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giovedì 18 marzo 2021

Non è solo questione di empatia: Draghi a Bergamo.

 

E’ necessaria una premessa: non ho seguito la manifestazione attentamente, ho visto solo pochi secondi sui telegiornali nazionali e le mie considerazioni nascono da impressioni. La sensazione che ho provato, però, non mi è piaciuta per niente. Draghi viene a Bergamo e celebra con parole degne il dramma della mia città. Non sono le parole che mi preoccupano, nonostante le accuse di mancanza di empatia che provengono dal Cyberspazio. 

L’empatia non si dà come il coraggio: o ce l’hai oppure è qualcosa di appiccicaticcio, ma non è colpa tua.

Il problema, e grande, invece, è il contesto comunicativo. Nessuno avrebbe auspicato una manifestazione allo Stadio: siamo in emergenza e gli assembramenti non sono consigliabili. 

Sul prato davanti al Papa Giovanni XXIII c’erano sì e no cento persone, ma tra queste c’erano delle autorità e delle mezze autorità. C’era Fontana, per esempio. 

Da quel che so  non sono stati invitati i parenti di chi è deceduto e che qualche motivo per non essere d’accordo su come è stata gestito il Covid-19 a Bergamo ce l’avrebbero.

Una piccola élite che non si confronta con il disagio di chi è stato veramente male. Il rischio maggiore non è il contagio: è la contestazione.

Loro fuori, Fontana dentro.

Mi fermo qui.

Intelligenti pauca.

domenica 7 marzo 2021

L' "inefficienza programmata". Un esempio: la Regione Lombardia.

 Si è tanto parlato di “obsolescenza pogrammata” ossia quel principio che fa sì che un oggetto, quando scade la garanzia, si deflagri nelle mani del consumatore, obbligandolo all'acquisto di un nuovo prodotto. Ma vogliamo parlare anche dell'inefficienza programmata? 

Partiamo dal concreto. 

Facciamo un esempio: il collega che ci impiega tre ore per scrivere un breve comunicato al computer o che non riesce a rampar fuori da qualche guaio informatico.

In realtà, e tu lo sai, con fatica e sofferenza, d'accordo, il tuo sodale riuscirebbe benissimo a cavarsela da solo, ma sai perfettemente come andrà, vero?

Ti guarderà con gli occhi di cerbiatto/a, sfrutterà l'effetto cucciolo che fa sì che alcuni mammiferi non si pappino la progenie di altre specie prima di una certa età, e con parole flautate ti convincerà con le seguenti parole: “Tu che sei così bravo in queste cose ci metterai un minuto”.

Così è successo in Lombardia: l'efficiente Lombardia è buona ultima nella campagna vaccinale. Poiché il senso di colpa non alberga nelle stanze del potere da un bel po', si darà colpa del ritardo allo Stato, alla Pfizer e alla congiunzione astrale tra Giove e Saturno. Poi quando i numeri della pandemia salgono e quando l'inefficienza diventa palese, si affida al privato quello che è pubblico, stornando more solito denaro pubblico per arricchire i soliti noti della sanità lombarda.

Formigoni, ricordiamocelo, non è morto.

Ed ecco spiegato il concetto di “inefficienza programmata”. 

Lo scopo finale è efficacemente raggiunto, ma il popolino con chi se la prenderà? 

Con lo Stato malvagio che ci obbliga a sottoporci al vaccino e allo stesso tempo ce lo sottrae perché in combutta con i poteri forti, con gli specializzandi che non vogliono prestarsi alla vaccinazione di massa perché pagati uno e una cicca, con i professori malvagi che si sottraggono al dovere e non vogliono andare a scuola, insomma con tutto lo sciocchezzaio che rende ogni ragionamento inutile perché la nebbia cimmeria riempie la testa di molti cervelli. 

Ovviamente l'"inefficienza programmata" di chi ha potere si appoggia, e da tempo, sulla "deficienza programmata" di molti elettori che, pur non sapendo mettere insieme una frase senza un errore di ortografia, si abbeverano ad ogni fonte internettiana per rimbesuirsi ancora di più. E per capire sempre meno quello che sta succedendo loro e per colpa anche loro. 

lunedì 2 novembre 2020

Maltusiani sgangherati in tempo di penuria

 Va be', i versi non son perfetti...mancano sempre di qualcosa (o hanno qualcosa in più), ma accontentatevi.


L'AUTONOMIA REGIONALE 

L'autonomia regionale è quella cosa

che tutti voglion quando c'è grana.

Se non ci sono soldi e c'è qualche grana,

tocca allo Stato occuparsene, però.


L'autonomia insomma è quella cosa

che flette i muscoli ai vari Fontana,

davanti allo schermo e a chiara fontana,

per render bello quello che bello non è.


Se il morbo infuria e il pan ci manca,

corron tutti ad invocar lo Stato

quello che è sporco, lurido e ingrato,

ma con le tette piene di finanziamenti UE.



domenica 26 luglio 2020

Gaslighting. Esempi pratici.(1)





Fontana afferma di non averne saputo e di non essere intervenuto in nessun modo. Intanto, cerca di far pervenire un bonifico di 250 mila euro al cognato come risarcimento per il mancato affare.
Non c'è logica? No: se non ne sai niente, non movimenti un euro dal conto in Svizzera cointestato con la mamma (tra parentesi stranamente pingue: 5,3 milioni di euro, mica noccioline).
Titolo di Libero, il giornale per pochi infimi: " Fontana nel tritacarne”. 
Sommario:”E' accusato di aver pilotato un appalto a favore del cognato. Ma in realtà ha costretto il famigliare a trasformare l'affare in una donazione alla Regione a costo di smenarci 250 mia euro di tasca sua”. 
Allora: se l'affare fosse stato lecito, perché risarcire il cognato? Dobbiamo presupporre che Fontana si sia sentito in colpa per aver malconsigliato il proprio parente stretto? Come si concilia tutto questo con la versione di Fontana di non essersi occupato della questione? Che c'entra il gaslighting del titolo del post?
Vi do la definizione della Treccani (pagina FB): 
“Il termine "gaslighting" indica una serie di comportamenti manipolatori – come fornire false informazioni o negare ciò che si è appena affermato – volontariamente attivati per minare la fiducia di base della vittima, la cui memoria e giudizi di realtà saranno sconvolti con grave pregiudizio per l’equilibrio mentale.“
Insomma, mi avete capito: nel tritacarne non c'è Fontana, ma il cervello dei lettori di “Libero”.


giovedì 28 maggio 2020

Utilizzo del rasoio di Occam per Dummies: la Regione Lombardia e i numeri.

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/lombardia_gimbe_dati_coronavirus_accuse_magheggi_dati_fontana-5254992.html



Una fondazione critica i numeri della Regione Lombardia: a loro parere, manipolano i numeri per favorire la riapertura per superare l'emergenza Coronavirus.
Che cosa ci guadagna la fondazione nel criticare la Regione Lombardia?
Denunce, accuse, taglio di fondi e improperi via Social.
Che cosa ci guadagna la Regione Lombardia nel manipolare i numeri?
Lascio agli intelligenti l'operazione deduttiva.
Agli altri che ancora non capiscono un ripasso: il rasoio di Occam.

mercoledì 27 maggio 2020

Penso crepuscolare.

Piccolo pensiero della sera.
La libertà di pensiero e di parola non è illimitata: se calunni o minacci qualcuno, non solo non eserciti alcuna libertà civile, ma incorri in parecchi reati.
E fanno bene, e mi riferisco ai casi più recenti, Azzolina, Berizzi, Fontana a denunciare chi, pensando di essere privo di ogni responsabilità per le parole digitate velocemente su una tastiera, mette in allerta le sue vittime e le autorità preposte a difenderle.
Nessuno deve sottovalutare il pericolo perché su 100 che danno aria ai denti, sbavando pericolosamente sulla tastiera, ne trovi sempre uno più invasato degli altri che passa dalla parola all'atto.
E gli altri 99 non sono neppure loro innocenti.
Gli avversari politici si prendono per i fondelli, li si mette alla berlina per quello che fanno o non fanno, si chiede che affrontino le responsabilità che competono loro davanti ai Giudici, ma hanno diritto di andare a casa tranquilli senza guardarsi alle spalle.
Perché in guerra non siamo. Siamo solo nella cacca e dobbiamo tirarcene fuori.

giovedì 14 maggio 2020

Il Fontana malato

(Per palati fini)


IL FONTANA MALATO
Palarzeschi


Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch......

E' giù,
in Regione,
il povero
Fontana
malato;
che spasimo
sentirlo
vantarsi.
Si vanta,
si vanta,
un poco
si tace....
di nuovo.
Si vanta.
Mio povero
Fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non rutta
piu' nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
abbia torto?
Orrore
Ah! no.
Rieccolo,
ancora
si vanta,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch....
Il suo ego
l' uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
vantarsi
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto....
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
fate tacere

Fontana,
mi uccide    
quel suo
eterno  vantarsi!
Andate,
mettete
qualcosa
per farlo
finire,
magari...
magari
tacere.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mio povero
Fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch... 
 arz62

giovedì 16 aprile 2020

L'impunità di gregge. Facci! Facci pure!


Intendiamoci: chiudere in casa un'intera popolazione non è cosa semplice. Se in parte l'operazione è riuscita, diciamocela tutta, non è stato il semplice frutto della ragionevolezza di un Popolo e della preveggenza di un Governo illuminato, ma l'imperio della strizza sui nostri sfinteri.
Le immagini dei ricoverati in Terapia Intensiva attaccati al respiratore e la ventilata riffa tra coloro che avrebbero potuto accedere alle cure e gli esclusi per età o per intasamento degli Ospedali hanno fatto sì che anche i più riottosi se ne siano stati per un po' a casuccia.
Ovviamente , anche se l'emergenza c'è ancora, dopo un po', si sono levate le parole di protesta.
I giornalacci dell'Immarcescibile parlano di “sequestro”, di “Stato di Polizia” (proprio loro! Gli ammiratori dei “pieni poteri” di Capitan Findus e di Orban!) o, in termini meno drammatici, di una limitazione della libertà che sta mettendo nei guai economici un fottìo di gente.
Ed è inutile negarlo: è vero.
Ma su uno dei piatti della bilancia, giratela come volete, c'è la pellaccia.
E se doveste scegliere tra l'ossigeno e il pane (senza salame) , anche in condizione di estrema inedia e cacchessia, non ho dubbi che scegliereste l'ossigeno.
Orbene, ordunque: che un Facci faccia il solito fighetto e proclami coram populo che lui “evade” in montagna e infrange la legge in nome della Libertà ci può anche stare. Basta che ci sia un solo Facci e non importa che si comporti così per il Pensiero Liberale o per quello Anarchico o, come succede in Italia, per l'onfaloscopia religiosa dettata dall'individualismo amorale.
Se, però, una ventina di milioni di Italiani ragionassero come il Facci, le nostre montagne non sarebbero solo invivibili, ma il Coronavirus stapperebbe lo champagne.
Il fatto è che il Facci è un giornalista pur senza attico a New York e strepiterebbe come un'oca ingozzata per il patè se fosse sanzionato: parlerebbe di Ingiustizia o di Giustizia ad orologeria e ad personam. Perché non se la prendono con altri? Lui sa benissimo che il suo vicino se n'è andato a fare jogging con la moglie o che esce dieci volte al giorno per “pisciare il cane” con la stranguria! 
Perché le Forze dell'Ordine non rincorrono con i droni 'sti impuniti?
Perché se la pigliano con un eroico martire della Libertà che agisce nel sacro nome del farsi i cazzi suoi, eh?
Insomma, non la tiro lunga: come ogni italiano che si rispetti, le regole per il Facci valgono per gli altri. Per lui no.
E se tutti la pensassero come il Facci e ne seguissero l'esempio, tra l'altro, il Facci sarebbe tra l'altro il primo a lamentarsi.
Avete presente Don Abbondio, quando, dopo la conversione dell'Innominato, si va a rifugiare nel suo castello? Vi ricordate quanto è indispettito di non essere il solo ad avere avuto quell'idea?
Ecco il siparietto con Agnese:

“In molti? in molti?” replicava don Abbondio: “povera donna! Non
sapete che ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro? E poi, se volessero
far delle pazzie, sarebbe un bel gusto, eh? di trovarsi in una battaglia. Oh
povero me! Era meno male andar su per i monti. Che abbian tutti a voler
cacciarsi in un luogo!... Seccatori!” borbottava poi, a voce più bassa: “tutti
qui: e via, e via, e via; l’uno dietro l’altro, come pecore senza ragione.”

La stoccata di Agnese è magistrale:

“A questo modo,” disse Agnese, “anche loro potrebbero dir lo stesso di
noi.”
Ben sappiamo che il Facci, come ogni Don Abbondio che si rispetti, ha l'empatia bassa.
Mettersi nei panni degli altri? Non sia mai!

lunedì 2 marzo 2020

Fontana e Zaia sono solo dei "gaffeur"?



E' ora che lo si dica apertamente. Zaia e Fontana non sono dei gaffeur e basta: sono quei bei personaggini che, complici la Lega, Forza Italia e la Compagnia delle Opere, e il loro elettorato tutto,  hanno vampirizzato metodicamente la Sanità pubblica per favorire la Sanità privata.
Ora mancano all'appello i posti letto nelle strutture pubbliche per chi ha bisogno di terapia intensiva?
Attraverso un costante e capillare garrotaggio del Sistema pubblico, Zaia e Fontana, volenterosi carnefici del disastro nel nome del loro neoliberismo al salame, hanno fatto sì che le emergenze non potessero essere affrontate in modo degno.
Propongo un giochino un po' crudele: avete votato i suddetti personaggini?
Ora per coerenza, al primo sintomo influenzale, schifate, come avete sempre avete fatto, l'Ospedale Statale dove il Volgo riceve assistenza da "fannigottoni statali" come medici e infermieri. Rivolgetevi in massa (non siete maggioranza in pectore?) alle strutture private, quelle che avete decantato come la creme dell'efficienza e dove incontrerete medici con sorrisi a 32 denti e portafoglio ipertrofico che vi daranno adeguata assistenza.
No? Non è così? Vi respingono perché hanno pochissimi posti (le terapie intensive rendono pochissimo)?
Mi spiace, ma vi tocca crepare a casuccia senza ossigeno e senza assistenza.
Sono crudele? No. Niente affatto.
Ora, però, insulsi beoti, lasciate il posto a quelli che questo marciume lo ha sempre condannato.
Prima i saggi; agli stolti, ai ciechi e ai briganti che ci hanno mangiato alla grande le briciole, perché non hanno calcolato le conseguenze della loro dabbenaggine.

P.S. Non andrà così ovviamente: quelli che rimarranno a boccheggiare a casa saranno i soliti poveracci. Né mi auguro, al di là dell'invettiva satirica, che muoiano coloro che hanno sbagliato.
Di fronte alla mancanza di ossigeno siamo tutti uguali. E i medici lo sanno.
Peccato che spesso gli amichetti di cui sopra non ricambino la gentilezza ad altri esseri umani. Spesso e volentieri.
In ultimo, le vie del Signore delle Tangenti sono infinite e il Dio Denaro, l'unico adorato da sempre e senza pentimenti, farà miracoli.

P.P.S.  Una prece anche a quei medici che costretti in questi anni a migrare nella Sanità Privata hanno pianto in cuor loro. Hanno tutta la mia comprensione. La professione medica è sacrificio, non martirio.

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