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domenica 4 agosto 2024

Incidenti.

 "Il decreto legge che prevede 10 giorni di preavviso alle aziende prima dei controlli sulla sicurezza sui luoghi di lavoro è una dichiarazione di guerra ai lavoratori italiani. Un governo criminogeno in azione in un Paese dove muoiono sul lavoro tre persone ogni giorno".

Alessandro Robecchi
Ionesco 2024.
Carabiniere: “Favorisca patente e libretto!”
Automobilista: “Eccoli!”
Carabiniere: “Mi sembra un po’ nervoso…Può uscire dall’autovettura?”
Automobilista: “Preferirei di no…”
Carabiniere: “Non mi prenda in giro. Esca!”
Automobilista: “Ma non mi reggerei in piedi…Glielo confesso: forse ho bevuto troppo!”
Carabiniere; “Che cosa intende per “forse”?”
Automobilista: “Mi sono bevuto due birre, una bottiglia e mezzo di un ottimo Valpolicella, quattro grappini e due amari…”
Carabiniere: “Si rende conto di aver superato i limiti consentiti?”
Automobilista: “Sì, lo so: ma non ho mica ucciso nessuno”.
Carabiniere: “D’accordo, ma nelle sue condizioni avrebbe potuto farlo!”
Automobilista: “Cerchi di capitrmi! Ho confidato di non incontrare una pattuglia dei Carabinieri!”
Carabiniere: “Guardi, lei è un pericolo pubblico, ma la legge ora le consente una seconda possibilità”.
Automobilista: “Davvero?”
Carabiniere: “Ora la lascio andare. Fra dieci giorni alla stessa ora ripassi per questa strada. Io la fermerò di nuovo e, se sarà pulito, la lascerò andare”.
Automobilista: “Le assicuro che tra dieci giorni sarò qui. Non berrò nulla, glielo giuro”.
Carabiniere; “Ci conto! Vada!”
Lieto fine: dopo cento metri l’automobilista stira una nonna, una mamma e un piccino sulla carrozzina.
Vibrata protesta della Destra per gli omicidi stradali.
"Libero" titola: "La Sinistra non vuole punizioni esemplari. I soliti mollaccioni!"

venerdì 1 marzo 2024

"Vedo la nonna che con l'ago vuol riparar le mutande rotte". Sulle bussole e sulle navi dopo il voto sardo.

 Vedo troppa esultanza per l’insperata vittoria nelle Regionali in Sardegna.

Già c’è chi preannuncia lo spiedo per Salvini e la caduta verticale della Ducia.

Non è così.

La pancia del Paese è sempre la stessa.

Se la Sinistra vorrà avere la meglio, dovrà percorrere la strada della difesa dei più fragili: quelli che già vedono in bolletta gli effetti del mercato libero nel settore dell’energia e che vivono sulla propria pelle il lavoro precario o, peggio, il lavoro a tempo pieno sottopagato che non permette loro, però, una vita dignitosa.

Per far questo, dovrà espellere come tossine i fanatici del neoliberalismo e i teorici della flessibilità del lavoro come panacea di ogni problema economico di uno Stato.

Fuori dai denti: Renzi e Calenda possono trovare benissimo il loro approdo nell’odierna Destra che nella politica del “Lasseiz-faire” crede assai, se non quando deve difendere qualche potere corporativo (taxisti, balneari, solo per fare un esempio).

In secondo luogo, dovrà disinnescare il percorso europeo che sembra portarci verso una guerra. L’escalation delle spese militari non è una buona idea, se non per gli azionisti di maggioranza delle industrie delle patriottiche armi italiche.

La Destra batterà, come al solito, sui propri tasti: sicurezza, ricerca del nemico di turno (immigrato, comunista o anarchico) e pugno duro con chi non le piace; carezzine per gli amichetti.

Ci sa fare, eh, ma sembra, come ogni pugile “groggy”, che stia perdendo le misure (si veda lo scontro con Mattarella sui fatti di Pisa e l’uscita mediaticamente devastante di quel Leghista che ha messo in contrapposizione la Polizia, che ha sempre ragione, e docenti e genitori, che hanno sempre torto).

La loro nave non sta, comunque, affondando: beccheggia, ma ha una direzione. La Sinistra, come è spesso successo da un ventennio in qua, non perda la propria.

                                                   Lo spin doctor in saldo.

sabato 23 novembre 2019

Licenziare chi sbrocca? No. Ci sia il Secondo grado, se non il Terzo, in nome della Costituzione.


So di tirarmela addosso e confido che il cerchio delle mie amicizie sia sufficientemente piccolo per garantirmi che le botte siano limitate al minimo sindacale.
D'altronde, un post su Internet è un granello di sabbia del Sahara e la memoria da pesce rosso della Rete mi salverà.
Orbene, ordunque, ora lo dico, pur temendo il giudizio di molti che, nonostante l'infermità mentale che galoppa, mi danno ancora ascolto (per ora fingono benissimo e annuiscono per compiacermi): spero che l'improvvido docente di Piacenza che ha minacciato gli allievi che avessero partecipato alle manifestazione delle Sardine di voti (disciplinari) insufficienti non sia licenziato.
L'ho detto. 
Non ho affermato che non debba passare qualche brutto quarto d'ora.
Spero solo che non sia licenziato. Ora argomento, anche se so che non vi convincerò.
Il primo articolo della Costituzione dice che la nostra Repubblica si basa sul Lavoro. Non sulla libertà di pensiero o di opinione. Sul lavoro.
Privare qualcuno di un lavoro, in nome della giustizia sommaria, significa privarlo della sua dignità e non permettergli l'esercizio effettivo della sua cittadinanza.
Insomma, sulla bilancia precaria della nostra Democrazia, costituzionalmente, prima viene il Lavoro e poi la Libertà di pensiero. Il primo dovrebbe pesare di più.
Privare qualcuno del Lavoro per aver mal esercitato la Libertà di pensiero è un eccesso.
E si pensi alla precarietà del lavoro di molti che è sottoposto da tempo a questo vecchissimo ricatto: non protestare altrimenti ti licenzio.
Il docente ha detto e scritto una marea di fesserie e sicuramente ha tradito il dettato costituzionale.
Si inginocchi sui ceci degli articoli costituzionali che non ha rispettato e, solo se si incaponisse a dirsi fieramente razzista e fascista, sia licenziato.
Gli si lasci la possibilità di cedere o procombere lui solo, perché giurar su un testo che si ritiene falso è lecito, pur che se ne paghino le conseguenze.

Non si usa più per i pubblici dipendenti giurare sulla Costituzione. Male, malissimo.
So che la cerimonia del giuramento a molti potrà sembrare oggidì ridicola, ma , per quanto mi riguarda, non lo è affatto.
E quel che sta succedendo è una prova di come questa prassi un tempo in uso, che ad  alcuni sa di vecchio, debba essere ripristinata.
E poi se qualcuno invece di dire: “Lo giuro!”, urlerà: “L'ho duro!” , per ingannare il Dirigente, non solo tradirà la Costituzione, l'Antifascismo che ne costituisce la base, ma ancor di più l'importanza del Lavoro. Del suo e di tutti.
E farà la figura del fesso che non sa che cosa significhi vivere in una Democrazia che tutela la libertà di espressione e non in una Dittatura che di quella libertà se n'è fatta e se ne farà sempre un baffo.




sabato 8 giugno 2019

Dei motivi per cui appena Renzi apre bocca si perdono 10000 voti.


Volete capire perché la pseudosinistra (perché della Sinistra non ha né gli ideali né i presupposti) non vincerà mai? Ecco: leggete questo post del perdente a vita Renzi.



Non si trovano Navigator? Vero. Si propone, infatti, loro un lavoro precario e a tempo. E sono laureati. Perché ficcarsi in un pasticcio poco chiaro che non porterà loro un ette di prestigio nel loro Curriculum Vitae?
Il pensiero sotteso da parte dei renzucci nostrani, straordinariamente simile a quello di tutte le Destre, è sempre quello: meglio le briciole che il nulla.
Il tema della dignità del lavoro che comporta anche una sicurezza e una retribuzione adeguata non sfiora loro neanche l'anticamera del cervello, anche se è scritto a chiare lettere nel dettato costituzionale.
Il ragionamento è sbagliato, non voglio neanche perdeci troppo tempo: uno che si è fatto in quattro per laurearsi (e oggi, per di più, ci ha speso una bel po' di soldi!), perché dovrebbe imbarcarsi in un'operazione che già di per sé è poco prestigiosa per come è stata prospettata?
Ovviamente il secondo errore è quello di accostarli ai bagnini, come se, tra l'altro, il primo arrivato potesse  accedere a questa professione dopo aver pucciato l'alluce nell'Adriatico. Così, si offendono, nel contempo, i Navigator, i bagnini e i giovani che, a suo avviso, preferiscono le piaghe da decubito da divano al lavoro vero e proprio. Insomma, blaterare via Tweeter è facile, ma è ancor più facile offendere categorie professionali e generazionali non sapendo nulla di quello che si sta dicendo.
Renzi, appena apre bocca, perde 10000 voti. Il PD ancora non se n'è accorto. E la Lega gode. Assai.

giovedì 26 ottobre 2017

La colpevolizzazione del lavoratore.

Scusatemi, ma se c'è un atteggiamento che mi fa uscire dai gangheri è l'incoerenza. E' un trentennio (ad occhio e croce, da quando è caduto il Muro di Berlino) che il neoliberismo , senza alcun obiezione, ci parla della virtuosità del libero mercato, della provvidenza che ci è offerta dallo stesso e della bontà sovrannaturale della legge della domanda e dell'offerta con le sue manine prodigiose (aduse ovviamente ad accarezzare i ricchi e a menare i poveri....ma non lo si dica in giro).
Sia chiaro io non la penso affatto così, ma quando leggo articoli di questo genere mi viene l'orticaria: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/24/a-questo-annuncio-non-risponde-nessuno-dove-sono-finiti-tutti-i-disocc/35946/.
Orbene, ordunque.
Si offre un posto di lavoro. A detta di chi lo offre, di tutto rispetto. Nessuno risponde. Se si seguisse la logica degli idolatri del libero mercato, pur in tempi di obnubilamento totale della stessa, ci sarebbe solo una risposta: l'offerta di lavoro non è abbastanza appetibile o perché lo stipendio è troppo basso o perché le condizioni di lavoro non sono sufficientemente favorevoli. Non ci sarebbe nulla da scandalizzarsi.
Se si seguisse sempre la logica, ma sappiamo che non è più di moda, la soluzione a questo problema è semplice: si dovrà aumentare lo stipendio o si dovrà operare a un miglioramento delle condizioni di lavoro per attirare la manodopera riottosa.
Evidentemente oggi non funziona più così.
Il neoliberismo, diciamocelo tra di noi, ha una notevole predisposizione per la schiavitù.
Il lavoratore, nell'ottica degli amanti della nuova religione, ha una tabe che dovrebbe essere combattuta: l'aspirazione a uno stipendio dignitoso e a condizioni di lavoro rispettose per la propria esistenza.
Il lavoratore non accetta condizioni di lavoro percepite (?) come sfavorevoli?
La risposta è semplice: trasformiamo il potenziale lavoratore in un indolente, un posapiano, un tipino che rifiuta un lavoro che, guarda caso, gli extracomunitari accettano leccandosi i baffi, un pezzo di cacca che non sa quel che perde.
Osservate il cipiglio di quelli che, dall'alto dello scranno della loro posizione di privilegio, si permettono di cazziare la classe lavoratrice e preparatevi allo sputo.
Nessun rispetto, mi raccomando: non si meritano altro. Oggi, per un miracolo di cui è difficile capire la ragione, sappiatelo, si aspettano degli applausi. Da parte dei carnefici, ma anche dalle vittime.


lunedì 5 giugno 2017

Il suicidio di un Paese. Cronaca di una morte annunciata.

Sarò didascalico ( e quindi, per i più, noiosissimo e anche fastidioso); se si vuole ammazzare un Paese, e noi ci stiamo riuscendo alla grande, bisogna far passare l'idea che il lavoro sia un privilegio e che il pagamento per il proprio lavoro sia una questione ininfluente, tanto più quando si passa da un lavoro solido (l'operaio che produce tondini) a un lavoro liquido ( il lavoro creativo).

E adesso, come tutti i rompiballe saccenti, ma, sappiatelo, assolutamente non buonisti, come potrete constatare, cito per i distratti l'articolo 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”.

E, se qualcuno mi parlerà , pensando di commuovermi, del piccolo imprenditore che, povero lui, è costretto a pagare poco i propri dipendenti perché strozzato dalle tasse, sappiate che non ho alcuna pietà: questi è uno stronzo che merita di appendersi al primo palo, strozzato dalla sua stronzaggine, non dalle tasse. Il piccolo imprenditore onesto, piuttosto, licenzia, con la morte nel cuore, non garrota i propri dipendenti.
Poi, e spero sempre che sia una bufala della peggior specie, in rete si trova questo annuncio:


E il cerchio si chiude. O, se preferite, il nodo scorsoio.     arz62

sabato 28 marzo 2015

Lombardia, l'ombelico del mondo produttivo...

Speravo vivamente che fosse uno scherzo.
Questo è  ( dovrebbe essere?) il logo scelto dall'assessorato Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia:
Non mi piace parlare male degli altri, ma il concentrato di cattivo gusto e di imperizia tecnica è notevole. E' un lavoretto di mezzoretta da parte di un giovane di una scuola professionale. 
Lo slogan può solo essere partorito da qualche invasato leghista, ispirato da qualche reminiscenza futurista o da qualche malriposta nostalgia per l'analisi grammaticale.
Mi piacerebbe sapere quanto sia costato al contribuente. 
Chi avesse ancora qualche speranza di vedere il turboleghismo creare qualcosa di veramente moderno guardi l'esito di questo lavoro e tragga le dovute conclusioni. 
Lo so che è istigazione al suicidio, ma... 
arz

Aggiornamento: Non è il logo ufficiale ( meno male). L'ipotesi è che sia materiale rivolto alle scuole primarie. Anche i bambini dovrebbero essere educati al bello, però! ;-)

Aggiornamento: http://www.bergamonews.it/politica/toscani-contro-il-logo-di-sorte-deprimente-mostra-il-livello-dei-politici-202771




lunedì 1 aprile 2013

La superbia del Grillo



Se c'era una grossa tabe della Seconda Repubblica che mi irritava particolarmente, era quella di disprezzare il lavoro altrui. Da Brunetta a Finocchiaro ( vedi l'uscita sulle bidelle), dalle Alpi alle Piramidi, era tutto un pullulare di giudizi sprezzanti sul lavoro altrui; sul proprio non una parola: non disturbate il conducente. 
Grillo ne ha approfittato e parte del suo successo nasce dalla superbia dei politici e dalla loro mancanza di autocritica.
Ora, bel bello, Grillo, nella foga polemica contro il giornalismo prezzolato e pagato con i soldi pubblici, si rivolge ad un cronista , che ha osato rivelare qualche altarino da tener ben nascosto nel dibattito interno del M5S, in questi termini: “E'... un povero ragazzo frustrato che per sopravvivere si fa pagare 10 euro a pezzo".
Ecco riemergere l' antica invettiva,  nei confronti di chi, poarello, se la deve sfangare da precario. 
Non ho sentito un fiato levarsi dal suo elettorato per questa sparata indegna. Ne deduco che, se non sono  miliardari, hanno tutti un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito ( cosa buona e giusta e da augurare ai precari di tutto il mondo), ma anche la spocchia di chi parte avvantaggiato. Buon per loro.

Per la notizia: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/M5S-Grillo-contro-cronista-e-povero-frustrato-da-10-euro-a-pezzo_3238863300.html
                                                                                                                                                arz©

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