartenga il mal seme d'Adamo chi si scaglia con violenza verbale (e senza un pizzico di ironia) su categorie sociali già di per sé sfigatissime.
Neppure il rimbotto genitoriale che ci tratteneva un tempo quando ci pungeva vaghezza di menare il più piccolo del gruppo ormai ha forza: le mamme e i babbi, come la cronaca ci insegna, ora , nei campetti di calcio delle nostre periferie, incitano  i loro pargoli a menare il più debole e a ingraziarsi il più forte.
Il Don Abbondio che è in noi non è mai morto, non trovate? ;-)

arz62

giovedì 13 dicembre 2012

domenica 23 settembre 2012

Grillo e la politica urlata

Ho mille perplessità sul personaggio Grillo, ma nessuna di queste, per ora, a mio modestissimo avviso, può  mettere in discussione la sua buona fede.
C'è però un comportamento di Grillo che lo condanna come sottoprodotto del precedente scellerato ventennio (quello Berlusconiano, of course): urla.
Non c'è comizio in cui, animato dal sacro fuoco della passione politica, non attenti alla nostra salute incrementando l' inquinamento acustico.
Abbiamo già avuto Produttori di Decibel professionisti: si chiamano Sgarbi, Bossi e tanti altri che hanno seguito l'esempio dei maestri.
Sono quei personaggi ( o maschere?) che hanno pensato che la forza delle proprie idee (se ne avevano) fosse direttamente proporzionale alla potenza fonatoria con cui venivano proferite.
Non è così, almeno per me.
E quando Grillo urla, con l'inevitabile sputacchio-aspersorio degli uomini di una certa età, mi convince sempre meno, anche se probabilmente, è un attore e lo sa, la sua voce riuscirà a raggiungere le ultime file degli spettatori: questi applaudiranno di sicuro, riuscendo a capire, però, per eccesso di rumore, solo la metà della metà del suo messaggio.

                                                                                                                                           arz©
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lunedì 6 agosto 2012

Il prode Bossi versus il Manzoni canaglia, auto-Ko "tennico"

“Siccome per fare la nazione serviva la lingua - ha proclamato il Senatur - il re trovò un grande traditore, una canaglia, Alessandro Manzoni".“


 Qualcuno dei Lumbard avvisi, per cortesia, il Senatur che i Promessi Sposi sono stati scritti molto prima dell'Unità d'Italia e che Manzoni per gran parte della sua esistenza non può essere considerato né Italiano, né al soldo di qualche re Sabaudo.
Bossi è , invece, a tutti gli effetti, ora, Senatore dello Stato Italiano come lo fu negli ultimi anni della sua vita il buon Alessandro. Nessuno, per quel che ne so, gli impedisce di dimettersi da una carica che gli comporta, così si vocifera, qualche “schifoso” privilegio.
Si liberi, dunque, del fango italiano che lorda la sua purezza padana e sia coerente con quel che dice; altrimenti, stia zitto e si goda, nella trista vecchiaia che tocca ai furbetti di ogni risma, i pingui benefit (immeritati) di un ruolo che non solo non ama, ma che neanche si merita.
De hoc satis.
                                                                                                                                     arz©
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sabato 2 giugno 2012

"C'ho i superportieri!" Buffon e i tempi dell'ego smisurato.


Ha incominciato Bossi: i soldi del partito , se voglio, li posso buttare dalla finestra.
Ora ci si mette Buffon:” Con i miei soldi posso comprare orologi, terreni, oppure darli a un amico. Ci faccio ciò che voglio anche se sembra che in Italia non sia così”.
Qualcuno informi il portiere che , in qualsiasi parte del mondo, il denaro può essere speso, ma non come si vuole.
Se pago un killer per uccidere qualche nemico personale, se utilizzo il denaro per soddisfare un'insana passioncella per le minorenni, se scommetto su una gara di cui ho la possibilità di truccare il risultato, compio un illecito. Punto e basta. Sia che lo faccia a Singapore sia che lo faccia a Canicattini Bagni.
Buffon non è un consapevole protagonista, ma l'ingenuo erede del ventennio che ha avuto, è ormai il momento di dirlo papale papale, un solo nemico: la legge (civile, penale e etica); in più ora ha aggiunto di suo la spocchia dell'arricchito, infastidito dai lacci e lacciuoli che gli impediscono, poverello, di manifestare la sua prorompente personalità.
In questa occasione, duole dirlo, il grande portiere, anche se innocente sul piano penale fino a prova contraria, si è espresso da piccolo uomo.
                                                                                                                                     arz©
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