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domenica 19 settembre 2021

Vulgus vult decipi ergo decipiatur.

 La storia è ovviamente ridicola. Per evitare di presenziare al processo che lo vede sul banco degli imputati l’Immarcescibile si fa stilare da medici e avvocati una bella diagnosi: problemi cardiaci, depressione maggiore e, ciliegina sulla torta, qualche deficit cognitivo. 

Che cosa dovrebbero fare i giudici per accertare che il tutto corrisponda al vero? Chiedono un parere agli esperti ossia una visita non solo da parte di un cardiologo, ma anche quella di uno psichiatra.

More solito, parte la canea dei suoi giornali: “Non sia mai! Si lede l’onor dello Statista!”

La richiesta di rinvio chiesta dagli avvocati che riporta come causa impediente il disagio psichico scompare e agli occhi del pubblico disattento rimane solo la Lesa Maestà della Magistratura. 

Il vittimismo furbetto di sempre ha la meglio. Come osano?

E, nella testa dei fan, si fissa l’immagine costruita dal Mondo Mediaset dei Giudici rossi e cattivi che non credono fideisticamente alle parole di chi ha già dimostrato di essere poco affidabile.

Va be’, dalla sua c’è un Parlamento che ha creduto alle sue balle sulla nipotina di Mubarak e la vecchiaia che c’è e a cui non c’è scampo. 


sabato 23 gennaio 2021

Un altro motivo per non avere armi a casa

 https://primabergamo.it/cronaca/agente-si-suicida-dopo-gli-insulti-tre-commentatori-segnalati-per-istigazione/


Questa è una vicenda tristissima. Un agente della Polizia Locale compie un errore: posteggia, quando non potrebbe, in un posteggio per disabili. La foto dell'auto viene pubblicta sui Social, nella pubblica gogna.

L'agente si scusa. Si automulta. Sente il peso dell'errore, ma ha un'arma in mano e, dopo i giudizi sommari di qualche scriteriato, prende l'arma di ordinanza e si uccide.

Non la faccio facile: se uno intende farla finita, trova il modo.

In questo caso, però, come in altri casi di questo tipo, posso ipotizzare che, se non avesse a casa sua un'arma mortale, la decisione sarebbe stata più difficile. Tecnicamente e psicologicamente.

Non ho scritto di lasciare gli agenti disarmati. Penso solo che le armi debbano stare dove devono stare: lontane dalle case, nelle caserme e nei locali dove chi opera con le armi prende servizio.

Tutto qui.

E si sfati anche un altro bias: chi usa le armi non sempre è un fanatico della violenza. C'è chi ha un senso della Legge e dell'Etica molto alto. In questo caso, forse, troppo alto.

martedì 30 giugno 2020

"Eh, che maniere! Qui tutti ce l'hanno con me perché io sono piccolo e nero... è un'ingiustizia, però!".


I garantisti alla amatriciana tirano fuori dal cappello un'intercettazione di un magistrato (morto e sepolto sia chiaro) in cui quest'ultimo afferma che il comportamento dei Magistrati in un processo a Berlusconi sui millanta che ha dovuto affrontare non è stato del tutto trasparente.
Sulla base di questa intercettazione del 2013, il garantismo ad orologeria, fottendosene allegramente dei tre gradi di giudizio e di un iter giudiziario che è giunto al suo termine, sta cucendo un abito bianco da cherubino ad un uomo che può essere stato tutto, ma di certo non è stato un esempio di trasparenza nei rapporti con la Mafia e con la politica melmosa del post Tangentopoli.
Insomma, un'intercettazione che non solo è stata pubblicata tardivamente (perché? Hanno forse atteso che il relatore in Cassazione si rivolgesse al Quarto Grado ossia ad un Giudice Superiore?), basandosi sulla testimonianza di chi non può controbattere né dichiararsi indignato nel caso in cui la registrazione sia stata fatta di nascosto (il che è molto probabile, e questo la dice lunga sui metodi degli avvocati berlusconiani e di Berlusconi stesso), ma che vale “zero” dal punto di vista giudiziario, è in grado di oscurare di un botto il passato politico di chi ora si prepara forse, se la dabbenaggine degli Italiani glielo permetterà, ad essere nominato Senatore a vita e, chissà, forse nuovo Presidente della Repubblica, come “risarcimento” per il danno subito.
I plotoni berlusconiani confidano non solo sulla memoria degli Italiani che è quella dei pesci rossi lobomotizzati, ma sulla loro innata propensione a farsi abbindolare dal più furbetto del gruppo.
Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
Il valore dell'intercettazione, dal punto di vista della sua efficacia giudiziaria, è quello di una lettera anonima. Va buttata nel cestino.
Per la Destra, garantista a fasi alterne (dipende chi colpisce la Giustizia), è l'occasione per invocare “Comissioni di inchiesta contro la Malagiustizia” e per proporre un uomo a cariche che richiederebbero altri profili etici e, lasciatemelo dire, umani (intercettare un uomo a sua insaputa, tanto più quando questi si presenta, come dire?, col “cuore in mano” e da amico, vi sembra una bella azione da candido e ingenuo cherubino?).

venerdì 17 marzo 2017

I piatti della bilancia tra Giustizia e Giustizialismo.


Mentre si fa sempre più strada ed è di moda nel comune sentire ( e il populismo vi soffia forte) l'idea che la giustizia istantanea , prêt-à-porter, sia una soluzione possibile e accettabile ( ammantata dal nome di “legittima difesa”) , il Senato italiano ha pensato bene di non far decadere Minzolini, condannato in via definitiva per peculato per la questione dell'uso disinvolto delle carte di credito della RAI.
Intendiamoci: Minzolini non è un assassino e qualcuno potrebbe ritenere che l'uso dei soldi pubblici per fini personali sia un peccato veniale. Sta di fatto che ritenerlo degno dell'aula del Senato la dice lunga non solo sul concetto di giustizia che nutrono i nostri Senatori, ma anche e soprattutto sull'opinione che i Senatori hanno di loro stessi e del loro ruolo.
Non c'è da sperare molto in un Paese che non sa trovare il giusto equilibrio tra i due piatti della bilancia della Giustizia ossia tra l'eccesso di severità e l'eccesso di indulgenza.

Ho il sospetto, antichissimo, che la giustizia se la piglierà come sempre coi piccoli, coi poveri e con i deboli ( ...e con il tacito consenso dei piccoli, dei poveri e dei deboli, aizzati gli uni contro gli altri come i capponi di Renzo) e lascerà, come nell'Ancien Regime, i ricchi e i forti a cantarsela e a suonarsela da soli, nei loro Tribunali, brindando con grandi sorrisoni per la dabbenaggine del popolino che si diletta di sognar sfracelli non appena percepisce l'odore del sangue dei propri simili.
arz62

martedì 30 ottobre 2012

Berlusconi astronauta nel Regno di Topolandia


Non è una novità che gli uomini politici creino una lingua ( dal poeta-politico D'Annunzio allo stesso Benito Mussolini): può piacere o non piacere, ma la politica è innanzi tutto una battaglia di parole ( e, quando la battaglia delle parole non basta, si passa alle vie di fatto...)
Berlusconi ha ora usato una metaforicella riferendosi al trave nell'occhio che gli sta rendendo meno allegri gli ultimi giorni: il pianeta giustizia (che lui intende riformare).
Perché utilizza questa immagine?
Partiamo dall'etimologia:

“ Lat. tardo planeta(m), dal gr. planetes ‘vagante, errante’, der. di planân ‘deviare dalla retta strada’ (d'etim. Incerta) (Cortelazzo-Zolli ,Dizionario interattivo etimologico, Zanichelli)”

 Dubito che il nostro sia anche un presidente-lessicografo, ma certo è affascinante che la radice della parola pianeta, che indica qualcosa che non va dritto, gli sia piaciuto tanto ( e notoriamente i termini retto, dritto, destro/a, “right” in inglese, hanno connotazioni positive, perché attengono alla parte “giusta” opposta a ciò che è sinistro, mancino, ingiusto). Credo, però, con beneficio di inventario ( penetrare nella psicologia degli individui è sempre un mestiere pericoloso), che l'immagine sia nata dal ruolo “eroico” che Berlusconi si vuole spesso attribuire: oltre ad essere stato un presidente-operaio, un presidente-imprenditore, un presidente-muratore ora intende assumere le vesti del presidente-astronauta. La giustizia è qualcosa di lontano, vagamente minaccioso per il cittadino, il pianeta giustizia è abitata da esseri antropologicamente diversi: i magistrati, alieni assetati di sangue umano.
Ci vuole un uomo, anzi un Uomo, che riporti questo pianeta impazzito nell'orbita "giusta", altrimenti il pianeta giustizia può diventare un asteroide, deviare dalla retta via e distruggerci tutti.
A rischio della vita, è suo dovere ( “sono obbligato”) partire.
 Lo vediamo mentre si cala sul volto la visiera del casco da astronauta, sorridendo al pubblico.
Qualcuno , sia chiaro, si augura che si perda come la famosa “scoreggia nello spazio” di bossiana memoria riferita ad un eretico del movimento , ma i fedeli confidano nel suo ritorno ( sono bastate solo 24 ore, infatti): Berlusconi è il boomerang  della cattiva coscienza di un paese che per un ventennio ha preferito credere ad un “favola bella” piuttosto che affrontare la realtà e che ora spera nei tempi supplementari.

 arz©
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