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giovedì 21 novembre 2019

A proposito di uomini di Erdam e di odio di scemi vari


Una suora, un po' su di età, decide, visto che si occupa di migranti, di scendere in piazza con le Sardine. Si può discutere sul ruolo dei religiosi nella politica italiana e sulla discrezione che il loro magistero comporta.
Sbatterla in prima pagina, in articolo di apertura di un giornale per pochi infimi, ma tuttavia di portata nazionale, anche se in dosi omeopatiche, per poi sottoporla all'onda fognaria della feccia, travalica, però, e di molto, le regole della deontologia professionale.
Non si tratta di anonimi commentatori di Facebook, di Twitter o di Instagram, magari provenienti dall'Est.
Gi autori del misfatto hanno nome e cognome e un cartellino che attesta la loro professione: giornalista.
La suorina si sarà sporcata con l'olio della protesta sardinesca, ma i giornalisti di Libero di quale materia sono lordi fino alle midolla?
Esiste ancora un Ordine dei Giornalisti?
Esiste ancora una Magistratura che è in grado di arginare e di assorbire forme così infami di odio di scemi vari?

N.B. Solo un ingenuo o chi è in malafede non può cogliere il rilievo osceno, sessista e idiota della "Monaca che ama banche e rifugiati". Non solo non hanno rispetto per una religiosa, ma anche per la donna. E prendersela poi con gli anzianotti, la dice lunga sui personaggi con cui abbiamo a che fare.

sabato 13 aprile 2019

Malaltrismo vaticano. Quando la Teologia vola troppo alto e l'Uomo è perduto.


Come ogni cattocomunista che si rispetti, non parlo volentieri male della Chiesa. Ma questa volta mi prendono per i capelli. 
Sappiate che il Papa Emerito ha lasciato qualche suo appunto sulla pedofilia su un giornale tedesco.
La vulgata di ciò che ha scritto l'avete letta sui giornali: a parere di Benedetto XVI, la libertà sessuale del '68 ha dato il via al diffondersi della pedofilia nella Chiesa.
E' una semplificazione giornalistica, vero, ma rileggendo l'articolo, ahimé, c'è qualcosa di peggio che addossare a un movimento culturale e politico “esterno” le colpe “interne” di una parte del clero indegno del proprio nome.
Riporto parte dell'articolo papale papale ;-) :
 “Tra le libertà che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c’era anche la completa libertà sessuale, che non tollerava più alcuna norma. La propensione alla violenza che caratterizzò quegli anni è strettamente legata a questo collasso spirituale. In effetti negli aerei non fu più consentita la proiezione di film a sfondo sessuale, giacché nella piccola comunità di passeggeri scoppiava la violenza”.
Sembra che il Papa Emerito faccia una bella confusione tra pulsione sessuale e aggressività; lo dice anche Freud che dalla pulsione sessuale repressa e insoddisfatta può nascere l'aggressività, ma l'aggressività è una costola della pulsione sessuale non ne è la sua manifestazione principale. 
Dalla pulsione sessuale nasce il bisogno relazionale a scapito delle pulsioni egoistiche.
E a sentire l'altro Papa la sessualità non è più uno strumento del Demonio. Anzi.
Tralascio altri passaggi, ma vi invito a leggere senza commento questa parte: “ Mi sia consentito a questo punto un breve excursus. Di fronte all’estensione delle colpe di pedofilia, viene in mente una parola di Gesù che dice: «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare» (Mc 9,42). Nel suo significato originario questa parola non parla dell’adescamento di bambini a scopo sessuale. Il termine «i piccoli» nel linguaggio di Gesù designa i credenti semplici, che potrebbero essere scossi nella loro fede dalla superbia intellettuale di quelli che si credono intelligenti. Gesù qui allora protegge il bene della fede con una perentoria minaccia di pena per coloro che le recano offesa. Il moderno utilizzo di quelle parole in sé non è sbagliato, ma non deve occultare il loro senso originario. In esso, contro ogni garantismo, viene chiaramente in luce che è importante e abbisogna di garanzia non solo il diritto dell’accusato. Sono altrettanto importanti beni preziosi come la fede."
Quel che importa al Papa Emerito, oltre al garantismo nei confronti degli accusati, è l'attentato nei confronti della Fede. Sembrerebbe a prima vista di una presa di posizione antigarantista, ma ci si dimentica che si sta parlando di corpi abusati e di psiche devastate.
E qui, scusate la banalizzazione, ci si preoccupa che i piccoli perdano la loro fede. Preoccupazione legittima sia chiaro dal punto di vista pastorale, ma del tutto impropria rispetto a quello che può succedere a livello psichico nella sua esperienza di vita concreta ad un bambino abusato.
Ecco l' esempio concreto poco dopo di quanto accennato prima:
“Una giovane ragazza che serviva all’altare come chierichetta mi ha raccontato che il vicario parrocchiale, che era suo superiore visto che lei era chierichetta, introduceva l’abuso sessuale che compiva su di lei con queste parole: «Questo è il mio corpo che è dato per te». È evidente che quella ragazza non può più ascoltare le parole della consacrazione senza provare terribilmente su di sé tutta la sofferenza dell’abuso subìto. Sì, dobbiamo urgentemente implorare il perdono del Signore e soprattutto supplicarlo e pregarlo di insegnare a noi tutti a comprendere nuovamente la grandezza della sua passione, del suo sacrificio. E dobbiamo fare di tutto per proteggere dall’abuso il dono della Santa Eucaristia”.
Come se il problema più urgente, per una ragazzina abusata, siano le parole di un prete pedofilo (o pedofilo prete) che mettono confusione nella sua testa per quanto concerne il significato dell'Eucarestia o che l'atto in sé sia un danno al dono di questo sacramento. 
Non sono aduso alle letture teologiche e magari mi sfugge qualcosa, ma temo che questo tipo di Teologia, che vola troppo in alto, perda involontariamente i contatti con l'Umanità.
E nel caso specifico che sia un “malaltrismo” (una variante del benaltrismo) ad uso interno del Vaticano per evitare di fare i conti con le potenziali perversioni indotte da un celibato dei preti che è, di fatto, un atto contro natura.

Link all'articolo di Benedetto XVI: https://www.acistampa.com/story/la-chiesa-e-lo-scandalo-degli-abusi-sessuali-testo-integrale-11148

venerdì 24 agosto 2018

"Libero" e i cagnolini sbavanti. Un Mondo da cani.



Le parole hanno ancora un senso. Se un giornale vicino a un uomo politico scomoda le categorie religiose per giustificare l'adesione a una posizione politica, è evidente che si è scavalcato il fosso.
“Fedele” non è attributo che attiene ai rapporti paritari tra gli uomini.
O si usa per Dio, e Salvini non lo è, non avendo ancora fondato una religione, anche se sta lavorando bene per diffondere un culto della personalità, o connota i rapporti tra il cane e l'uomo. 
Se i Cattolici sono fedeli a Salvini (e francamente non lo credo), allora sbavino tutti come Pavlov insegna sentendo la parola "immigrazione". 
I giornalisti di Libero scondizolano, d'altronde, già da un bel po'. Bau! Bau!

sabato 30 gennaio 2016

Family Day: la Meloni si vada a rileggere il Catechismo, perdindirindina!


 Il Catechismo recita: "I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità."
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm



Ok. Buon segno: siamo al Catechismo liquido! ;-)
arz
P.S. Ah, dimenticavo! Giorgia è fidanzata e non sposata con il suo bello. Tecnicamente ora è una "ragazza-madre".

mercoledì 26 dicembre 2012

Il prete e il turpiloquio (linguistico e mentale)

Ohi! Oggi il graffio sulla lavagna è veramente insopportabile. Sentire un parroco esprimersi come potete ascoltare con le vostre orecchie in millanta siti, mi fa sentire improvvisamente vecchio! 
Che il parroco relativamente giovane ( 40-50 anni?) possa esprimersi in modo così volgare durante la gita parrocchiale, passi ( e dovete sapere che molti preti sono barzellettieri nati e non tutte le barzellette sono, come suol dirsi, “pulite”), ma che durante un'intervista a una radio nazionale, che sarà giocoforza cassa di risonanza delle sue parole, se ne esca con un'espressione decisamente offensiva nei confronti dell'omosessualità ( avrebbe potuto usare eufemismi gesuitici più accettabili!), per me, è incomprensibile; mi dice che le dighe si sono rotte anche per Santa Romana Chiesa.
La beceraggine di un sito come “Pontifex” ( motore primo di ciò che è successo: il parroco non ha fatto altro che presentare un articolo del sito in cui si addossava la colpa del “femminicidio” alle donne stesse), citato a man bassa, come se il Papa parlasse ex cathedra, da “Il Giornale” e “Libero”, avrebbe un tempo scatenato le ire di Vescovi e Cardinali ( il cui silenzio ora pesa, eccome!)
Non tanto per i contenuti, sia chiaro, ma per la forma.
E la forma è sostanza in ambito ecclesiale come in ambito giudiziario.
Diventa, infatti, difficile chiamare “Reverendo” chi usa il turpiloquio per farsi capire meglio.
Lasci questo esercizio a quei politici che, dopo essersi abbassati ad espressioni da bettola, fingendo così di essere così più vicini al loro elettorato, si sono dimostrati perfettamente degni della lingua da loro utilizzata.

arz©
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domenica 6 maggio 2012

La Chiesa, i suicidi e Equitalia


Lungi da me l'idea di suggerire alla Chiesa le buone regole dell'ortodossia cristiana.
 Sono solo stupito: vi sono persone che si suicidano (per motivi economici) e c'è chi li esalta, professandosi cristiano, come se coloro che si tolgono la vita fossero i nuovi bonzi che si immolano sull'altare del Moloch-Equitalia.
Il mondo cattolico, però, a quanto mi risulta, tace. Eppure in altre occasioni (parlo del caso Welby), le massime autorità ecclesiastiche avevano levato alta la voce della sacralità della vita. Ora no: è impopolare forse dire che chi si suicida per il vil denaro sta compiendo un peccato non trascurabile?
Benedetta sia la sensibilità odierna della Chiesa che permette la celebrazione dei funerali religiosi anche per i suicidi ( non per Welby, comunque...) e non pretende più che questi siano tumulati fuori dai Cimiteri, ma il silenzio su quanto sta succedendo è emblematico della difficoltà di dire, pane al pane e vino al vino, a coloro che si professano cristiani che il disperato attaccamento al denaro ( il vero Moloch vincente di sempre e non solo di questi tempi tristi) nulla ha a che fare con il messaggio di Cristo.
 Ma sia chiaro che dei silenzi della Chiesa risponde solo la Chiesa e forse il sottoscritto si è perso qualche puntata.
                                                                                                                                                  arz©
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