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venerdì 1 luglio 2022

L'economia spegata alla mia gatta.



Cara gatta, l'inflazione veleggia intorno all'8%. Per fronteggiare la perdita di potere d’acquisto si dovrebbero aumentare i salari. Se si aumentassero i salari, però, aumenterebbe la spirale inflattiva che, come ogni buon contraccettivo, non permette la generazione della ricchezza. 

Degli altri, of course.

Tu te ne freghi, perché il tuo padrone ancora può permettersi i croccantini, anche quelli adatti alla tua veneranda età,  ma devi sapere che la lettiera con i cristalli di silice su cui deponi i tuoi gianduiotti, da 5 euro è balzata ai 9 euro. 

E questo lusso mi porterà primo poi diritto alle soluzioni agglomeranti, con gli scarti di orzo. 

E so che sul tema sei più sensibile.

La ricchezza immobilizzata in titoli, in mattoni e in dobloni d’oro non genera ulteriore ricchezza, se non investita. 

Anche i ricchi piangono, è vero: i tassi di interesse sono bassissimi e dai caveau non nasce niente, ma anche dalla lettiera… alla faccia di De André.

Tralasciando la questioncella dei capitali occulti, dell’evasione e dei paradisi fiscali, la buona borghesia, però, ha tutto l’interesse a mantenere la situazione così com’è.

Chi ha soldi in Borsa o in Banca sa aspettare il kairòs, il momento opportuno, bestemmiando di volta in volta contro le ventilate e mai realizzate patrimoniali e/o per le tasse sugli immobili ( e legge “Libero” e “La Verità” nei bar del Centro senza alcun rossore, poiché la pornografia economica ormai da lunga pezza è sdoganata); chi non li ha, deve combattere col Mutuo, con la bolletta, col pieno della benzina, con l‘aumento delle spese condominiali per il riscaldamento, insomma, con l’impoverimento che colpisce la classe media e l’ex-proletariato.

 I Ricchi non ridono, è vero, ma sanno che l‘attuale Governo li sta difendendo.

I Povery piangono e pensano di non avere alternative. 

Ne avrebbero, eh!, ma preferiscono prendersela con il Reddito di Cittadinanza, sposando de facto le tesi di chi li vuole più povery, con i giovinotti che non sanno che cos’è il sacrificio e si rifiutano di lavorare a 500 euro al mese e plaudono entusiasti a chi in teoria dovrebbero mettere al muro, negando loro anche l’ultima sigaretta.

Il problema dei Povery e di chi si avvia ad esserlo, come al solito, sono i Povery.

I Ricchi, sul bordo della loro piscina, irridendo i radical chic senza attico e senza Rolex (perché se li avessero, diventerebbero loro sodali e indistinguibili da loro), attendono che il cadavere dei loro nemici passi, sorseggiando qualche bibita colorata.

E ridono. Oh, come ridono!

Ora faccio un breve conto delle spese, gatta mia. O croccantini o lettiera, vedi tu. Ti vendicherai, lo so. O svomitazzando qua e là o lasciando le tue deiezioni sul divano. 

Perché tu, gatta, mio orgoglio!, sai come reagire quando subisci un torto!

I Povery no. Purtroppo.

domenica 6 novembre 2011

Noie: La lettiera della gatta.

La lettiera abitualmente si situa in una zona protetta della casa. La gatta per le sue faccende igieniche ama la calma. Quindi il buon padrone pone la lettiera in un angolo ben riparato, lontano da occhi indiscreti. Non in cucina possibilmente per questioni facili da capire, non in soggiorno, perché la lettiera per quanto bella non può competere con nessun mobile, anche il più economico e spartano.
Noi l'abbiamo collocata vicino ad un armadio vicino alla porta del bagno.
Vi sono diversi prodotti per la lettiera dai trucioli alla sabbia. Oggi va di moda il granulo di silicio.
Quando si pulisce la lettiera , si solleva un po' di polvere e chi si occupa dell'incombenza igienica pensa subito ad una morte triste , ma eroica come quella dei minatori che schiattavano per silicosi nelle miniere. Quando la lettiera è sporchina, la polvere di silicio penetra nei polmoni e chi , come me , è sensibile agli odori, rischia di avere un conato di vomito e pensa al grisù, agli uccellini portati in miniera per segnalare la presenza del gas.
Fin qui nulla di speciale. Spiacevole, ma accettabile. L'amore per la gatta comporta anche questo: occuparsi delle sue venefiche deiezioni e della pulizia della lettiera.
La spiacevolezza è più sottile. La mia gatta, che non si scosta dagli usi felini comuni, è molto schizzinosa e, quando lascia il proprio prodotto interno lordo nella lettiera, desidera da buon felino coprirlo per evitare che il suo odore possa essere percepito all'esterno. Non bisogna essere un etologo esperto per capire che un animale predatore non ha alcun desiderio di farsi scoprire dalla propria preda che, in tal caso, si darebbe subito alla fuga lasciandolo a bocca asciutta ( anche se il gatto domestico ormai si ciba di costosissime scatolette che non si muovono di un millimetro dalla dispensa).Nell'operazione la gatta con le zampe butta fuori regolarmente qualche granellino di silicio. Non tanti , perché , altrimenti, si provvederebbe subito alla pulizia, ma cinque o sei, minuscoli e appuntiti.
La mattina il malcapitato esce dal bagno e regolarmente col piede umido intercetta il granello che si incolla al piede. La mia sensibilità dei piedi dopo la doccia è relativa. Non ci faccio caso. Me ne accorgo quando sono vestito di tutto punto: il granellino acuminato tra piede e calza, per di più compressa dalla scarpa, ora opera la sua vendetta personale. E si fa sentire spiacevolmente come il miagolio che svela l'assassinio del protagonista de “Il gatto nero” di E.A.Poe.
©arz

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