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domenica 16 novembre 2014

Effetti perversi delle parole.

In genere le mie esternazioni (leggi: post) sono lette da un massimo di 60/70 persone.
E gran parte, credo, sono persone che conosco.
Il mio commento “Il porno dell'orrore” ha ora un numero di lettori spropositato rispetto al solito.
Temo che la parola “porno” abbia aiutato ( e mi scuso con chi ha letto quanto ho scritto senza alcuno spirito pruriginoso; non è mia intenzione di far di tutta un'erba un fascio).
Poiché il senso del post era condannare la conquista di una facile visibilità dei media attraverso mezzucci che alterano il valore dei fatti e delle notizie , la prossima volta mi riprometto di fornire titoli meno suggestivi per non far la figura dell'innaffiatore innaffiato.
Non perché non voglia divulgare il mio pensiero, sia chiaro, ma per evitare di attirare chi, a fronte del titolo “Il porno dell'orrore”, si aspettava qualcos'altro, rimanendone alquanto deluso. Già me lo vedo gridare: "Orrore!" per l'evidente mancanza di "porno" ;-)

Scherzo, more solito, ma vi assicuro che il titolo, nelle mie intenzioni, non voleva essere un malizioso specchietto per le allodole.
arz

sabato 15 novembre 2014

Il porno dell'orrore.

Ho sempre più repulsione per le immagini che circolano in Internet ( in questo caso la mia irritazione non è solo linguistica) : c'è un piacere necrofilo, un porno dell'orrore che avanza.
Certo, stimola la curiosità della Rete e aumenta le visite.
Quando le truppe dell'Isis trasmettono le loro barbare esecuzioni contano esattamente sull'effetto mediatico e sul potere di penetrazione delle immagini. Personalmente, pur essendo molto curioso, non ho mai cercato di vedere prodotti mediatici di tal fatta, in particolare quelle immagini e quei video che sono state raccolti proprio per suscitare orrore e raccapriccio; non riesco a vedere fino alla fine nemmeno un film horror, figuriamoci se riesco a compiacermi dell'orrore della realtà!
Non mi sento di condannare chi riesce a reggere l'impatto, sempre che lo faccia nello spirito della conoscenza e non del gusto del macabro.
Mi colpisce, però, vedere che un video che è circolato in Internet e che rappresenta in modo chiaro l'orrore della guerra visto dalla parte dei bambini ( c'è un bimbo che si finge morto per salvare la sorellina) ha collezionato un bel numero di visualizzazioni. Orbene, sembrerebbe un falso.
Chi lo ha realizzato dice di averlo fatto a fin di bene. Io francamente sento puzza di propaganda al contrario.
A fin di bene si dovrebbe rappresentare la realtà così com'è e non stravolgerla a proprio piacimento; cedere alla deformazione dell'informazione, e mi si scusi il gioco di parole, è segno che la barbarie ha fatto un bel passo avanti.
Questa mia repulsione nei confronti di un modo di gestire la notizia, che vorrebbe essere d'avanguardia e che risulta invece essere un miserevole modo per raccogliere un "Like", è un segno evidente della mia incapacità di adeguarmi ai tempi. 
Datemi pure del vecchio barbogio: è la pura verità !;-(


http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/15/news/siria_falso_il_video_dei_bambini_sotto_tiro_cecchini-100628961/?rss

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