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sabato 23 novembre 2019

Il professore antisardine: "Abbasso l'Omega 3! Viva il maschio Alpha!"


Un tale, professore di ignoto istituto, nomato Giancarlo Talamini Bisi, sempre che sia di carne ed ossa e non il solito personaggio di carta velina della comunicazione virtuale, avrebbe minacciato via Facebook i suoi studenti: “Vae! Se voi andrete nelle piazze d'Italia con le Sardine, sarete belli e fritti nelle mie materie!”
Ovviamente il suo profilo su Facebook è scomparso in un nano secondo.
Googlando qua e là si trova un Giancarlo Talamini Bisi, ma non si sa se sia omonimia o meno (è l'autore di un libro in cui descrive il dolore per la morte della madre).
Sbroccare capita. E sappiate che gli insegnanti sono più soggetti agli sbroccamenti di tal fatta. Non è una giustificazione: c'è una deontologia professionale da rispettare, eh!
Paventare voti bassi per antipatia ideologica è un grave peccato per un insegnante. Un insegnante così, sia di Destra, di Centro o di Sinistra, sbaglia.
L'accusa però di un'ideologizzazione della scuola è, però, un vecchio e bolso cavallo di battaglia della Destra: la Scuola, secondo la Vulgata, è dominata dalla Sinistra, che è ideologica, scorretta e un po' bastarda.
Spesso (non sempre, eh!) le lamentele per tale sopruso sono espresse in un pessimo italiano, in cui il congiuntivo è sconosciuto e la "Consecutio temporum" è moribonda: viene spontaneo spesso il dubbio che il ciuccio si nasconda dietro al perseguitato e alla vittima.
Franti è sempre dietro l'angolo (anche se l'elogio al mariuolo è stato fatto da Umberto Eco).
Peccato che oggi nella scuola ci sia un po' di tutto, come nel Mondo: c'è il professore di Religione crociato e antiabortista, il Marxista leninista ideologo e rompicoglioni e, ohibò (e c'è sempre stato, al di là dei fantasmi di molti), il professore nostalgico un tempo in pectore e ora in palese che inneggia ai bei tempi che furono in cui tutti gli allievi si alzavano in piedi urlando: “Viva il Duce e viva il Re!” ossia ai due Ladroni, vicino al Crocifisso sopra la lavagna d'ardesia.
Ammetto che un certo spostamento a Sinistra ci sia stato (non ho dati statistici e quindi agisco, in questo caso, da analfabeta funzionale: parlo solo per esperienza personale), ma negli anni Settanta.
Fate i calcoli: son cinquant'anni fa.
Molti cadaveri ideologici sono passati sotto i ponti e vedere nella scuola odierna un covo di Rivoluzionari comunisti è più frutto dell'eccesso di Mojito o di Peyote che di analisi sociologica.
Ecco il fatto che ora compaia, in controtendenza rispetto al pregiudizio, il minaccioso professore antisardine non mi meraviglia punto.
Mi aspetto solo che il suo Dirigente lo chiami in camera caritatis e gli sussurri: 
“Professore, si rende conto che mostrar la coratella davanti a tutti non va bene? Sa che Lei costituisce un esempio per i suoi studenti?”
Poi mi aspetto anche che , in modo un po' meno pacato, lo richiami all'ordine (che lo stesso Professore invoca):
“Ma Lei i voti li distribuisce così a c****, come capperi sulla pizza?”

Aggiornamento: non è di carta velina. Professor Giancarlo Talamini Bisi .

giovedì 29 marzo 2018

Sullo Stato delle cose della scuola e sulle cose del cattivo Stato della scuola.

Quid est veritas? Sono o non sono senza colpa grave i ragazzi che hanno umiliato (e nell'ipotesi peggiore picchiato) una docente disabile? Deliquenti o solo un po' maleducati?

Alt. Fermiamoci un attimo: apriamo la porta della scuola e dirigiamoci in u
na qualsiasi piazza del Bel Paese. 
C'è una disabile su una panchina circondata da un gruppo di ragazzi che la prendono in giro. I teppistelli filmano il tutto (“Poi lo pubblichiamo su You Tube, eh?”) e ridono di lei: “Brutta storpia! Che vuoi?” 
Chi assiste non osa intervenire: ha paura. I ragazzi sono tanti. “Dov'è la Polizia?”

Altro passettino. Voilà: la disabile si trasforma in una Superpoliziotta della Celere, armata di manganello; chiama rinforzi: la vendetta privata è brutta cosa, anche se... 
Vedo manganelli accarezzare le schiene dei monelli e qualche dente saltare. 
Il pubblico astante applaude: “Brava! Brava!” 
Giustizia (sommaria, sia chiaro) sarà fatta.

I mariuoli verranno condotti in caserma malconci in mezzo ad altri Poliziotti sorridenti. 
Se saranno professionisti, non rincareranno la dose. Altrimenti... Li aspetta, comunque, un bel processino con le aggravanti del caso. 
I genitori muti.

Ritorniamo mestamente a scuola.
I pischelli nella migliore delle ipotesi umiliano l'insegnante, con l'aggravante di prendersela con chi è in difficoltà.
Be', la docente a scuola è un pubblico ufficiale nell'esercizio della sua funzione.
La pena per i ragazzi? Trenta giorni con obbligo di frequenza, insomma andranno a scuola lo stesso (e frequenteranno le lezioni) e per punizione, di tanto in tanto, svuoteranno qualche cestino e faranno lavori socialmente utili. 
I denti non saltano. E meno male.

Il pubblico, però, non applaude. 
Il Preside dirà in separata sede alla docente che è incapace di insegnare. 
I genitori si coalizzeranno per far spostare la docente ad altra cattedra (d'altronde, non sa tenere i ragazzi, no?).
E la povera docente piangerà, sola e non aiutata da nessuno. Per l'umiliazione subita e per la rabbia. Nel caso specifico, sembra che abbia ingoiato il rospo e abbia perdonato i carnefici.
Giustizia, in questo caso del tutto sommaria, sarà fatta, perché in questo Paese l'equilibrio tra faida cruenta e palese ingiustizia, purtroppo, non esiste.

E qualche Franti (lo ha elogiato anche Umberto Eco, è vero, ma non credo che il semiologo pensasse che il tipino sarebbe arrivato mai al punto di sputare in faccia al proprio maestro...), apprezzando e capendo perfettamente il senso di una punizione solamente simbolica, infame, sorriderà. 
Quid est veritas?

Nota a margine con il veleno nella coda: in un Paese che si autoproclama “cristiano”, come mai le famiglie non insegnano più a rispettare i deboli?

mercoledì 21 novembre 2012

Briatore, la maestrina e il Professore. I tempi sono proprio cambiati!


Briatore , quando gli si è ricordato qualche trascorso non particolarmente luminoso nella sua pirotecnica carriera, ha apostrofato la giornalista impertinente con l'epiteto di “maestrina”; ad un altro giornalista che le dava manforte nei pressi  ha dato, poffarbacco, del “professore”.
Insomma, è inutile tentare di far saltare i nervi ad un Franti di quella stazza dandogli dell'evasore o del truffatore. Sono Croci di ferro, medaglioni da sfoggiare sul petto gonfio, mica offese.
La prossima volta, se volete proprio farlo imbestialire, rivolgetevi al narcisistone con un bel “Preside di Scuola Media”...e poi godetevi lo spettacolo!;-)
arz©
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