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venerdì 29 settembre 2023

La mela, il fico...e la pesca!

 


C’è una “cosa” (scusatemi il linguaggio vago) che viene trasmesso in Tv o pubblicato in Rete e che per qualche motivo ha qualcosa di anomalo (per la realizzazione, per il contenuto o per l’ ideazione).

L’anomalia deve colpire qualche aspetto della società, magari collegato a qualche tabu ancestrale: sesso, religione, famiglia, sangue o morte…

La “cosa” deve colpire per il linguaggio, per la lunghezza dello stesso, per l’uso anomalo degli stilemi comunicativi, per la distorsione per iperbole per eccesso o per difetto.

Non deve mancare, per dare pepe, qualche aspetto provocatorio e divisivo.

Si butta la “cosa” nell’etere nei canali più adeguati. 

Si shakera, magari la si insaporisce un po’ con qualche commento farlocco ad arte.

Si aspetta che il pubblico si senta provocato e intervenga per dire la sua.

Si eccita il Guelfo e il Ghibellino perché prenda posizione.

Anche se il Ghibellino se ne starebbe calmo e tranquillo, al primo attacco del Guelfo, indosserà l’usbergo e impugnerà il ferro.

La “cosa” si gonfia come la panna e viene rimbalzata dalla Rete ai giornali, dai giornali alla pubblica opinione e dalla pubblica opinione alla Rete con l’effetto dello specchio di barberia che moltiplica le immagini e le sensazioni di piacere e di disgusto.

Ed ecco che la mela (o il fico) di Eva che viene divorato avidamente da tutti, volenti o nolenti, perché tutti si sentano “come Dio”, padroni del bene e del male.

Ah, può essere una mela o una pesca, eh!

venerdì 15 luglio 2022

Dalla Gig-economy alla Gonz-economy! Come turlupinare le giovani generazioni.

 La trama è semplice: un giovane intervistatore corre trafelato all’inseguimento di una macchina di lusso che avanza lentamente. Alla guida della super-macchina ci sta un bel giovane, ben pettinato, che educatamente abbassa il finestrino per rispondere alla domanda dell’inseguitore: “E’ tua la macchina?” Con fare professionale il giovane alla guida conferma che l’auto è sua e non dei suoi genitori. Insomma, se l’è guadagnata, non è un “bamboccione”.

L’intervistatore lo incalza: “Come hai fatto a guadagnare così tanti soldi?”

E il giovane, sempre con l’undestatement dei ricchi incalliti e anche un po’ stronzi: “Come? Ma è semplicissimo!”. Insomma, sotteso è il pensiero: se tu non ci sei arrivato, vuol dire che sei proprio tonto! E poi con un fil di voce aggiunge una parolona o che comincia con e (e-commerce, e-bussiness, e-checazzo) o la parolina magica “investimento” con qualche aggettivo di mezzo e che finisce con “online”.

Per farla breve il messaggio implicito è questo: partendo dal nulla, senza alcuna competenza pregressa e nel giro di poco tempo, è facilissimo diventare ricchissimi, investendo in qualche attività online. Basta volerlo. Senza l'aiuto di nessuno, eh, men che meno dei genitori!

Lo so, sono un vecchio boomer brontolone, ma proprio per esperienza e per la lettura compulsiva delle “Avventure di Pinocchio”, diffido sempre dei Gatti e delle Volpi che promettono alberi con gli zecchini d’oro. 

Probabilmente l’astuta campagna è stata orchestrata da qualche mio coetaneo furbetto, esperto in organizzazioni piramidali, atte a scucire dalle tasche degli ingenui giovinotti i pochi spiccioli rimasti, prospettando loro una novella Età dell’Oro, un qualche Paese di Cuccagna o dei balocchi della tradizione popolare e letteraria (Boccaccio e Collodi, in primis).

Forza, giovinotti, si va alla grande dalla Gig-economy alla Gonz-economy! Anzi no: e-Gonz-economy!

martedì 31 dicembre 2019

SUV, influencer e polli.


Un “influencer” russo prende un SUV di gran costo, ma di scarsa virtù, a suo avviso, e lo aggancia a un elicottero che lo fa cadere da grande altezza.
L'”influencer” assiste allo spettacolo del SUV che si schianta a terra seduto su una sedia regista.
Il filmato dell'idiozia (che vedremo non è tale) è tra i più cliccati nella Rete e rimane in bacheca dei nostri giornali per molti giorni, poiché la regola che la notizia balzana ha la meglio sulle notizie banali viene insegnata nelle scuole di giornalismo.
L'”influencer” non è un'idiota, come potrebbe sembrare: è un “influencer” e il suo obiettivo è quello di essere visto da più persone possibili per poi piazzare qualche pubblicità subliminale e non nei suoi messaggi video.
C'è riuscito? Sì. Perfettamente.
Eppure ha fatto una cosa idiota e sono sicuro che tutti la ritengono tale: chi butterebbe un SUV da 200 mila dollari da grande altezza?
Non offendetevi: gli idioti, ovviamente, siamo noi che abbiamo visto la clip.
E, rullo di tamburi!, il sottoscritto che la commenta.
Ecco un esempio lampante di come funzionano le cose in Internet.
Alcuni furbacchioni che conoscono i loro polli lanciano un'esca. L'esca fa schifo, ma i polli badano più all'apparenza che alla sostanza e il vermiciattolo sembra appettitoso.
Probabilmente è un verme di plastica, indigeribile, potenzialmente dannoso, ma i polli non sono tanto astuti. 
E abboccano.
Sull'abboccamento dei polli i furbacchioni si arricchiscono e probabilmente in cuor loro pensano del loro pubblico: “Che polli!”
Poiché la pollaggine è una malattia molto contagiosa, peggio dell'aviaria,  coloro che ritengono di essere più intelligenti dei polli e che pensano che il verme sia immangiabile lanciano l'allarme: “Attenti, cari polli! Il verme è di plastica: niente proteine, solo idrocarburi sofisticati! Fa malissimo! Vi verrà la cacarella!”
Sull'allarme "vermi plastici" si innesca in Rete una lunga discussione che incentiva chi fino ad allora era ignaro della questione ad andarsi a vedere il video: insomma, ognuno vuole constatare direttamente se il verme è di plastica o è ricco di proteine nobili.
E il numero dei click aumenta.
E l'influencer gode.
Gode ancora di più nel vedere che coloro che non si ritengono polli appartengono anche loro alla stessa specie, contribuendo ad allargare il pubblico dei polli. Pensano: "Che polli al quadrato!"
Insomma, in fin della fiera, noi tutti siamo polli, fortissimamente polli. 
E lo spiedo gira. Inesorabile.

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