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mercoledì 4 settembre 2019

La Ruota dell'Odio gira. Sugli atti di autolesionismo dell'elettorato attivo e passivo.


La ruota dell'odio non si ferma e spesso ripassa dallo stesso punto.
Ecco che i giornali trombettieri in quota dell'Immarcescibile stanno preparando il tappeto rosso su cui riprenderà il cammino, temporaneamente interrotto per pura dabbenaggine, di Capitan Findus.
E si ritorna alle origini: questo è un governo del Sud, molti Ministri vengono dalla Terronia e i Terroni sono terroni come una rosa è una rosa: perfidi, opportunisti, poltronisti nati e fannulloni.
Insomma, sta per riprendere la solita noiosa tiritera per ammaliare l'elettorato delle regioni di riferimento della ex Lega Nord, Lombardia e Veneto, quelle regioni che volevano l'autonomia perché volevano il bene del Sud, sì un bene dell'anima, a tal punto da venderla al Diavolo.
Non si preoccupino, comunque, gli elettori del Sud che hanno votato colui che tanto li ama e che condivide con alcuni di loro pratiche magiche ormai un po' in disuso quali il bacio alla francese del crocefisso, l'adorazione dei santini e la genuflessione davanti a Santu Rocco: la ruota dell'odio girerà e li lascerà perdere tra un po'.
Premeranno all'uscio del polentone spaventato del Nord di nuovo gli albanesi, i cinesi, i rumeni, i Rom, i marocchini, gli algerini, i senegalesi, i nigeriani...e, per ritornare ai nemici interni, le salvifiche dal punto di vista del consenso e immancabili zecche rosse, quegli insettacci che sono stati alla base del successo dell'immarcescibile e or volge l'anno del Capitan di pedalò, oggi famoso in tutto il Mondo per essersi dato un remo in testa e per aver messo, qual novello Attis, gli zebedei nello scalmo. Ahi! E il Maalox non serve per alleviare un siffatto dolore.


giovedì 29 novembre 2018

Quale Dio?

Il tema è religioso. Io l'ho illustrato con buona dose di irriverenza, dato l'argomento, per alleggerire tematiche da non prendere alla leggera. Ma neanche troppo alla pesante, eh!

Antonio Signori, Quale Dio?

mercoledì 7 gennaio 2015

Far morire per delle idee. La strage di Parigi.

La strage di Parigi mi ha lasciato quasi senza parole. Non riesco a capacitarmi che il "nemico", per qualcuno, siano alcuni tranquilli signori attempati o di mezza età con il gusto della satira e dell'ironia. Satira e ironia spesso irritante e spiacevole, sia chiaro, che giocano, con un piacere molto infantile, con molti tabù ancestrali: religione, sesso e morte.
Ma la pasta della satira è proprio quella, aggiungendo alla farina il sale e il pepe dell'irriverenza verso ogni potere costituito.
Colpire con un blitz militare questi antieroi ante litteram, armati di lapis e gomma, e ucciderli in maniera così barbara mi sembra un eccesso incomprensibile dettato da un'umanità senza sorriso, accecata o dall'ideologia o da un'errata visione del sentimento religioso.

E' cosa antica che gli uomini preferiscano il culto per le armi automatiche a quello per le sottili e spuntate armi della pacifica presa in giro, ma è ben triste vedere che le une si indirizzano verso le altre con una sproporzione di forza e di violenza che non può che essere chiamata con un solo nome: vigliaccheria.
arz

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