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domenica 2 agosto 2020

Tra il godimento delle disgrazie altrui e il senso di vergogna per le malefatte del nostro prossimo.

L'articolo da cui prendo spunto si trova qui: Bufale.net.

Ottimo articolo che non toglie, comunque, il dato incontrovertibile che la situazione sia da "codice rosso". 

L'emergenza culturale che ha fatto tabula rasa della nostra memoria collettiva è il frutto di un trentennio di politica che ha privilegiato il fare sul pensare, tagliando sistematicamente la percentuale di PIL del nostro Paese destinato alla scuola, all'Università e all'innovazione e che si basa sull'assunto di un Ministro che ha affermato senza alcun rossore che con la cultura non si mangiava (affermazione ossimorica, visto che chi l'ha proferita, non ne era privo). 

Rimane la vergogna per le scelte politiche di una classe politica che è rimasta schiacciata dallo stesso meccanismo che ha messo in moto e che ha dato origine a una classe dirigente indegna del proprio nome (faccio riferimento, andando a casaccio, ad un Antonio Razzi con la pentola in testa, alle sceneggiate seriali di Vittorio Sgarbi, ai brindisi sui balconi per la sconfitta della Povertà di Di Maio e, pietra di paragone e punto di inizio e di non ritorno, il voto dei Parlamentari del 2011 sulla nipotina di Mubarak). 

Insomma, non godo per la Schadenfreude, ma non rinuncerei alla Fremdschämen nei confronti degli ignoranti e dei consiglieri fraudolenti.  


sabato 11 gennaio 2020

L'effetto alone del Tempo: come confondere un grande "mariuolo" con il Principe di Machiavelli.


Craxi ha sdoganato la mazzetta facile, ha spianato la via a Berlusconi che ne ha poi raccolto l'eredità, ha sottratto denaro pubblico (e anche donato, diciamolo) che ancora oggi stiamo cercando di recuperare con fatica e sacrificio,  ha permesso a molte persone vicine al suo partito di occupare cariche che non  spettavano loro di diritto e, in ultimo, ma non meno importante, ha affondato un partito con solide e illustri radici storiche solo per protagonismo e narcisismo .
Non è stato né il primo né l'unico ad aver peccato, sia chiaro: gli illustri Democristiani di un tempo hanno fatto di peggio, ma Bettino Craxi ha tolto a tutto ciò che era diffusamente illecito la patina della vergogna. 
E non è poco.
Se devo rimpiangere un Socialista, anche se il gioco è facile, rimpiango Pertini che ha avuto l'unica pecca di non averlo buttato giù dal loggiato.
Craxi, pace all'anima sua, rientrerà nella Storia nella categoria dei grandi “mariuoli” (ed è l'unica grandezza che si merita) che hanno avuto la ventura di governare il nostro sfortunato Paese.
La sua figura può essere osannata oggi o da quelli che, forse per giustificare le proprie piccole manchevolezze, confondono l'uomo politico delle mazzette (in grande) con il Principe Valentino di Machiavelli , o dai grandi smemorati per rincitrullimento o per convenienza. Perché Bettino, non dimentichiamolo, con soldi non suoi, è stato generoso con molti che ancor oggi rivestono ruoli di una certa importanza nella nostra società , in particolare nel mondo della comunicazione, e un qualche debito di riconoscenza, da Vassalli a Signore, è d'obbligo attribuirglielo.


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