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sabato 9 luglio 2022

Lo "Ius Scholae" e l'inflessibilità dei meritocratici d'accatto

 


Il nostro Parlamento è proprio un “Circo Barnum”, ma, purtroppo, popolato non da Indiani e da Buffalo Bill, ma da pagliacci che non sanno proprio più far ridere.

Pur di ostacolare lo “Ius Scholae”, qualcuno dei soliti noti ha proposto degli emendamenti, diciamo, “creativi”: chi intendesse aspirare all’ottenimento della cittadinanza dovrà conoscere le sagre paesane da Canicattini Bagni a Bressanone, i Santi comandati, la figura di Baldassarre nel Presepe  e le tradizioni del popolo italico dall’antica Roma ad oggi.

Il bello è che coloro che hanno proposto queste novelle forche caudine non sarebbero probabilmente, ed è un pietoso eufemismo, in grado di affrontare un esame che pretendono che sia superato dai cittadini stranieri (e minorenni).

Lungi da me affermare che tutti gli xenofobi siano analfabeti, ma, per lunga esperienza sui Social, una fetta consistente di coloro che, gonfiando il petto, si dicono Italiani non conoscono la loro lingua madre.

Sfidateli a scrivere dieci righe tutte di filato su qualsiasi argomento e vedrete che, anche con l’indulgenza sacrosanta degli errori di battitura e del T9, ci ficcheranno, se va bene, una media di tre errori.

La loro soluzione per evitare l’inghippo è semplice: scrivono poco, come gli alunni delle scuole medie sanno fare secondo il noto sillogismo implicito ossia poiché errare è facile, meno si scriverà diminuiranno le probabilità che si incorra in qualche strafalcione. E poi useranno lo stampatello per allargare gli spazi e per dimostrare, urlando secondo la Netiquette, quello che è richiesto al giorno d’oggi a chiunque si impegni nel pubblico dibattito: l’assertività.

Ecco il fior fiore di costoro, assurto allo scranno parlamentare e potenzialmente meno incline agli errori formali, ora mi cade in questo strafalcione concettuale.

Mettiamo che un insegnante proponesse ai propri allievi una prova impossibile da superare: che ne so?, proporre alle scuole medie di spiegare la perifrastica passiva in Latino (ma  basta il complemento predicativo del soggetto in Analisi Logica)  o un’equazione di terzo grado in Matematica.

Son convinto che i genitori e gli stessi Parlamentari di questa genia insorgerebbero: o professor malvagio, se la classe non ottiene la sufficienza la colpa è solo tua!

Orbene, ordunque, qui si propone la stessa cosa: pretendere che un senegalese (minorenne) sia esperto della “Sagra te lu purpu” a Melendugno (su, di corsa su Google Maps!), della “vindicatio in libertatem” (su, compulsate freneticamente se non volete perdere la Cittadinanza!) o di questioncelle relative al Fuoco di Sant’Antonio e alla presenza del porcellino nella sua iconografia (su, andate a vedere, è interessantissimo!) è, de facto, non solo una crudeltà, ma, innanzi tutto, ci vado piatto, un segno di un’idiozia senza scampo.

Questi fenomeni sono rappresentanti del popolo nel nostro Parlamento e se la sguazzeranno fino a settembre quando avranno maturato il diritto alla pensione.

Insomma, forse gli idioti non sono loro, visto che dal loro comportamento otterranno un vantaggio per sé stessi , ma i sudditi del Regno di Id che li ha eletti, osannati e che pensano, erroneamente, che gli eletti facciano i loro interessi. 

Be’, forse sì: quelli passivi non deducibili.

giovedì 8 agosto 2019

Gli involontari, ma zelanti carnefici della democrazia.


Il murale può piacere o non piacere. Diciamo che non è stato realizzato da un graffitaro sprovveduto. Carola può essere considerata una violatrice delle leggi costituite o un'eroina che si oppone a una legge ingiusta. La questione non sta qui.
Il problema è costituito dallo zelante avvocato(!) che prende delle bambolette spray e copre con due scaracchi grigi i visi di Carola e del bambino.
Perché un privato cittadino si occupa di cancellare un'opera che non gli aggrada? 
Se avesse avuto delle rimostranze, non sarebbe stato più logico e legalmente corretto chiamare i Vigili o il Comune, proferendo le parole dell'indignato cittadino che vede imbrattato un muro? “Che cos'è questa schifezza? Cancellate subito questo orrore!”
No. Il cittadino, in questo caso un militante, ha pensato bene di fare da solo.
Insomma si è comportato come un “privato cittadino che, cogliendo alcuno nell'atto di commettere un reato, è autorizzato dalla legge ad arrestarlo in fragranza”.
Vi domanderete il motivo del virgolettato. 
Si tratta di una citazione da un'opera di Piero Calamandrei, “Il fascismo come regime della menzogna” che analizza, nel secondo capitolo del suo libro, il modo in cui inizialmente si è imposto un regime autoritario (a suo avviso controrivoluzionario e dittatoriale sin dai primordi).
Ecco, uno dei prodromi del fascismo fu l'investitura morale fornita dal regime al cittadino a porre rimedio al disordine generale. Al posto della Polizia e dei Carabinieri, considerati incapaci di mantenere l'ordine pubblico.
E c'è da preoccuparsi se oggi non il Poliziotto, non il Carabiniere, ma il semplice cittadino, animato dal sacro sdegno, incomincia ad arrogarsi il diritto, che ne so?, di fermare un suo concittadino che durante una manifestazione porta una sciarpetta con scritto “Ama il prossimo tuo”, il giornalista che fa domande scomode o ficca il naso dove non dovrebbe, un suo concittadino, magari Rom, ma italianissimo come lui, che deve entrare in una casa popolare che gli spetta di diritto. Non è cittadinanza attiva, come qualcuno potrebbe pensare, è esercizio della forza senza mandato, se non da parte del capo politico di riferimento.
Nel caso specifico, poi, accompagnare il gesto con uno sgrammaticatissimo foglietto rende ancora più penosa la questione: un italiano, per di più laureato, che non sa argomentare in uno scritto la sua opposizione a qualcosa che non gli va giù! Una mano di vernice grigia sul murale e uno slogan altrettanto grigio, trito e ritrito per giustificare l'atto! Una tristezza. 
Se non politicamente, esteticamente e linguisticamente, l'imbrattatore di muri è stato lui, l'esimio Avvocato di Taormina.


sabato 22 giugno 2019

Pissi pissi bao bao: Fletto, ma non rifletto. Post severamente vietato a coloro che non vivono nel mondo della scuola.



Il Ministro dell'Istruzione pensa di assumere un tot di docenti di Scienze Motorie alla Primaria. Io non sono contrario: anzi. Sono da sempre un disciplinarista (in minoranza) e penso che non ci sia miglior insegnante di chi si sia formato in una specifica disciplina.
Purtroppo, da un trentennio si parla diversamente nella scuola Primaria e Secondaria di Primo grado (accorpata alla Primaria dopo l'istituzione, a mio avviso ferale, degli Istituti comprensivi).
Le discipline sono gabbie, le cui sbarre devono essere abbattute. Ovviamente il modello finlandese è lì a dimostrare che le discipline sono morte e il futuro e nell'interdisciplinarità.
Per cui, per fare un esempio, l'Informatica è materia in Italia sempre interdisciplinare. Nonostante le tre I di berlusconiana memoria.
Insomma, un Informatico vero per insegnare l'Informatica è inutile e superfluo: l'informatica la possono insegnare tutti. Ovviamente, è una scemenza, per chiunque sappia di quel che si parla.
Non farà miglior sortita l' imminente istituzione delle ore di Educazione Civica che si sono sempre insegnate alla meno peggio (ma con qualche competenza in Storia, il che non guastava), utilizzando i docenti di Lettere nelle scuole secondarie e nelle primarie da qualche maestra di buona volontà. Non ci saranno docenti di Diritto ad occuparsi di una disciplina da tutti ritenuta fondamentale oggi, ma gli insegnanti di buona volontà.
Ecco, de facto, ora l'unica disciplina che ha bisogno di personale disciplinarmente formato sono le Scienze Motorie (è solo un caso che il Ministro insegnasse Scienze Motorie?)
Il resto è paccottiglia.
Tremonti, quello che ha detto che con la cultura non si mangia (ma ha smentito, eh!) aleggia sulla superficie delle acque stagnanti dell'istruzione. E per aleggiare c'è bisogno di un buon battito delle braccia che richiede esercizi specifici per pettorali, bicipiti e tricipiti. 
Il cervello, lo sanno tutti, lo sanno anche gli studenti delle Medie, non è un muscolo. 
Meglio non esercitarlo troppo. Riflette, ma non si flette, perdinci!

lunedì 12 novembre 2018

Fantapolitica


Io, docente di Lettere delle Scuole Medie di ruolo, vengo nominato, non si sa per quali meriti, Senatore. Mantengo il mio ruolo e mi prendo un bel po' di soldi come Senatore.
Decido di punto in bianco di scrivere un Decreto Legge: 
“ Per ottenere e mantenere la Cittadinanza Italiana è necessario dimostrare di avere una conoscenza della lingua a livello B1 ( per l'attuale governo 81, perché la B e l'otto si scrivono all'incirca nello stesso modo). L'esame è obbligatorio e coinvolge tutti gli Italiani maggiorenni e coloro che richiedono la Cittadinanza italiana. Il pagamento per ogni esame della durata di due ore è di 3000 euro per ogni candidato. Perché l'esame sia valido è necessaria la presenza di un docente di Lettere delle Scuole Medie di ruolo".
Già mi immagino gli improperi e gli sputazzi: “Fantubista da due soldi, ti vuoi far pagare un sacco di soldi? Bastardo! Testa di cazzo! Chi sei tu per decidere chi è italiano o no? Chi credi di essere? Qualsiasi persona può fare il tuo mestiere! Non c'è mica bisogno della Laurea! Vuoi difendere la categoria dei tuoi colleghi fancazzisti, vero? Sei una merda!” (Mi scuso per il linguaggio che non è il mio, ma il fine è mimetico ossia quello di dare un'idea del linguaggio degli indignati in simili occasioni).
Pillon fa la stessa cosa con l'affido condiviso, imponendo la mediazione familiare. A pagamento.
E tutti applaudono. 
Anch'io: però, alla loro idiozia al cubo.
arz62

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