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giovedì 6 luglio 2023

Incrinature

 


Interrompo il silenzio sul Governo. Come ho scritto nel post precedente, sto aspettando con calma e gesso che il pateracchio o ircocervo messo su alla bell'e meglio dalla Destra imploda come il Titan dei miliardari. 

Come il Titan, infatti, il governicchio è fatto di pezzi di risulta e la cabina di comando utilizza il joystick della Playstation per governare il sommergibile Italia. 

Purtroppo, i passeggeri paganti siamo noi.

Però, la piccola uscita della Santanchè mi è sembrata degna di nota: è, a mio modesto avviso, il primo scricchiolare delle giunture, il primo segnale che qualcosa si sta incrinando.

La notizia è di oggi: per scagionarsi la Santanchè ha riferito che le multe inviatele per divieto di sosta, per violazione di qualche ZTL etc. non sono sue. 

La sua Maserati è stata data, bontà sua, in comodato d'uso gratuito ai Carabinieri. Sapete come sono fatti i miliardari anche se sull'orlo del fallimento! Regalano e donano ai poveretti della città. 

Si chiama filantropia. 

Orbene ordunque, la Santanchè, impietosita perché i Carabinieri della scorta viaggiavano sulla Panda, poiché aveva qualche Maserati che le avanzava, ha pensato bene di locupletare i membri della sua scorta. 

Peccato che nel racconto-barzelletta si insinui il sospetto che i Carabinieri, una volta espletate le loro incombenze istituzionali, se ne andassero a spasso con il macchinone e gli occhiali neri, cumulando multe su multe. 

Ovviamente, senza avvertire la Santanchè. 

Insomma, dopo la banda della Uno bianca ci sarebbe la banda della Maserati rossa.

Non so se la Santanchè si sia resa conto di quello che stesse dicendo e da quale posizione: una carica dello Stato che addossa una colpa non all'opposizione o a qualche malvagia potenza straniera, ma a un pezzo dello Stato che dovrebbe essere sotto il controllo di chi governa mette nei guai se stessa e le istituzioni . 

In questo caso più che una pitonessa  la Santanchè si è comportata da uroboro, quel serpente che si mangia la coda e si autoalimenta con le proprie carni per poi scomparire...

sabato 12 giugno 2021

Piano piano, lemme lemme...Come un Partito che si dice di Sinistra prepara il terreno, concimandolo col suo silenzio, alla Destra.

 




E’ da anni che blatero (perché blatero? Perché evidentemente è del tutto inutile) in merito alla deriva del linguaggio, quella che a poco a poco ci sta portando alla riproposta in altra veste del periodo peggiore della nostra Storia. Ora, è evidente che dalle parole si sta passando ai fatti. Due episodi apparentemente lontani l’uno dall’altro: uno storico che ha cercato documenti per chiarire le tante parti oscure del delitto Moro è ora indagato come se fosse un pericoloso terrorista e un gruppo di Lavoratori è stato aggredito da guardie armate a difesa dell’azienda grazie anche all’intervento tardivo, ohibò, delle Forze dell’Ordine.

Non entro nel merito dei fatti, ma sono segnali, comunque li si guardi, molto inquietanti.

Anche perché ripropongono atteggiamenti dei sistemi dittatoriali che prendono spazio ben prima del loro definitivo consolidamento.

Insomma, il Fascismo non è diventato improvvisamente tale il 28 ottobre del 1922. E ricordiamoci che un sistema democratico è sopravvissuto prima che avessero la meglio lo strapotere e la violenza delle squadracce fasciste; altrimenti, Matteotti non sarebbe potuto neanche entrare nel Parlamento nel 1924 e denunciare gli abusi dei fascisti durante le elezioni farsa che si erano appena svolte.

 Insomma, il temporale non arriva all’improvviso e le avvisaglie di ciò che avverrà si possono capire ben prima del fulmine e del tuono.

 Ecco ora  che le minacce alla ricerca storica, sotto il velame della necessità di mantenere un segreto di Stato, non possono che non ricordare la repressione nei confronti degli intellettuali antifascisti che, anche quando mangiarono la foglia, non scamparono alla violenza fascista.

Ecco che le azioni di forza di “guardie” private per dirimere le questioni di lavoro, anche grazie (e insisto sul "grazie") al mancato intervento della Polizia e dei Carabinieri, preannunciano il cemento “armato” che legherà fino allo sprofondamento il Fascismo agli Industriali italiani, sodali nel comune intento di debellare l’opposizione dei sindacati e dei partiti di Sinistra.

Il tutto succede oggi, però, diciamocelo senza peli sulla lingua, prima che la Destra vera e propria abbia preso il potere e con il silenzio complice di un partito, il Pd, che sembra proprio aver venduto l’anima al Diavolo nel nome della Realpolitik  e che di mettere becco in simili pinzillacchere non ha alcuna intenzione. Infatti, se ne parla poco. Solo tra noi blateranti disarmati e dispersi.

giovedì 8 agosto 2019

Gli involontari, ma zelanti carnefici della democrazia.


Il murale può piacere o non piacere. Diciamo che non è stato realizzato da un graffitaro sprovveduto. Carola può essere considerata una violatrice delle leggi costituite o un'eroina che si oppone a una legge ingiusta. La questione non sta qui.
Il problema è costituito dallo zelante avvocato(!) che prende delle bambolette spray e copre con due scaracchi grigi i visi di Carola e del bambino.
Perché un privato cittadino si occupa di cancellare un'opera che non gli aggrada? 
Se avesse avuto delle rimostranze, non sarebbe stato più logico e legalmente corretto chiamare i Vigili o il Comune, proferendo le parole dell'indignato cittadino che vede imbrattato un muro? “Che cos'è questa schifezza? Cancellate subito questo orrore!”
No. Il cittadino, in questo caso un militante, ha pensato bene di fare da solo.
Insomma si è comportato come un “privato cittadino che, cogliendo alcuno nell'atto di commettere un reato, è autorizzato dalla legge ad arrestarlo in fragranza”.
Vi domanderete il motivo del virgolettato. 
Si tratta di una citazione da un'opera di Piero Calamandrei, “Il fascismo come regime della menzogna” che analizza, nel secondo capitolo del suo libro, il modo in cui inizialmente si è imposto un regime autoritario (a suo avviso controrivoluzionario e dittatoriale sin dai primordi).
Ecco, uno dei prodromi del fascismo fu l'investitura morale fornita dal regime al cittadino a porre rimedio al disordine generale. Al posto della Polizia e dei Carabinieri, considerati incapaci di mantenere l'ordine pubblico.
E c'è da preoccuparsi se oggi non il Poliziotto, non il Carabiniere, ma il semplice cittadino, animato dal sacro sdegno, incomincia ad arrogarsi il diritto, che ne so?, di fermare un suo concittadino che durante una manifestazione porta una sciarpetta con scritto “Ama il prossimo tuo”, il giornalista che fa domande scomode o ficca il naso dove non dovrebbe, un suo concittadino, magari Rom, ma italianissimo come lui, che deve entrare in una casa popolare che gli spetta di diritto. Non è cittadinanza attiva, come qualcuno potrebbe pensare, è esercizio della forza senza mandato, se non da parte del capo politico di riferimento.
Nel caso specifico, poi, accompagnare il gesto con uno sgrammaticatissimo foglietto rende ancora più penosa la questione: un italiano, per di più laureato, che non sa argomentare in uno scritto la sua opposizione a qualcosa che non gli va giù! Una mano di vernice grigia sul murale e uno slogan altrettanto grigio, trito e ritrito per giustificare l'atto! Una tristezza. 
Se non politicamente, esteticamente e linguisticamente, l'imbrattatore di muri è stato lui, l'esimio Avvocato di Taormina.


giovedì 25 luglio 2019

Movimento 5 Stelle: polli fortissimamente polli.


Non fa piacere vedere un movimento che ha raccolto molti entusiasmi cadere così precipitosamente. Perché c'era del buono, in particolare l'attivismo di molti giovani, ma è stato gestito molto male. La richiesta della Raggi di far togliere la scritta “Casapound” allo stabile occupato dai neoascisti e la scelta del M5s a stretto giro di allinearsi con la Lega per evitare lo sgombero la dice lunga sui rapporti di forza dei partiti al governo.
Appiattirsi poi in modo così conigliesco a coloro che hanno promesso, in caso di sgombero, di far scorrere il sangue di Poliziotti e Carabinieri (e la minaccia era reale) ci dice anche quanto Casapound e Forza Nuova, al di là dei risultati elettorali, abbiano un potere reale e riescano non solo a far accettare alla Lega e al Movimento 5 Stelle i loro cavalli di battaglia, ma anche a far fare una figura di palta alle Forze dell'Ordine, pronte e inflessibili nello sgombero dei poveracci, bimbi compresi, e accomodanti, per non dire altro, a chi le ha minacciate sul serio di botte vere.
La scintilla di Bibbiano, tanto per fare un esempio, è stata accesa dai movimenti dell'ultradestra ed è la favilla che ha scatenato il fuoco che rischia di bruciare le ali da pollo dell'attuale Movimento 5 stelle. 
E il volo verso orizzonti alti, quando si è polli, fortissimamente polli, risulta ormai, a mio avviso, impossibile.

lunedì 10 giugno 2019

Mini-bot, l'ideuzza che piace tanto e che fa dudu dudù...


Mitraditizzare ossia assuefare gradualmente. Mitridate si allenava con un po' di veleno ogni giorno pur di evitare l'avvelenamento, noi ci mitraditizziamo con le notizie che trapelano senza che nessuno possa confermarle. E ci abituiamo, anche quando le dosi di manipolazione delle coscienze aumentano.
Prima si lancia il sasso nello stagno (e il sasso deve essere bello grosso), poi si vede come reagisce la pubblica opinione: se non reagisce, si lancia un altro sasso più grosso, se reagisce male, si dice che non si voleva lanciare il sasso, figuriamoci: c'era solo l'ipotesi di lanciare il sasso!
Il sasso del giorno riguarda i mini-bot.
La notiziola serpeggiante e che fluisce tra i denti degli esponenti del governo riguarda i fantasmatici mini-bot.
Perché non pagare i dipendenti pubblici con i mini-bot? Perché non pagare le loro buone uscite, le loro pensioni così? I loro stipendi ingrassano il debito pubblico perdinci, e i mini-bot sono una moneta vera, mica sono i soldi del Monopoli!
L'ideuzza sottesa, cucinata da un economista che ha tutta l'aria del pizzicagnolo (e che vi guarda storto dopo averne messo un etto e mezzo di prosciutto sulla bilancia, quando voi ne avevate chiesto uno, e con occhi di triglia e voce supplichevole sussurra un affranto: “Lascio?”), è questa: paghiamo con una moneta di merda chi fa un lavoro di merda.
Coloro che stanno battendo il tamburo dei mini-bot non smentiscono la loro natura.
In cuor loro, d'altronde, pensano che gli statali non lavorino veramente: gli insegnanti si fanno tre mesi di vacanze e gli impiegati comunali giocano a tre sette al computer e si dilettano al gioco dei tre badge per non fare un tubo per l'intero giorno.
Ecco, ma ve lo domando a bassa voce, sennò si allarmano: sapete che Carabinieri, Poliziotti, Guardia di Finanza, tenenti dell'Esercito sono statali, nevvero?
Conoscete per caso un Carabiniere, un Poliziotto, una Guardia di Finanza o un militare?
Bene benissimo: riferite loro, magari condividendo questo post, ma sottovoce, sennò smentiscono subito, che tra breve vi è l'intenzione di retribuirli con una moneta farlocca, che i loro già magri stipendi diventeranno sottili come carta velina e il loro TFR solo un cacofonico flatus vocis, addolcito dalla rotante finale.
Mettete loro nell'orecchio la pulce, anzi il pulcino, che, se fosse anche vero che i mini-bot costituiscono una valuta pregiata e non un miserabile barabatrucco finanziario, non si capisce perché non paghino con questo sistema così innovativo e straordinario, per dare un esempio di virtù dall'alto verso il basso, gli stipendi di Deputati e Senatori. E i loro vitalizi.
Carabinieri, Poliziotti e Guardie di Finanza e Militari di Terra, di Mare e di Cielo si gratteranno l'orecchio e si domanderanno sempre più perplessi per chi diavolo stiano lavorando.
E se due più due fa quattro, il pizzicagnolo (e non solo lui) dovrà scappare velocemente in Svizzera, perché, se lo beccheranno prima del confine, lo infilzeranno come un porceddu sardo.

martedì 21 maggio 2019

I rischi di tirare troppo gli elastici. Il caso Cucchi e Capitan Findus.


Non vorrei creare qualche problema al lieto fluire degli eventi, ma, poiché la notizia non è stata messa a mio avviso in sufficiente risalto, sono costretto ad utilizzare l'evidenziatore viola.
Il fatto che il Ministro degli Interni , preso atto che la questione sul caso Cucchi non stesse nei termini che fino a poco tempo fa riteneva indiscutibili, abbia cambiato opinione mi fa solo piacere, sia chiaro. Anzi, è segno che la consapevolezza è superiore al furore ideologico. E' una buona notizia (anzi ottima).
Me ne compiaccio non perché, come i maliziosi insinueranno, il vaso di Pandora che sta svelando quello che alcuni Carabinieri, indegni del loro ruolo, hanno cercato di tenere coperto porti l'acqua al mulino di coloro che hanno diffidenza nei confronti di alcune istituzioni (io credo che le istituzioni, al contrario, debbano essere preservate non solo dagli attacchi esterni, ma in particolare dai carcinomi interni), ma perché credo che la verità, anche quella scomoda e che va contro le nostre opinioni e i nostri inevitabili pregiudizi, sia più importante di tutto il resto.
Qualcuno obietterà che la verità è come la Fenice che non si sa dove nasca e dove cavolo sia finita o che, come oggi va di moda e si sospetta, non esista proprio; il relativismo portato all'eccesso, però, fa sì che qualcuno nel Duemila avanzato creda che la Terra sia piatta e che Kubrick abbia filmato l'allunaggio per prendere per il naso miliardi di umani.
La questione, però, per quanto mi riguarda, è particolarmente interessante dal punto di vista antropologico: quando si tirano troppo i fili della polemica e questi ultimi si accortocciano troppo velocemente, l'effetto creato diventa surreale e quasi comico.
Fino a poco tempo fa il nostro Capitan Findus affermava che le Forze dell'Ordine avevano ragione a prescindere, che Stefano Cucchi era un tossico perso e che la sorella di Stefano gli faceva schifo. Così: schifo.
E le parole sono sassi. Tutti se le ricordano.
Ora, alla chetichella, il Ministro degli Interni nella persona del Capitano Comandante si è costituito parte civile contro (ripeto: contro) i Carabinieri che hanno tentato il depistaggio per evitare di dire quello che con gran difficoltà è emerso dalle indagini ossia che qualcuno nell' Arma dei Carabinieri non solo si è fatto prendere la mano fino a massacrare di botte un inerme, ma ha fatto di tutto per occultare quello che era successo, dalle ime alle supreme cariche .
Insomma, nel prossimo processo Cucchi, il Ministro degli Interni pretenderà dai (pochi) Carabinieri che hanno infangato il nome dell'Arma (e, se saranno condannati, lo hanno fatto sul serio) un risarcimento in solido.
Sta di fatto che il Capitano e colei che gli faceva schifo ora stanno dalla stessa parte.
Invito coloro che si sono scagliati a suo tempo con il candore degli indignati contro Ilaria Cucchi (“Cerca visibilità!”, “Approfitta del fratello per fare carriera politica!”) a sciacquarsi la lingua con la varechina o a dichiararsi profondamente antiCapitanfindusisti.
Aut aut. Lascio loro la scelta. Tertium non datur. 


domenica 16 dicembre 2018

Caro Carabiniere,...

https://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-violenta-aggressione-al-carabiniere-dopo-lazio-eintracht-il-militare-estrae-la-pistola/322572/323193?video&ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P11-S1.4-T1


Caro Carabiniere,
tu che, aggredito da una ventina o più di cosiddetti tifosi laziali protagonisti di un' altra aggressione nei confronti di altri tifosi tedeschi, non hai ceduto alla prima reazione, quella più semplice, ossia quella di fare il tiro a segno con gli energumeni, meriti il mio e il ringraziamento di tutti.
Rassegnati. Ti daranno del codardo per quello che hai fatto, ma chi lo pensa, sappilo, è della stessa genia degli energumeni che ti hanno aggredito.
Le tifoserie amano il linguaggio della Guerra e quello della Mafia, non per niente si rivolgono a te con l'”infame” di prammatica.
Eri in evidente inferiorità numerica, ti sei difeso come hai potuto. Venti contro uno, sai che eroi, loro! Tu eri solo e avresti potuto , anche da solo, fare molto male e, se non hai ceduto alla soluzione più facile, è dato dal fatto che tu sei un vero professionista. Avresti potuto a ragione invocare la legittima difesa. Ti hanno ferito.
Tu sei un professionista, però, e il tuo compito non è lasciare cadaveri per le strade, ma quello di evitare che ce ne siano.
Inoltre, se avessi sparato, avresti avuto le geremiadi di quelli che rispettano le Forze dell'Ordine solo quando manganellano gli altri. ACAB siete e ACAB, per loro, sempre sarete.
E' un vero peccato che un vostro diretto superiore, quello agli Interni, anche se tu dipendi dalla Difesa, lisci i cagnacci di tanto in tanto, magari promettendo loro un appalto nel terzo settore della violenza. Belle le ronde, no? Non possiamo mica mettere Carabinieri e Poliziotti dappertutto, vero?
D'altronde, caro Carabiniere, ed è inutile nascondercelo, anche tra i tuoi commilitoni c'è una certa simpatia per chi va per i modi spicci, non è un mistero. E tra i fan dei club sportivi ci sono molti militari che quando scrivono non vanno tanto alla leggera. Senza parlare di quelli che frequentano i siti di Casapound e FN.
Ecco, ammesso questo, per amor di verità, quando ti sarai rimesso, perché la bottigliata in testa è arrivata e avrà fatto danni, cerca di convincere chi ti è vicino che questi personaggi sono pericolosi: hanno una certa predisposizione verso la violenza, e dopo esserla presa prima con l'extracomunitario poi con le zecche, prima o poi le vittime sarete voi.
Prendi ad esempio i successi reali delle Forze dell'Ordine di questi mesi: l'annientamento del clan Spada e di quello dei Casamonica.
La rovina del clan Spada è partita dalla testata di uno di loro a un pacifico giornalista (e ora dovrà dare cappocciate al muro del carcere per la sua beotaggine).
Vorrei che il vigliacco lancio della bottiglia (vigliacco perché ha confidato sul tuo essere professionista) si ritorcesse allo stesso modo su di loro, spezzando la catena che unisce tifoserie e forme di estremismo (nel caso specifico, quello nero, ma non mancano addentellati di altri colori).
Temo che domani , come sarebbe normale, i personaggi protagonisti della tua aggressione non riceveranno la visita delle Forze Armate.
Non succederà, lo sai; e sarà uno smacco. 
I loro nomi e i loro profili sono conosciuti meglio di quelli dei “lupi solitari”.
Prima si deve depotenziare la copertura politica che ha permesso a lungo e  permette a tali persone di andarsene in giro, superbe del loro nulla, dopo aver combinato quello che hanno combinato, indisturbate.
Fatti difendere dai tuoi commilitoni e a muso duro chiedete ai vostri superiori che atteggiamenti di questo genere da parte di balordi straconosciuti e straschedati non possono essere tollerati. E che non reagire , in termini di legge, significa dargliela vinta alla grande. E che fargliela pagare al prossimo scontro di piazza come contentino non è il modo migliore per farsi giustizia perché vi mette tutti allo stesso livello.
Be', oggi, è ancora presto per pensarci. Prenditi qualche giorno e non pensare a niente. Ti spetta.
Poi ritorna al lavoro. Auguri di buona guarigione.
Stefano

sabato 27 ottobre 2018

Armi a casetta. Il supermarket dei malintenzionati.

La notizia è qui : Corriere della Sera .

So di darmi la zappa sui piedi, perché rischio di prestare il fianco a chi ce l'ha con gli stranieri a prescindere.
Sto facendo una comodissima battaglia (inutile e per pochi intimi) contro l'estensione del diritto di avere un'arma, ma sapete come sono gli intellettuali radical chic?
Fumano comodamente il loro sigaro Avana sul divano, sorseggiando un vino d'annata, e straparlano sul loro yacht. Lasciatemi straparlare.
(Chi mi conosce sa che, in realtà, mi posso permettere solo Tavernello e un divano sfondato dell'IKEA, E non mi lamento, eh! ;-))

L'assassino in questione non aveva nessuna autorizzazione dallo Stato e deteneva quindi un'arma illegalmente.
Non c'entrerebbe quindi con l'improvviso amore per la legittima difesa a mano armata del nostro attuale governo.
Peccato che un intervento legislativo già in vigore da questa estate permetta a chi ha un porto d'armi di detenerne in numero più consistente a casetta. Comprese le armi automatiche.
Ecco: se io fossi stato prima dell'intervento legislativo un malintenzionato desideroso di avere un'arma per i miei turpi motivi, avrei dovuto disarmare una guardia giurata o introdurmi nottetempo nella casa di un Poliziotto o un Carabiniere.
Insomma, qualche rischio lo avrei corso, no?
Orbene, ordunque.
Quando il cheto pensionato terrorizzato dalle rapine si riempirà la casa d'armi, secondo voi, i veri malintenzionati di qualsiasi nazionalità dove andranno a recuperare gli strumenti per ammazzare il loro prossimo? 
Dal Poliziotto o dall'anzianuccio delle villette? 
Pin pin salamìn (o cavalin o pirulìn), pan mol pan fresch...  (è una conta orobica).

domenica 21 ottobre 2018

Piccola (e inutile) battaglia contro la diffusione delle armi ad uso e consumo della cittadinanza in nome della cosiddetta legittima difesa.

So di essere minoritario e, probabilmente, lo sarò fino alla fine della mia esistenza.
So che la gente "comune" (e le virgolette non vogliono essere offensive), e non solo,  ha una certa propensione per la giustizia rapida e istantanea. Senza processo.
So anche che alcuni dei cosiddetti garantisti del tempo che fu cavalcano questa onda, a mio avviso,  ben poco garantista, perché sanno ben discriminare, dolosamente, i reati che colpiscono maggiormente l'immaginario collettivo da quelli che sfuggono ai più.
Chi ruba miliardi con operazioni finanziarie che impoversicono gran parte della popolazione è un simpatico furbacchione, che viaggia in Mercedes e veste bene, lo scippatore di vecchiette va, al contrario, impiccato al primo palo. Subito. Perché è sporco, brutto e cattivo e, spesso, non veste alla moda.
La gente "comune" sogna di prendere la pistola per sparare allo scippatore, non c'è storia: di chi gli sfracella stipendio e risparmi non se ne occupa e, se se ne occupa, non li identifica in persone, ma in istituzioni, in "poteri forti" impersonali e evanescenti.
Canalizzare la rabbia su fantasmi plutodemogiudaicomassonici è solo un  modo astuto, e abusato, per aizzare le masse verso i più deboli.
Perché i fantasmi non hanno consistenza, ma i poveracci sì, e sono costituiti di ciccia e carne.
Date a chi si sente indifeso una pistola in mano, e sparerà a chiunque gli stia sonoramente sugli zebedei. Sparerà ad altezza d'uomo, perché sparare in aria non ha alcun effetto, lo sanno tutti.
Ecco il motivo della mia forte, fortissima, perplessità nel delegare al cittadino l'esercizio della Forza.
Mi fa specie che questo semplice ragionamento non appartenga più alla Destra, ma tant'è: ci sarà qualcuno che dirà che io sono il conservatore e loro i rivoluzionari.
Mi fa ancor più specie che le forze di Polizia non si rendano conto del pericolo che corrono nel favorire la giustizia "fai da te" dei cittadini.
Il primo colpo, se lo ricordino, verrà rivolto a loro. E dovranno rinchiuderesi nelle caserme. L'ho già detto e non spreco ulteriore fiato. Intelligenti pauca.

Veniamo al fatto:
Repubblica

Allora: c'è un commesso. Perché vuole un'arma? La risposta, presumo, sarà banale: gli piace sparare al tirassegno.
Orbene, ordunque. I vicini segnalano ai Carabinieri che il commesso li ha minacciati con la pistola. E' un tipo solitario e recentemente ha perso i genitori. Non ha compiuto nessun delitto sia chiaro per questo. Lo ha, però, commesso il commesso (scusate il gioco di parole), minacciando i vicini con l'arma. Non c'è nessuna denuncia, però. Solo una segnalazione alle autorità.
E che fanno le Autorità? Il buon senso direbbe: be', utilizzi le armi come pratica sportiva. Non sei gioiellere, non sei un addetto al trasporto valori, non vivi isolato e non sei stato già oggetto di tentativi di rapina e non sei un giornalista che sta mettendo nei guai qualche camorrista. 
In modo cautelativo, ti ritiro l'arma?
Nix.
Gli hanno lasciato la Beretta in mano, e, probabilmente, a norma di regolamento burocratico, non potevano fare altro.
E il commesso spara a due Cristiani (ma anche fossero Musulmani fa lo stesso).
Ecco, chi ha autorizzato il tutto, pur attenendosi alla Norma, non dorma per un po' di notti.
Poi gli passerà, ma sappia, fino al giorno del Giudizio Universale, che è stato un volenteroso carnefice dei due poveretti. 
Perché anche i peccati di omissione sono peccati: non si lascia in mano a chicchessia uno strumento di morte quando non vi sia una stringente necessità. E la necessità, un'arma data in mano a un commesso disoccupato e orfano, non c'era. 
Allargare le maglie delle concessioni o anche solo ventilare la possibilità di accedere con più facilità alle armi è già un'operazione non solo rischiosa, ma anche criminogena.
Ma nell'era dell'irresponsabilità delle proprie azioni, non vedo una volontà politica per gestire simili emergenze. Anzi. Si soffia sul fuoco. Bacioni! Sceglietevi bene i vostri vicini di pianerottolo!
arz62

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