Il Corriere della Sera non delude mai le mie aspettative. E' un giornale che incarna la miopia della borghesia italiana in modo perfetto.
Eccovi l'articolo:
Scuola
L'articolo è stato postato da un intellettuale e linguista che rispetto e ammiro, Giuseppe Antonelli; mi auguro che non lo condivida, ma mi è partito come suol dirsi l'embolo, pensando che ne giustificasse in parte le argomentazioni.
Ecco il mio commento:
Mi spiace: leggere questo articolo mi irrita profondamente. Da trent'anni si toglie alla scuola e alla cultura. E si vuole trovare una giustificazione. E' vero che il denaro non è tutto, ma garrotare la scuola e la cultura per poi giustificare ulteriori garrotamenti, affermando che la Svezia, nonostante la profusione di investimenti, non ha ottenuto granché, non è degno di un giornale che incarna gli ideali della buona borghesia. L'esempio diventa la Polonia che nonostante i tagli ha un sistema scolastico che sembrerebbe funzionare. Non c'è bisogno né di un sociologo né di uno storico per capire che il campione indicato non è rappresentativo per mille e una ragione. Quando ci si affida ai dati dei fogli di Excel, senza tenere presente le variabili , si è pessimi ragionieri e pessimi giornalisti.
Gli aspetti del reale che stridono, la rivolta degli oggetti , delle cose e della lingua... Tutto ciò che dà quell'irritante sensazione di fastidio provocata dal gesso non spezzato sulla superficie nera della lavagna della nostra esistenza. Questo blog è una costola di http://improntedichina.blogspot.com/ Il sito è presente anche su Facebook: http://www.facebook.com/ImpronteDiChinaEGraffiDiGesso.Per il microfinanziamento dell'opera: https://paypal.me/arz62
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domenica 8 dicembre 2019
domenica 28 maggio 2017
Il principio d'autorità. Giuseppe Antonelli, Volgare eloquenza.
Lettura di questi giorni: Giuseppe
Antonelli, Volgare eloquenza. Nel libro si parla di uso della
lingua e di politica. Ne ho parlato spesso nel mio sito da un pulpito
bassissimo, mentre Giuseppe Antonelli, non c'è nulla da fare, vola
alto, più alto di me. Non faccio i complimenti a caso perché il
tema è quello è del principio di autorità che il sottoscritto,
nonostante le pecche delle umani genti, riconosce. Già la parola
autorità ci fa tremare le vene e, ne sono sicuro, c'è già
qualcuno che alzerà il ditino: l'autorevolezza è bella, l'autorità
sa di forza e di vecchie mutande.
Seguitemi, però, anzi seguite il
discorso di Antonelli: “La parresìa è una sorta di libertà di
parola a cui è strettamente legata la nozione di verità. O almeno
di sincerità: l'etica della parresìa prevede che ciascuno dica ciò
che effettivamente pensa, ciò che effettivamente crede vero. Si
tratta di un valore etico e politico per il buon funzionamento della
democrazia [...] Come spiegava bene Lorella Cedroni, la pratica della
parresìa nell'antica Grecia a un certo momento si altera,
rivelandosi così pericolosa per la democrazia: se ciascun cittadino
può dir la sua e tutte le opinioni si equivalgono avendo pari
dignità, l'accesso alla verità diventa problematico e , a volte,
definitivamente precluso”.
Eccovi spiegata, in poche parole, la
Bebele attuale: nella foga di abbattere il principio di autorità (frutto dell'albero della Conoscenza infestato da qualche baco o serpente diabolico,
talora, sia chiaro) si mina con una certa allegria di naufragi il
principio della verità, che sarà pur sfuggente, ma a cui tendono
tutti: ignoranti, dotti, medici e sapienti ;-)
arz62
P.S. Le citazioni di canzoni degli anni Settanta sono un omaggio a Giuseppe Antonelli.
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