Visualizzazione post con etichetta verità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta verità. Mostra tutti i post

lunedì 14 marzo 2022

Le "Fake news" in tempo di guerra.

 La “Fake News” servono a diffondere notizie false. Sì, ma il vero obiettivo delle ”Fake news” in tempo di guerra, in realtà, sta nello sconcertare l’opinione pubblica a tal punto che un lettore medio non possa più credere nemmeno alle notizie vere. E nel caos dell’informazione, un’opinione favorevole alla pace abortisce prima del concepimento, mentre le opinioni estreme, quelle che portano ad uno scontro totale, attingono linfa e vigore dallo sconcerto generale. 

sabato 7 novembre 2020

Trump e i limiti della libertà di parola.

 Riprendo considerazioni già fatte in altre occasioni, dopo che (finalmente) i giornalisti statunitensi hanno interrotto il discorso di Trump che riproponeva a bella posta delle “Fake News” per non ammettere la sua sconfitta.

Nessuno, neppure il Presidente dello Stato più influente del Mondo (che è ancora annoverato nelle Democrazie), deve essere autorizzato a dire quello che vuole.

Nessuna libertà, men che meno la libertà di parola, deve fare a pugni con la realtà.

Sappiamo che il relativismo che vale a Destra e a Sinistra come antidoto agli autoritarismi di ogni risma depone a favore dei fautori delle parole in libertà. 

“Chi gestisce la verità?”, dicono. “Chi sono i custodi della verità? Chi li controlla?”

Purtroppo, da un bel po' di tempo il pannicello del relativismo che in sé e per sé ha un valore positivo  ha permesso a molti, ingenui e meno ingenui (diciamo furbastri), di affermare tutto e il contrario di tutto: l'uomo non è sbarcato sulla Luna, la Terra è piatta alla faccia di Eratostene, il Covidde non esiste, il Nero è bianco, il Bianco e nero visto che  Trump ha difeso i neri meglio di Lincoln and so on.

Nessuno impedisce agli ubriaconi dell'irrealtà di sbraitare a casuccia loro il proprio delirio.

La società civile, però, ha tutto il diritto di fermare queste derive, in particolare quando sono pubbliche.

E se si sbraita nella pubblica piazza, ci si aspetti da chi non è d'accordo ogni tipo reazione.

Non auspico le manganellate che pur si meriterebbero, ma l'isolamento sì, una versione laica di Scomunica: chi delira si confronti solo coi deliranti, nel manicomio delle loro paranoie.

Non pretendano i fautori delle idiozie tanto al pezzo di confrontarsi civilmente con il resto del Mondo, perché chi non rispetta le regole della logica e del gioco sociale non merita di partecipare alla partita.

Giochino con il loro pallone sgonfissimo nel loro campetto.

E gridino pure che l'arbitro è cornuto, anche quando non c'è.

mercoledì 12 febbraio 2020

Il Nazismo in dosi non omeopatiche non ci mitridatizza. Ci avvelena.



Semplifico: chi scrive davanti a una scuola “Anna Frank brucia” non è un ignorante: chi lo fa sa chi è Anna Frank e ha frequentato le aule scolastiche abbastanza a lungo per sapere che cosa le è successo.
Chi parteggia per le SS e se la piglia con una quattordicenne lo fa consapevolmente ed è solo una cosa che non si può toccare senza utilizzare i guanti sia che abbia quindici anni e non sappia disegnare nel verso giusto la svastica sia che ne abbia trenta e, scoperto il giro orario e antiorario del simbolo, si rivoltoli nel fango della propria insipienza.
Crescendo, questi personaggini potranno solo diventare peggiori di quello che sono.
A voi le conclusioni su che cosa fare a questi mentecatti, ai mandanti degli stessi e ai volenterosi carnefici che danno loro corda spesso sulle pagine di giornali che si trovano nelle italiche edicole e con testate che richiamano valori sacri come la Libertà e la Verità.

domenica 28 maggio 2017

Il principio d'autorità. Giuseppe Antonelli, Volgare eloquenza.

Lettura di questi giorni: Giuseppe Antonelli, Volgare eloquenza. Nel libro si parla di uso della lingua e di politica. Ne ho parlato spesso nel mio sito da un pulpito bassissimo, mentre Giuseppe Antonelli, non c'è nulla da fare, vola alto, più alto di me. Non faccio i complimenti a caso perché il tema è quello è del principio di autorità che il sottoscritto, nonostante le pecche delle umani genti, riconosce. Già la parola autorità ci fa tremare le vene e, ne sono sicuro, c'è già qualcuno che alzerà il ditino: l'autorevolezza è bella, l'autorità sa di forza e di vecchie mutande.
Seguitemi, però, anzi seguite il discorso di Antonelli: “La parresìa è una sorta di libertà di parola a cui è strettamente legata la nozione di verità. O almeno di sincerità: l'etica della parresìa prevede che ciascuno dica ciò che effettivamente pensa, ciò che effettivamente crede vero. Si tratta di un valore etico e politico per il buon funzionamento della democrazia [...] Come spiegava bene Lorella Cedroni, la pratica della parresìa nell'antica Grecia a un certo momento si altera, rivelandosi così pericolosa per la democrazia: se ciascun cittadino può dir la sua e tutte le opinioni si equivalgono avendo pari dignità, l'accesso alla verità diventa problematico e , a volte, definitivamente precluso”.

Eccovi spiegata, in poche parole, la Bebele attuale: nella foga di abbattere il principio di autorità (frutto dell'albero della Conoscenza infestato da qualche baco o serpente diabolico, talora, sia chiaro) si mina con una certa allegria di naufragi il principio della verità, che sarà pur sfuggente, ma a cui tendono tutti: ignoranti, dotti, medici e sapienti ;-)
arz62
P.S. Le citazioni di canzoni degli anni Settanta sono un omaggio a Giuseppe Antonelli. 

venerdì 8 agosto 2014

"Sveglia!" Sull'arte di persuadere urlando.

Perdonatemi questa piccola e oziosissima riflessione linguistica (per quel che vale, visto che parlo da un pulpito ipogeo).
Ricorre frequentemente nei siti e nei discorsi complottisti, in quelli apertamente razzisti, nelle varie controstorie (di destra, di sinistra e di centro, non importa), l'invocazione a svegliarsi.
Come uno squillo di tromba lo “Sveglia!” dei desti risuona per richiamare i dormienti ad una consapevolezza, fino al momento dell'urlo obnubilata dalla propaganda di stato, dai poteri forti, dai grandi e dai piccoli fratelli che si occupano di nascondere quello che con un minimo di impegno e di intelligenza è evidente e lapalissiano all'orbe terracqueo.
Un po' di buona volontà, suvvia, “svegliatevi!”, armatevi e partite per raggiungere le/ la verità che è/ sono lì a portata di mano: basta leggere qualche libro e consultare qualche sito, che cosa vi costa?
Quando sento qualcuno proferire l'odioso imperativo che ormai assumein molti sempre di più la forma di un tic linguistico, ammetto di essere dominato da un istinto pavloviano: mi rendo immediatamente conto, anche se la consapevolezza, se così si può chiamare, è raggiunta più per via inconscia che razionale, di avere a che fare con un ingenuo ... e tendo ad assopirmi.
Non giova in me la spontanea associazione con la nota rivista dei Testimoni di Geova “Svegliatevi!”  (e mi scuso anticipatamente con loro per averli presi ad esempio; agli amanti di fantascienza ricorderà un libro di Philip Dick...)
Trovo (abbastanza) comprensibile l'atteggiamento del fedele che almeno si ispira ai  libri sacri (l'evangelizzazione è un suo dovere istituzionale), molto meno quello del laico che non ne dovrebbe avere o , meglio, ne dovrebbe avere almeno un migliaio , ma mai uno o poco più.
Ecco , invece, uomini di poche letture (o, più spesso, di letture molto eterogenee), parlare con il sacro fuoco della verità davanti ai loro occhi che, da quel che mi sembra, li acceca e li rende meno credibili di quanto pensino di essere. La foga che in genere li agita non giova poi alla persuasione del prossimo.
Vorrebbero illuminare il mondo, ma abbacinati dall'aver raggiunto quello che è negato ai più rischiano di diventare, nel migliore dei casi, Cassandre destinate ad essere inascoltate e vilipese o, nel peggiore, ciechi invasati che tentano di guidare monocoli riottosi. Noi.

arz ©

Translate