Gli aspetti del reale che stridono, la rivolta degli oggetti , delle cose e della lingua... Tutto ciò che dà quell'irritante sensazione di fastidio provocata dal gesso non spezzato sulla superficie nera della lavagna della nostra esistenza. Questo blog è una costola di http://improntedichina.blogspot.com/ Il sito è presente anche su Facebook: http://www.facebook.com/ImpronteDiChinaEGraffiDiGesso.Per il microfinanziamento dell'opera: https://paypal.me/arz62
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giovedì 25 luglio 2019
L'infantilismo italiano (Sesta puntata): "E allora Ciccio?"
Capita nelle aule scolastiche delle scuole medie di dover riprendere il comportamento scorretto di qualche allievo. I giochini pur di non stare attenti sono millanta: puntare la matita appena temperata sul braccio del compagno, minare l’equilibrio instabile della sedia dello stesso o togliergliela d’improvviso da sotto il sedere, scrivergli sul braccio TVTTB con annessi cuoricini infilzati dalle fatidiche saette. Il buon insegnante, fingendo di fare il severissimo, con voce cavernosa se maschio, da sirena antincendio se femminuccia, incomincerà la reprimenda con il classico: “Che cosa stai combinando, ***?” Il garzoncello scherzoso si farà di improvviso cupo, guarderà a destra e a sinistra per cercare aiuto come don Abbondio e poi, sfoggiando una conoscenza inaspettata dei pronomi, domanderà al docente che lo ha chiamato per nome e che incontrovertibilmente si è rivolto a lui: “Chi? Io?” “Sì, proprio tu, perché… (segue la descrizione del comportamento scorretto)?” Ormai nell’angolo il pargolo potrà ricorrere a varie tecniche di fuga davanti al pericolo: tanatosi (fingersi morto), finto malore (svenimento, mal di pancia et similia), negazione (“Non ho fatto nulla" o il temibile gas lighting “Lei non ha visto bene"). Ma la tecnica preferita è la frasettina :”E allora Ciccio?” Il docente allora comincerà il discorsetto di prammatica: “Caro ***, la responsabilità è individuale. E io ti ho colto con le mani nella marmellata. Non dubito che anche Ciccio potrebbe aver commesso qualche scorrettezza, ma in questo momento sei tu nei guai. (Il ricorso all' exemplum è d'obbligo: l’espressione “responsabilità individuale" potrebbe non essere stata colta). Tu sai che non tutti coloro che passano col rosso vengono multati, ma quando il vigile ti contesta la multa non ha senso rimproverarlo per non aver multato gli altri…” Il pargolo alzerà il sopracciglio destro (è segno che sta rielaborando il messaggio) e utilizzerà l’arma che piace tanto ai ragazzi che hanno fame di giustizia per giustiziarla: “Ma non è giusto!!!” Al che il buon docente chioserà: “Lo so che non è giusto, ma il Mondo funziona così e la scuola dovrebbe insegnarti che le Leggi si rispettano anche quando il vigile o se preferisci l’insegnante non c’è. C’è chi pensa di riempire il Mondo di Vigili, Poliziotti o , per risparmiare, di telecamere per tenere a bada chi sgarra. Io penso, ma sono forse un ingenuo, che dovremmo insegnare a tutti che il rispetto delle Leggi dovrebbe essere dentro di noi. Poi ci sarà sempre qualcuno che ci proverà ad infrangerle, ma confido nell’effetto gregge…” Come si potrà ben notare l’insegnante si è perso nei suoi pensieri, figuriamoci il porello che è andato in cimbali dopo le prime parole. Qualcuno si domanderà ora il senso del pezzo. Su, dai, è facile. Vi do un indizio: “ E allora i Marò?” , “E allora le Foibe?”e in questi giorni “E allora il PD?”, “E allora Bibbiano?".
domenica 18 gennaio 2015
Sui marò e sulle cooperanti. Perché abbiamo bisogno di eroi e...
Ho scaricato la battuta da Internet. E'
manichea, sia chiaro, ma si tratta di satira. E, come abbiamo imparato in questi
giorni, alla satira si deve concedere molto.
La battuta funzionerebbe lo stesso se
fosse riformulata in modo meno radicale: “ Strano paese l'Italia.
Se vai ingenuamente all'estero per motivi umanitari e ti rapiscono, sei una merda, se
sei un soldato in missione e ammazzi involontariamente dei pescatori, sei un eroe”.
In questi giorni abbiamo assistito all'attacco violento nei confronti delle due ragazze rapite in Siria e liberate (forse, ma molto probabilmente) con un riscatto. Non entro nel merito.
Constato solo che la violenza delle parole nei loro confronti è sicuramente sproporzionata al loro ruolo (e ,nel caso specifico, alla loro età). Lo stesso è avvenuto e avviene nei confronti dei marò.
Se si partisse con la semplice
considerazione che si tratta di persone che si sono cacciate nei
guai, la questione sarebbe più semplice. E forse scatterebbe un minimo di
solidarietà.
Invece no: l'Italia è veramente uno
strano paese, proprio perché ha bisogno di eroi e di merde:
gli eroi per proiettare su figure
simboliche la nostra pochezza e le merde per distanziarcene un poco.
Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi...e di merde.
arz
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