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giovedì 28 maggio 2020

Utilizzo del rasoio di Occam per Dummies: la Regione Lombardia e i numeri.

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/lombardia_gimbe_dati_coronavirus_accuse_magheggi_dati_fontana-5254992.html



Una fondazione critica i numeri della Regione Lombardia: a loro parere, manipolano i numeri per favorire la riapertura per superare l'emergenza Coronavirus.
Che cosa ci guadagna la fondazione nel criticare la Regione Lombardia?
Denunce, accuse, taglio di fondi e improperi via Social.
Che cosa ci guadagna la Regione Lombardia nel manipolare i numeri?
Lascio agli intelligenti l'operazione deduttiva.
Agli altri che ancora non capiscono un ripasso: il rasoio di Occam.

sabato 25 gennaio 2020

De Satira in barbarorum tempore.

Noto un certo scoramento in chi si cimenta in questi tempi grami in Italia, da professionista, da semiprofessionista o da dilettante nella Satira.
Non è la paura della censura (e che opera alla grande e senza freni in molti Paesi): in Italia al massimo si rimedia una denuncia dal politico di turno con l'orticaria facile, ma in galera non si va ancora (c'è sempre tempo, sia chiaro).
L'unica pena ormai evidente e accettata, obtorto collo,  è la marginalità del proprio messaggio, nonostante che i Social diano l'impressione fallace dell'amplificazione.
C'è di peggio, però: chi fa Satira si sente del tutto impotente rispetto a ciò che sta succedendo.
Il “Castigat ridendo mores” si è ingrippato alla grande e, spesso, anzi, si ha la sensazione che mettere in luce le tare di una classe politica oggettivamente inetta non faccia altro che il suo gioco; perché ormai di nulla si vergogna e i fan, come impone il nome, sono refrattari ad ogni critica nei confronti dei loro idoli politici che sono Dei anche a fronte di comportamenti di immane follia umana e etica. 
E il fenomeno osceno (e anti-intuitivo) è quello di vedere il numero dei fan crescere al crescere della provocazione cazzara.
Chi fa Satira si sente come l'uomo comune di mattina davanti al gorgo che porta via l'acqua calda del lavandino: vorrebbe limitare il flusso col tappo, ma,  ormai consapevole che il meccanismo non funziona, si rassegna a farsi a barba con l'acqua fredda. 
Non rinuncia, ma il rasoio, meno scorrevole, si inciampa sulla pelle, lasciando tagli e taglietti. Dolorosissimi.

lunedì 18 febbraio 2019

Comma 22, Grillo e i Pentastellati al bivio. La Sinistra al Trivio: o imitare i suoi avversari o far finta di nulla o recuperare i propri valori.


Grillo si permette di prendere in giro i grillini. Ci sta: la votazione per il rinvio a giudizio o meno di Salvini per via telematica è veramente un Comma 22 (per chi non lo sapesse, non perché ignorante, ma perché il libro ha avuto un certo successo come libro antimilitarista negli anni Sessanta e poi è stato più citato che letto, il Comma 22 recita: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo», insomma, un bel paradosso per mettere nel sacco chi cerca di sfangarsela in Caserma): lo è per più aspetti, per come è stato formulato il quesito, per il fatto di mettere in un cul de sac i pentastellati, per la pilatesca chiamata in correo dei militanti, quando chi dirige le manovre non sa che pesci pigliare.
Ma non è questo il punto, per quanto mi riguarda: che il Movimento 5 Stelle abbia la vocazione dei lemming (ma forse è leggenda) è affar suo; ho già provveduto a dispensare consigli, ma non mi danno retta (li ho dati a tutti, ma il mio conto Paypal è sempre a zero ;-)).
Il Comma 22 riguarda, però, a mio avviso, anche la Sinistra e la sua Storia che è, per chi la conosce, gloriosa (permette, ad esempio, a Leghisti e Pentastellati di contare qualcosa).
La Sinistra, in Italia, da sempre, si è battuta per far votare tutti.
Tutti tutti (tranne i minorenni, d'accordo). Anche gli analfabeti. Ecco il punto.
Vedo che sta correndo per la schiena della Sinistra un brivido: perché far votare gli analfabeti funzionali? Non vedete che votano “a cazzum” e per di più coloro che li stanno danneggiando?
Come ho sempre scritto, questo modo di ragionare non li/ci porta lontano; anzi, denota una forma di pigrizia che alimenta l'idea,  non del tutto campata in aria dopo l'esperienza renziana, che chi è di Sinistra sia una carogna elitaria che auspica un'oligarchia che si disinteressa dei più per curare i propri interessi.
No no: il diritto di voto, persino quello telematico, spetta a tutti e spetta a chi pensa di aver maggior consapevolezza (e qualche volta sbaglia, sia chiaro) convincere gli altri della bontà delle proprie ragioni.
Necesse est sporcarsi le mani nelle piazze e nei Social, dove i mestatori mestano volentieri alla grande, ma non per mestar meglio, ma per rendere evidente la manipolazione.
Se la Sinistra non crede più nel potere della parola, però, ha perso sul serio: credere solo alla potenza del Medium senza pensare al potere della comunicazione e in particolare della parola vuol dire aver perso del tutto il bandolo della matassa.
La Sinistra insista: più scuola, più libri, più studio. Non solo a parole, eh! E anche più merito (quello che tutti riconoscono, non solo pochi burocrati), temperato dalla capacità di sostenere chi non ce la fa, più solidarietà, più attenzione al lavoro e in particolare a chi non ce l'ha, più attenzione ai deboli di tutte le risme. Più democrazia, più scelte condivise. Se serve, si favorisca anche il televoto e non solo quando si è sicuri di vincere ( e, nel caso fortuito si perdesse, dare la colpa a qualcun altro, come sembra venga facile ai nuovi fautori della Democrazia Diretta).
E quando il voto non è neanche televoto, ma è voto voto, se si perde, levarsi dalle palle. Sul serio. E se il personaggino non se ne va, ricordo il solito aneddoto di Petrolini che, avendo ricevuto dei fischi, si rivolse al pubblico, dicendo: “Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto”. Non sono stato chiaro? Be', allora anche voi siete analfabeti funzionali ;-)

sabato 22 dicembre 2018

Facciabucco e l'inquinamento globale dovuto ai gas serra (metano, in primis).


Mi sta capitando qualcosa di divertente. Su Facebook pubblico con una certa frequenza le mie sciocchezze: disegni, abbozzi, osservazioni e, più frequentemente, deliri (ma l'antibiotico sta facendo il suo effetto, non preoccupatevi, passeranno tra breve) .
So di raggiungere un numero limitato di persone e, se devo essere sincero, sono un cultore appassionato dei venticinque lettori manzoniani.
Lo so, non va di moda: va per la maggiore il quarto d'ora di celebrità di Andy Warhol, che, tradotto nel ruggito del mandiboluto, suona all'incirca: meglio un giorno da leone che cento da pecora. Insomma, meglio pisciare nel piatto di portata nel miglior ristorante di Milano ed essere visto su You Tube da un miliardo di persone che rimanere semisconosciuto all'orbe terracque disquisendo su temi dotti e barbogi.

Ma io sono del gregge di Epicuro, mi conoscete. Amo vivere nascosto. E non frequento i ristoranti milanesi.

Orbene, ordunque: da un po' di tempo vengo tempestato da richieste sempre più frequenti di allargare i miei orizzonti.
Ammetto una colpa: ho usufruito di una promozione di 15 euro di Facebook per estendere i miei post e ho utilizzato l'offerta per allargare a un migliaio di persone due/tre messaggi edificanti, per puro spirito educativo. Ah, con scarsissimo effetto, sia chiaro! Anzi: allargando il pubblico degli uditori, mi sono scontrato con intolleranti antipaticissimi di ogni risma e colore.

Il bot che controlla i contenuti del Social o, meno probabilmente, l'amministratore delle pagine di Facebook devono aver dedotto che il sottoscritto è disposto a spendere dei soldi per guadagnare in “visibilità”, che è poi la vera moneta di scambio odierna, altro che bitcoin!
Poiché sono pigro e povero, declino il pressante invito. 
Grazie, non c'è trippa per gatti e la poca trippa che cucino è solo per gli ormai scarsi cultori delle frattaglie.

Però, un piccolo rovello mi rode: vuoi vedere che i contenuti di Facebook sono ormai di così cattiva qualità che persino i miei scarabocchi, i miei deliri costituiscono un valore, una merce di scambio?
Insomma, non saranno piatti elaborati da chef stellati, ma le mie frittatine alla buona hanno forse qualche interesse?

Se così fosse, perché, dunque, dovrei pagare io, lorsignori? Non vendo né borse artigianali, né caciotte.

Non è giunto il momento in cui voi amministratori di facciabucco paghiate qualcosina per tenere in piedi il vostro mercato pubblicitario (e quello nascosto, che, credo, costituisca il vostro principale introito: la profilazione dei vostri utenti)?
Per la legge che presiede la diffusione dei contenuti di Internet sapete benissimo che il contenuto cattivo tende ad espellere quello buono (per cui il video del più pirla degli adolescenti che si incendia i pantaloni per dimostare che il metano prodotto dal suo corpo è infiammabile ha 2000000 di visualizzazioni, mentre il dotto commento dell'intellettuale su qualche argomento di attualità ad andar bene raccoglie 200/300 like).
Forse cominciate a sentire che il metano prodotto sta rendendo l'aria irrespirabile, che le Fake News stanno inquinando la credibilità delle notizie reali, che il linguaggio degli spargitori di odio sta silenziando le parole pacate di chi crede ancora nella democrazia, anche attraverso l'utilizzo dei Social?
Ecco, se avete percepito il pericolo, sapete che cosa fare.
A destra, c'è il link della mia Paypal* ;-)

* Ad oggi, neanche un euro.

arz©

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