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mercoledì 27 maggio 2020

Penso crepuscolare.

Piccolo pensiero della sera.
La libertà di pensiero e di parola non è illimitata: se calunni o minacci qualcuno, non solo non eserciti alcuna libertà civile, ma incorri in parecchi reati.
E fanno bene, e mi riferisco ai casi più recenti, Azzolina, Berizzi, Fontana a denunciare chi, pensando di essere privo di ogni responsabilità per le parole digitate velocemente su una tastiera, mette in allerta le sue vittime e le autorità preposte a difenderle.
Nessuno deve sottovalutare il pericolo perché su 100 che danno aria ai denti, sbavando pericolosamente sulla tastiera, ne trovi sempre uno più invasato degli altri che passa dalla parola all'atto.
E gli altri 99 non sono neppure loro innocenti.
Gli avversari politici si prendono per i fondelli, li si mette alla berlina per quello che fanno o non fanno, si chiede che affrontino le responsabilità che competono loro davanti ai Giudici, ma hanno diritto di andare a casa tranquilli senza guardarsi alle spalle.
Perché in guerra non siamo. Siamo solo nella cacca e dobbiamo tirarcene fuori.

sabato 23 novembre 2019

Il professore antisardine: "Abbasso l'Omega 3! Viva il maschio Alpha!"


Un tale, professore di ignoto istituto, nomato Giancarlo Talamini Bisi, sempre che sia di carne ed ossa e non il solito personaggio di carta velina della comunicazione virtuale, avrebbe minacciato via Facebook i suoi studenti: “Vae! Se voi andrete nelle piazze d'Italia con le Sardine, sarete belli e fritti nelle mie materie!”
Ovviamente il suo profilo su Facebook è scomparso in un nano secondo.
Googlando qua e là si trova un Giancarlo Talamini Bisi, ma non si sa se sia omonimia o meno (è l'autore di un libro in cui descrive il dolore per la morte della madre).
Sbroccare capita. E sappiate che gli insegnanti sono più soggetti agli sbroccamenti di tal fatta. Non è una giustificazione: c'è una deontologia professionale da rispettare, eh!
Paventare voti bassi per antipatia ideologica è un grave peccato per un insegnante. Un insegnante così, sia di Destra, di Centro o di Sinistra, sbaglia.
L'accusa però di un'ideologizzazione della scuola è, però, un vecchio e bolso cavallo di battaglia della Destra: la Scuola, secondo la Vulgata, è dominata dalla Sinistra, che è ideologica, scorretta e un po' bastarda.
Spesso (non sempre, eh!) le lamentele per tale sopruso sono espresse in un pessimo italiano, in cui il congiuntivo è sconosciuto e la "Consecutio temporum" è moribonda: viene spontaneo spesso il dubbio che il ciuccio si nasconda dietro al perseguitato e alla vittima.
Franti è sempre dietro l'angolo (anche se l'elogio al mariuolo è stato fatto da Umberto Eco).
Peccato che oggi nella scuola ci sia un po' di tutto, come nel Mondo: c'è il professore di Religione crociato e antiabortista, il Marxista leninista ideologo e rompicoglioni e, ohibò (e c'è sempre stato, al di là dei fantasmi di molti), il professore nostalgico un tempo in pectore e ora in palese che inneggia ai bei tempi che furono in cui tutti gli allievi si alzavano in piedi urlando: “Viva il Duce e viva il Re!” ossia ai due Ladroni, vicino al Crocifisso sopra la lavagna d'ardesia.
Ammetto che un certo spostamento a Sinistra ci sia stato (non ho dati statistici e quindi agisco, in questo caso, da analfabeta funzionale: parlo solo per esperienza personale), ma negli anni Settanta.
Fate i calcoli: son cinquant'anni fa.
Molti cadaveri ideologici sono passati sotto i ponti e vedere nella scuola odierna un covo di Rivoluzionari comunisti è più frutto dell'eccesso di Mojito o di Peyote che di analisi sociologica.
Ecco il fatto che ora compaia, in controtendenza rispetto al pregiudizio, il minaccioso professore antisardine non mi meraviglia punto.
Mi aspetto solo che il suo Dirigente lo chiami in camera caritatis e gli sussurri: 
“Professore, si rende conto che mostrar la coratella davanti a tutti non va bene? Sa che Lei costituisce un esempio per i suoi studenti?”
Poi mi aspetto anche che , in modo un po' meno pacato, lo richiami all'ordine (che lo stesso Professore invoca):
“Ma Lei i voti li distribuisce così a c****, come capperi sulla pizza?”

Aggiornamento: non è di carta velina. Professor Giancarlo Talamini Bisi .

martedì 9 aprile 2019

Constatazioni.


Abitiamo entrambi in una città abbastanza piccola. 
Non ci conosciamo. 
Non so che ambienti frequenti, ma non è tra gli amici degli amici. 
Non è su Facebook. 
E' del '72, quindi ha dieci anni in meno del sottoscritto. 
Insomma, a ben vedere, probabilmente, non abbiamo molto in comune, nemmeno i gusti musicali.
Lavora a Milano e da un bel po' è sotto attacco di movimenti neonazisti che non gradiscono le sue inchieste; gli aderenti di questi gruppi lo minacciano e gli hanno fatto capire che possono fargli del male. 
E siamo in Italia, in una repubblica che è nata antifascista. 
L'articolo 21 è scritto a chiare lettere nella nostra Costituzione.
Ecco, quelli che dovrebbero temere qualcosa, forse molto, sono coloro che lo minacciano.
E non è così. 
Siamo in Italia ed è il 9 aprile del 2019.
Il nostro Ministro degli Interni si chiama Matteo Salvini.
Ed il giornalista si chiama Paolo Berizzi.

venerdì 5 ottobre 2018

Volete cannoni o burro e marmellata? Il reddito di cittadinanza spiegato ai piccoli.


Stato totalitario
Ti impongo di spendere per quello che ti dico io. Non ti do denaro in contante perché non mi fido. Se sgarri, non ti do nulla e muori di fame. O vai all'estero o ti iscrivi al Partito dominante.
Soluzione perché tutto funzioni: tessera annonaria. 

Welfare State
Accerto attraverso severi controlli che tu abbia necessità. Ti offro aiuto in modo che tu possa uscire dalla tua condizione. Se compri altro, sei un coglione perché starai peggio e per sovrammercato ti dimostrerai un pessimo cittadino. Ti ho dato una possibilità e tu non l'hai sfruttata.
Soluzione perché tutto funzioni: controlli severi sul diritto di avere un aiuto di Stato.

Banana State
Do denaro a chi dice di essere in difficoltà. Non ho possibilità di controllare efficacemente che chi afferma di essere povero lo sia sul serio. Minaccio pene severe per chi sarà inadempiente senza avere il coraggio di andare fino in fondo perché sei anni di prigione non si danno neppure per rapina a mano armata.
Ti impongo di comprare il pane, perché il pane è un bene di prima necessità.
Se vuoi la marmellata, sei un povero immorale e col diabete.
Non ti impedisco di vendere il tuo pane per comprare la marmellata perché non ho organi di controllo (costano!) che possano arginare il fenomeno.
Soluzione perché tutto funzioni: nessuna.

lunedì 27 agosto 2018

Minacce (2)

La notizia è questa: Vigili bruciati vivi


Si sa. Molti giudicano i Social come le porte dei gabinetti dei maschi: si trova scritto di tutto e di più, trasgredendo il buon gusto, e frequentemente le leggi, contando sull'anonimato.
I giudici di Trento la pensano così, anche se sull'anonimato bisognerebbe andar cauti. 
La Polizia Postale è in grado di individuare chiunque si comporti così attraverso il suo indirizzo ID, alla faccia dei profili fake; un lavoraccio, sia chiaro, vista la diffusione del fenomeno, ma del tutto alla sua portata.
E', comunque, una ricostruzione giornalistica quella che ho letto e probabilmente dietro alla sentenza ci saranno tonnellate di questioni giuridiche che io ignoro.
Valuto solo attraverso le parole riferite dal giornale, dunque, consapevole di aver sentito, more solito, solo una mezza messa.
Definire ogni intervento sui Social “uno sfogo da bar” ci sta, ma anche al bar se minaccio qualcuno di bruciarlo vivo, incorro in un reato.
Poi ci saranno le attenuanti: ero alticcio, soffrivo di disturbi della personalità, non ero capace di intendere e di volere etc.
Ma chi ho minacciato non è in grado di saperlo a priori.
E trattare le persone che scrivono sui Social tutti come alticci, sofferenti di disturbi della personalità e incapaci di intendere e volere è uno splendido invito a comportarsi come tali. 
Credo che tutti vorrebbero vivere in piazze virtuali (e non solo) frequentate da persone perbene, non lasciandole nelle mani di delinquenti e squinternati.
Peggio ancora è la definizione dei giudici di “agorà virtuale dalla memoria breve”.
Qui, se l'espressione è quella reale, si può cogliere un errore marchiano: la memoria in Internet non è affatto breve. Anzi.
La tendenza al moltiplicarsi dell'informazione attraverso la condivisione non corrisponde affatto all'immagine della porta del bagno dei maschi.
Se si vuole forzare il paragone, scrivere sui Social è come scrivere su una porta di un bagno “Gina ***** è una t***. Eccovi il suo numero di telefono *****” e crearne una copia col teletrasporto in tutti i bar d' Italia e del Mondo con la stessa scritta che il tempo non cancellerà.
E Gina ****, vi assicuro, che è sicuramente una brava ragazza, non ne sarà affatto contenta. I maniaci di tutta la Terra, in lingue anche sconosciute, la tempesteranno di telefonate oscene.
Come, credo, non saranno contenti i vigili che, vituperati e minacciati dal bulletto coram populo, saranno costretti a ingoiare un bel rospo.
I bulli vanno isolati e responsabilizzati. Minimizzare la gravità dei loro comportamenti verbali (ma dalla parola all'atto, lo ripeto spesso, è un istante...) non solo è la condizione per le reiterazione degli stessi, ma stimolerà anche lo spirito emulativo di altre schiere di idioti.

sabato 25 agosto 2018

Minacce.


Il fenomeno è abbastanza nuovo. Non perché non esistesse prima, ma perché ora Internet ne amplifica la frequenza.
Se un tempo, per strada, qualche balengo mi avesse fermato per strada e mi avesse minacciato: “Vengo a prenderti a casa e ti spacco la faccia”, avrei potuto contare sulla comprensione del Carabiniere che, costretto a stendere il verbale di denuncia, avrebbe detto: “Non le posso dare una scorta, ma chiamerò il personaggino che l'ha minacciato e gli farò presente i rischi della sua condotta. Non servirà a molto, ma almeno gli metteremo un po' di paura”.
Ecco, mi sarei chiuso in casa lo stesso, ma avrei potuto contare sulla blanda difesa di uno Stato di Diritto.
Purtroppo, le cose sono cambiate: le minacce via Internet si sono propagate viralmente.
Il docente universitario che ha denunciato il linguaggio, a suo avviso, razzista di una Capotreno è stato inondato di minacce di ogni tipo. Ed il nostro (uso l'aggettivo possessivo nostro perché lo è di fatto) Ministro degli Interni ha pensato bene di fomentare i suoi adepti ad inisistere. Il docente è uno stronzo e va punito. Minacciate pure. E il fosso è stato saltato.
Nel mio piccolo, le minacce sono arrivate a persone che mi sono vicine.
E la minaccia non è stata solo telematica. E' stata diretta.
Ora Natalia Aspesi per essersi esposta sul caso di Asia Argento è stata oggetto di minacce.
Un deputato leghista minaccia i Magistrati di andarli a prendere nelle loro case.
Sembra che abbia fatto marcia indietro, ma dal suo partito di riferimento non ho visto nessuna censura.
Insomma, se ora qualcuno denunciasse alle Forze dell'Ordine una minaccia di qualsiasi tipo, otterrà, nella migliore delle ipotesi, una risposta di questo tipo: “Sa, le minacce sono così frequenti che non possiamo intervenire. E' un fenomeno talmente allargato che non è perseguibile. L'organico è quello che è. Ci sono reati che ormai sono fuori dal nostro controllo: il furto di biciclette, i furti nelle auto, nelle case, le spaccate nei negozi, le minacce ai cittadini...” Insomma, neanche una telefonatina, un rabbuffo, una convocazione in caserma. Ci si chiude in casa. Senza contare sulla blanda protezione di nessuno.
Lo so di prestare il fianco ad una delle abusatissime argomentazioni leghiste: se c'è un reato (per loro di un extracomunitario, of course, perché gli italiani non ci pensano proprio), questo non sarà punito. Ovviamente, perché l'antistatalismo è più forte che mai, Dextra imperante, nulla si farà per ampliare l'organico e per gratificare economicamente le Forze dell'Ordine che hanno un compito non sempre facile. Anzi: la benzina per le Gazzelle verrà ulteriormente razionata e correre per le strade senza combustibile quando i Leoni della Malavita sono pimpantissimi è un bel problema.
Evidentemente, oggi, in senso lato, abbiamo raggiunto una parità giuridica: neppure i reati di italianissimi italiani che minacciano fisicamente i loro compatrioti saranno puniti.
Una strana applicazione dell'articolo 3 della Costituzione.
Ed il bello che al Potere ora c'è la Destra, quella che si fregiava del motto: “Legge e Ordine”, più poteri alla Polizia e più armi nelle mani dei cittadini. ;-)

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