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sabato 22 ottobre 2022

Ministeri e parole.

 I Governi si giudicano dai fatti, d'accordo, ma anche le parole contano: tirar fuori dal cilindro un lessico ridicolo (e non solo, penso, per chi si colloca all'opposizione) per definire i Ministeri è già un errore, e non da poco.

Non parliamo del Ministero dell'Istruzione che ora si fregia di una parola, "Merito", bella come "Gratis" in Internet: trappola per gonzi, trufferia di parole come la definirebbe don Lisander, per dire "istruzione per le élite", intellettuali, nel migliore dei casi (ma chi ci crede?), di censo, come è più probabile, nella palciosa e lutulenta realtà italiana.

giovedì 20 maggio 2021

Figli di babbo noto. Draghi e le tasse di successione.

Io, che apprezzo l’umorismo, sto ridendo moltissimo. 

I cultori del merito, dell’impresa che dalle pezze al culo arriva alla Lamborghini, del muscolare valore dell’individuo che per natura predomina sulla mediocrità dei poveri col sudore della fronte, macinando notti insonni su notti insonni, stanno difendendo, a spada tratta, il più retrogrado degli ascensori sociali: l’essere figlio di papà.

Muore il babbo e tu sei ricco. Esentasse.


mercoledì 20 maggio 2015

Gli idolatri delle parole e le parole ancipiti : pubblico vs privato, flessibile vs inflessibile ( sulla "Buona scuola")

Vignetta di Vauro

Purtroppo, siamo reduci da un trentennio di condizionamento di massa. Dalla caduta di un sistema (di cui, sia chiaro, nessuno ha la nostalgia) alternativo al capitalismo , al di là degli strombettatori della morte delle ideologie ( e della storia!), sappiamo che un'ideologia , una sola, quella neoliberista ha dominato il campo.
E il martellamento mediatico è stato così intenso che anche le parole che sono affascinanti animaletti metamorfici alla Pokemon hanno assunto una consistenza ossea dura da scalfire dai denti sempre più frolli di un'opinione pubblica sempre meno scaltra per mancanza di tempo, per mancanza di strumenti o . semplicemente, per mancanza di voglia.
Cercherò di essere meno fumoso: prendete gli aggettivi “privato” e “flessibile” senza riflettere troppo. Ecco che queste due parole nella vostra mente assumeranno una patinatura dorata. Prendete i loro contrari “pubblico” e “inflessibile” e come per miracolo, nel vostro cervello assumeranno una connotazione negativa.
Eppure le prime due sono parole che, in un determinato contesto, potrebbero avere un significato negativo ( un esempio  "interesse privato in pubblico ufficio" ;-)), mentre le seconde potrebbero avere un valore positivo.
Insomma, queste sono parole con due teste, sono ancipiti! Ma qualcuno ha provato , e c'è ruscito, a tagliarne una: idolatrando le prime e infangando le seconde.

Scusate il discorso che sembra non avere né capo né coda; leggetevi questo bel post di Leonardo 
http://leonardo.blogspot.it/2015/05/la-scuola-del-merito-e-dei-bonus-una.html
e frullate nella vostra scatola cranica “privato” e “pubblico” e “flessibile” e inflessibile”.
E forse mi capirete meglio.

arz  

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