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venerdì 8 aprile 2022

Draghi, il Ragioniere dei Ricchi.

 

Draghi, d’un botto, ci dice che siamo in guerra senza che una guerra sia dichiarata. Si disinteressa del tutto del fatto che il costo del gas e dell’elettricità falcidierà le economie già fragili degli stipendi più magri e del fatto che l’inflazione si mangerà gran parte degli stipendi. Mette una pezza provvisoria sulla benzina perché le merci non vanno da sole al mercato.

Tredici miliardi alla difesa li trova subito e la spesa per l’istruzione è falcidiata dello 0,5% e tutti sanno che era la più bassa d’Europa.

E poi dice con quella voce chioccia: “Rinunceremo ai condizionatori”. Ovviamente, intende: “Rinuncerete”. Va be’, possiamo rinunciarci (ma lui no, statene certi), per poi rinunciare anche al riscaldamento il prossimo inverno.

Se si parla di un 1% di tasse sui grandi patrimoni parte la canea dei giornali berlusconiani e la proposta finirà nello strame delle idee farlocche.

Qualcuno ha pensato che Draghi fosse uno statista. Nix: è un Ragioniere titolato e ben introdotto in Europa, anche pignolo, ma un Ragioniere dei Ricchi, non era chiaro?  

Tutto qui.

mercoledì 21 novembre 2018

Profezie agostane

Ego scripsi: 

 [...]    "Ecco l'accelerazione nelle provocazioni di Salvini per rompere ogni alleanza.
A fine anno c'è la Finanziaria e il redde rationem sui risparmi di tutti si avvicina. Nessuno in Europa compra Btp. Il debito italiano non gode della fiducia dei mercati europei e la buona borghesia appoggia gli estremisti solo quando non mette a repentaglio i suoi risparmi.
Salvini sa di raccogliere qualcosa hic et nunc, dopo aver fatto molti proclami e non aver nei fatti combinato granché.
Se si sfilerà dal giudizio europeo per tempo, si salverà.
Gonfia la pelle a dismisura e mette paura agli oppositori che sembrano annichiliti.
Rimane, però, una rana, verde e con la pelle velenosa. E puzza forte di forza e di vecchie mutande".

Era agosto di quest'anno. I casi sono due: o le azioni salviniane sono prevedibili tanto da farsi sgamare da un ingenuotto come me o ho doti profetiche; nel secondo caso, accetto assegni e contanti (per la fatturazione elettronica c'è ancora da aspettare).;-) 






domenica 13 novembre 2016

Renzi ovvero della persuasione debole. Fletto i muscoli...e sono nel vuoto!

Come al solito, parto dalla fonte della mia irritazione: c'è una foto in cui Renzi, mentre parla da Palazzo Chigi, ha alle sue spalle una sfilza di bandiere italiane. La bandiera europea, che lo aveva accompagnato nei suoi discorsi precedenti dalla sede del Governo, è scomparsa.
Il diavolo si nasconde nei dettagli, lo sappiamo, basta saperlo scovare.
Abbiamo assistito negli ultimi tempi al tentativo del buon Matteo di smarcarsi ( direi fuori tempo massimo) dall'Europa dell'austerità e Renzi, che deve molto all'Europa, prova ora a risalire la china, sentendo puzza di bruciato sugli esiti del Referendum.
Nulla di male: oggi prevale il pensiero binario con la casta/establishment o contro la casta ( da leggersi con attenzione l'intervento di Gilioli a riguardo:Schema binario).
Matteo, che ha un buon olfatto per l'aria che tira, flette i muscoli e intima all'Europa:”Fuori dal patto di stabilità! Terremoto e emergenza dell'edilizia scolastica si affrontano senza il vostro bollino blu!”. 
( "Abbasso la Chiquita! Viva la Libera Repubblica delle Banane!" ;-))
Bene. Benissimo. E' sua facoltà farlo.
Qualche spin doctor e qualche esperto della comunicazione ben prezzolato ( forse troppo ben prezzolato rispetto alle ideuzze offerte) devono avergli fatto capire che alle parole minacciose devono seguire i fatti.
E i fatti, in effetti, scusate il bisticcio, gli unici evidenti, ci sono: sono scomparse le bandiere europee a Palazzo Chigi.
Ecco, credere che l'elettorato sia così ingenuo da non cogliere questi espedienti da quattro soldi, questa forma ingenua di persuasione subliminale, è, a mio modesto avviso, un errore fatale.
Insomma, quando un espediente persuasivo è nuovo, tutti ci cascano ( tranne i pochi che lo conoscono o che l'hanno ideato), ma quando l'espediente è abusato o troppo evidente, non solo perdi di credibilità e nessuno ti fila, ma crei disastrosi effetti controproducenti a catena.
Negli anni Settanta , se non sbaglio, qualche adepto degli Hare Krishna utilizzava un trucchetto ingenuo, ma efficacissimo: ti metteva in mano un oggettino accompagnando il gesto con un affabile sorriso a trentadue denti: “E' un regalo!”.
Tu, imbambolato, te ne restavi lì un po' perplesso ( quando mai qualcuno ti regala qualcosa?) e poi l'abile intortatore ti estorceva senza troppa fatica un po' di denaro. Come avresti potuto deludere una persona che ti regala qualcosa?
Ora a più di quarant'anni di distanza, per strada, capita di assistere a scenette piuttosto divertenti: sedicenti rappresentanti di ogni categoria svantaggiata (e,spesso, sono truffatori della peggior specie, perché minano nel profondo ogni rapporto di solidarietà...) cercano di piazzare nelle mani dei passanti un qualche amenicolo, ma , essendo la tecnica nota ai più, molti di loro si contorcono qual serpenti nelle Malebolge pur di evitare il contatto. Solo i più inesperti (i più giovani) cascano di nuovo nella trappola arrugginita.
Gli ottanta o i cinquecento euro piazzati nelle mani degli italiani sicuramente non cadranno per terra, ma qualche spin doctor o qualche esperto nella comunicazione dovrebbe avvertire Matteo che il giochino è logoro. Togliere la bandiera europea per raffigurarsi come difensore dell'italianità dura e pura gli porterà molti più guai di quanto pensi. 
Perché il popolo, e il nostro in particolare, ama farsi sedurre, è vero, ma quando capisce di essere stato ingannato, abitualmente reagisce in malo modo. 
E non ci sarà nessuna Celere a poter difendere Matteo, anche perché, diciamocela tutti, alla Celere il Renzino, nonostante il pietoso tentativo di rappresentarsi come il Mascelluto del Ventennio contro le demoplutocrazie europee, sta particolarmente sugli zebedei. 
E flettere i muscoli, come Ratman ci insegna, in ispecie quando il muscolo è flaccidino, è il primo passo per cadere nel vuoto.
arz62


martedì 25 dicembre 2012

Profe, il Monti lancia le agende e mette le mani nelle tasche dei compagni!

Non se la prenda Monti per quello che sto facendo (...non verrà di certo a saperlo e voi siete invitati a fare silenzio).
Ultimamente mi sta pure simpatico: il trattamento riservato a Berlusconi è stato degno di un grande umorista. Clap!Clap! Standing ovation.
La mia, è evidente, è una vigliaccata.
Correggere è più facile che scrivere, d'accordo, ma si tratta di un personaggio pubblico e la critica può solo fargli bene.
Incomincio. Se dovessi giudicare il componimentino “Agenda Italia” dall'introduzione , direi che è, ad essere indulgenti, un po' sconcertante: innanzi tutto, non vi è traccia di ironia e per un umorista come me è già un peccato capitale.
Poi l' agendina è buttata giù senza troppa convinzione: non vi si scorge nulla di luminoso ed esaltante.
Se c'è un “ghost writer” sicuramente va ripreso per la sciatteria dimostrata.
Mi sono immaginato Monti alle Scuole Medie alle prese con un Professore mediamente intelligente, mediamente colto, mediamente spiritoso, mediamente mal pagato che, durante le vacanze natalizie, si prende la briga di correggere una delle “agende Italia” che circola in Rete ( non dovrebbe essere quella corretta da Ichino).
Il suo allievo, il Monti ( siamo in Lombardia e l'articolo è d'obbligo), è bravo, sia chiaro, ma il docente , avendo le sue idiosincrasie e i suoi vezzi linguistici e correggendo malvolentieri i pacchi di compiti che gli sono rimasti sul gozzo, tende a usare la penna rossa come uno scalpello.
Insomma, il prof è un po' arrabbiato anche perché il Monti, sulla lavagna, prima delle vacanze, ha scritto: “Il profe è uno sporco conservatore!”.
Mariolino si era vendicato, prima, a sua volta:  il professore, il giorno precedente, gli aveva appioppato una nota per aver tirato un'agenda sulla testa dei Compagni!
arz©

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