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domenica 19 settembre 2021

Vulgus vult decipi ergo decipiatur.

 La storia è ovviamente ridicola. Per evitare di presenziare al processo che lo vede sul banco degli imputati l’Immarcescibile si fa stilare da medici e avvocati una bella diagnosi: problemi cardiaci, depressione maggiore e, ciliegina sulla torta, qualche deficit cognitivo. 

Che cosa dovrebbero fare i giudici per accertare che il tutto corrisponda al vero? Chiedono un parere agli esperti ossia una visita non solo da parte di un cardiologo, ma anche quella di uno psichiatra.

More solito, parte la canea dei suoi giornali: “Non sia mai! Si lede l’onor dello Statista!”

La richiesta di rinvio chiesta dagli avvocati che riporta come causa impediente il disagio psichico scompare e agli occhi del pubblico disattento rimane solo la Lesa Maestà della Magistratura. 

Il vittimismo furbetto di sempre ha la meglio. Come osano?

E, nella testa dei fan, si fissa l’immagine costruita dal Mondo Mediaset dei Giudici rossi e cattivi che non credono fideisticamente alle parole di chi ha già dimostrato di essere poco affidabile.

Va be’, dalla sua c’è un Parlamento che ha creduto alle sue balle sulla nipotina di Mubarak e la vecchiaia che c’è e a cui non c’è scampo. 


giovedì 16 aprile 2020

L'impunità di gregge. Facci! Facci pure!


Intendiamoci: chiudere in casa un'intera popolazione non è cosa semplice. Se in parte l'operazione è riuscita, diciamocela tutta, non è stato il semplice frutto della ragionevolezza di un Popolo e della preveggenza di un Governo illuminato, ma l'imperio della strizza sui nostri sfinteri.
Le immagini dei ricoverati in Terapia Intensiva attaccati al respiratore e la ventilata riffa tra coloro che avrebbero potuto accedere alle cure e gli esclusi per età o per intasamento degli Ospedali hanno fatto sì che anche i più riottosi se ne siano stati per un po' a casuccia.
Ovviamente , anche se l'emergenza c'è ancora, dopo un po', si sono levate le parole di protesta.
I giornalacci dell'Immarcescibile parlano di “sequestro”, di “Stato di Polizia” (proprio loro! Gli ammiratori dei “pieni poteri” di Capitan Findus e di Orban!) o, in termini meno drammatici, di una limitazione della libertà che sta mettendo nei guai economici un fottìo di gente.
Ed è inutile negarlo: è vero.
Ma su uno dei piatti della bilancia, giratela come volete, c'è la pellaccia.
E se doveste scegliere tra l'ossigeno e il pane (senza salame) , anche in condizione di estrema inedia e cacchessia, non ho dubbi che scegliereste l'ossigeno.
Orbene, ordunque: che un Facci faccia il solito fighetto e proclami coram populo che lui “evade” in montagna e infrange la legge in nome della Libertà ci può anche stare. Basta che ci sia un solo Facci e non importa che si comporti così per il Pensiero Liberale o per quello Anarchico o, come succede in Italia, per l'onfaloscopia religiosa dettata dall'individualismo amorale.
Se, però, una ventina di milioni di Italiani ragionassero come il Facci, le nostre montagne non sarebbero solo invivibili, ma il Coronavirus stapperebbe lo champagne.
Il fatto è che il Facci è un giornalista pur senza attico a New York e strepiterebbe come un'oca ingozzata per il patè se fosse sanzionato: parlerebbe di Ingiustizia o di Giustizia ad orologeria e ad personam. Perché non se la prendono con altri? Lui sa benissimo che il suo vicino se n'è andato a fare jogging con la moglie o che esce dieci volte al giorno per “pisciare il cane” con la stranguria! 
Perché le Forze dell'Ordine non rincorrono con i droni 'sti impuniti?
Perché se la pigliano con un eroico martire della Libertà che agisce nel sacro nome del farsi i cazzi suoi, eh?
Insomma, non la tiro lunga: come ogni italiano che si rispetti, le regole per il Facci valgono per gli altri. Per lui no.
E se tutti la pensassero come il Facci e ne seguissero l'esempio, tra l'altro, il Facci sarebbe tra l'altro il primo a lamentarsi.
Avete presente Don Abbondio, quando, dopo la conversione dell'Innominato, si va a rifugiare nel suo castello? Vi ricordate quanto è indispettito di non essere il solo ad avere avuto quell'idea?
Ecco il siparietto con Agnese:

“In molti? in molti?” replicava don Abbondio: “povera donna! Non
sapete che ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro? E poi, se volessero
far delle pazzie, sarebbe un bel gusto, eh? di trovarsi in una battaglia. Oh
povero me! Era meno male andar su per i monti. Che abbian tutti a voler
cacciarsi in un luogo!... Seccatori!” borbottava poi, a voce più bassa: “tutti
qui: e via, e via, e via; l’uno dietro l’altro, come pecore senza ragione.”

La stoccata di Agnese è magistrale:

“A questo modo,” disse Agnese, “anche loro potrebbero dir lo stesso di
noi.”
Ben sappiamo che il Facci, come ogni Don Abbondio che si rispetti, ha l'empatia bassa.
Mettersi nei panni degli altri? Non sia mai!

mercoledì 4 settembre 2019

La Ruota dell'Odio gira. Sugli atti di autolesionismo dell'elettorato attivo e passivo.


La ruota dell'odio non si ferma e spesso ripassa dallo stesso punto.
Ecco che i giornali trombettieri in quota dell'Immarcescibile stanno preparando il tappeto rosso su cui riprenderà il cammino, temporaneamente interrotto per pura dabbenaggine, di Capitan Findus.
E si ritorna alle origini: questo è un governo del Sud, molti Ministri vengono dalla Terronia e i Terroni sono terroni come una rosa è una rosa: perfidi, opportunisti, poltronisti nati e fannulloni.
Insomma, sta per riprendere la solita noiosa tiritera per ammaliare l'elettorato delle regioni di riferimento della ex Lega Nord, Lombardia e Veneto, quelle regioni che volevano l'autonomia perché volevano il bene del Sud, sì un bene dell'anima, a tal punto da venderla al Diavolo.
Non si preoccupino, comunque, gli elettori del Sud che hanno votato colui che tanto li ama e che condivide con alcuni di loro pratiche magiche ormai un po' in disuso quali il bacio alla francese del crocefisso, l'adorazione dei santini e la genuflessione davanti a Santu Rocco: la ruota dell'odio girerà e li lascerà perdere tra un po'.
Premeranno all'uscio del polentone spaventato del Nord di nuovo gli albanesi, i cinesi, i rumeni, i Rom, i marocchini, gli algerini, i senegalesi, i nigeriani...e, per ritornare ai nemici interni, le salvifiche dal punto di vista del consenso e immancabili zecche rosse, quegli insettacci che sono stati alla base del successo dell'immarcescibile e or volge l'anno del Capitan di pedalò, oggi famoso in tutto il Mondo per essersi dato un remo in testa e per aver messo, qual novello Attis, gli zebedei nello scalmo. Ahi! E il Maalox non serve per alleviare un siffatto dolore.


sabato 31 agosto 2019

Capitan Findus, il calzino spaiato e sporco.


Sempre che non si vada a votare dopo l'ultima sparata di Di Maio, nel Centro-destra la pentola bolle.
E la novità, rullo di tamburi..., è Berlusconi!
(Ridete? Fate bene. Io sono un autore satirico!)
Non solo si è rifiutato di partecipare alla Rimarcia su Roma di ottobre organizzata da Capitan Findus, ma, sentite sentite!, ha dichiarato, perepepè, di sfilarsi dai partiti sovranisti di ogni risma.
Sa, infatti, che incombe una spada di Damocle sulla sua testa: per la prima volta al governo del Paese ci saranno due partiti che potenzialmente potrebbero occuparsi del palese conflitto di interessi di un Partito, Forza Italia, che detiene, indisturbato, il controllo su una parte consistente dell'informazione audiovisiva e della carta stampata.
Ovviamente nelle parole dei giornali trombettieri dell'immarcescibile i due partiti sono presentati come frange della Sinistra estrema, tra Prima Linea e le BR, e sono pericolosissimi, ma è anche vero che la loro maggioranza è sul filo del rasoio, in particolare al Senato.
Ed ecco il barbatrucco del prestidigitatore: prima fiancheggiatore di Capitan Findus (con Mediaset e i suoi giornaletti per pochi infimi a montar la panna dell'invasione dall'Africa), ora, per pura convenienza, Berlusconi si presenta come il moderato signore di una rispettabile età, con esperienza di governo, che, non sopportando di avere a che fare con il calzino spaiato e sporco di un partito sovranista, si offrirà per un disinteressatissimo “do ut des” con l'attuale maggioranza.
Su quale tema è chiaro a tutti, tranne agli ingenui.
E i tiepidini sulla questione del conflitto di interessi ci sono, in particolare nel PD che ha scheletri nell'armadio in merito che strabordano, lasciando uscire dalle ante malchiuse ora una tibia ora un perone, ora una falangina or una falangetta.
Sia chiaro che, passata la buriana, Berlusconi ritornerà prima o poi ad accarezzare il suo cagnolino che ha il guinzaglio corto e che per ora sembra in affanno: abbandonato da Bannon e da Putin (ha fallito il compitino di minare l'Unione Europea o perlomeno il Bel Paese), adesso viene lasciato in un angolo a guaire, triste e solitario come il binario di Claudio Villa.
E la sensazione che sia scomparso dall'orizzonte politico e mediatico non è dato solo dal fatto di aver abbandonato il Viminale, ma dalla sordina che gli è stata imposta non solo dalle zecche comuniste e dai traditori pentastellati con i loro miseri mezzi, ma da quelli che in narratologia sono denominati“falsi amici”.
Capitan Findus può ora liberamente abbaiare nelle sagre di Paese, tra una salamella e uno stinco al forno, ma la sensazione che sia stato declassato in pochi giorni da Comandante di un transatlantico a pilota inesperto e senza patente nautica di pedalò è abbastanza evidente.
Sic transit gloria mundi.
Non se ne crucci, comunque. In suo aiuto, non è detto che, a breve, non gli diano una mano dei “falsi nemici”.
Sì, sono sibillino. Lo so. ;-)

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