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lunedì 27 agosto 2018

Minacce (2)

La notizia è questa: Vigili bruciati vivi


Si sa. Molti giudicano i Social come le porte dei gabinetti dei maschi: si trova scritto di tutto e di più, trasgredendo il buon gusto, e frequentemente le leggi, contando sull'anonimato.
I giudici di Trento la pensano così, anche se sull'anonimato bisognerebbe andar cauti. 
La Polizia Postale è in grado di individuare chiunque si comporti così attraverso il suo indirizzo ID, alla faccia dei profili fake; un lavoraccio, sia chiaro, vista la diffusione del fenomeno, ma del tutto alla sua portata.
E', comunque, una ricostruzione giornalistica quella che ho letto e probabilmente dietro alla sentenza ci saranno tonnellate di questioni giuridiche che io ignoro.
Valuto solo attraverso le parole riferite dal giornale, dunque, consapevole di aver sentito, more solito, solo una mezza messa.
Definire ogni intervento sui Social “uno sfogo da bar” ci sta, ma anche al bar se minaccio qualcuno di bruciarlo vivo, incorro in un reato.
Poi ci saranno le attenuanti: ero alticcio, soffrivo di disturbi della personalità, non ero capace di intendere e di volere etc.
Ma chi ho minacciato non è in grado di saperlo a priori.
E trattare le persone che scrivono sui Social tutti come alticci, sofferenti di disturbi della personalità e incapaci di intendere e volere è uno splendido invito a comportarsi come tali. 
Credo che tutti vorrebbero vivere in piazze virtuali (e non solo) frequentate da persone perbene, non lasciandole nelle mani di delinquenti e squinternati.
Peggio ancora è la definizione dei giudici di “agorà virtuale dalla memoria breve”.
Qui, se l'espressione è quella reale, si può cogliere un errore marchiano: la memoria in Internet non è affatto breve. Anzi.
La tendenza al moltiplicarsi dell'informazione attraverso la condivisione non corrisponde affatto all'immagine della porta del bagno dei maschi.
Se si vuole forzare il paragone, scrivere sui Social è come scrivere su una porta di un bagno “Gina ***** è una t***. Eccovi il suo numero di telefono *****” e crearne una copia col teletrasporto in tutti i bar d' Italia e del Mondo con la stessa scritta che il tempo non cancellerà.
E Gina ****, vi assicuro, che è sicuramente una brava ragazza, non ne sarà affatto contenta. I maniaci di tutta la Terra, in lingue anche sconosciute, la tempesteranno di telefonate oscene.
Come, credo, non saranno contenti i vigili che, vituperati e minacciati dal bulletto coram populo, saranno costretti a ingoiare un bel rospo.
I bulli vanno isolati e responsabilizzati. Minimizzare la gravità dei loro comportamenti verbali (ma dalla parola all'atto, lo ripeto spesso, è un istante...) non solo è la condizione per le reiterazione degli stessi, ma stimolerà anche lo spirito emulativo di altre schiere di idioti.

domenica 20 agosto 2017

Il prototipo dell'idiota contemporaneo.

 Da Repubblica di oggi.

Volete in un breve testo il concentrato della stupidità umana? Sono riuscito a trovarlo!

Cartello comparso in un parcheggio di Carugate, Milano:

"A te handicappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla, ma tu rimani sempre un povero handicappato. Sono contento che ti sia capitata questa disgrazia".

Questo “cattivista”, orgoglioso della sua prodezza, ha inanellato in poche righe le caratteristiche dell’idiota moderno.
Vi invito a completare l’elenco…
1-      Mancanza di empatia. L’idiota non coglie la situazione di disagio degli altri: è il torturatore da piccino dei gatti che, diventato grande, si diverte a tormentare gli esseri umani.
2-      Individualismo. L’idiota è costantemente concentrato sul proprio ombelico. L’esperienza (difficile) altrui non esiste. Lui non la vive ergo non esiste.
3-      Analfabetismo. L’idiota non è in grado di scrivere un testo breve senza incorrere in qualche banale strafalcione.
4-      Infantilismo. Il portatore di handicap che ha chiamato i vigili pensava di avergli fatto un dispetto. Cicca! Cicca! Non mi hai fatto male ( lo pensavi, eh?) e sono contento che tu sia un handicappato!
5-      Il denaro è al di sopra di tutto. Io mi posso permettere di pagare 60 euro e tu, “povero handicappato”?
6-      Disprezzo delle regole. L’idiota pensa di poter contravvenire a qualsiasi regola di convivenza civile. Senza pagare dazio. Mai. Le regole valgono per gli altri, ma non si applicano nel suo caso specifico, ritenendosi un rappresentante del sale della Terra.

7-      Odiatore del “politically correct” perché utilizzare le parole acconce è cosa che vale per le femminucce. La doppia c di “handicappato” rafforza l’offesa. Usare l’espressione “diversamente abile” sarebbe stato poco virile.
8- L'anonimato e la vigliaccheria. L'idiota non firma perché sa di aver dato libero sfogo alla sua aggressività. Non si vergogna dell'aggressività (fa tanto macho), ma è consapevole per la sinapsi degli ultimi suoi due neuroni che non rendere anonimo il suo sfogo comporta qualche rischio. Conta ovviamente sull'approvazione di altri idioti: ha la percezione che siano numerosi e desiderosi di emulare le sue imprese per il vigore del suo "forte sentire", e non si sbaglia. 



Per non cadere in contraddizione sostituite il termine “idiota” che ho usato nel testo con l’espressione “diversamente intelligente”.
arz62





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