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lunedì 17 novembre 2014

Il nuovo sorriso della Lega.


Quando ho visto il manifesto, non volevo crederci. Nel mio immaginario ( ammetto di essere un po' prevenuto) i Leghisti hanno sempre la bava alla bocca ( al massimo, nella versione bonaria, nell'atto di aggredire una salamella).
Nella loro ottica, c'è sempre stato qualcuno da accusare di tutti i mali del mondo e per farlo bisogna, giocoforza, digrignare i denti. 
Facciamo una rapida carrellata?
Prima i meridionali, poi gli albanesi, poi i cinesi, poi gli immigrati clandestini, infine, in graduato climax, i Rom.
Se c'è un popolo che non ha fatto i conti con la propria pochezza ( che è quella di tutti, sia chiaro, comprese le vittime dei loro strali) è il popolo leghista. Non so da dove venga questo loro connaturato senso di superiorità; temo che venga , e scusate la psicologia d'accatto, da un profondo senso di inferiorità, quello di un popolo che non ha avuto facilmente voce in passato, perché schiacciato un tempo dal senso di inadeguatezza di chi doveva confrontarsi senz'armi con chiunque avesse uno straccio di cultura.
Ora che il senso di colpa si è attenuato ( non perché sia migliorata la loro cultura, ma perché è peggiorata, e di molto, quella dei loro interlocutori), possono parlare, urlare e prendersela con chiunque, pur mantenendo il vittimismo di chi ha subito un continuo sopruso nel corso della propria vita.
Salvini, che come ho già scritto non è un cretino, sa che alla lunga, però, gli urlatori spaventano l'elettorato moderato. 
E ora , sfoderando un sorriso pacioso dal suo manifesto, chiama a raccolta i suoi; questi, col sorriso sulle labbra, inneggeranno a nuovi Olocausti e a nuovi stermini. 
Non basterà, ahimè, il bianco dei denti a coprire il profondo nero del loro livore.
arz

domenica 24 febbraio 2013

Impari a sorridere.


Come al solito, l'omino non si smentisce: ad una scrutatrice del seggio dove ha votato ha consigliato di imparare a sorridere. L'omino finge di non sapere che il sorriso nasce da un moto del cuore spontaneo ( che ne so? gioia, felicità, sorpresa) e che ordinare a una persona di provare un sentimento che si può provare solo se liberi di viverlo interiormente è un assurdo.
Gregory Bateson denominò una prescrizione di questo tipo “ doppio legame” (double bind) ; il doppio legame è caratteristico delle famiglie che creano situazioni patogene e patologie , in primis la schizofrenia ( ma per questo aspetto è interessante leggere Watzlawick).
L'omino sorride spesso e ne ha ben ragione ( non ci vuole tanto capirne il motivo: fare fessi milioni di persone gli è riuscito benissimo fino ad oggi e bisogna ammettere che ottenere un risultato simile accrescerebbe di molto l'autostima di chiunque).
La scrutatrice sarà stata imbarazzata, non avrà capito tutto il codazzo di persone accorse per vedere il vieto spettacolo del puparo, si sarà svegliata male perché ha litigato col marito o col fidanzato. 
Chi lo sa?
Invitare a sorridere chicchessia è come imporre di fronte a una macchina fotografica un “cheese” ai molti che non si sentono fotogenici: il massimo che si ottiene è un rictus, uno spasmo scomposto del viso.
Ecco quel rictus ha voluto e vuole imporlo alla scrutatrice e a tutto il Paese.
“Cheese, figlioli, e mi raccomando: imparate a fare un sorriso!”

arz©


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